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sabato 4 gennaio 2020

"O re, siate saggi; lasciatevi correggere, o giudici della terra" (Salmo 2:10)


(Il presente messaggio è rivolto a tutti i rappresentanti politici del mondo odierno)

Il salmista chiede: "Perché questo tumulto fra le nazioni, e perché meditano i popoli cose vane?" (Salmo 2:1). Proprio in questi giorni le nazioni del mondo sono in grande "tumulto", mentre si contendono il potere mondiale. Ma sono "cose vane", discorsi inutili. Perché? Il salmista risponde: "I re della terra si danno convegno e i prìncipi congiurano insieme contro il Signore (YHWH) e contro il suo Unto, dicendo: 《Spezziamo i loro legami e liberiamoci dalle loro catene》" (Salmo 2:2,3). Il motivo è presto detto. La loro gara per conquistare la supremazia va contro gli interessi del Creatore dell'universo e del Suo unico rappresentante legittimo, il Suo "Unto", Gesù Cristo. "《Sono io》, dirà, 《che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo》" (Salmo 2:6). Dio ricorda ai potenti del mondo che Lui stesso ha già scelto colui che ha il diritto di dominare su tutta la terra. 

Come indicano le profezie della Bibbia, dallo scorso 4 aprile il Figlio di Dio sta già regnando invisibilmente dal monte Sion, a Gerusalemme. Rivolgendosi a lui, Dio dice: "Chiedimi, e io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra. Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d'argilla" (Salmo 2:8,9). È perciò del tutto inutile, o "vano", che i politici del mondo continuino a esercitare il potere. Non ne hanno più alcun diritto. Per di più, fra breve, volenti o nolenti, dovranno cedere il passo al regno di Dio. Non stiamo parlando semplicemente di religione o di qualche credenza o sentimento che risiede solo nel cuore di chi lo desidera. La Bibbia indica chiaramente che il regno di Dio è un vero e proprio governo con Gesù Cristo come re principale e con i "santi" che governeranno con lui (Daniele 2:44; 7:27). Certo, è un regno invisibile, per ora, ma non per questo meno forte dei governi umani oggi esistenti. Dalla sua ha a disposizione miriadi di potentissime creature spirituali (angeli) e il sostegno di Colui che ha creato le più grandi galassie dell'universo. 
Vi rendete conto di quanto minuscoli voi siate al confronto, per quanto sia equipaggiato il vostro arsenale nucleare?! "Ecco, le nazioni sono come una goccia che cade da un secchio, come polvere minuta delle bilance". "Tutte le nazioni sono come nulla davanti a lui (al Creatore); egli le valuta meno che nulla, una vanità" (Isaia 40:15,17). Capite quanto sia controproducente mettersi a contendere con il Creatore dell'universo? Sarebbe molto più saggio riconoscere la Sua supremazia e il re legittimo da Lui costituito. Come fa un padre col figlio ribelle, Dio vi implora: "Ora, o re, siate saggi; lasciatevi correggere, o giudici della terra. Servite il Signore (YHWH) con timore e gioite con tremore. Rendete omaggio al figlio, affinché il Signore (YHWH) non si adiri e voi non periate" (Salmo 2:10-12).

È vero, come ho spiegato negli articoli precedenti, presto le nazioni scenderanno in guerra, in adempimento delle profezie. Si combatteranno le une con le altre, distruggendosi a vicenda. Al più tardi, fra circa due anni e mezzo da ora, verso il mese di giugno 2022, anche se non sappiamo la data precisa, dovranno incontrare l'ira dell'Iddio Onnipotente che tornerà con Suo Figlio per il Giudizio Universale (Matteo 24:30,36; Gioele 3:11,12) . Di lì a qualche anno tutti gli oppositori del Suo regno di giustizia saranno spazzati via. Ma voi che oggi rappresentate quelle nazioni, nel piccolo come nel molto, avete la possibilità, che Dio vi dà, di fare una scelta. O continuerete ostinatamente a ignorare la volontà di Dio per la terra o riconoscerete di non essere più degni di governare e cederete, per così dire, la "corona" all'unico che ne ha il diritto, il regnante Gesù Cristo. Dimostrerete di essere saggi, di agire nel vostro interesse, se, invece di portare avanti il vostro potere o partito politico, darete le dimissioni e inizierete a sostenere attivamente il regno di Dio. "Rendete omaggio al figlio, affinché il Signore (YHWH) non si adiri e voi non periate nella vostra via, perché improvvisa l'ira sua potrebbe divampare. Beati tutti quelli che confidano in lui!" (Salmo 2:12). Non confidate in voi stessi o in altri governanti umani. Riconoscete che la vostra stessa vita viene da Dio e non da voi e che, se siete al potere, è perché Dio ve lo consente ancora. "Non confidate nei prìncipi, né in alcun figlio d'uomo, che non può salvare. Il suo fiato se ne va, ed egli ritorna alla sua terra; in quel giorno periscono i suoi progetti. Beato colui che ha per aiuto il Dio di Giacobbe e la cui speranza è nel Signore (YHWH), suo Dio, che ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi; che mantiene la fedeltà in eterno" (Salmo 146:3-6). 
Non fate come il governatore romano Ponzio Pilato, che mandò il Figlio di Dio al martirio. Per quanto si lavasse le mani, la sua colpa non poteva essere cancellata con quel semplice gesto. Avrebbe dovuto riconoscere colui che aveva davanti e onorarlo come meritava. Lo farete voi? Anche se non lo vedete, il Figlio di Dio è di nuovo presente, è lì davanti a voi, ma stavolta come un potente regnante. Inchinatevi davanti al re, deponete la vostra "corona" e servite Dio con umiltà! La sua ira potrebbe divampare da un momento all'altro nei prossimi anni. Quanto è saggio mettersi dalla Sua parte! 

