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giovedì 3 gennaio 2019

Nutritevi alla "mensa" della vera "sapienza"!



Nel capitolo 8 del libro biblico di Proverbi che stiamo esaminando, in preparazione della speciale "settimana" di anni che sta per iniziare, si continua a parlare della "saggezza" (o "sapienza"), ma non come di una qualità astratta, bensì come un vera e propria persona, in grado, non solo di "parlare" con la "bocca", ma anche di "amare" e "odiare". A chi si riferisce? Ce lo dice essa stessa: "Il Signore (YHWH) mi ebbe con sé al principio dei suoi atti, prima di fare alcuna delle sue opere antiche. ... dal principio, prima che la terra fosse. ... Io ero presso di lui come un artefice" (Proverbi 9:22-31). 

È sicuramente il Figlio di Dio, il Messia predetto, Gesù, "il primogenito di ogni creatura", mediante cui "sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra". Solo lui "è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono per mezzo di lui". "Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio. ... Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei. ... In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. ... E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi ... unigenito dal Padre" (Colossesi 1:15-17; Luca 1:1-18).

Gesù Cristo è, infatti, il "Consigliere ammirabile" e noi faremmo bene ad ascoltare i suoi consigli. Colui che scrisse il libro di Proverbi fu, in buona parte, il re Salomone, che Dio aveva benedetto concedendogli la Sua saggezza. Ebbene, Gesù era "più di Salomone" in quanto a saggezza (Isaia 9:5; Matteo 12:42). E certo, egli è la personificazione stessa della "saggezza" visto che esiste ben prima di tutto l'universo, sempre a stretto contatto con il Suo Padre celeste! Abbiamo molto da imparare da lui. Sentite cosa ci invita a fare: "Ora, figlioli, ascoltatemi; beati quelli che osservano le mie vie! Ascoltate l'istruzione, siate saggi, e non la rifiutate!". Notate poi queste parole "profetiche": "Beato l'uomo che mi ascolta, che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa!" (Proverbi 8:32-34). Per essere felici, quindi, per prima cosa bisogna ascoltare la "sapienza" che parla. Gesù stesso spiegò che la "parola di Dio" (cioè lui, come abbiamo visto) viene "seminata" in vari tipi di "terreno", nel senso che ogni genere di persone può "ascoltare" la "parola", o la "sapienza", di Dio, cioè gli insegnamenti di Cristo, ma poi ognuno reagisce diversamente in base alle circostanze personali. Non basta, infatti, "ascoltare", ma è anche necessario "ritenere" il "seme", fargli mettere "radice" nel proprio cuore, aiutarlo a crescere come una "piantina", e accompagnarla nella crescita fino alla produzione dei "frutti" (Luca 8:5-15). "Beato" è anche chi 'veglia ogni giorno alle porte', o 'vigila alla soglia della casa' della "sapienza". Ricordatevi che, attraverso la "sapienza" personificata, Dio avrebbe creato anche le "cose invisibili", come la Sua "casa" (o "tempio") spirituale, che è anche il tempio (o "casa") del Figlio, l' "Angelo del patto". (Malachia 3:1). Già quando era piccolo, Gesù si trovava a proprio agio nella "casa del Padre", cioè il tempio di Dio, perché era anche la sua "casa". Per lo stesso motivo si dice che la casa paterna, o dei genitori, è anche casa della prole che ci abita (Luca 2:46-49).

Come abbiamo già visto in un post precedente, il "tempio" (o "casa") spirituale di Dio, e di Gesù, è costituita dalla "famiglia" dei "santi" che parteciperanno al regno di Dio. Il Messia, in qualità di "pietra angolare", ha una parte fondamentale nella sua costruzione. È lui che "edifica" la fede, "e la rende perfetta", dei "membri" della sua "casa" che mettono in pratica i suoi consigli. Comprendiamo finalmente cosa voglia dire il proverbio: "La saggezza (cioè Gesù) ha fabbricato la sua casa" (Efesini 2:19-22; Ebrei 3:1-6; I Pietro 2:5-9; Ebrei 12:2; Matteo 7:24; Proverbi 9:1). 

Ma cosa significa: "Beato l'uomo ... che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa!" ? Si capisce che si tratta di una profezia perché ritroviamo un'espressione molto simile nell'Apocalisse, che, come sappiamo, vedrà il suo più grande adempimento nel prossimo futuro. "Beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna". L'immagine suggerita è quella di un "guardiano", o "custode", che anticamente veniva posto all'ingresso del tempio di Gerusalemme. Nel caso si fosse addormentato, qualcuno avrebbe potuto facilmente derubarlo degli abiti, lasciandolo nudo ed esposto alla vergogna. Le "vesti" che il "guardiano" avrebbe dovuto "mantenere" rappresentano "le opere giuste dei santi" e 
corrispondono anche al "turbante pulito" e alle "vesti" nuove che furono date al "sommo sacerdote Giosuè" della profezia di Zaccaria. Come ho già spiegato, questa profezia si adempie nell'ambito della "restaurazione" di "Gerusalemme" con la "riqualificazione" degli ultimi ebrei fedeli che tornano a Dio in questo "tempo della fine", "vestendo", per così dire, "abiti" puliti, grazie a una "condotta eccellente", degna dell'incarico loro affidato. Essi sono pure i "due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra" (Gesù nel potere del regno), nel senso che avrebbero servito alle sue dirette dipendenze e reso conto a lui del loro operato. Soprattutto questi devono dunque "vigilare" sulla sua "casa", o mantenersi spiritualmente "svegli", comportandosi sempre bene, e, come il "servo fedele e prudente", avendo "cura" degli altri membri della "casa". Gesù ci avverte di trovarci "pronti", o ben "svegli", per quando tornerà a fare la "resa dei conti" (Apocalisse 16:15; Apocalisse 19:8; Zaccaria 3:1-5; 4:1-14; Matteo 24:44-46).

E voi? Se siete ebrei, dovreste svolgere l'incarico che Dio vi ha affidato. Che dire se 
non avete ancora "indossato" gli "abiti" adatti, se non avete ancora messo la vostra condotta in armonia con la volontà di Dio, "ascoltando la parola" in modo da farla "fruttare" nella vostra vita? Per voi la "sapienza", il Messia che state aspettando, "ha mandato fuori le sue ancelle (o rappresentanti); dall'alto dei luoghi elevati della città essa chiama: 《Chi è sciocco venga qua!》 A quelli che sono privi di senno dice: 《Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho preparato! Lasciate, sciocchi, la stoltezza e vivrete; camminate per la via dell'intelligenza!》(Proverbi 9:3-6). Gesù è il "pane della vita". Coloro che entrano nel "patto per un regno" con lui devono, in senso spirituale, "mangiare la sua carne e bere il suo sangue", esercitando fede nel suo sacrificio e nutrendosi delle sue parole di "sapienza"(Giovanni 6:32-58; Luca 22:19, 29).

