venerdì 21 dicembre 2018

Avete indentificato "Babilonia la grande"?


Se avete ancora qualche dubbio che l'infedele Israele sia la "Babilonia la grande" che subirà presto il giusto giudizio di Dio, vi invito a confrontare con attenzione i seguenti passi biblici con la realtà odierna (Apocalisse 17:1-5). Apro una doverosa parentesi. Con "Israele" non mi riferisco a tutti gli israeliani o a tutti gli ebrei di nascita o discendenza. Fra loro ci sono molte "brave" persone e alcuni "amici" seguono con interesse anche questa pagina. Mi riferisco piuttosto alla "nazione" nell'insieme, con le dovute eccezioni, che si è allontanata dall' "Iddio d'Israele", e in particolare alle sue istituzioni politiche e religiose. 

Fin dalle origini della sua storia, almeno per come è raccontata dalla Bibbia, la città di Babilonia è contraddistinta da un atteggiamento orgoglioso e di opposizione alla volontà di Dio. Il fondatore di Babele (antico nome di "Babilonia") si chiamava Nimrod, "potente cacciatore davanti al Signore (YHWH)". L'obiettivo dichiarato di quegli uomini che fondarono la città era costruirsi una 'torre la cui cima giungesse fino al cielo', diventare famosi ed evitare di sparpagliarsi sul pianeta, come invece Dio aveva comandato. Non è forse vero che anche l'odierna Israele è una nazione "potente" e "famosa" a livello mondiale? Possiede infatti uno degli eserciti più potenti e più specializzati al mondo e la sua influenza sugli affari mondiali è a tutti i livelli. 

Un'altra caratteristica viene fuori analizzando un particolare di quell'antica città. È interessante che non fu costruita con semplici pietre e calce, ma adoperando "mattoni cotti con il fuoco" e "bitume", sicuramente un'evoluzione "tecnologica" nella tecnica costruttiva di allora. Ricordo che siamo agli albori della storia, in Mesopotamia, dove ebbe inizio la "civiltà". Israele forse non è all'avanguardia in fatto di "tecnologia" e "ricerca scientifica"? Gli scienziati israeliani, per esempio, sono riusciti a creare in laboratorio perfino una "bistecca" di carne artificiale, senza dover uccidere nessun animale, e hanno progettato una sonda spaziale destinata ad atterrare sulla Luna! Non che ci sia qualcosa di male in queste "invenzioni", anzi. Ma è solo per rendere l'idea dello straordinario livello di progresso scientifico che la nazione può vantare. 

Dio frustrò i piani dei costruttori della "torre" confondendo le loro lingue, in modo che non potessero capirsi, e così finirono per abbandonare il loro progetto ribelle e disperdersi su tutta la terra. Il nome "Babele" deriva da un verbo che significa "confondere" e ancor oggi è spesso usato cone sinonimo di "chiassosa confusione" o "eccessivo disordine". Specialmente negli ultimi anni Israele, e in particolare alcune delle sue città più popolose, è diventata una "chiassosa accozzaglia" degli orientamenti politici, religiosi e perfino sessuali, più disparati. Soprattutto in campo religioso domina la "confusione" più totale. Da un punto di vista strettamente "civile", non si può certo dire che, nei fatti, rappresenti degnamente Dio, il quale "non è un Dio di confusione, ma di pace", dal momento che risponde alla violenza con la violenza e alla guerra con altra guerra (Genesi 10:8-10; 11:1-9; 1 Corinti 14:33).

In seguito, quando l'impero babilonese conquistò Gerusalemme, non solo assoggettò a schiavitù molti ebrei, ma profanò pure i "tesori" del tempio di Dio portandoseli a Babilonia (2 Re 24:10-16). Ogni volta che Israele usa impropriamente il nome di Dio per i suoi scopi "terreni", di conquista e predominio spietato, lo profana disgustosamente! 

Questa moderna "Babilonia" sarà completamente distrutta e l'infedele Israele lascerà il posto agli ebrei fedeli che restaureranno la "nuova Gerusalemme". "Si ode sui monti un rumore di gente, come quello di un popolo immenso; il rumore di un tumulto di regni, di nazioni radunate", le "nazioni" che compongono il "re del settentrione" di cui abbiamo già parlato. "Vengono da un paese lontano ... per distruggere tutto il paese". 

E voi? Ora che avete identificato "Babilonia", ve ne state allontanando in fretta, come invitò a fare Gesù, al "suono" del "popolo immenso" che sta già marciando contro "Gerusalemme"? Quando quelle "nazioni" nemiche sferreranno a breve il loro attacco, la profezia avverte che "come gazzella inseguita, o come pecora che nessuno raccoglie, ognuno si volgerà verso il suo popolo, ognuno fuggirà al proprio paese". Ma potrebbe essere troppo tardi. "Chiunque sarà trovato sarà trafitto, chiunque sarà preso cadrà di spada. I loro bimbi saranno schiacciati davanti ai loro occhi, le loro case saranno saccheggiate, le loro mogli saranno violentate". (Matteo 24:15-18; Isaia 13:1,4,5,14-16,17) Che brutta fine per non aver dato ascolto all'avvertimento profetico! Non lo auguro a nessuno. 

Perciò, se tenete alla vostra stessa vita o a quella dei vostri cari, "uscite da Babilonia" ora! (Apocalisse18:4). Ricordate che non risparmieranno nemmeno i bambini! Se la vostra "patria" è altrove, tornateci al più presto. Se vivete a Israele, cercate i modi per allontanarvi dalla "zona di pericolo" senza dare troppo nell'occhio. Fatelo con discrezione e buon senso, ma fatelo alla svelta! "Babilonia ... sarà come Sodoma e Gomorra quando Dio le distrusse". Quando i messaggeri angelici di Dio entrarono a Sodoma e Gomorra per avvertire dell'imminente distruzione, invitarono il giusto Lot ad abbandonare il posto insieme alla sua famiglia, esattamente come ora Dio sta facendo con voi. Lot ubbidientemente cercò di convincere anche i parenti a fuggire, ma non diedero peso alle sue parole. All'alba gli angeli (notate) sollecitarono Lot a partire. "Ma egli indugiava; e quegli uomini (cioè gli angeli) presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, perché il Signore (YHWH) lo voleva risparmiare" e, dopo averli condotti fuori dalla città, dissero loro di mettersi al sicuro, fuggendo sul monte. Alla fine si rifugiarono in una cittadina vicina e furono salvati (Genesi 19:12-22). State indugiando anche voi? Attraverso questo messaggio Dio vi sta "prendendo per mano" perché vuole risparmiare voi e i vostri cari da una morte sicura. Afferrate la Sua potente "mano" finché siete in tempo e tenetevela ben stretta!
Mentre "Babilonia" sarà distrutta per sempre, nel senso che non esisterà più un Israele "infedele", Dio "avrà pietà di Giacobbe, sceglierà ancora Israele e li ristabilirà sul loro suolo; lo straniero si unirà a essi e si stringerà alla casa di Giacobbe" (Isaia 14:1). Sì, un "rimanente" di Israele, alcuni ebrei che sopravviveranno alla distruzione di "Gerusalemme", tornerà al suo Dio e ricostruirà la città con il sostegno degli "stranieri", persone di altre nazioni, che 'si stringeranno' affettuosamente a quei superstiti. 