Grazie a Dio molti "re", o rappresentanti politici del mondo, faranno la scelta giusta. Anziché opporsi al Suo regno, contribuiranno a riedificare la "città del gran Re" (Salmo 48:2), Gerusalemme, insieme agli ebrei fedeli che scamperanno alla sua distruzione. Rivolgendosi simbolicamente ad essa, con la mente proiettata al futuro, il profeta dice: "Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria del Signore (YHWH) è spuntata sopra di te!"."Le nazioni cammineranno alla tua luce, i re allo splendore della tua aurora". "I figli dello straniero ricostruiranno le tue mura, i loro re saranno al tuo servizio". "Le tue porte saranno sempre aperte; non saranno chiuse né giorno né notte, per lasciar entrare in te la ricchezza delle nazioni e i loro re in corteo. Perché la nazione e il regno che non vorranno servirti, periranno; quelle nazioni saranno completamente distrutte". "Tu popperai il latte delle nazioni, popperai il seno dei re". "Allora le nazioni vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria" (Isaia 60:1,3,10-12,16;62:2).

giovedì 3 gennaio 2019

Nutritevi alla "mensa" della vera "sapienza"!



Nel capitolo 8 del libro biblico di Proverbi che stiamo esaminando, in preparazione della speciale "settimana" di anni che sta per iniziare, si continua a parlare della "saggezza" (o "sapienza"), ma non come di una qualità astratta, bensì come un vera e propria persona, in grado, non solo di "parlare" con la "bocca", ma anche di "amare" e "odiare". A chi si riferisce? Ce lo dice essa stessa: "Il Signore (YHWH) mi ebbe con sé al principio dei suoi atti, prima di fare alcuna delle sue opere antiche. ... dal principio, prima che la terra fosse. ... Io ero presso di lui come un artefice" (Proverbi 9:22-31). 

È sicuramente il Figlio di Dio, il Messia predetto, Gesù, "il primogenito di ogni creatura", mediante cui "sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra". Solo lui "è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono per mezzo di lui". "Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio. ... Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei. ... In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. ... E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi ... unigenito dal Padre" (Colossesi 1:15-17; Luca 1:1-18).

Gesù Cristo è, infatti, il "Consigliere ammirabile" e noi faremmo bene ad ascoltare i suoi consigli. Colui che scrisse il libro di Proverbi fu, in buona parte, il re Salomone, che Dio aveva benedetto concedendogli la Sua saggezza. Ebbene, Gesù era "più di Salomone" in quanto a saggezza (Isaia 9:5; Matteo 12:42). E certo, egli è la personificazione stessa della "saggezza" visto che esiste ben prima di tutto l'universo, sempre a stretto contatto con il Suo Padre celeste! Abbiamo molto da imparare da lui. Sentite cosa ci invita a fare: "Ora, figlioli, ascoltatemi; beati quelli che osservano le mie vie! Ascoltate l'istruzione, siate saggi, e non la rifiutate!". Notate poi queste parole "profetiche": "Beato l'uomo che mi ascolta, che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa!" (Proverbi 8:32-34). Per essere felici, quindi, per prima cosa bisogna ascoltare la "sapienza" che parla. Gesù stesso spiegò che la "parola di Dio" (cioè lui, come abbiamo visto) viene "seminata" in vari tipi di "terreno", nel senso che ogni genere di persone può "ascoltare" la "parola", o la "sapienza", di Dio, cioè gli insegnamenti di Cristo, ma poi ognuno reagisce diversamente in base alle circostanze personali. Non basta, infatti, "ascoltare", ma è anche necessario "ritenere" il "seme", fargli mettere "radice" nel proprio cuore, aiutarlo a crescere come una "piantina", e accompagnarla nella crescita fino alla produzione dei "frutti" (Luca 8:5-15). "Beato" è anche chi 'veglia ogni giorno alle porte', o 'vigila alla soglia della casa' della "sapienza". Ricordatevi che, attraverso la "sapienza" personificata, Dio avrebbe creato anche le "cose invisibili", come la Sua "casa" (o "tempio") spirituale, che è anche il tempio (o "casa") del Figlio, l' "Angelo del patto". (Malachia 3:1). Già quando era piccolo, Gesù si trovava a proprio agio nella "casa del Padre", cioè il tempio di Dio, perché era anche la sua "casa". Per lo stesso motivo si dice che la casa paterna, o dei genitori, è anche casa della prole che ci abita (Luca 2:46-49).