Ma attenti alle "distrazioni"! Se la "saggezza" continua a chiamare a sé gli "inesperti" per poterli istruire, d'altra parte anche la "follia" cerca di attirare la loro attenzione, distraendoli dalla vera "saggezza". Come una "donna sciocca", ma attraente, dice: 《Chi è sciocco venga qua!》 E a chi è privo di senno dice: 《Le acque rubate sono dolci, il pane mangiato di nascosto è delizioso》" (Proverbi 9:16,17). Cerca di "sedurre" facendo appello al desiderio di cose "proibite". Di quali "cose" stiamo parlando? La "follia", o "pazzia", dal punto di vista di Dio, è ciò che altri lontani da Lui considerano "sapienza", un modo di vivere e di pensare dominati da "gelosia" (o "invidia"), "spirito di contesa",  e "ogni cattiva azione". È una "saggezza" "terrena" e  "diabolica". E l'apostolo Paolo ammonisce i cristiani che non si può "bere il calice del Signore e il calice dei demòni", né "partecipare alla mensa del Signore e alle mensa dei demòni"! Dal contesto si capisce che il "calice" e la "mensa" dei demòni non includono solo le caratteristiche negative prima menzionate, ma anche attività "normali", come mangiare e bere, svolte in onore di qualche "dio" diverso dall'unico vero Dio. Addirittura si commette "idolatria" se si fa della ricerca dei "piaceri" la cosa più importante della propria vita (1 Corinti 3:19; 10:7,21; Giacomo 3:14-16; Colossesi 3:5).

Forse avete ascoltato la "parola", ma poi le "preoccupazioni", le "ricchezze" e i "piaceri della vita", come "spine", hanno "soffocato" l'entusiasmo iniziale e vi siete "persi per la strada".  Ricordate che non bisogna per forza commettere chissà quale "crimine" per mostrare "stoltezza". Ai giorni di Noè "si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava a marito", tutte cose "normali", eppure "venne il diluvio e portò via tutti quanti". Erano così presi dalle loro cose "normali", da non 'accorgersi di nulla' ed essere infine colti di sorpresa quando il diluvio arrivò. Misero al primo posto nella vita sé stessi, declassando Dio che li stava avvertendo mediante Noè. La stessa cosa potrebbe accadere anche a noi. Gesù Cristo, la "sapienza" in persona, ci avverte: "Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio" (Luca 8:12-14; 21:34; Matteo 24:38-44). 

Quant'è meglio ascoltare la vera "saggezza", ubbidendo ai comandamenti di Dio e imitando il "modello" lasciatoci da Gesù. "La saggezza che viene dall'alto anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia". Anche se continueremo a vivere "normalmente", lavorando e godendoci la vita secondo le nostre possibilità, non faremo di queste cose lo "scopo" della nostra esistenza, ma faremo "ogni cosa alla gloria di Dio" (Giacomo 3:17; 1 Corinti 10:31). 

Dopo che avrete "indossato" gli "abiti" degni del vostro "incarico", restate a tutti i costi "svegli", senza lasciarvi distrarre dalla "saggezza" mondana, in modo da mantenere "una buona condotta fra le nazioni, affinché ... osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà". Possa il vostro Signore Gesù dirvi singolarmente: "Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch'io ti preserverò nell'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra". "Io vengo presto" vi ricorda; "tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona (la prospettiva del dominio "regale")". "Chi vince", promette, "io lo porrò come colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più" (2 Pietro 2:12; Apocalisse 3:10-12). Se, quando il vostro Signore verrà a chiedere conto del vostro operato, vi troverà fedelmente occupati al vostro posto, vi farà diventare "colonne" del "tempio" di Dio, "elementi" portanti ed eterni nella Sua adorazione. Sarete, per così dire, fra le "sette" "colonne" che la "sapienza", Gesù Cristo, avrà "lavorato", o preparato, per la sua "casa". 'Vi costituirà su tutti i suoi beni', innalzandovi come "re" del suo regno messianico. Per voi 'apparecchierà la sua mensa' e potrete sedervi a tavola con il vostro "sposo" spirituale. Egli stesso ha 'disposto che vi fosse dato un regno, ...affinché mangiate e beviate alla sua tavola nel suo regno'. La "sapienza" di Dio vi promette: "Per mio mezzo infatti ti saranno moltiplicati i giorni, ti saranno aumentati anni di vita". "Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte" della "nuova Gerusalemme". Avrete il "diritto" alla vita eterna nella sede terrena del regno di Dio! Potrebbe esserci privilegio più grande? (Proverbi 9:1,2,11; Matteo 24:47; 25:1; Apocalisse 21:2; 22:14; Luca 22:29,30).
 
 

State facendo le "provviste"?



Può sembrare una domanda fuori luogo, perfino umoristica, ma, credetemi, non lo è. La questione è al contrario molto seria e di vitale importanza. Dio, nel Suo immenso amore, ci dice in anticipo ciò che sta per succedere, fornendoci pure la "saggezza" necessaria per essere pronti.

"Va', pigro, alla formica" ci dice; "considera il suo fare e diventa saggio!" (Proverbi 6:6). Ma come?! potrebbe dire qualcuno, io che ho una vasta "istruzione" e  grande "intelligenza" dovrei imparare qualcosa da un "animaletto" così piccolo e insignificante?! Tanto per cominciare, per il Creatore tutte le Sue "creature" sono importanti, a cominciare dalla vegetazione fino ai massimi sistemi stellari e ovviamente all'essere umano. Poi vuole farci prima di tutto una "lezione" di umiltà. Tutti abbiamo bisogno di imparare, anche da ciò o da chi, dal nostro punto di vista, può sembrare "piccolo" e "insignificante". 