Una volta che Gerusalemme sarà completamente restaurata, Dio ne sarà il custode e tutti  i "nemici" saranno stati definitivamente allontanati, con l'approvazione di Dio potrete abitare 'ciascuno sotto la propria vite e sotto il proprio fico, senza che nessuno vi spaventi' (Michea 4:4). Quello sarà il momento per rilassarvi e godere delle benedizioni di Dio insieme alla vostra amata famiglia. Ma, per ora, avvaletevi di tutta la protezione che Dio vuole concedervi, ascoltando con prontezza il Suo avvertimento. "Va', o popolo mio, entra nelle tue camere (o "stanze interne"), chiudi le tue porte dietro di te; nasconditi per un istante, finché (o "fino a quando") non sia passata l'indignazione (o eseguito il giudizio)" (Isaia 26:20).

sabato 15 dicembre 2018

"Cercate il Signore (YHWH), voi tutti umili della terra!" (Sofonia 2:3)



È vero che Dio ha stretto un "patto" eterno con i Suoi adoratori di discendenza ebraica, in virtù delle promesse fatte ai loro patriarchi. Ma, come abbiamo spiegato in più occasioni (e lo ribadiamo qui), "Dio non fa distinzioni, ma in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito" (Atti 10:34,35). Numerose profezie, infatti, si riferiscono a persone di tutte le nazioni che Lo avrebbero adorato con la Sua approvazione. 

Attraverso il profeta Sofonia Dio invita "tutti gli umili della terra", e non solo gli ebrei, a cercare il Suo favore, 'mettendo in pratica i suoi precetti'. A tutti noi dice: "Cercate la giustizia, cercate l'umiltà! Forse sarete messi al sicuro nel giorno dell'ira del Signore (YHWH)". Quel "giorno" è un periodo di tempo futuro nel quale Dio giudicherà e poi eseguirà il Suo giudizio sul mondo intero. Inizierà con l'intronizzazione del Messia predetto, Gesù Cristo, come re del Suo regno (probabilmente intorno al 4 aprile 2019), e terminerà in un tempo imprecisato, con il Suo "grande e terribile giorno", nel quale sarà eseguito il "giudizio universale". Il profeta esorta tutti a 'cercare Dio', "prima che si esegua il decreto e quel giorno passi come la pula", ovvero al massimo entro i prossimi anni del "giorno dell'ira" di Dio (Sofonia 2:1-3; Gioele 2:31).

Poco prima della sua dipartita, Mosè, condottiero del "popolo" ebraico, disse: "Nazioni, cantate le lodi del suo popolo!" Tutti dovremmo unirci, in senso spirituale, gioiosamente al Suo "popolo", agli ebrei di nascita, nell'adorazione del solo vero Dio, Creatore del cielo e della terra (Deuteronomio 32:43). Date ascolto anche voi al "vangelo eterno", la "buona notizia del regno", che l' "angelo" (i messaggeri spirituali di Dio) sta annunciando "a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo (proprio a tutti)"? Egli dice: "Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l'ora del suo giudizio". Non basta adorare un dio qualsiasi, ma solo "colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque", l' "Iddio d'Israele", ma anche il nostro, "il cui nome è Geova (YHWH), l'Altissimo su tutta la terra" (Apocalisse 14:6,7; Salmo 83:18).

Apriamo una parentesi. Che dire di Gesù, il Figlio di Dio? Dovremmo adorare anche lui? Anche se è una "figura chiave" nel proposito di Dio, il nostro "Salvatore", la Bibbia dice che egli non è il "Creatore", l'unico che dovremmo adorare, ma "il primogenito di ogni creatura", colui che Dio ha creato prima di ogni altra cosa in cielo e sulla terra (Atti 4:12; Colossesi 1:13-17). Ricordate che ogni atto di adorazione che non sia rivolto al Creatore, ma a una qualsiasi delle Sue creature, per quanto "santa" o "divina" possa essere, è "idolatria", un grave peccato agli occhi di Dio. La Parola di Dio condanna quelli che 'adorano e servono la creatura invece del Creatore' (1 Corinti 10:14; Apocalisse 21:8; Romani 1:25).

Agli ebrei di nascita l' "Iddio d'Israele" ha affidato l'incarico di "testimoniare" a Suo favore davanti a tutte le nazioni. Dopo averli invitati a 'cercarlo e a 'ricordarsi per sempre del Suo patto', dice: "Raccontate la sua gloria fra le nazioni e le sue meraviglie fra tutti i popoli! Poiché il Signore (YHWH) è grande e degno di sovrana lode; egli è tremendo sopra tutti gli dèi. Poiché tutti gli dèi dei popoli sono idoli vani, ma il Signore (YHWH) ha fatto i cieli". E poi, rivolgendosi agli "abitanti di tutta la terra", dice: "Cantate al Signore (YHWH), annunciate di giorno in giorno la sua salvezza!" Dio invita a darGli "la gloria dovuta al suo nome", a 'prostrarsi' e "tremare" davanti a Lui in segno di adorazione e rispetto (Isaia 43:10; 1 Cronache 16:11-18, 23-30).

È profetizzato che, "negli ultimi giorni", quando "Gerusalemme" sarà stata "restaurata", "tutte le nazioni" vi andranno per essere istruiti da Dio. Allora "Egli giudicherà tra nazione e nazione e sarà l'arbitro fra molti popoli; essi trasformeranno le loro spade in vomeri d'aratro e le loro lance in falci. Una nazione non alzerà più la spada contro un'altra, e non impareranno più la guerra" (Isaia 2:2-4). Al contrario, quelli delle "nazioni" che si saranno mostrati "ostili" al "popolo" ebraico di Dio, sono invitati a prepararsi alla "guerra" con Dio. "Infatti ecco, in quei giorni, in quel tempo, quando ricondurrò dell'esilio quelli di Giuda e Gerusalemme (dopo la "restaurazione" predetta), io adunerò tutte le nazioni e le farò scendere nella valle di Giosafat (nome che significa: "Geova (YHWH) giudica"). Là le chiamerò in giudizio a proposito della mia eredità, il popolo d'Israele, che esse hanno disperso tra le nazioni, e del mio paese, che hanno spartito fra di loro (durante il futuro "assedio" e "distruzione" di "Gerusalemme")". "Ecco, io li richiamo dal luogo dove voi li avete venduti e farò ricadere le vostre colpe sul vostro capo (eseguendo il giudizio)". "Proclamate questo fra le nazioni! Preparate la guerra! Risvegliate i prodi! Vengano e salgano tutti gli uomini di guerra!" (Gioele 3:1-9).

E voi da che parte volete essere? Dalla parte delle "nazioni" che combatteranno contro Dio o dalla parte di Dio e del Suo "popolo" ebraico fedele? Siate determinati ad adorare solo il Creatore, l' "Iddio d'Israele", e nessun altro. Non vi lasciate "sedurre" dalla propaganda satanica di chi vorrebbe farvi "adorare" qualche essere umano o qualche nazione a dispetto della volontà dell'unico vero Dio. Unitevi al Suo "popolo" nel "restaurare" "Gerusalemme", ripristinandovi la vera adorazione, e annunciate "di giorno in giorno" la Sua salvezza. È confortante sapere che, grazie alle nuove tecnologie, questo mio post può essere letto e apprezzato in tutto il mondo, anche se in orari diversi a motivo del fuso orario. L' importante è che "da dove sorge il sole fin dove tramonta sia lodato il nome del Signore (YHWH)" (Salmo 113:3). Voi siete fra quelli che 'lo lodano'? 😉

Quando le "nazioni" nemiche di Dio saranno radunate "nella valle di Giosafat", o ad "Harmaghedon", in occasione del "grande e tremendo giorno del Signore (YHWH)", il re incaricato, Gesù Cristo, 'colpirà le nazioni' e "le governerà con una verga di ferro". Nessuno di loro scamperà. Solo chi "avrà perseverato fino alla fine" sarà 'messo al sicuro nel giorno della sua ira'. La "nuova Gerusalemme" 'scenderà dal cielo' (il regno di Dio avrà sede nella Gerusalemme "restaurata"). "Le nazioni cammineranno alla sua luce", e le "foglie" dell' "albero della vita" piantato nella "città" saranno "per la guarigione delle nazioni". Dio "abiterà" con "i suoi popoli" (persone di "ogni nazione, tribù, popolo e lingua"), "sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore". Questo è il futuro "luminoso" che attende tutti coloro che sperano nel Creatore con fede e amore (Apocalisse 7:9; 16:16; 19:11-21; 21:2-4, 24; 22:2; Matteo 24:13).
 