Come abbiamo già visto in un post precedente, il "tempio" (o "casa") spirituale di Dio, e di Gesù, è costituita dalla "famiglia" dei "santi" che parteciperanno al regno di Dio. Il Messia, in qualità di "pietra angolare", ha una parte fondamentale nella sua costruzione. È lui che "edifica" la fede, "e la rende perfetta", dei "membri" della sua "casa" che mettono in pratica i suoi consigli. Comprendiamo finalmente cosa voglia dire il proverbio: "La saggezza (cioè Gesù) ha fabbricato la sua casa" (Efesini 2:19-22; Ebrei 3:1-6; I Pietro 2:5-9; Ebrei 12:2; Matteo 7:24; Proverbi 9:1). 

Ma cosa significa: "Beato l'uomo ... che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa!" ? Si capisce che si tratta di una profezia perché ritroviamo un'espressione molto simile nell'Apocalisse, che, come sappiamo, vedrà il suo più grande adempimento nel prossimo futuro. "Beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna". L'immagine suggerita è quella di un "guardiano", o "custode", che anticamente veniva posto all'ingresso del tempio di Gerusalemme. Nel caso si fosse addormentato, qualcuno avrebbe potuto facilmente derubarlo degli abiti, lasciandolo nudo ed esposto alla vergogna. Le "vesti" che il "guardiano" avrebbe dovuto "mantenere" rappresentano "le opere giuste dei santi" e 
corrispondono anche al "turbante pulito" e alle "vesti" nuove che furono date al "sommo sacerdote Giosuè" della profezia di Zaccaria. Come ho già spiegato, questa profezia si adempie nell'ambito della "restaurazione" di "Gerusalemme" con la "riqualificazione" degli ultimi ebrei fedeli che tornano a Dio in questo "tempo della fine", "vestendo", per così dire, "abiti" puliti, grazie a una "condotta eccellente", degna dell'incarico loro affidato. Essi sono pure i "due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra" (Gesù nel potere del regno), nel senso che avrebbero servito alle sue dirette dipendenze e reso conto a lui del loro operato. Soprattutto questi devono dunque "vigilare" sulla sua "casa", o mantenersi spiritualmente "svegli", comportandosi sempre bene, e, come il "servo fedele e prudente", avendo "cura" degli altri membri della "casa". Gesù ci avverte di trovarci "pronti", o ben "svegli", per quando tornerà a fare la "resa dei conti" (Apocalisse 16:15; Apocalisse 19:8; Zaccaria 3:1-5; 4:1-14; Matteo 24:44-46).

E voi? Se siete ebrei, dovreste svolgere l'incarico che Dio vi ha affidato. Che dire se 
non avete ancora "indossato" gli "abiti" adatti, se non avete ancora messo la vostra condotta in armonia con la volontà di Dio, "ascoltando la parola" in modo da farla "fruttare" nella vostra vita? Per voi la "sapienza", il Messia che state aspettando, "ha mandato fuori le sue ancelle (o rappresentanti); dall'alto dei luoghi elevati della città essa chiama: 《Chi è sciocco venga qua!》 A quelli che sono privi di senno dice: 《Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho preparato! Lasciate, sciocchi, la stoltezza e vivrete; camminate per la via dell'intelligenza!》(Proverbi 9:3-6). Gesù è il "pane della vita". Coloro che entrano nel "patto per un regno" con lui devono, in senso spirituale, "mangiare la sua carne e bere il suo sangue", esercitando fede nel suo sacrificio e nutrendosi delle sue parole di "sapienza"(Giovanni 6:32-58; Luca 22:19, 29).

Ma attenti alle "distrazioni"! Se la "saggezza" continua a chiamare a sé gli "inesperti" per poterli istruire, d'altra parte anche la "follia" cerca di attirare la loro attenzione, distraendoli dalla vera "saggezza". Come una "donna sciocca", ma attraente, dice: 《Chi è sciocco venga qua!》 E a chi è privo di senno dice: 《Le acque rubate sono dolci, il pane mangiato di nascosto è delizioso》" (Proverbi 9:16,17). Cerca di "sedurre" facendo appello al desiderio di cose "proibite". Di quali "cose" stiamo parlando? La "follia", o "pazzia", dal punto di vista di Dio, è ciò che altri lontani da Lui considerano "sapienza", un modo di vivere e di pensare dominati da "gelosia" (o "invidia"), "spirito di contesa",  e "ogni cattiva azione". È una "saggezza" "terrena" e  "diabolica". E l'apostolo Paolo ammonisce i cristiani che non si può "bere il calice del Signore e il calice dei demòni", né "partecipare alla mensa del Signore e alle mensa dei demòni"! Dal contesto si capisce che il "calice" e la "mensa" dei demòni non includono solo le caratteristiche negative prima menzionate, ma anche attività "normali", come mangiare e bere, svolte in onore di qualche "dio" diverso dall'unico vero Dio. Addirittura si commette "idolatria" se si fa della ricerca dei "piaceri" la cosa più importante della propria vita (1 Corinti 3:19; 10:7,21; Giacomo 3:14-16; Colossesi 3:5).