La formica, per esempio, "prepara il suo nutrimento nell'estate e immagazzina il suo cibo al tempo della mietitura" (Proverbi 6:8). Può sembrare una constatazione banale, ma non lo è, soprattutto se la "leggiamo" in vista della futura "grande tribolazione". Come ho spiegato in alcuni post, quando Israele sarà assediata e distrutta dalle nazioni "nemiche", la finanza e l'economia mondiali, che si fondano in buona parte su "strutture" e "investimenti" riconducibili a "personaggi" ebrei, subiranno un drastico "tracollo". La storia dice che, in seguito all'assedio di Gerusalemme ai giorni di Geremia, come predetto, "la carestia era grave nella città e non c'era più pane per il popolo del paese" (Geremia 52:4-6). Dobbiamo aspettarci che accada qualcosa di simile durante il futuro "assedio" di "Gerusalemme". Gesù ci avvertì che si tratterà di una "crisi" spaventosa superiore a qualsiasi periodo di recessione precedente (Matteo 24:19-21). Corrisponderà alle "sette vacche magre" che Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, interpretò come "sette anni di carestia". In quell'occasione Giuseppe, che fu messo a capo delle pubbliche finanze egiziane, dispose che fossero fatte per tempo le "provviste" necessarie per far fronte alla "crisi" futura (Genesi 41:17-57). Così facendo, dimostrò di essere "saggio", proprio come la formica. 

Che dire di oggi? Ricordate che la "settimana" di anni di cui stiamo parlando dovrebbe iniziare molto presto, intorno al 4 aprile 2019. Da quel momento in poi non sappiamo quanto tempo passerà prima che "scoppi" la "tribolazione" predetta, ma nell'arco di qualche anno sarà tutto finito. Sarà soprattutto in quel periodo che il "cavaliere" del "cavallo nero" dell'Apocalisse farà la sua cavalcata, seminando la carestia, tanto che gli alimenti saranno venduti a un prezzo di 10-12 volte superiore a quello normale (Apocalisse 6:5,6). Non sarebbe male, in vista della prossima "crisi" economica, cominciare a fare, fin d'ora, le "provviste" di generi di prima necessità per sé e per la propria famiglia, preferendo quelli a lunga e lunghissima conservazione. Gli avvenimenti mondiali, soprattutto quelli che hanno diretta relazione con Israele, sembrano tutti muoversi in quella direzione. Non pare un caso che le elezioni politiche israeliane siano state inaspettatamente anticipate al prossimo 9 aprile! 

Capite l'urgenza dei tempi in cui viviamo? State confrontando le "notizie" con le profezie bibliche? Non siate pigri e svegliatevi dal sonno! Dio ci avverte: "Dormire un po', sonnecchiare un po', incrociare un po' le mani per riposare... La tua povertà verrà come un ladro, la tua miseria, come un uomo armato" (Proverbi 6:9-11). Se vi manterrete spiritualmente "svegli" e farete i piani per tempo in vista della "grande tribolazione", non vi coglierà di sorpresa quando arriverà. Abitanti d'Israele, tornate al vostro Dio e "fuggite da Babilonia" finché ne avete la possibilità! "Alzate le mani verso di lui (Dio) per la vita dei vostri bambini, che vengono meno per la fame agli angoli di tutte le strade!" (Lamentazioni 2:19).

È profetizzato che il "popolo" ebraico di Dio riceverà il necessario "nutrimento" nel periodo più "buio" della "tribolazione", per almeno tre anni e mezzo (Apocalisse 12:6,14). Ma anche se non siete ebrei, finché 'cercherete prima il regno' di Dio, preparandovi per la sua "venuta", avrete in aggiunta 'tutte le cose materiali necessarie' (Matteo 6:33).

Siate dunque "saggi" e imparate dalla formica!
 
 

Cercate i "tesori" che valgono davvero!



Quando apprendo dalle profezie bibliche dell'imminente distruzione di "Gerusalemme", non posso far a meno di pregare Dio di risparmiare il maggior numero di persone, di far giungere l'avvertimento a quanti più israeliani possibile, in modo che possano agire in tempo per salvare sé stessi e le loro famiglie. Provo compassione per loro, perché sono "dispersi come pecore senza pastore" (Matteo 9:36). 

Capita anche a voi di sentirvi "stanchi e affaticati", a volte "smarriti", di non sapere come comportarvi, magari davanti a situazioni inaspettate? In tal caso, non vi preoccupate. Dio, come un buon "pastore", sta andando alla ricerca delle "pecore smarrite della casa d'Israele", per fornire loro il "nutrimento" e la "guida" di cui hanno bisogno, soprattutto in vista del Suo prossimo "giorno" di giudizio. Era profetizzato che l' "Iddio d'Israele" avrebbe 'pasciuto' le Sue "pecore" in concomitanza con la "restaurazione" di "Gerusalemme", e in particolare durante il regno messianico di Gesù, "Il capo pastore". 

《Infatti così dice il Signore, Dio: "Eccomi! Io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro. ... Porrò sopra di esse un solo pastore che le pascolerà: il mio servo Davide (Gesù Cristo, il "legittimo" discendente del re Davide)". Possiamo quindi pregare con fiducia a favore delle Sue "pecore": "Porgi orecchio, o Pastore d'Israele, che guidi Giuseppe come un gregge; o tu che siedi fra i cherubini, fa' risplendere la tua gloria! Davanti a Efraim, a Beniamino e a Manasse (le "tribù" d'Israele), risveglia la tua Potenza e vieni a salvarci! ... Signore (YHWH), Dio degli eserciti, ristoraci, fa' risplendere il tuo volto e saremo salvi" (Ezechiele 34:11-16, 23,24; 1 Pietro 5:4; Salmo 80; Geremia 23:3-6).

È soprattutto quando Israele sarà assediata dalle nazioni che compongono il "re del settentrione" che i suoi abitanti si sentiranno come "pecore smarrite" e impaurite, bisognose allora più che mai dell'aiuto del loro "Pastore", per sapere in pratica cosa fare per aver salva la vita. Il "dominatore in Israele", il Messia predetto, "li darà in mano ai loro nemici". 'Quando l'Assiro verrà nel loro paese e metterà piede nei loro palazzi, loro gli opporranno sette pastori e otto principi del popolo" (Michea 5:1,2,4). Da un confronto fra Ezechiele 31 e Daniele 4 si evince che anticamente l' "Assiro" corrispondeva all'impero babilonese al tempo di Nabucodonosor, che si estendeva ben oltre la Mesopotamia, un vasto territorio che corrisponde alle attuali Siria, Iraq e ai confini settentrionali dello Stato d'Israele. La profezia indica che, fra le nazioni che porteranno la "calamità dal Nord", ci saranno sicuramente queste che ho menzionato ed eventualmente gli Stati vicini. 