"Casa d'Israele", riconoscete le vostre colpe! (Osea 5:15)



Alcuni ebrei di nascita sono forse troppo duri a comprendere, da riconoscere le loro colpe? Attraverso il profeta Osea Dio amorevolmente gliele ricorda, mettendo ciascuno faccia a faccia con i propri peccati, nella speranza che cambino condotta prima che sia troppo tardi. 

Tanto per cominciare, Israele si è macchiato di "infedeltà" spirituale contro Dio. Nel momento in cui confida nel sostegno militare delle altre nazioni, sia del "Nord" che del "Sud", anziché nella "forza" dell' "Iddio d'Israele", "si prostituisce" spudoratamente con i "re della terra", grazie ai quali si è arricchito (Osea 2:2,5; 7:11; Apocalisse 17:2;18:3). 

Ma i loro peccati non finiscono qui! "Si spergiura, si mente, si uccide, si ruba, si commette adulterio; si rompe ogni limite e si aggiunge sangue a sangue" (Osea 4:2). Sono colpevoli di menzogne e inganno e non c'è limite al male che commettono! L'immoralità sessuale dilaga, in quanto approvano pratiche come omosessualità, adulterio e prostituzione! Sono così "inebriati" dal sesso illecito, che non riescono più a fermarsi (Osea 4:11-14;5:4; Romani 1:26-28). Loro che dovrebbero rappresentare l'Iddio d'amore, "uccidono", aggiungendo "sangue a sangue". È vero che le violenze le commettono anche dall'altra parte, ma nemmeno volendo possono nascondere ciò che è sotto gli occhi di tutti. Non passa giorno che non si legge o non si sente di soldati israeliani che hanno torturato o ucciso persone palestinesi, anche bambini! Ed era perfino predetto che si sarebbe saputo:《Di loro si dice: "Scannano uomini"》(Osea 13:2).

Invece di riporre la loro fiducia nelle "ricchezze" spirituali, nei "tesori in cielo", si vantano delle loro risorse materiali, il "compenso" ricevuto dai loro "amanti", e sono troppo orgogliosi per ammettere le loro colpe (Osea 2:12; 5:5;9:1;12:9; Matteo 6:19-21). Anche se credono di adorare Dio, Egli non gradisce la loro adorazione contaminata dalla malvagità (Osea 8:13). Particolarmente riprensibili sono i loro "sacerdoti", o guide religiose, che "come una banda di briganti attende in agguato la gente ... assassinano... commettono scelleratezze". E i loro "capi" politici, che Dio non ha nominato, pensano a "divertirsi" piuttosto che "vedere" che 'gli stranieri divorano la forza' dei loro sudditi, rendendoli vulnerabili (Osea 4:9,10;6:9;7:5,9;8:4).

A motivo di tutti questi peccati, l'infedele Israele (che altrove chiamiamo anche infedele "Gerusalemme") sarà presto punito. "I giorni della punizione vengono, vengono i giorni della retribuzione; Israele lo saprà!". "Poiché costoro seminano vento e raccoglieranno tempesta; la semenza non farà stelo, i germogli non daranno farina, e se ne facesse, gli stranieri la divorerebbero". La predetta "grande tribolazione" li coglierà di sorpresa, mentre si illuderanno di stare al sicuro (Osea 8:7; 9:7; Matteo 24:21; 2 Tessalonicesi 5:8). I suoi "amanti" vedranno la sua devastazione e ne prenderanno parte. Nessuno di loro lo difenderà, nemmeno i suoi "alleati" occidentali. "I loro capi cadranno di spada ... nel paese d'Egitto (a sud d'Israele) si faranno beffe di loro" (Osea 2:9-13; 5:13; 7:16; Apocalisse 17:16; 18:8,9). 

Alcune loro città sono moderne e all'avanguardia, piene di grattacieli e strutture monumentali che sfoggiano lusso e benessere. "Israele ha dimenticato colui che li ha fatti e ha costruito palazzi. Giuda ha moltiplicato le città fortificate; ma io manderò il fuoco nelle loro città ed esso divorerà i loro castelli". "Le loro cose preziose, comprate con denaro, le possederanno le ortiche; le spine cresceranno nelle loro tende". "Come un'aquila, piomba il nemico sulla casa del Signore (YHWH)), perché hanno violato il mio patto e hanno trasgredito la mia legge". Quando i "regni del settentrione" li attaccheranno, come abbiamo visto nel post precedente, e "i popoli si raduneranno contro di loro",《diranno ai monti: "Copriteci!" e ai colli: "Cadeteci addosso!"》. Nessun uomo e nessuna nazione, per quanto grandi e imponenti come "monti" o "colli", potranno proteggerli dal giudizio di Dio. E la profezia indica con precisione anche il periodo di tempo in cui si compirà tutto questo. "Basterà un mese a divorarli con i loro beni" e "all'alba il re d'Israele sarà perduto senza rimedio" (Osea 8:1,14; 9:6; 10:8,10; 5:7; 10:15).

Il fatto che Dio punirà Israele per la sua "infedeltà" non significa che abbia rigettato completamente il Suo "popolo" ebraico. Al contrario, Egli "corregge colui che ama", e proprio mediante il Suo profeta ricorda la cura "paterna" con la quale aveva trattato in passato gli ebrei. "Io li attiravo con corde umane, con legami d'amore...e portavo loro dolcemente da mangiare". Promette: "Io guarirò la loro infedeltà, io li amerò di cuore, poiché la mia ira si è distolta da loro". E riferendosi a Israele come a una donna, dice: "Io l'attirerò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore". Queste ultime parole ci ricordano la profezia parallela dell'Apocalisse sulla "donna", il "popolo" ebraico di Dio, come abbiamo già visto, che troverà riparo dalle insidie sataniche "nel deserto" "per 1260 giorni", o "tre tempi e mezzo". Durante il suo futuro "esilio" "nel deserto" creato dalle nazioni "nemiche" che l'attaccheranno, il "popolo" ebraico sarà preservato dall'annientamento, Dio 'parlerà al suo cuore' e alcuni "superstiti" torneranno a Lui (Proverbi 3:11,12; Osea 11:4; 14:4; 2:14). 

Ma già ora l' "Iddio d'Israele" li invita a 'riconoscersi colpevoli' e a 'cercare la sua faccia', ovvero la Sua approvazione. "Seminate secondo giustizia e farete raccolta di misericordia ... poiché è tempo di cercare il Signore (YHWH)". "Tu, dunque, torna al tuo Dio, pratica la misericordia e la giustizia, e spera sempre nel tuo Dio". Ricordando la storia di Israele, quando li liberò dalla schiavitù egiziana e diede la Sua Legge perché li guidasse, Dio fa appello al loro cuore: "Io sono il Signore (YHWH), il tuo Dio, fin dal paese d'Egitto; tu non devi riconoscere altro Dio all'infuori di me, all'infuori di me non c'è salvatore". E poi la Sua esortazione finale: "O Israele, torna al Signore (YHWH), al tuo Dio, perché tu sei caduto per la tua iniquità". Nella Sua premura Dio, per fargliela piu facile possibile, suggerisce loro pure ciò che dovrebbero dire.《Preparatevi delle parole e tornate al Signore (YHWH)! Ditegli: "Perdona tutta l'iniquità e accetta questo bene; noi ti offriremo, invece di tori, l'offerta di lode delle nostre labbra"》. Dovrebbero inoltre ammettere che le nazioni del mondo non possono salvarli e smettere di confidare nelle proprie forze militari (Osea 5:15; 10:12; 12:7; 14:1-3).