Forse avete ascoltato la "parola", ma poi le "preoccupazioni", le "ricchezze" e i "piaceri della vita", come "spine", hanno "soffocato" l'entusiasmo iniziale e vi siete "persi per la strada".  Ricordate che non bisogna per forza commettere chissà quale "crimine" per mostrare "stoltezza". Ai giorni di Noè "si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava a marito", tutte cose "normali", eppure "venne il diluvio e portò via tutti quanti". Erano così presi dalle loro cose "normali", da non 'accorgersi di nulla' ed essere infine colti di sorpresa quando il diluvio arrivò. Misero al primo posto nella vita sé stessi, declassando Dio che li stava avvertendo mediante Noè. La stessa cosa potrebbe accadere anche a noi. Gesù Cristo, la "sapienza" in persona, ci avverte: "Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio" (Luca 8:12-14; 21:34; Matteo 24:38-44). 

Quant'è meglio ascoltare la vera "saggezza", ubbidendo ai comandamenti di Dio e imitando il "modello" lasciatoci da Gesù. "La saggezza che viene dall'alto anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia". Anche se continueremo a vivere "normalmente", lavorando e godendoci la vita secondo le nostre possibilità, non faremo di queste cose lo "scopo" della nostra esistenza, ma faremo "ogni cosa alla gloria di Dio" (Giacomo 3:17; 1 Corinti 10:31). 

Dopo che avrete "indossato" gli "abiti" degni del vostro "incarico", restate a tutti i costi "svegli", senza lasciarvi distrarre dalla "saggezza" mondana, in modo da mantenere "una buona condotta fra le nazioni, affinché ... osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà". Possa il vostro Signore Gesù dirvi singolarmente: "Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch'io ti preserverò nell'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra". "Io vengo presto" vi ricorda; "tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona (la prospettiva del dominio "regale")". "Chi vince", promette, "io lo porrò come colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più" (2 Pietro 2:12; Apocalisse 3:10-12). Se, quando il vostro Signore verrà a chiedere conto del vostro operato, vi troverà fedelmente occupati al vostro posto, vi farà diventare "colonne" del "tempio" di Dio, "elementi" portanti ed eterni nella Sua adorazione. Sarete, per così dire, fra le "sette" "colonne" che la "sapienza", Gesù Cristo, avrà "lavorato", o preparato, per la sua "casa". 'Vi costituirà su tutti i suoi beni', innalzandovi come "re" del suo regno messianico. Per voi 'apparecchierà la sua mensa' e potrete sedervi a tavola con il vostro "sposo" spirituale. Egli stesso ha 'disposto che vi fosse dato un regno, ...affinché mangiate e beviate alla sua tavola nel suo regno'. La "sapienza" di Dio vi promette: "Per mio mezzo infatti ti saranno moltiplicati i giorni, ti saranno aumentati anni di vita". "Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte" della "nuova Gerusalemme". Avrete il "diritto" alla vita eterna nella sede terrena del regno di Dio! Potrebbe esserci privilegio più grande? (Proverbi 9:1,2,11; Matteo 24:47; 25:1; Apocalisse 21:2; 22:14; Luca 22:29,30).
 
 

2019: Inizia una "settimana" speciale!


Ora che il nuovo anno è iniziato, con l'aiuto di Dio, guardo al futuro con fiducia e coraggio. Mi auguro possiate farlo anche voi!😉 In preparazione dei tempi che verranno, vi invito a rileggere con attenzione, per intero, l'articolo intitolato: "Una settimana da ricordare". 
Come ho spiegato più volte, secondo le profezie bibliche, il 2019 dovrebbe segnare l'inizio di una "settimana" di anni, la "settantesima settimana" della profezia di Daniele, nella quale si verificheranno straordinari eventi di importanza mondiale, che culmineranno nella felice "restaurazione" di "Gerusalemme". 
La maggior parte dei post che ho scritto contengono profezie e suggerimenti pratici riferibili a questa "settimana". Fate tesoro della "saggezza" che Dio ci dona per far fronte ai "tempi difficili" che verranno (2 Timoteo 3:1). 
Possa la Sua benedizione essere su di voi e sulle vostre famiglie per tutti gli anni avvenire! Preghiamo di poter partecipare tutti insieme al suo glorioso culmine!

State facendo le "provviste"?



Può sembrare una domanda fuori luogo, perfino umoristica, ma, credetemi, non lo è. La questione è al contrario molto seria e di vitale importanza. Dio, nel Suo immenso amore, ci dice in anticipo ciò che sta per succedere, fornendoci pure la "saggezza" necessaria per essere pronti.

"Va', pigro, alla formica" ci dice; "considera il suo fare e diventa saggio!" (Proverbi 6:6). Ma come?! potrebbe dire qualcuno, io che ho una vasta "istruzione" e  grande "intelligenza" dovrei imparare qualcosa da un "animaletto" così piccolo e insignificante?! Tanto per cominciare, per il Creatore tutte le Sue "creature" sono importanti, a cominciare dalla vegetazione fino ai massimi sistemi stellari e ovviamente all'essere umano. Poi vuole farci prima di tutto una "lezione" di umiltà. Tutti abbiamo bisogno di imparare, anche da ciò o da chi, dal nostro punto di vista, può sembrare "piccolo" e "insignificante". 