Gli ebrei fedeli non saranno colti di sprovvista, ma godranno della guida di "sette pastori" (il "sette" indica completezza in relazione a cose spirituali) e "otto principi" (ovvero "sette" più "uno"). Evidentemente in riferimento ai "re (o "principi") e sacerdoti (o "pastori") ebrei fedeli, "i saggi tra il popolo" che "ne istruiranno molti", 'insegnando a molti la giustizia', "il servo fedele e prudente" che darà "il vitto a suo tempo". Quell' "uno" in più sarà certamente "Michele, il grande capo" (Gesù Cristo nella sua posizione celeste), che "sorgerà" come "difensore dei figli" d'Israele (Matteo 24:45; Daniele 11:33, 12:1,3; ). È dunque con la Sua "saggezza", la capacità di sapere come comportarsi in ogni circostanza, che Dio 'pascerà' il "popolo" ebraico fedele. 

Se volete anche voi sviluppare "saggezza", vi interesserà analizzare insieme a me il libro biblico di "Proverbi", che Dio ha ispirato, "perché l'uomo conosca la saggezza". Se pensate di essere già "saggi", vi informerete ugualmente. "Il saggio ascolterà e accrescerà il suo sapere" (Proverbi 1:2,5). Dio ci incoraggia a cercare la saggezza "come l'argento", "come un tesoro". Anzi "il guadagno che essa procura è migliore di quello dell'argento, il profitto che se ne trae vale più dell'oro fino. Essa è più pregevole delle perle, quanto hai di più prezioso non la equivale". Perché? "Anche quando si ha abbondanza", disse Gesù, il "Consigliere ammirabile", "la propria vita non dipende dalle cose che si possiede" e preoccuparsi delle cose materiali 'non aggiunge nemmeno un'ora alla durata della vita' (Proverbi 2:4; 3:14,15; Isaia 9:5; Luca 12:15; Matteo 6:27). 

È vero, con il denaro, o con l' "oro", si possono comprare molte cose, ma non si può comprare la vita o prolungarla nemmeno di un po'. Invece, riguardo alla "saggezza", "lunghezza di vita è nella sua destra; ... È un albero di vita per quelli che l'afferrano, e chi la possiede è felice". Mentre le ricchezze materiali non varranno nulla durante la "grande tribolazione" che colpirà fra breve Israele e il mondo intero, e quelli che in esse confidano saranno colti dallo "spavento" che 'piomberà loro addosso come una tempesta', la "saggezza" di Dio sarà "un aiuto potente" per gli "uomini retti", "uno scudo per quelli che camminano nell'integrità", la forma di difesa migliore che si potrà trovare in quei frangenti (Proverbi 3:16, 18; 2:7). Questo è il "tesoro" che vale la pena di cercare, di natura spirituale. "Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano" (Matteo 6:19,20). 

Pensate, il Creatore dell'universo mette la Sua "saggezza" superiore a vostra disposizione! "Con la saggezza il Signore (YHWH) fondò la terra, e con l'intelligenza rese stabili i cieli" (Proverbi 3:19). Come si fa ad ottenere questo "tesoro" così prezioso? "Il timore del Signore (YHWH) è il principio della scienza". Un sano "timore" di Dio, ovvero profondo rispetto e riverenza per Lui, ci spingerà a far tesoro dei Suoi consigli e comandamenti. Non confideremo in noi stessi, ma nella Sua "saggezza" (Proverbi 1:7; 2:1-6, 10; 3:1,5,6,21; 4:1-6).

E voi, "pecore disperse" d'Israele, siete tornati al vostro "Pastore"? In tal caso, Dio vi farà "riposare in verdeggianti pascoli", fornendovi tutto ciò che vi occorre. Anche se doveste 'camminare nella valle dell'ombra della morte' e trovarvi in pericolo della vostra stessa vita, quando "Gerusalemme" sarà attaccata da ogni parte, 'non temerete alcun male', 'il suo bastone e la sua verga vi daranno sicurezza'. Quando la maestosa "bellezza" di Israele, come un albero lussureggiante, sarà "calpestata" durante i "sette tempi" profetici, la "settimana" di anni, che comincerà a breve, Dio poserà 'la sua mano sull'uomo alla sua destra', in posizione di favore, 'sul figlio dell'uomo che ha reso forte', su coloro che 'non si allontaneranno da lui' (Salmo 23:1-4; 80:10-18; Daniele 4:11-16). State entrando nell' "arca" della salvezza, sotto la "guida" del "pastore e guardiano delle vostre anime" e dei "sottopastori" che vi istruiscono secondo la "saggezza" di Dio? (1 Pietro 2:25; 5:2,3)

Dopo che "Gerusalemme" sarà stata "restaurata", Il nostro "Pastore", per così dire, 'imbandirà' per alcune delle Sue "pecore" fedeli 'una tavola sotto gli occhi dei loro nemici', in piacevole compagnia di "Abraamo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio", ad altre 'cospargerà il capo di olio', ungendole per far parte del regno celeste. (Salmo 23:5; Luca 13:28,29). Il "rimanente" d'Israele sarà un "paese sottratto alla spada", una nazione "fatta uscire dai popoli", che "abiterà tutta quanta al sicuro", 'gente che vivrà tranquilla senza né sbarre né porte'. Questa "prosperità" farà gola alle nazioni (Turchia in primis) che, sotto la spinta del Nemico di Dio, sferreranno un attacco a oltranza contro "Gerusalemme". 

Ma quest'ultima volta non sarà distrutta, perché l'Iddio d'Israele proteggerà il Suo "popolo". Gli ebrei (i "due testimoni") che per allora 'rivivranno', "rivestendo" corpi spirituali, si uniranno agli "eserciti" celesti che eseguiranno il giudizio sui loro nemici. "Essi governeranno il paese dell'Assiro con la spada" (Ezechiele 38:8-16, 18-22; Apocalisse 11:11,12; Salmo 80:18; Apocalisse 19:11-16; Michea 5:5). Quando la "nuova Gerusalemme" scenderà dal cielo, i "coeredi" di Cristo evidentemente riacquisteranno i loro "corpi umani", 'la loro coppa traboccherà', 'bevendo il frutto della vite' insieme al loro re (Salmo 23:5; Matteo 26:29). Le "pecore" di Dio "non saranno più preda delle nazioni; le bestie dei campi non le divoreranno più, ma se ne staranno al sicuro, senza che nessuno più le spaventi". Il loro "Pastore" promette: "le pascerò sui monti d'Israele, lungo i ruscelli e in tutti i luoghi abitati del paese. ... riposeranno là in buoni ovili e pascoleranno in grassi pascoli" (Ezechiele 34:28,13,14).