Voi, ebrei della "casa d'Israele", che ascoltate oggi queste parole, avete riconosciuto le vostre colpe? Considerate con disgusto la "malvagità" che commettono i vostri connazionali o vi sollazzate nel "lusso sfrenato" insieme ai vostri "sacerdoti" e "capi" politici? State tornando al vostro Dio? "Ascoltate la parola del Signore (YHWH), o figli d'Israele. ... poiché non c'è verità, né misericordia, né conoscenza di Dio nel paese". "Ho parlato ai profeti, ho moltiplicato le visioni, e per mezzo dei profeti ho proposto parabole". Ricordate la Legge del vostro Dio, imparate ad adorarlo come piace a Lui. Ricordate che "mediante un profeta" (Mosè) Dio condusse i vostri antenati "fuori d'Egitto". 
Ascoltate le parole che vi trasmette attraverso i Suoi "profeti" odierni (Osea 4:1,6; 12:11; Zaccaria 4:4,5; Gioele 2:28,29).

È profetizzato che alla fine un "rimanente" del "popolo" ebraico riconoscerà il suo Dio e stringerà  un "patto" eterno con Lui. "I figli d'Israele torneranno a cercare il Signore (YHWH), loro Dio, ... e ricorreranno tremanti al Signore (YHWH) e alla sua bontà, negli ultimi giorni". Dopo che "Gerusalemme" sarà stata "restaurata" in tutta la sua bellezza fisica e spirituale, Dio 'veglierà' per sempre sul Suo "popolo" redento. "Giuda sarà abitata per sempre, e Gerusalemme di età in età. ... E il Signore (YHWH) dimorerà in Sion" (Osea 2:16-23; 3:5; 14:5-8; Gioele 3:20,21).

"Chi è saggio ponga mente a queste cose!", conclude il profeta Osea. "Chi è intelligente le riconosca! Poiché le vie del Signore (YHWH) sono rette; i giusti cammineranno per esse, ma i trasgressori vi cadranno"  (Osea 14:9).

Come reagirete all'"avanzata" nemica? (Geremia 1:14,15; Ezechiele 38:15,16)



Quando, attraverso i mezzi di comunicazione, apprendete, in adempimento delle profezie bibliche, che i "regni del settentrione" si stanno muovendo verso Gerusalemme, in vista del suo futuro assedio e conseguente distruzione, come reagite? Pensate che la cosa non vi tocchi minimamente, forse perché non vi riguarda da vicino? Dovrebbe invece, perché lì si "scriverà" presto un "capitolo" importante per la "storia" del mondo intero (Daniele 11:29-31; Zaccaria 1:15).

Certo, non fa piacere a nessuno sentir parlare di guerre o distruzione e morte. Ci auguriamo sempre che alla fine prevalga la pace fra tutti i popoli. Ma la storia farà il suo corso, come Dio ha predetto, nel bene e nel male, che ci piaccia o no. Alcuni forse sono spaventati da queste "cattive" notizie e vanno in preda al panico. Quale dovrebbe essere la "giusta" reazione di chi ha fede in Dio? Ce lo dice il profeta Daniele, subito dopo aver descritto l' "avanzata" dei "nemici" contro Gerusalemme. "Quelli che avranno abbandonato il patto santo (gli ebrei infedeli)", che "lo tradiscono" disubbidendo ai comandamenti di Dio, saranno "corrotti" dalle "lusinghe" del "re del settentrione". Quest'ultimo "colmerà di onori quelli che lo riconosceranno", cercando di guadagnarsi "con le buone" o con la forza il sostegno sia degli ebrei che di altri. "Ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio", precisa il profeta, "mostrerà fermezza e agirà" (Daniele 11:30,31,39). Analizziamo le sue parole.

Coloro che hanno fede in Gesù, il Messia predetto, non dovranno combattere né sostenere alcuna azione violenta. "Tutti quelli che prendono la spada periranno di spada", avvertì. Ci ha insegnato a non ricambiare le offese, ma a "porgere l'altra guancia". "Le armi della nostra guerra non sono carnali" ci ricorda l'apostolo Paolo. I cristiani "si adoperano per la pace" con tutti (Matteo 26:52; 5:9,39-41; 2 Corinti 10:3,4; Romani 12:18). In che modo quindi dovremmo mostrare "fermezza"? Quando gli ebrei si trovarono in trappola fra il faraone che li inseguiva e il mare che sbarrava loro la strada, "ebbero una gran paura" e iniziarono a dubitare di aver fatto bene a lasciare l'Egitto. Ma Mosè disse: "Non abbiate paura, state fermi (notate) e vedrete la salvezza che il Signore (YHWH) compirà oggi per voi" (Esodo 14:10-13).

In quella, come in altre occasioni, non avrebbero dovuto combattere, ma stare "fermi", sicuri che Dio avrebbe combattuto per loro. Ricordate l'anomalo "esercito" di cavalleria, descritto nell'Apocalisse, che attaccherà l'infedele "Gerusalemme"? "I cavalli avevano delle teste simili a quelle dei leoni e dalle loro bocche usciva fuoco, fumo e zolfo" (Apocalisse 9:16-19). Cosa significa questo? Lo chiarisce il re Davide riferendosi profeticamente a quell' "attacco" futuro. "L' anima mia è in mezzo a leoni; dimoro tra gente che vomita fiamme, in mezzo a uomini i cui denti sono lance e frecce e la cui lingua è una spada affilata". Le nazioni "malvage" cercheranno di "divorare" l'intero "popolo" ebraico di Dio, "oltraggiandolo". 

Ma notate la reazione. "Il mio cuore è saldo (o rassicurato), o Dio", perché  "l'anima mia cerca rifugio in te; e all'ombra delle tue ali io mi rifugio finché sia passato il pericolo" (Salmi 57:1-4,7). Riuscite a percepire il senso di sicurezza che deriva dall'assoluta fiducia nel potere di Dio di proteggerci? Chi si comporta bene, chi "teme il Signore (YHWH) e trova grande gioia nei suoi comandamenti", chi è "onesto", "misericordioso" e  "giusto", non avrà nulla da temere. "Non temerà cattive notizie; il suo cuore è saldo, fiducioso nel Signore (YHWH). Il suo cuore è tenace, privo di paure" (Salmo 112:1-9). Dunque un'incrollabile fede in Dio ci permetterà di mostrare "fermezza" e non lasciarci spaventare dai "nemici" che avanzano. 

La parola ebraica resa "fermezza" implica anche l'idea di "forza", o determinazione, nel seguire la guida di Dio e nel perseverare in ciò che è giusto. Più volte Dio incoraggiò il Suo "popolo" ebraico a ricordarsi della Sua guida amorevole per essere "forte" e "tenersi stretto" a Lui, come un bambino che tiene "stretta" la "mano" del genitore che lo guida e lo protegge (Deuteronomio 4:1-4; 11; 13:1-4; 30:15-20).

Per resistere all'influenza satanica che si farà sempre più "tangibile" nei prossimi anni, come abbiamo analizzato nel post precedente, occorre rivestirsi della "completa armatura di Dio", fatta di qualità spirituali e sane abitudini (Efesini 6:10-17). È interessante che il "mostrare fermezza" sia messo in relazione con l' "agire", o "darsi da fare". Lo ribadisce l'apostolo Paolo allorché invita ad essere "saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore" (Daniele 11:32; 1 Corinti 15:58). L' "opera del Signore" ha a che fare con la "restaurazione" spirituale, prima che fisica, di "Gerusalemme", di cui abbiamo già parlato. A coloro che Dio "chiama" per compiere la Sua "opera, Egli dice: "Fortificate le mani infiacchite, rafforzate le ginocchia vacillanti!", "siate forti, non temete!" (Isaia 35:3,4; Zaccaria 8:9-13). Era anche predetto che "i saggi tra il popolo", come i profeti, avrebbero 'istruito molti', fornendo il necessario incoraggiamento (Daniele 11:33).