La formica, per esempio, "prepara il suo nutrimento nell'estate e immagazzina il suo cibo al tempo della mietitura" (Proverbi 6:8). Può sembrare una constatazione banale, ma non lo è, soprattutto se la "leggiamo" in vista della futura "grande tribolazione". Come ho spiegato in alcuni post, quando Israele sarà assediata e distrutta dalle nazioni "nemiche", la finanza e l'economia mondiali, che si fondano in buona parte su "strutture" e "investimenti" riconducibili a "personaggi" ebrei, subiranno un drastico "tracollo". La storia dice che, in seguito all'assedio di Gerusalemme ai giorni di Geremia, come predetto, "la carestia era grave nella città e non c'era più pane per il popolo del paese" (Geremia 52:4-6). Dobbiamo aspettarci che accada qualcosa di simile durante il futuro "assedio" di "Gerusalemme". Gesù ci avvertì che si tratterà di una "crisi" spaventosa superiore a qualsiasi periodo di recessione precedente (Matteo 24:19-21). Corrisponderà alle "sette vacche magre" che Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, interpretò come "sette anni di carestia". In quell'occasione Giuseppe, che fu messo a capo delle pubbliche finanze egiziane, dispose che fossero fatte per tempo le "provviste" necessarie per far fronte alla "crisi" futura (Genesi 41:17-57). Così facendo, dimostrò di essere "saggio", proprio come la formica. 

Che dire di oggi? Ricordate che la "settimana" di anni di cui stiamo parlando dovrebbe iniziare molto presto, intorno al 4 aprile 2019. Da quel momento in poi non sappiamo quanto tempo passerà prima che "scoppi" la "tribolazione" predetta, ma nell'arco di qualche anno sarà tutto finito. Sarà soprattutto in quel periodo che il "cavaliere" del "cavallo nero" dell'Apocalisse farà la sua cavalcata, seminando la carestia, tanto che gli alimenti saranno venduti a un prezzo di 10-12 volte superiore a quello normale (Apocalisse 6:5,6). Non sarebbe male, in vista della prossima "crisi" economica, cominciare a fare, fin d'ora, le "provviste" di generi di prima necessità per sé e per la propria famiglia, preferendo quelli a lunga e lunghissima conservazione. Gli avvenimenti mondiali, soprattutto quelli che hanno diretta relazione con Israele, sembrano tutti muoversi in quella direzione. Non pare un caso che le elezioni politiche israeliane siano state inaspettatamente anticipate al prossimo 9 aprile! 

Capite l'urgenza dei tempi in cui viviamo? State confrontando le "notizie" con le profezie bibliche? Non siate pigri e svegliatevi dal sonno! Dio ci avverte: "Dormire un po', sonnecchiare un po', incrociare un po' le mani per riposare... La tua povertà verrà come un ladro, la tua miseria, come un uomo armato" (Proverbi 6:9-11). Se vi manterrete spiritualmente "svegli" e farete i piani per tempo in vista della "grande tribolazione", non vi coglierà di sorpresa quando arriverà. Abitanti d'Israele, tornate al vostro Dio e "fuggite da Babilonia" finché ne avete la possibilità! "Alzate le mani verso di lui (Dio) per la vita dei vostri bambini, che vengono meno per la fame agli angoli di tutte le strade!" (Lamentazioni 2:19).

È profetizzato che il "popolo" ebraico di Dio riceverà il necessario "nutrimento" nel periodo più "buio" della "tribolazione", per almeno tre anni e mezzo (Apocalisse 12:6,14). Ma anche se non siete ebrei, finché 'cercherete prima il regno' di Dio, preparandovi per la sua "venuta", avrete in aggiunta 'tutte le cose materiali necessarie' (Matteo 6:33).

Siate dunque "saggi" e imparate dalla formica!
 
 

Cercate i "tesori" che valgono davvero!



Quando apprendo dalle profezie bibliche dell'imminente distruzione di "Gerusalemme", non posso far a meno di pregare Dio di risparmiare il maggior numero di persone, di far giungere l'avvertimento a quanti più israeliani possibile, in modo che possano agire in tempo per salvare sé stessi e le loro famiglie. Provo compassione per loro, perché sono "dispersi come pecore senza pastore" (Matteo 9:36). 

Capita anche a voi di sentirvi "stanchi e affaticati", a volte "smarriti", di non sapere come comportarvi, magari davanti a situazioni inaspettate? In tal caso, non vi preoccupate. Dio, come un buon "pastore", sta andando alla ricerca delle "pecore smarrite della casa d'Israele", per fornire loro il "nutrimento" e la "guida" di cui hanno bisogno, soprattutto in vista del Suo prossimo "giorno" di giudizio. Era profetizzato che l' "Iddio d'Israele" avrebbe 'pasciuto' le Sue "pecore" in concomitanza con la "restaurazione" di "Gerusalemme", e in particolare durante il regno messianico di Gesù, "Il capo pastore". 

《Infatti così dice il Signore, Dio: "Eccomi! Io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro. ... Porrò sopra di esse un solo pastore che le pascolerà: il mio servo Davide (Gesù Cristo, il "legittimo" discendente del re Davide)". Possiamo quindi pregare con fiducia a favore delle Sue "pecore": "Porgi orecchio, o Pastore d'Israele, che guidi Giuseppe come un gregge; o tu che siedi fra i cherubini, fa' risplendere la tua gloria! Davanti a Efraim, a Beniamino e a Manasse (le "tribù" d'Israele), risveglia la tua Potenza e vieni a salvarci! ... Signore (YHWH), Dio degli eserciti, ristoraci, fa' risplendere il tuo volto e saremo salvi" (Ezechiele 34:11-16, 23,24; 1 Pietro 5:4; Salmo 80; Geremia 23:3-6).