"Pecore smarrite" d'Israele, non vi accompagnate con i "peccatori" che stanno "in agguato per uccidere"! "Volgetevi ad ascoltare la mia correzione", dice il vostro Dio. 'Camminate per la via dei buoni e rimanete nei sentieri dei giusti'. Fate ogni sforzo per cercare la "saggezza", non vi accontentate di sapere qualcosa, ma 'scavate' in profondità nella Parola di Dio, diffondetela "per le vie" di "Gerusalemme", fate risuonare l'avvertimento ovunque, 'per le sue piazze', "negli incroci affollati", "all'ingresso delle porte", "in città"! "Gli uomini retti infatti abiteranno la terra, quelli che sono integri vi rimarranno; ma gli empi saranno sterminati dalla terra, gli sleali ne saranno estirpati" (Proverbi 1:10-15, 20, 21, 23; 2:20-22).

venerdì 28 dicembre 2018

"Un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato" (Isaia 9:5)



Milioni di persone in tutto il mondo si stanno preparando a festeggiare il Natale, o "Natività", ovvero la nascita di Gesù. Quell'evento, che ha avuto luogo migliaia di anni fa, non va ricordato semplicemente perché, come è vero, riguarda la nascita del Figlio di Dio come essere umano attraverso la vergine Maria (Matteo 1:23). Scopriamo insieme la sua straordinaria importanza racchiusa nelle parole del profeta Isaia: "Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre: questo farà lo zelo del Signore (YHWH) degli eserciti"  (Isaia 9:5,6). Che la profezia si riferisse proprio a Gesù ce lo dice chiaramente l'evangelista Matteo, che ne applica il contesto a lui. E ai pastori che, alla sua nascita, stavano nei campi con il loro gregge, l'angelo di  Dio disse: 《Vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore" 》(Matteo 4:12-16; Luca 2:8-12).


I "nomi" con i quali Gesù sarebbe stato chiamato, secondo questa profezia, hanno relazione, come vedremo, anche con la predetta "restaurazione" di "Gerusalemme". In particolare, l'espressione "questo farà lo zelo del Signore (YHWH) degli eserciti" ci riporta in un'altra profezia che scopriamo perciò "parallela": 《"Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio", dice il Signore (YHWH) degli eserciti》. Come abbiamo già analizzato in un post precedente, questa profezia di Zaccaria annuncia la "restaurazione" sia fisica che spirituale del "popolo" ebraico di Dio e della "terra promessa" (Zaccaria 4:6,8,9). 

Attenzione!, però. Dobbiamo capire bene quando sarebbe avvenuta questa "restaurazione" e chi l'avrebbe realizzata. Anche oggi, infatti, molti pensano di partecipare all'adempimento di quella profezia, organizzando, a Israele, un esercito potente e costruendo città moderne e una società all'avanguardia dal punto di vista tecnologico. 《Nel loro orgoglio e nella superbia del loro cuore dicono: "I mattoni sono caduti, ma noi costruiremo con pietre squadrate; i sicomori sono stati tagliati, ma noi li sostituiremo con cedri"》. Finché "costruiscono" ricorrendo ai profitti acquisiti illecitamente con la rapina e la violenza, non possono certo farlo in armonia con la volontà dell' "Iddio d'Israele". Sono presuntuosi, come lo erano i costruttori della "torre di Babele", ma Dio vanificò i loro piani, e lo stesso farà per i "costruttori" odierni di Israele. 

"Per questo il Signore (YHWH) farà sorgere contro il popolo gli avversari ... i Siri da oriente, i Filistei da occidente; essi divoreranno Israele a bocca spalancata". Le "dieci corna" della "bestia" dell'Apocalisse (tutte le nazioni del mondo, da oriente a occidente) la "odieranno", e per così dire, "la spoglieranno e la lasceranno nuda" (esposta al pubblico ludibrio), "ne mangeranno le carni e la consumeranno col fuoco", distruggendola completamente (Apocalisse 17:16). "Il Signore (YHWH) reciderà da Israele capo e coda, palma e giunco, in un medesimo giorno. L'anziano e il notabile (i rappresentanti politici) sono il capo, e il profeta (le guide religiose) che insegna la menzogna è la coda. Quelli che guidano questo popolo lo sviano, e quelli che si lasciano guidare vanno in rovina. Perciò il Signore non si compiacerà dei giovani del popolo, né avrà compassione dei suoi orfani e delle sue vedove; perché tutti quanti (quelli che subiranno il giudizio) sono empi e perversi, e ogni bocca proferisce follia. ... Per l'ira del Signore (YHWH) degli eserciti il paese è in fiamme e il popolo è in preda al fuoco" (Isaia 9:14-16,18). Altro che "restaurazione"! "L'agile non avrà modo di darsi alla fuga, il forte non potrà servirsi della sua forza e il valoroso non scamperà; chi maneggia l'arco non potrà resistere, chi ha il piede veloce non potrà scampare; il cavaliere sul suo cavallo non si salverà" (Amos 2:14,15). Altro che "esercito potente"! E non è con i "palazzi", o con le case lussuose e dotate di ogni comfort, che si costruisce la "città di Dio"! Egli 'odia i suoi palazzi'. 《"Abbatterò le case d'inverno e le case d'estate; le case d'avorio saranno distrutte e scompariranno i grandi palazzi", dice il Signore (YHWH)》(Amos 6:8; 3:15).

Tutte le antiche profezie sono concordi nell'affermare che la "restaurazione" d'Israele si completerà solo durante il regno del Messia, il legittimo discendente della "casa (o trono) di Davide", e precisamente dopo la distruzione dell'attuale "Gerusalemme". Dio completerà il "radunamento" delle Sue "pecore disperse" e le pascerà con amore attraverso il "germoglio giusto", Gesù Cristo, che sarà il "Padre eterno" della loro vita spirituale. Grazie ai consigli del "Consigliere ammirabile", il suo "impero" avrà un "incremento", dal momento che "dominerà da un mare all'altro e dal fiume (Eufrate) fino alle estremità della terra". Dio promette: "Tutti i peccatori del mio popolo moriranno di spada", "tuttavia non distruggerò interamente la casa di Giacobbe". "Quel giorno rialzerò la capanna di Davide che è caduta, ne riparerò i danni, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò com'era nei giorni antichi". "Io libererò dall'esilio il mio popolo, Israele; essi ricostruiranno le città desolate e le abiteranno". (Isaia 9:5,6; 11:1,2,11; Geremia 23:3-6; 33:15,16; Ezechiele 34:22-24; 37:21-25; Osea 3:5; Amos 9:8-11,14,15; Salmo 72:8).