Ma solo gli ebrei fedeli sono invitati a "mostrare fermezza"? Era profetizzato che all'opera di "restaurazione" avrebbero partecipato anche persone di ogni nazione, "afferrando", per così dire, "un Giudeo per un lembo della veste" (Zaccaria 8:23). Non si dice che avrebbero "sfiorato" o "toccato" di sfuggita "un Giudeo", ma che lo avrebbero "afferrato per un lembo", espressione che ci ricorda la "forza" con la quale gli ebrei fedeli dovrebbero "tenersi stretti" all' "Iddio d'Israele". Il profeta Daniele  dice che molti si sarebbero sì uniti al "popolo" ebraico di Dio, ma "senza convinzione" (Daniele 11:35), senza manifestare la stessa "fermezza" che Dio richiede dai Suoi servitori. 

Ciò che conterà veramente quando ci sarà il "giudizio universale" non sarà la quantità di cose, risorse o energie, che potremo donare per l' "opera del Signore", ma il "motivo" che ci spingerà a farlo, se sosterremo "un profeta perché è un profeta" o "un giusto perché è un giusto". "Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua a uno di questi piccoli, perché è un discepolo... Non perderà affatto il suo premio". Solo se ci spenderemo nella "restaurazione" di "Gerusalemme" con "convinzione", con fede in Dio e amore nei confronti dei Suoi ubbidienti adoratori ebrei, sarà come se avessimo sostenuto Gesù in persona, che potrà perciò giudicarci positivamente (Matteo 10:40-42; 25:31-46).

Purtroppo, quando il "re del settentrione" assedierà "Gerusalemme" nel prossimo futuro, e "l'abominazione della desolazione" sarà "posta in luogo santo", questa volta, Dio non combatterà per Israele, che si è allontanato da Lui, ma sarà "vicino" a tutti coloro che si "tengono stretti" a Lui (Daniele 11:31; Matteo 24:15). In seguito, allorché  "Gog di Magog", Satana il Diavolo nella sua "manifestazione" terrena, sferrerà  il suo attacco a oltranza contro la Gerusalemme "restaurata", allora, l' "Iddio d'Israele" combatterà di nuovo per il Suo "popolo", che sarà composto da ebrei fedeli "superstiti" e non ebrei loro "alleati" nella vera adorazione di Dio, e lo salverà. Ancora una volta, "sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figli d'Israele" (Ezechiele 38:18,21-23;39:2-7,25-29; Gioele 3:16,17,20,21).

Che dire di voi? Se siete ebrei di nascita, avete "abbandonato" (o "tradito") il vostro "patto" con l' "Iddio d'Israele"? In tal caso questo è il momento per "tornare" a Dio, e "tenervi stretti" a Lui. Mostrate "fermezza", imparando a confidare di nuovo in Dio anziché in voi stessi, e "rafforzate le vostre mani" avendo sempre molto da fare nell' "opera del Signore". Avvaletevi di tutto l' incoraggiamento che Dio vi sta dando attraverso "i saggi tra il popolo". "Principi d'Israele", governanti del "popolo" ebraico, deponete le vostre "armi carnali" e "promuovete la pace"! 

Se invece non siete ebrei, avete "afferrato un Giudeo" per aiutarlo nella sua "restaurazione" spirituale? Siete "convinti" che Dio riscatterà il "popolo d'Israele" fedele e lo salverà dalle grinfie del "nemico"? Non siate indifferenti alla "sorte" di "Gerusalemme". Mostratevi "sensibili" ai bisogni degli altri, specialmente degli ebrei "di sangue" che desiderano "tornare" al vostro stesso Dio. Ma al contempo non sostenete le "guerre" e le "lotte di potere" intraprese dalle parti in conflitto, da una parte o dall'altra. Insieme al Suo "popolo", "siate fermi e vedrete la salvezza che il Signore (YHWH) compirà per voi".


martedì 4 dicembre 2018

Abitanti di "Gerusalemme", avete ricevuto il "segno" della salvezza? (Ezechiele 9:4) -Parte seconda



Alcuni versetti della Bibbia ci aiutano a capire in quale "zona" del pianeta sarà più evidente l'"influenza" satanica nei prossimi anni. Ezechiele dice che, prima della sua disfatta "fisica", questo "angelo" si troverà ancora nell'Eden, cioè in Turchia, da dove sarà in seguito scacciato. Ecco perché l'apostolo Giovanni profetizzò che, durante il "giorno del Signore" Gesù, a Pergamo ci sarebbe stato "il trono di Satana", a Smirne "una sinagoga di Satana" e nella vicina Tiatiri chi avrebbe conosciuto "le profondità di Satana" (Apocalisse 1:10;2:9,13,24). E tutte queste località si trovano in Turchia. Anche grazie all'influenza satanica, oltre che "a motivo della sua astuzia", questa nazione di punta del "re del settentrione", conoscerà in futuro un'espansione senza precedenti, "verso sud", ad occidente ("Tubal", alleato di "Mesec", è generalmente identificato con la penisola iberica o l'Europa occidentale), in oriente e verso Israele, ricoprendo un ruolo attivo nella sua distruzione (Daniele 8:9-13,24-25; Ezechiele 38:2-6).

Occorre a questo punto fare una precisazione. Premesso che le mie "riflessioni" sono esclusivamente di carattere spirituale, senza alcun incitamento ad azioni sovversive contro qualsiasi governo, il fatto che, secondo le profezie bibliche, la Turchia potrebbe subire in futuro una particolare "influenza" satanica, non dovrebbe indurci a considerare l'intera nazione come una specie di "espressione" del Male. Anche se Satana è l' "Iddio di questo mondo", non significa che tutti gli abitanti del mondo siano malvagi o diabolici! Grazie a Dio ci sono ancora tante persone buone che hanno fede in Lui. Anzi, i cristiani fedeli ai quali l'apostolo Giovanni indirizzò le lettere dell'Apocalisse si trovavano proprio in alcune città turche. È soprattutto a loro, che sono così "vicini" al "trono di Satana", che dovrebbe andare tutto il nostro amore e incoraggiamento. 

Detto questo, è ormai chiaro che l' "idolo della gelosia" della profezia di Ezechiele è il "dio straniero" del "re del settentrione", "il dio delle fortezze", "Gog di Magog", Satana il Diavolo nella sua "manifestazione" terrena. In che modo gli ebrei infedeli lo adorano? Gesù dice che quelli che hanno desideri "omicidi" e si mostrano volutamente "falsi" sono "figli del diavolo" (Giovanni 8:44). Inoltre il "re del settentrione", che adora quel "dio straniero", avrebbe 'corrotto con lusinghe quelli che tradiscono (o abbandonano) il patto' stipulato con i loro antenati. Disubbidiendo ai comandamenti di Dio, gli ebrei infedeli fanno il "gioco" del diavolo. Lo Stato di Israele, come una prostituta insoddisfatta, intrattiene "rapporti" illeciti con tutti i "re della terra" e induce le persone ad adorare il nazionalismo (Apocalisse 13:12;17:2).

Ma le loro "abominazioni" non finiscono qui. Ezechiele vide anche "settanta anziani" ebrei che adoravano "ogni sorta di figure di rettili e di bestie abominevoli". Secondo la "legge" mosaica i "rettili" dovevano essere considerati "abominevoli" in quanto mangiarli avrebbe reso "impuri", non adatti al servizio di Dio (Levitico11:29,41-47). Per i cristiani sono altre le cose che "contaminano", quelle che vengono "dal cuore": "pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni". Se si desiderano avidamente queste cose, si commette "idolatria" (Matteo 15:18,19; Colossesi 3:5). Gli ebrei infedeli idolatrano "ogni sorta" di impurità che viene continuamente "rappresentata", per esempio, sotto forma di film, spettacoli e show televisivi. La cosa più grave è che siano gli "anziani" del popolo, altrove chiamati "principi d'Israele", quelli che avrebbero dovuto guidarlo, a dare il "cattivo esempio". Essi saranno i primi a subire il giudizio di Dio (Numeri 11:16; Ezechiele 9:6).