È soprattutto quando Israele sarà assediata dalle nazioni che compongono il "re del settentrione" che i suoi abitanti si sentiranno come "pecore smarrite" e impaurite, bisognose allora più che mai dell'aiuto del loro "Pastore", per sapere in pratica cosa fare per aver salva la vita. Il "dominatore in Israele", il Messia predetto, "li darà in mano ai loro nemici". 'Quando l'Assiro verrà nel loro paese e metterà piede nei loro palazzi, loro gli opporranno sette pastori e otto principi del popolo" (Michea 5:1,2,4). Da un confronto fra Ezechiele 31 e Daniele 4 si evince che anticamente l' "Assiro" corrispondeva all'impero babilonese al tempo di Nabucodonosor, che si estendeva ben oltre la Mesopotamia, un vasto territorio che corrisponde alle attuali Siria, Iraq e ai confini settentrionali dello Stato d'Israele. La profezia indica che, fra le nazioni che porteranno la "calamità dal Nord", ci saranno sicuramente queste che ho menzionato ed eventualmente gli Stati vicini. 

Gli ebrei fedeli non saranno colti di sprovvista, ma godranno della guida di "sette pastori" (il "sette" indica completezza in relazione a cose spirituali) e "otto principi" (ovvero "sette" più "uno"). Evidentemente in riferimento ai "re (o "principi") e sacerdoti (o "pastori") ebrei fedeli, "i saggi tra il popolo" che "ne istruiranno molti", 'insegnando a molti la giustizia', "il servo fedele e prudente" che darà "il vitto a suo tempo". Quell' "uno" in più sarà certamente "Michele, il grande capo" (Gesù Cristo nella sua posizione celeste), che "sorgerà" come "difensore dei figli" d'Israele (Matteo 24:45; Daniele 11:33, 12:1,3; ). È dunque con la Sua "saggezza", la capacità di sapere come comportarsi in ogni circostanza, che Dio 'pascerà' il "popolo" ebraico fedele. 

Se volete anche voi sviluppare "saggezza", vi interesserà analizzare insieme a me il libro biblico di "Proverbi", che Dio ha ispirato, "perché l'uomo conosca la saggezza". Se pensate di essere già "saggi", vi informerete ugualmente. "Il saggio ascolterà e accrescerà il suo sapere" (Proverbi 1:2,5). Dio ci incoraggia a cercare la saggezza "come l'argento", "come un tesoro". Anzi "il guadagno che essa procura è migliore di quello dell'argento, il profitto che se ne trae vale più dell'oro fino. Essa è più pregevole delle perle, quanto hai di più prezioso non la equivale". Perché? "Anche quando si ha abbondanza", disse Gesù, il "Consigliere ammirabile", "la propria vita non dipende dalle cose che si possiede" e preoccuparsi delle cose materiali 'non aggiunge nemmeno un'ora alla durata della vita' (Proverbi 2:4; 3:14,15; Isaia 9:5; Luca 12:15; Matteo 6:27). 

È vero, con il denaro, o con l' "oro", si possono comprare molte cose, ma non si può comprare la vita o prolungarla nemmeno di un po'. Invece, riguardo alla "saggezza", "lunghezza di vita è nella sua destra; ... È un albero di vita per quelli che l'afferrano, e chi la possiede è felice". Mentre le ricchezze materiali non varranno nulla durante la "grande tribolazione" che colpirà fra breve Israele e il mondo intero, e quelli che in esse confidano saranno colti dallo "spavento" che 'piomberà loro addosso come una tempesta', la "saggezza" di Dio sarà "un aiuto potente" per gli "uomini retti", "uno scudo per quelli che camminano nell'integrità", la forma di difesa migliore che si potrà trovare in quei frangenti (Proverbi 3:16, 18; 2:7). Questo è il "tesoro" che vale la pena di cercare, di natura spirituale. "Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano" (Matteo 6:19,20). 

Pensate, il Creatore dell'universo mette la Sua "saggezza" superiore a vostra disposizione! "Con la saggezza il Signore (YHWH) fondò la terra, e con l'intelligenza rese stabili i cieli" (Proverbi 3:19). Come si fa ad ottenere questo "tesoro" così prezioso? "Il timore del Signore (YHWH) è il principio della scienza". Un sano "timore" di Dio, ovvero profondo rispetto e riverenza per Lui, ci spingerà a far tesoro dei Suoi consigli e comandamenti. Non confideremo in noi stessi, ma nella Sua "saggezza" (Proverbi 1:7; 2:1-6, 10; 3:1,5,6,21; 4:1-6).