Non è quindi con la sola "forza" o con la "potenza" umane che avverrà la "ricostruzione", ma mediante lo Spirito Santo di Dio, che infonderà il Suo "zelo" negli ebrei fedeli che torneranno a Lui dopo la distruzione di "Gerusalemme", affinché la ricostruiscano secondo il Suo "progetto". Quando, fra breve, l' "Iddio d'Israele" "visiterà" il "popolo" ebraico, "il giorno che la rovina giungerà da lontano", il Messia, quale "Dio potente", "purificherà" il "tempio di Dio" dalle "contaminazioni" spirituali, "colpirà il paese con la verga della sua bocca e con il soffio delle sue labbra farà morire l'empio" (Isaia 10:3; 11:4; Malachia 3:1-5).  

Questa "purificazione" del "tempio" verrà continuata anche dopo che Gerusalemme sarà stata fisicamente ricostruita. È profetizzato che, in vista di quella "ricostruzione", molti, anche di altre nazioni, si uniranno agli ebrei superstiti, ma non tutti saranno infine giudicati "degni" di "abitare" la "nuova Gerusalemme" o i territori circostanti. Ci saranno sia "cattivi" che "buoni". Quando il Messia tornerà per giudicare il mondo, "manderà i suoi angeli, che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità", per condannarli a morte. "Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti". D'altra parte, i "giusti" saranno raccolti per ereditare il Regno e inizieranno a goderne gioiosamente le benedizioni. "Risplenderanno come il sole" e "si metteranno a tavola con Abraamo, Isacco e Giacobbe", che per allora saranno stati riportati in vita (Matteo 8:11,12; 13:40-43,47-50; 22:10-14). 

Ma è solo dopo la "fine del mondo", quando tutti i nemici terreni di Dio saranno stati neutralizzati, che la "nuova Gerusalemme scenderà dal cielo", nel senso che i "santi" torneranno sulla terra, nella Gerusalemme ricostruita secondo il divin "progetto", per stabilirvi la "sede" del regno di Dio (Apocalisse 21:2,10). Allora 'non ci sarà nessuno che spaventi' i suoi sudditi e il "Principe della pace" li farà abitare al sicuro. "Il lupo abiterà con l'agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno insieme, e un bambino li condurrà". "Nei suoi giorni (del Messia re) il giusto fiorirà e vi sarà abbondanza di pace finché non vi sia più luna", cioè per sempre. Davvero, grazie a quel "bambino", "tutto il popolo" proverà una "grande gioia" (Michea 4:4; Isaia 11:6; Salmo 72:7).

Non vi entusiasma questa prospettiva? Il bello è che non si tratta di una semplice "favola della buona notte". Lo "zelo del Signore (YHWH) degli eserciti", il Creatore dei cieli e della terra, "farà questo", "per dare ... una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno (del Messia), per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia". Se volete essere fra i sudditi del regno di Dio che verrà presto, o fra i "coeredi" del Messia, al contrario degli ebrei infedeli che saranno puniti, dovete umilmente tornare a Dio e cercare la Sua approvazione, comportandovi con onestà e giustizia. Coloro che persistono nella loro condotta ribelle non potranno più fuggire quando "la rovina giungerà". "Non rimarrà loro che curvarsi tra i prigionieri o cadere fra gli uccisi" (Isaia 9:8,12; 10:1-4). 

"Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell'ombra della morte la luce risplende". Queste parole profetiche si adempirono con il ministero di Gesù in Galilea che predicava il pentimento in vista dell'arrivo del regno di Dio (Isaia 9:1; Matteo 4:15-17).  Quel "regno" è molto più vicino di quando iniziò Gesù. Il Messia sta per essere intronizzato e inizierà a governare come predetto. Anche voi, dunque, "ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino"! Se siete ebrei di nascita o discendenza, come vi ho chiesto nel post precedente, dimostratevi "degni" di tale "re" e siate "pronti" ad accoglierlo! Ascoltate ciò che dice al vostro cuore il "Consigliere ammirabile" e seguite fin d'ora la guida del vostro "pastore" (Giovanni 10:3,4). Mantenete la vostra condotta "santa" agli occhi di Dio, lontana dalle "contaminazioni" del Suo "popolo" infedele. In questo modo avremo compreso il vero significato di quella "Nascita" miracolosa e potremo goderne gli "effetti", "da ora e per sempre".

"Pecore smarrite della casa d'Israele", dove siete? (Matteo 10:6)




Se non l'avete ancora fatto, vi invito a leggere, o a rileggere, con attenzione tutti i post precedenti, nella loro versione integrale. Questo è essenziale per comprendere ciò che sto per dirvi. 

Se sei di nascita o di discendenza ebraica, e magari ti sei allontanato dall' "Iddio d'Israele", e ti senti "solo" e "smarrito", sappi che Dio ha un messaggio speciale per te. In vista della "restaurazione" di "Gerusalemme", che è già iniziata in senso spirituale, Dio 'sta andando alla ricerca delle sue pecore disperse' con l'intenzione di ricondurle nel Suo "ovile" (Ezechiele 34:11-16, 23-31). 

Ovunque ti trovi nel mondo, entra ora nella Sua "arca" spirituale! Torna al Suo "ovile"! 

Se ritieni di essere ebreo, scrivimi, non in pubblico, ma in privato, attraverso i Social collegati, per ricevere nei particolari il "messaggio" che Dio ha preparato per te. Se non sei sicuro di essere ebreo, scrivimi ugualmente, magari posso toglierti il dubbio 😉.

Ti aspetto!

venerdì 23 novembre 2018

"Principi d'Israele", fermatevi a riflettere!



《Così parla il Signore, DIO: "Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni"》 (Ezechiele 45:9). Altrove Dio paragona questi "principi", leader politici e religiosi che pretendono di rappresentare il Suo "popolo" ebraico, a "pastori" che pascono sé stessi, anziché le Sue "pecore", occupandosi egoisticamente dei propri interessi (Ezechiele 34:1-4).

La loro condotta e il loro atteggiamento arrogante assomiglia molto a quello che manifestò il re babilonese Baldassar all'epoca del profeta Daniele. Ciò che avvenne allora costituisce un "monito" per gli attuali "principi", o "pastori", di Israele. Farebbero bene a prestarvi attenzione. Analizziamolo insieme. 