Come se non bastasse, Ezechiele vide anche delle "donne" piangere il dio babilonese "Tammuz", simbolo della natura rigeneratrice, della fertilità e del sesso. Tutti quelli che fanno dei normali desideri della vita l'obiettivo principale da anteporre perfino a Dio, uomini o donne che siano, stanno commettendo "abominazioni" ai Suoi occhi (Luca 21:34; Filippesi 3:19; 1 Corinti 6:9).

Infine, Ezechiele profetizzò che alcuni si sarebbero inchinati "davanti al sole", volgendo le spalle al tempio di Dio. Anche gli ebrei di oggi che "consultano" le "stelle" per avere guida anziché all' "Iddio d'Israele" sono condannati (Geremia 8:2). "Per quanto gridino ad alta voce" a Dio, Egli non li salverà (Ezechiele 8:18).

L' unico modo per essere "salvati" è portare il "segno" sulla "fronte". Queste espressioni avranno ricordato agli ebrei contemporanei di Ezechiele due episodi ben precisi. Il primo è quando Dio ordinò al popolo che si preparava a lasciare l'Egitto di cospargere esternamente l'ingresso delle loro abitazioni col "sangue dell'agnello", il "segno" che avrebbe potuto risparmiarli dall'ultima piaga (Esodo 12:7,13,22,23). Come dimostrato in un post precedente, il "sangue dell'agnello" è il prezioso "sangue" di Gesù che ci purifica dai peccati, rendendo quelli che ne sono degni idonei per far parte del regno di Dio (Apocalisse 1:8,9). Ma il "segno" non include solo la "fede" nel sacrificio di Gesù. Prima dell' "esercito" di cavalleria, il "piccolo corno", predetto da Daniele, che guiderà gli altri "regni del settentrione" verso la distruzione di Gerusalemme, l'Apocalisse profetizza un "esercito" di "cavallette" che tormenterà, senza ucciderli, quelli che non avranno il "sigillo di Dio sulla fronte", evidentemente quelle "nazioni" del nord che si limiteranno ad assediare la città (Apocalisse 9:3-10). Più avanti è specificato che coloro che avranno "il sigillo", o "'il nome dell'Agnello e il nome di suo Padre scritto sulla fronte", sono i "riscattati dalla terra" per essere "primizie" a Dio e a Cristo, i "servi" di Dio, il "regno e i sacerdoti", gli abitanti della "Nuova Gerusalemme" (Apocalisse14:1-4;7:3,4;1:5,6;22:3-5). 

L' apostolo Paolo spiegò che il "sigillo" è lo Spirito Santo, la "caparra" che Dio concede a chi farà parte del Suo regno (2 Corinti 1:22; Efesini 1:13). Chiaramente Dio "unge" con il Suo Spirito coloro che esercitano "fede" in Gesù. Ma in che senso hanno 'il nome di Dio e di Suo Figlio sulla fronte'? Questo ci porta alla seconda espressione che avrebbe rammentato qualcosa di particolare agli ebrei dei giorni di Ezechiele. A loro Dio aveva comandato, per così dire, di scriversi i Suoi comandamenti "fra gli occhi", nel senso che li avrebbero dovuti "ricordare" e tenere sempre "nel cuore" (Esodo 13:16; Deuteronomio 6:5-8;11:18). Quindi il "segno" apposto dall' "uomo vestito di lino" comprende certamente la fede in Dio e nel Suo Cristo, e l'amore per loro, in virtù dei quali è concesso lo Spirito Santo, ma non è solo una condizione "interiore", perché in base a questo "segno" i "sei uomini" avrebbero riconosciuto quelli che "sospirano e gemono", degni di sopravvivere alla "distruzione". Qual è dunque questa "visibile" "prova" di "fede" e "amore"? Ricordate che Dio ha comandato al Suo "popolo" fedele di 'uscire da Babilonia'. Gesù precisò che bisognava stare anche fisicamente "lontani" da "Gerusalemme" assediata. Solo chi se ne sarà 'allontanato' moralmente e fisicamente sarà "visibilmente" escluso dalla "zona di pericolo", 'non coinvolto nei suoi castighi' o "tormentato" dall' "esercito" invasore (Apocalisse 18:4; 7:5,6; Matteo 24:15-18; Luca 21:22-26). 

Che dire di voi, odierni abitanti di "Gerusalemme"? Avete ricevuto il "segno sulla fronte"? Disapprovate le "abominazioni" che commettono gli ebrei "infedeli"? State reagendo positivamente alle "esortazioni" dei "messaggeri" di Dio, l' "uomo vestito di lino", "tornando" all' "Iddio d'Israele"? Se non lo avete ancora fatto, esercitate fede e amore nel vostro Dio e nel Suo Messia, ubbidendo al comando di 'uscire da Babilonia' e 'allontanarsi da Gerusalemme', ora che quei "sei uomini", i "regni del settentrione",  'si stanno avvicinando' per eseguire il giudizio. "L' iniquità della casa d'Israele e di Giuda è troppo grande; il paese è pieno di sangue e la città è piena d'ingiustizie". "Perciò", dice Dio, "anche il mio occhio sarà senza pietà, io non avrò compassione, e farò ricadere sul loro capo la loro condotta". 

Possa Dio benedirci sempre con il Suo Spirito, in modo da "apporre" il "segno sulla fronte" degli ebrei fedeli e dire infine a Dio: "Ho fatto come tu mi hai comandato" (Ezechiele 9:5-7,9-11; Matteo 24:45-47;25:19-23).


Abitanti di "Gerusalemme", avete ricevuto il "segno" della salvezza? (Ezechiele 9:4) -Parte prima



In un'occasione il profeta Ezechiele "vide" la futura "punizione" e "distruzione" dell'infedele "Gerusalemme". Profetizzò che "sei uomini", "ciascuno con la sua arma di distruzione in mano", sarebbero entrati nella città da "settentrione". Ma prima che questi eseguissero il giudizio, sarebbe dovuto passare "in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme" un "uomo vestito di lino" con un "corno da scrivano", che avrebbe fatto "un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e gemono per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo a lei". Poi sarebbe stato detto a quei "sei uomini" di "colpire" solo gli abitanti che non avessero portato il "segno" (Ezechiele 9:1-7).

Di che "segno" si tratta? È di fondamentale importanza capirlo, perché, a quanto pare, sarà determinante per la "salvezza" quando verrà eseguito il giudizio di Dio sulla moderna "Babilonia" (Apocalisse 18:8). Analizziamo insieme il contesto della profezia. Innanzitutto, chi rappresentano i "sei uomini" mandati a punire "Gerusalemme"? Notate che si tratta di "uomini" e non di "angeli" o altre creature spirituali. Il numero "sei", nella Bibbia, quando si riferisce a "esseri umani", simboleggia spesso "malvagità" e "arroganza" contro Dio e i suoi "rappresentanti" (1 Samuele 17:4-10; 2 Samuele 21:20,2; Apocalisse 13:1-7,18). La profezia indica inoltre che provengono dal "settentrione". Perciò, quei "sei uomini" rappresentano le "malvage" nazioni a nord di Israele, il composito "re del settentrione", che assedieranno arrogantemente Gerusalemme e la distruggeranno. Scenderemo nei particolari fra poco (Geremia 1:14,15; Ezechiele 7:24; 11:31). 