E voi, "pecore disperse" d'Israele, siete tornati al vostro "Pastore"? In tal caso, Dio vi farà "riposare in verdeggianti pascoli", fornendovi tutto ciò che vi occorre. Anche se doveste 'camminare nella valle dell'ombra della morte' e trovarvi in pericolo della vostra stessa vita, quando "Gerusalemme" sarà attaccata da ogni parte, 'non temerete alcun male', 'il suo bastone e la sua verga vi daranno sicurezza'. Quando la maestosa "bellezza" di Israele, come un albero lussureggiante, sarà "calpestata" durante i "sette tempi" profetici, la "settimana" di anni, che comincerà a breve, Dio poserà 'la sua mano sull'uomo alla sua destra', in posizione di favore, 'sul figlio dell'uomo che ha reso forte', su coloro che 'non si allontaneranno da lui' (Salmo 23:1-4; 80:10-18; Daniele 4:11-16). State entrando nell' "arca" della salvezza, sotto la "guida" del "pastore e guardiano delle vostre anime" e dei "sottopastori" che vi istruiscono secondo la "saggezza" di Dio? (1 Pietro 2:25; 5:2,3)

Dopo che "Gerusalemme" sarà stata "restaurata", Il nostro "Pastore", per così dire, 'imbandirà' per alcune delle Sue "pecore" fedeli 'una tavola sotto gli occhi dei loro nemici', in piacevole compagnia di "Abraamo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio", ad altre 'cospargerà il capo di olio', ungendole per far parte del regno celeste. (Salmo 23:5; Luca 13:28,29). Il "rimanente" d'Israele sarà un "paese sottratto alla spada", una nazione "fatta uscire dai popoli", che "abiterà tutta quanta al sicuro", 'gente che vivrà tranquilla senza né sbarre né porte'. Questa "prosperità" farà gola alle nazioni (Turchia in primis) che, sotto la spinta del Nemico di Dio, sferreranno un attacco a oltranza contro "Gerusalemme". 

Ma quest'ultima volta non sarà distrutta, perché l'Iddio d'Israele proteggerà il Suo "popolo". Gli ebrei (i "due testimoni") che per allora 'rivivranno', "rivestendo" corpi spirituali, si uniranno agli "eserciti" celesti che eseguiranno il giudizio sui loro nemici. "Essi governeranno il paese dell'Assiro con la spada" (Ezechiele 38:8-16, 18-22; Apocalisse 11:11,12; Salmo 80:18; Apocalisse 19:11-16; Michea 5:5). Quando la "nuova Gerusalemme" scenderà dal cielo, i "coeredi" di Cristo evidentemente riacquisteranno i loro "corpi umani", 'la loro coppa traboccherà', 'bevendo il frutto della vite' insieme al loro re (Salmo 23:5; Matteo 26:29). Le "pecore" di Dio "non saranno più preda delle nazioni; le bestie dei campi non le divoreranno più, ma se ne staranno al sicuro, senza che nessuno più le spaventi". Il loro "Pastore" promette: "le pascerò sui monti d'Israele, lungo i ruscelli e in tutti i luoghi abitati del paese. ... riposeranno là in buoni ovili e pascoleranno in grassi pascoli" (Ezechiele 34:28,13,14).

"Pecore smarrite" d'Israele, non vi accompagnate con i "peccatori" che stanno "in agguato per uccidere"! "Volgetevi ad ascoltare la mia correzione", dice il vostro Dio. 'Camminate per la via dei buoni e rimanete nei sentieri dei giusti'. Fate ogni sforzo per cercare la "saggezza", non vi accontentate di sapere qualcosa, ma 'scavate' in profondità nella Parola di Dio, diffondetela "per le vie" di "Gerusalemme", fate risuonare l'avvertimento ovunque, 'per le sue piazze', "negli incroci affollati", "all'ingresso delle porte", "in città"! "Gli uomini retti infatti abiteranno la terra, quelli che sono integri vi rimarranno; ma gli empi saranno sterminati dalla terra, gli sleali ne saranno estirpati" (Proverbi 1:10-15, 20, 21, 23; 2:20-22).

martedì 4 dicembre 2018

Abitanti di "Gerusalemme", avete ricevuto il "segno" della salvezza? (Ezechiele 9:4) -Parte seconda



Alcuni versetti della Bibbia ci aiutano a capire in quale "zona" del pianeta sarà più evidente l'"influenza" satanica nei prossimi anni. Ezechiele dice che, prima della sua disfatta "fisica", questo "angelo" si troverà ancora nell'Eden, cioè in Turchia, da dove sarà in seguito scacciato. Ecco perché l'apostolo Giovanni profetizzò che, durante il "giorno del Signore" Gesù, a Pergamo ci sarebbe stato "il trono di Satana", a Smirne "una sinagoga di Satana" e nella vicina Tiatiri chi avrebbe conosciuto "le profondità di Satana" (Apocalisse 1:10;2:9,13,24). E tutte queste località si trovano in Turchia. Anche grazie all'influenza satanica, oltre che "a motivo della sua astuzia", questa nazione di punta del "re del settentrione", conoscerà in futuro un'espansione senza precedenti, "verso sud", ad occidente ("Tubal", alleato di "Mesec", è generalmente identificato con la penisola iberica o l'Europa occidentale), in oriente e verso Israele, ricoprendo un ruolo attivo nella sua distruzione (Daniele 8:9-13,24-25; Ezechiele 38:2-6).