La narrazione inizia con il "grande banchetto" che il re Baldassar organizzò a palazzo. In quell'occasione lui e i suoi invitati profanarono gli "utensili" sacri trafugati dal tempio di Dio per bere alla lode dei loro dèi pagani (Daniele 5:1-4). Non è la stessa cosa che fanno i governanti d'Israele ogni volta che, in nome di Dio, che "è amore", portano avanti le loro "battaglie" terrene, spesso ricorrendo alla "violenza" e alla "rapina"? (1 Giovanni 4:8; Isaia 1:15). Ricordate che "Babilonia la grande", l'infedele "Gerusalemme", di cui abbiamo parlato in un post precedente, beve da un calice "pieno di abominazioni" (Apocalisse 17:4). E, in un altro contesto, è  paragonata a una "bestia" con corna di agnello che induce le persone ad adorare la "bestia" del nazionalismo e delle alleanze militari con le nazioni del mondo per scopi tutt'altro che "spirituali" (Apocalisse 13:11-17). Non è forse un' "abominazione" arrivare ad acclamare il presidente di una nazione come il "liberatore" promesso dalle Sacre Scritture? Ma questa presunta "liberazione" li ha portati a servire meglio Dio o piuttosto a badare meglio ai propri interessi materiali? A che cosa sacrificano il "meglio" delle loro "risorse", a Dio o ad altri "dèi", la Patria e la Guerra? La cosa peggiore è che anche alcune cosiddette "chiese cristiane", o loro esponenti, sostengono attivamente questi veri e propri "sforzi bellici" contro le popolazioni indifese, additandoli come "opere" di Dio! Dovrebbero al contrario denunciarli per quello che sono: "opere" diaboliche escogitate per ingannare (2 Tessalonicesi 2:9,10; Giovanni 8:44). 

Tornando a Baldassar, leggiamo che, mentre stava banchettando allegramente, apparvero delle "dita" che scrissero un enigma sul muro. Il re spaventato fece chiamare "tutti i saggi" che potessero darne l'interpretazione. Ma nessuno fu in grado di farlo a parte il profeta di Dio, Daniele (Daniele 5:5-17). Anche oggi probabilmente qualche "principe" d'Israele è turbato dai "messaggi" di avvertimento che Dio sta inviando. Si staranno chiedendo cosa significhino realmente. Attenzione! Perché non tutti i "segni" o i "presagi" sono di origine divina. E poi, anche quelli che lo sono, vanno interpretati in perfetta armonia con la Parola di Dio, la Bibbia. Gesù e gli apostoli ci avvertirono che sarebbero sorti "molti falsi profeti" (Matteo 24:11; 1 Giovanni 4:1). I "falsi" profeti non disdegnano di inventare "favole" pur di compiacersi le masse, dicendo che va sempre tutto bene. Magari lo fanno anche procurandosi guadagni materiali. Ma Gesù condannò quelli che si servono di Dio per un tornaconto economico (Geremia 14:13,14; Matteo 21:12,13; 2 Timoteo 4:3,4). I "veri" profeti, come Daniele, invece, dicono sempre la "verità", così come Dio gliela fa capire, anche se può dar fastidio o risultare impopolare. Daniele infatti predisse al re che, poiché Dio lo aveva giudicato "mancante" dal Suo punto di vista, il suo regno sarebbe passato ad altri (Daniele 5:17-28).

Anche oggi alcuni "saggi", che pretendono di interpretare correttamente i "segni" divini, rassicurano dicendo che Dio sostiene Israele qualunque cosa faccia, che anzi, se per caso un "vitello" nasce "rosso", un "pesciolino" viene avvistato in qualche specchio d'acqua "sterile", o "un serpente" esce dal muro, sono tutti "segni" indicanti la prossima "venuta" del Messia e la "restaurazione" dell'adorazione di Dio a Gerusalemme. A parte il fatto che non c'è scritto da nessuna parte nella Bibbia che sarebbe dovuto nascere un "vitello rosso" o che "un serpente" letterale sarebbe spuntato dal muro, la "restaurazione" fisica di Gerusalemme non è ancora iniziata, ma avverrà, come abbiamo già visto, solo dopo la sua futura "distruzione", e alla fine, insieme a quella spirituale, allorché il Messia la purificherà da tutti coloro che la contaminano (Matteo 13:40,41). 

Il racconto di Daniele si conclude con la morte di Baldassar e la conquista di Babilonia "quella stessa notte". Anche "Babilonia la grande" è stata "giudicata" e sarà presto punita per i suoi "peccati", benché si senta al sicuro, protetta dai suoi "alleati". Ma, "con violenza, sarà precipitata ... e non sarà più trovata" (Apocalisse 18:5-8,21). Dio ha visto la malvagità dei "principi d'Israele", i suoi "pastori", e ora intima loro di fermarsi. 《"La spada è sospesa sopra i Caldei, dice il Signore (YHWH), "sopra gli abitanti di Babilonia (la grande), sui suoi capi e sui suoi saggi"》(Geremia 50:35). Anche i "profeti" che hanno "falsato le sue parole" devono smettere di profetizzare nel Suo nome. Non sono stati in grado far 'udire le Sue parole al popolo', distogliendolo dalla sue azioni sbagliate. 

《"Guai ai pastori che distruggono e disperdono il gregge del mio pascolo", dice il Signore (YHWH)》. Riguardo ai "falsi" profeti e alle "guide" spirituali: 《"Profeti e sacerdoti sono empi, nella mia casa stessa ho trovato la loro malvagità", dice il Signore (YHWH)》. E a tutti noi dice: "Non ascoltate le parole dei profeti che vi profetizzano; essi vi nutrono di cose vane, vi espongono le visioni del proprio cuore, e non ciò che proviene dalla bocca del Signore (YHWH)" (Geremia 23:36,22,1,11,16).

lunedì 19 novembre 2018

Temete l'Apocalisse?


Cosa vi fa venire in mente questa parola? Disastri, sciagure senza fine, la "fine del mondo"? Se parliamo del libro biblico chiamato con questo nome, è vero solo in parte. E il film che sarà trasmesso stasera, intorno alle 21,05, su TV2000, "Sa Giovanni - L' Apocalisse", ne darà la prova. Anche se si tratta di una "interpretazione", condivisibile o meno, in alcune scelte, segue abbastanza fedelmente il racconto ispirato con una "resa" cinematografica di forte impatto emotivo. 

Ma prima di introdurvi alla visione della pellicola, che può aiutare a "fissare" alcuni aspetti di cui stiamo discutendo in questi post, vorrei soffermarmi un po' con voi sul significato "intimo" di questo straordinario libro profetico del "Nuovo Testamento", l'ultimo della Bibbia in ordine di stesura. 