Scopriamo prima l'identità dell' "uomo vestito di lino". Il suo incarico è messo in relazione con la "presenza" di Dio, "la gloria del Dio d'Israele", "verso la soglia della casa", cioè del tempio di Gerusalemme. Questo ci ricorda il tempo futuro nel quale il "giudizio" inizierà dalla "casa di Dio", allorché il "Signore" Gesù "entrerà nel suo tempio" e purificherà "i figli di Levi" (il popolo ebraico), per renderli idonei al "servizio sacerdotale". Ma prima dell'arrivo del Messia, Dio avrebbe mandato il Suo "messaggero" a preparargli la strada, "il profeta Elia", che, come abbiamo visto, raffigura i cristiani ebrei, destinati ad essere "re e sacerdoti" nel regno di Dio, i "santi", che avrebbero esortato i loro connazionali a "tornare" a Dio, consentendo loro di essere risparmiati dallo "sterminio". Questi rappresentano evidentemente l' "uomo vestito di lino" della profezia di Ezechiele. A riprova di ciò, il "lino" era il tessuto col quale venivano vestiti anticamente i "sacerdoti" ebrei. E nell'Apocalisse è detto che "il lino fine rappresenta gli atti giusti dei santi" (Ezechiele 9:3; 1 Pietro 4:17; Malachia 3:1-3;4:5,6; Esodo 39:27-29; Apocalisse 19:8). 
Il fatto che avrebbe apposto il "segno" della "salvezza" corrisponde a ciò che avrebbero fatto i "compagni" del "sommo sacerdote Giosuè" della parallela profezia di Zaccaria: l'avrebbero aiutato a spogliarsi dei suoi abiti "sudici" e a indossare un "turbante" e "abiti magnifici". Come abbiamo visto in un post precedente, questo rappresenta la "restaurazione" spirituale degli ebrei "superstiti". Apponendo loro il "segno", l' "uomo vestito di lino" li 'strapperà dal fuoco' della distruzione (Zaccaria 3:1-5).

Ma a cosa corrisponde esattamente questo "segno" posto "sulla fronte"? Tanto per cominciare, quel "segno" viene apposto agli "uomini che sospirano e gemono" con evidente disapprovazione "per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo a" Gerusalemme (2 Pietro 2:7,8). Quali sono queste "abominazioni" ( o "cose detestabili") che i servitori di Dio farebbero bene a odiare (Salmo 97:10)? Ce lo dice sempre la "visione" profetica di Ezechiele, al capitolo precedente. Per prima cosa, "a Gerusalemme, all'ingresso della porta interna che guarda verso il settentrione", vide "l'idolo della gelosia" (Ezechiele 8:3-6). Cos'è che suscita la "gelosia" di Dio verso il Suo "popolo"? "Le divinità straniere", l'adorazione idolatrica rivolta "a demoni", "dèi nuovi, apparsi di recente" (Deuteronomio 32:16,17). Queste espressioni ci collegano con la profezia di Daniele relativa al "re del settentrione". È profetizzato che "non avrà riguardo per gli dèi dei suoi padri", ma "onorerà il dio delle fortezze", "un dio sconosciuto ai suoi padri", "un dio straniero". Di chi si tratta? Consideriamo prima nello specifico da chi è composto questo "re del settentrione". Fra le nazioni a nord di Israele che lo avrebbero formato ne spicca una che si sarebbe distinta dalle altre. Una profezia parallela di Daniele indica che il "regno" che avrebbe "afflitto" e "distrutto" "il popolo dei santi" (il popolo ebraico), rappresentato da un "piccolo corno", sarebbe disceso dal "regno" di "Grecia" (Daniele 7:8,20,21,24,25;8:9-11,21-24). Dalla storia comprendiamo che si tratta di una nazione che sarebbe sorta dell'eredità dell'antico impero greco di Alessandro Magno. Un impero molto vasto, che si estendeva dell'attuale Grecia fino ai confini con la Cina e l'India. Altri passi biblici ci aiutano a stringere il cerchio. 

Geremia dice che è un "paese lontano" a "settentrione" di Israele, dotato di "alture del deserto", una "nazione valorosa", "antica", dalla "lingua" "sconosciuta" per gli ebrei (Geremia 4:6,11,16;5:15). L' Apocalisse ne parla come di un'anomalo e gigantesco "esercito" di cavalleria,  corrispondente al "popolo numeroso e potente" della profezia di Gioele, che sarebbe partito dal "gran fiume Eufrate"(Apocalisse 9:14-19; Gioele 2:2). Stiamo parlando dell'antico impero babilonese o delle nazioni che ne sono derivate, notoriamente situate in Mesopotamia, fra il Tigri e l'Eufrate? No, perché si sarebbe dovuto trattare di un "regno" diverso da tutti quelli precedenti, fra i quali c'era anche Babilonia. C'è solo un'altra nazione sul cui territorio scorre, anzi da cui nasce, il fiume Eufrate, ed è la Turchia, che, se ci pensate, soddisfa in pieno tutti i "requisiti" della "nazione" che stavamo cercando. Anche un altro luogo della Bibbia è generalmente associato alla Turchia, un paese chiamato "Mesec". Il profeta Ezechiele menziona un certo "Gog del paese di Magog, principe sovrano di Mesec e Tubal" (Ezechiele 38:2).

L' Apocalisse identifica questo "sovrano" che sedurrà "Gog e Magog" come "Satana", il quale, come abbiamo visto in precedenza, sferrerà un attacco a oltranza contro la Gerusalemme "restaurata" (Apocalisse 20:7,8). Di lui si parla altrove, in una profezia parallela, col nome di "re di Tiro", che si sarebbe insuperbito desiderando essere adorato come Dio. Inizialmente era un "cherubino", un "angelo" bellissimo al servizio di Dio nel "giardino di Eden", sul "monte di Dio". È interessante che il "giardino di Eden" era collocato nella terra da dove nascevano il "Tigri" e l' "Eufrate", probabilmente una regione a ridosso delle montagne situate nella Turchia orientale (Ezechiele 28:2-19; Genesi 2:8-14). Nelle profezie future "Gog", o "re di Tiro", Satana il Diavolo, non appare come una creatura spirituale e invisibile, ma come "un uomo" che sarà sconfitto "alla vista" di tutti, ucciso per mano umana, dato "in pasto" agli animali e "sepolto" (Ezechiele 28:2,7,8,18;39:4,11). Come ho spiegato in un post, evidentemente, dopo l'intronizzazione di Gesù quale re del regno di Dio, quella creatura spirituale malvagia sarà "scagliato sulla terra" nel senso che assumerà sembianze umane, o perlomeno sarà lui l'ispiratore di determinati comportamenti umani. 

Nel prossimo post vedremo dove si concentrerà la sua "influenza".

"Uomini d'Israele", "salvatevi da questa perversa generazione" (Atti 2:22,40).



Mentre si avvicinava la "fine" del "sistema giudaico" nel 70 d.C, con la distruzione del tempio di Gerusalemme, avvenne un fatto straordinario. Il promesso Spirito Santo fu versato sui primi cristiani ebrei di nascita, consentendo loro di parlare le lingue delle persone religiose accorse da varie parti. In questo modo si adempì 《quanto annunciato per mezzo del profeta Gioele: "Avverrà negli ultimi giorni", dice Dio, "che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno visioni, e i vostri vecchi sogneranno sogni"》(Atti 2:1-17; Gioele 2:28). 

Come abbiamo visto, la profezia di Gioele avrà un adempimento maggiore in futuro, "prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore", in cui eseguirà il giudizio sul mondo intero. Possiamo perciò aspettarci che anche nei nostri giorni Dio avrebbe mandato il Suo Spirito Santo per far annunciare i Suoi giudizi. Ma a chi? A tutti indiscriminatamente? No. In un post precedente abbiamo capito che Dio concede il Suo Spirito solo a chi fa con fede la Sua volontà. Per questo l'apostolo Pietro, pieno di Spirito Santo, in quell'occasione cercò di convincere gli ebrei accorsi ad ascoltarlo che Gesù è il Messia che stavano aspettando. Se volevano continuare ad avere l'approvazione di Dio e sopravvivere alla "fine", quegli ebrei (così come quelli di oggi) avrebbero dovuto accettare Gesù come loro Salvatore. Solo così sarebbe stato impartito loro il dono dello Spirito Santo. 

Disse: 《"Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo"》. Poi aggiunse, parlando profeticamente anche del nostro tempo: 《"Perché per voi è la promessa, per i vostri figli e (notate) per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà". E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: "Salvatevi da questa perversa generazione"》(Atti 2:22-40;3:12-20;4:10-12).

Nel dare questa accorata esortazione, Pietro disse anche che, in seguito alla loro "conversione", Dio avrebbe mandato Gesù, "che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose". Ciò significa evidentemente che il Messia non resterà sempre "accolto in cielo" (spirituale e invisibile), ma solo fino alla "restaurazione" di "Gerusalemme" e di tutto il mondo, che sarà completata dopo la "settantesima settimana" profetica, esaminata in un post precedente, allorché Gesù Cristo tornerà, in modo visibile, con i suoi potenti angeli per emettere e poi eseguire il "giudizio universale" (Matteo 24:30;25:31; Apocalisse 1:7; 19:11-21).

Di questa "restaurazione", dice Pietro, 《Dio ha parlato dall'antichità per bocca dei suoi santi profeti. Mosè, infatti, disse: "Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. E avverrà che chiunque non avrà ascoltato quel profeta sarà estirpato di mezzo al popolo"》(Atti 3:20-23; Deuteronomio 18:15,18,19). L' apostolo specifica poi che "tutti i profeti che hanno parlato da Samuele in poi hanno anch'essi annunciato questi giorni", della "restaurazione", gli "ultimi giorni" di questo mondo. Considerando ciò che accadde all'epoca di quei profeti, avremo un "quadro" più chiaro di ciò che sarebbe accaduto nei nostri giorni.

Parliamo del profeta Samuele, visto che Pietro lo nomina. Quando era ancora piccolo, la carica di "sacerdoti" presso il popolo ebraico a Silo, l'antica capitale della nazione, prima di Gerusalemme, era ricoperta da Eli e dai suoi figli Ofni e Fineas. La Bibbia riferisce che erano "corrotti", in quanto i figli di Eli "disprezzavano le offerte" che il popolo portava in sacrificio a Dio e avevano rapporti sessuali nel luogo sacro. Il padre, che ne era a conoscenza, si limitò a rimproverarli bonariamente. Per questo Dio profetizzò, anche per bocca del giovane Samuele, che avrebbe tolto l'incarico sacerdotale alla famiglia di Eli e lo avrebbe dato a "un sacerdote fedele", 'che avrebbe agito secondo il suo cuore e secondo il suo desiderio'. In cambio Dio 'gli avrebbe dato una casa stabile ed egli sarebbe stato al servizio del suo unto per sempre' (1 Samuele 1:3;2:12-17,22-25,27-35;3:11-14). 

Così avvenne. Finché ci furono quei sacerdoti "corrotti", il popolo d'Israele non godeva dell'approvazione di Dio, per quanto si vantassero di avere con sé l' "arca dell'alleanza" (1 Samuele 4:1-4). Non vi ricorda qualcuno? Proprio come gli ebrei di allora, anche oggi lo Stato d'Israele confida nella propria "forza militare" illudendosi di avere l' "Iddio d'Israele" dalla sua parte. Ma, come abbiamo dimostrato in più occasioni, finché i suoi "sacerdoti", o capi religiosi, sono "corrotti", trascinando nella ribellione anche il resto della popolazione, non può godere del sostegno di Dio, che anzi l'ha giudicato come una "blasfema" prostituta, "Babilonia la grande" (Apocalisse 17:1-5). 

Quando i Filistei attaccarono gli ebrei infedeli dei giorni di Samuele, questi ultimi non furono in grado di sopportare l'avanzata nemica, "la disfatta fu enorme" e la famiglia di Eli fu sterminata. I Filistei profanarono l'" arca dell'alleanza" collocandola nel loro tempio pagano (1 Samuele 4:10-22;5:1,2). 

Anche nel prossimo futuro "la cosa disgustante che causa desolazione", il "re del settentrione", profanerà Gerusalemme con il suo assedio e la successiva distruzione (Matteo 24:15; Daniele 11:29-31). Tutte le nazioni, "le dieci corna" della simbolica "bestia", e non solo quelle situate a nord di Israele, 'lo renderanno devastato e nudo' (Apocalisse 17:16).

Non pensiamo che Dio non possa togliere il Suo Spirito a chi non è più degno di riceverlo. Il re Saul, che lo stesso Samuele aveva "unto" e che era stato "investito" dallo Spirito di Dio, col tempo si mostrò disubbidiente, perse l'approvazione di Dio e fece una brutta fine. In seguito Samuele "unse" come nuovo re d'Israele il giovane Davide, che, al contrario di Saul, si mostrò fedele per tutta la vita, nonostante qualche errore. Il "patriarca Davide", secondo l'apostolo Pietro, sapeva "che Dio gli aveva promesso con giuramento che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti", Gesù Cristo appunto. Dopo aver menzionato i profeti, che predissero la "restaurazione", rivolto agli ebrei, disse: 《Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: "Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette". A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità》(Atti 2:30;3:25,26;Genesi 22:18).

Ricordate che, al tempo di Samuele, Dio aveva promesso un "sacerdote fedele" al perenne servizio del Suo "unto". Alla luce anche delle parole di Pietro, comprendiamo che l' "unto", o "Messia", promesso è Gesù, che ora, per cosi dire, "siede alla destra del Padre", in attesa che Dio gli sottometta i suoi nemici. Il "sacerdote fedele" è costituito da tutti i fedeli cristiani, ebrei e non, che parteciperanno al regno di Dio in qualità di re e sacerdoti (Atti 2:32-36; 1Pietro 2:9; Apocalisse 20:6). Come abbiamo già esaminato, fra questi ci sarebbero dovuti essere soprattutto gli ebrei di nascita, "figli dei profeti e del patto". Sia Gesù che gli apostoli, infatti, furono mandati principalmente alle "pecore smarrite della casa d'Israele" (Matteo 10:6;15:24). Ecco perché Dio mandò il Suo Spirito Santo su quei primi cristiani, perché incoraggiassero il maggior numero di ebrei a credere in Gesù e a far parte del suo regno. Ecco perché Dio sta di nuovo versando il Suo Spirito nei nostri giorni, perché gli ultimi ebrei, che non si sono ancora "convertiti" a Cristo, partecipino alla "restaurazione di tutte le cose".

Gli ebrei contemporanei di Samuele che, in risposta al suo invito, abbandonarono le loro pratiche idolatriche e servirono Dio fedelmente con tutto il cuore non dovettero più fuggire davanti ai nemici (1 Samuele 7:3,4,11,13;12). Anche gli ebrei odierni che abbandonano la loro condotta peccaminosa e si dedicano completamente a Cristo potranno essere "salvati" quando verrà, ancora una volta, la "fine" dell'infedele "Gerusalemme". A loro si applicheranno queste parole profetiche: "Infatti il Signore (YHWH), per amore del suo grande nome, non abbandonerà il suo popolo (gli ebrei fedeli), poiché è piaciuto al Signore (YHWH) di fare di voi il suo popolo" (1 Samuele 12:22).

A tutti loro Dio rivolge l'invito a prendere le distanze dai "sacerdoti" "corrotti", come la famiglia di Eli, e dalla "perversa generazione" che li circonda, 'convertendosi individualmente dalle proprie malvagità', e a dimostrarsi invece "sacerdoti fedeli", sempre ubbidienti, degni di ricevere il "dono" dello Spirito. 

"Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro" (Atti 2:40;3:19,20; Malachia 3:10).