Il nome "Apocalisse" deriva da una parola greca, riportata nel primo versetto del libro, che significa fondamentalmente "scoprimento" o "rivelazione". Converrete che ci sta bene l'immagine della rosa che si "schiude" rivelando tutta la sua bellezza.

Cosa viene "scoperto" o "rivelato" in questo libro? "Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve, e che egli ha fatto conoscere mandando il suo angelo al suo servo Giovanni" (Apocalisse1:1). Quindi Dio "rivela" il futuro dell'umanità a Gesù, che a sua volta lo "rivela" all'apostolo Giovanni, il quale lo "rivela" a tutti noi mettendolo per iscritto. Davvero interessante! No? Ma di quale "futuro" si parla? Anche se il libro fu scritto nel 1 secolo d.C, il suo "tempo" profetico non era quello. Giovanni spiega che 'fu rapito dallo Spirito e si trovò nel giorno del Signore'. Dal contesto si evince che è il Signore Gesù, che 'era morto, ma ora vive per i secoli dei secoli' (Apocalisse 1:10,18). Il suo "giorno" è il periodo in cui esercita il potere come re del regno di Dio (Giovanni 8:56; 1 Corinti 1:8). E, in base alle profezie che abbiamo esaminato finora, quel "giorno" sembra molto vicino. Ecco perché l'Apocalisse dovrebbe interessare particolarmente a noi che viviamo in quest'epoca cruciale. La maggior parte delle cose profetizzate in questo libro si adempiranno durante quel "giorno", che finirà nel lontano futuro quando Gesù "consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre" (1 Corinti 15:24).

Ma, oltre a rivelarci "le cose che devono avvenire tra breve", l'Apocalisse ci "rivela" il significato di una primissima profezia della Bibbia. Dopo la ribellione dei nostri primogenitori Dio disse al "serpente": "Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno" (Genesi 3:15). L' Apocalisse "rivela" che il "serpente antico" è Satana il Diavolo (Apocalisse 12:9). Nello stesso capitolo si parla anche di "una donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo". Alcuni la identificano con Maria, la madre naturale di Gesù. Anche se Maria, "la favorita dalla grazia", riveste un ruolo fondamentale nel proposito di Dio, in quanto partorì "il Figlio dell'Altissimo", e a ragione da quel momento in poi 'tutte le generazioni la chiamano beata (Luca 1:26-38, 48), evidentemente non è la "donna" apparsa a Giovanni. Questa "donna" è quella profetizzata nella Genesi. La Bibbia ci aiuta a capire di chi si tratta. 

Nell' Apocalisse si dice che questa "donna" era "incinta", partorisce tra le doglie e viene perseguitata dal "dragone", " il serpente antico" (Apocalisse 12:2,5,13). Il profeta Isaia parlò di 'una donna incinta che stava per partorire' tra le doglie, "afflitta, sbattuta dalla tempesta". Dal contesto si capisce che si tratta del "popolo" ebraico, prima reso desolato, e poi pieno di "figli", i fedeli che restaureranno la vera adorazione di Dio. Citando questa profezia, l'apostolo Paolo identifica la "donna" con la "Gerusalemme di lassù", il "popolo" ebraico di Dio rientrato nel Suo favore, e i suoi "figli" con i cristiani, ebrei e non, partecipi del regno di Dio (Isaia 26:1,17; 54:1,5,11; Galati 4:26-31;3:28,29). Questa dev'essere la "donna" dell'Apocalisse. Come predetto, nel corso dei secoli, il diavolo ha veramente nutrito "inimicizia" con il "popolo" ebraico, perseguitandolo senza sosta. Ma nel prossimo futuro, dopo che la "donna" avrà partorito i suoi ultimi "figli", sarà di nuovo perseguitata, per "42 mesi" prima e poi per "tre tempi e mezzo", durante la "settimana" di anni che inizierà presto, come spiegato in un post precedente (Apocalisse 11:2; 12:14). 

Alla fine però Gesù, il principale esponente della "progenie" della "donna", "schiaccerà il capo" al "serpente", gettandolo "nello stagno di fuoco e zolfo", simbolo di distruzione totale ed eterna (Apocalisse 20:10). Quello sarà un momento bellissimo per l'umanità, perché sarà eliminata una volta per sempre la fonte di tutto il male!

Come vedete, l'Apocalisse non tratta solo di "guai" o dell'esecuzione dei giusti giudizi di Dio, ma anche del meraviglioso adempimento del proposito di Dio per l'essere umano. 

Consideriamo ora brevemente qualche aspetto saliente del film.

È verosimile che, mentre si trovava in prigione sull'isola greca di Patmos, l'apostolo Giovanni, come racconta il film, incoraggiasse personalmente gli altri cristiani perseguitati, oltre a farlo attraverso lettere (Apocalisse 1:9). Così facendo, dà una toccante prova dell'amore che dovrebbe contraddistinguere i seguaci di Gesù, quel sentimento sincero e disinteressato che spinge a sacrificarci per chi ha bisogno del nostro aiuto (Giovanni 13:35; 1 Giovanni 3:16-18; 4:7-11).

La prima "visione" del film è quella del Signore Gesù che "cammina in mezzo ai candelabri", le "sette chiese" alle quali Giovanni deve inviare le sue lettere (Apocalisse 1:12-20). In seguito l'apostolo vede il "trono" di Dio e l'apertura dei "sette sigilli" che "racchiudono" il futuro e ascolta il suono delle "sette trombe" che annunciano i giudizi di Dio (Apocalisse 4:1-11;5:1-7;6:1-11;8:1,6-12). Particolarmente emozionante è la "visione" della "grande folla" che viene fuori "dalla grande tribolazione" e la "nuova Gerusalemme" che scende dal cielo (Apocalisse 7:9-17; 21:1-4). C'è anche la "donna" di cui abbiamo parlato prima (Apocalisse 12:1,2,5,6,14-16). Il film si conclude con le ultime parole di Giovanni: "Amen! Vieni, Signore Gesù!" (Apocalisse 22:20). 

Finché restiamo dalla parte "giusta", finché rimaniamo nell'amore di Dio e abbiamo "la grazia del Signore Gesù", possiamo attendere con gioia il "dischiudersi" delle parole profetizzate dell'apostolo, pregustare il "profumo di vita" che emanano fin d'ora, e pregare con fede per la sua "venuta" (Apocalisse 22:21; 2 Corinti 2:14-16).