Occorre a questo punto fare una precisazione. Premesso che le mie "riflessioni" sono esclusivamente di carattere spirituale, senza alcun incitamento ad azioni sovversive contro qualsiasi governo, il fatto che, secondo le profezie bibliche, la Turchia potrebbe subire in futuro una particolare "influenza" satanica, non dovrebbe indurci a considerare l'intera nazione come una specie di "espressione" del Male. Anche se Satana è l' "Iddio di questo mondo", non significa che tutti gli abitanti del mondo siano malvagi o diabolici! Grazie a Dio ci sono ancora tante persone buone che hanno fede in Lui. Anzi, i cristiani fedeli ai quali l'apostolo Giovanni indirizzò le lettere dell'Apocalisse si trovavano proprio in alcune città turche. È soprattutto a loro, che sono così "vicini" al "trono di Satana", che dovrebbe andare tutto il nostro amore e incoraggiamento. 

Detto questo, è ormai chiaro che l' "idolo della gelosia" della profezia di Ezechiele è il "dio straniero" del "re del settentrione", "il dio delle fortezze", "Gog di Magog", Satana il Diavolo nella sua "manifestazione" terrena. In che modo gli ebrei infedeli lo adorano? Gesù dice che quelli che hanno desideri "omicidi" e si mostrano volutamente "falsi" sono "figli del diavolo" (Giovanni 8:44). Inoltre il "re del settentrione", che adora quel "dio straniero", avrebbe 'corrotto con lusinghe quelli che tradiscono (o abbandonano) il patto' stipulato con i loro antenati. Disubbidiendo ai comandamenti di Dio, gli ebrei infedeli fanno il "gioco" del diavolo. Lo Stato di Israele, come una prostituta insoddisfatta, intrattiene "rapporti" illeciti con tutti i "re della terra" e induce le persone ad adorare il nazionalismo (Apocalisse 13:12;17:2).

Ma le loro "abominazioni" non finiscono qui. Ezechiele vide anche "settanta anziani" ebrei che adoravano "ogni sorta di figure di rettili e di bestie abominevoli". Secondo la "legge" mosaica i "rettili" dovevano essere considerati "abominevoli" in quanto mangiarli avrebbe reso "impuri", non adatti al servizio di Dio (Levitico11:29,41-47). Per i cristiani sono altre le cose che "contaminano", quelle che vengono "dal cuore": "pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni". Se si desiderano avidamente queste cose, si commette "idolatria" (Matteo 15:18,19; Colossesi 3:5). Gli ebrei infedeli idolatrano "ogni sorta" di impurità che viene continuamente "rappresentata", per esempio, sotto forma di film, spettacoli e show televisivi. La cosa più grave è che siano gli "anziani" del popolo, altrove chiamati "principi d'Israele", quelli che avrebbero dovuto guidarlo, a dare il "cattivo esempio". Essi saranno i primi a subire il giudizio di Dio (Numeri 11:16; Ezechiele 9:6).

Come se non bastasse, Ezechiele vide anche delle "donne" piangere il dio babilonese "Tammuz", simbolo della natura rigeneratrice, della fertilità e del sesso. Tutti quelli che fanno dei normali desideri della vita l'obiettivo principale da anteporre perfino a Dio, uomini o donne che siano, stanno commettendo "abominazioni" ai Suoi occhi (Luca 21:34; Filippesi 3:19; 1 Corinti 6:9).

Infine, Ezechiele profetizzò che alcuni si sarebbero inchinati "davanti al sole", volgendo le spalle al tempio di Dio. Anche gli ebrei di oggi che "consultano" le "stelle" per avere guida anziché all' "Iddio d'Israele" sono condannati (Geremia 8:2). "Per quanto gridino ad alta voce" a Dio, Egli non li salverà (Ezechiele 8:18).

L' unico modo per essere "salvati" è portare il "segno" sulla "fronte". Queste espressioni avranno ricordato agli ebrei contemporanei di Ezechiele due episodi ben precisi. Il primo è quando Dio ordinò al popolo che si preparava a lasciare l'Egitto di cospargere esternamente l'ingresso delle loro abitazioni col "sangue dell'agnello", il "segno" che avrebbe potuto risparmiarli dall'ultima piaga (Esodo 12:7,13,22,23). Come dimostrato in un post precedente, il "sangue dell'agnello" è il prezioso "sangue" di Gesù che ci purifica dai peccati, rendendo quelli che ne sono degni idonei per far parte del regno di Dio (Apocalisse 1:8,9). Ma il "segno" non include solo la "fede" nel sacrificio di Gesù. Prima dell' "esercito" di cavalleria, il "piccolo corno", predetto da Daniele, che guiderà gli altri "regni del settentrione" verso la distruzione di Gerusalemme, l'Apocalisse profetizza un "esercito" di "cavallette" che tormenterà, senza ucciderli, quelli che non avranno il "sigillo di Dio sulla fronte", evidentemente quelle "nazioni" del nord che si limiteranno ad assediare la città (Apocalisse 9:3-10). Più avanti è specificato che coloro che avranno "il sigillo", o "'il nome dell'Agnello e il nome di suo Padre scritto sulla fronte", sono i "riscattati dalla terra" per essere "primizie" a Dio e a Cristo, i "servi" di Dio, il "regno e i sacerdoti", gli abitanti della "Nuova Gerusalemme" (Apocalisse14:1-4;7:3,4;1:5,6;22:3-5). 

L' apostolo Paolo spiegò che il "sigillo" è lo Spirito Santo, la "caparra" che Dio concede a chi farà parte del Suo regno (2 Corinti 1:22; Efesini 1:13). Chiaramente Dio "unge" con il Suo Spirito coloro che esercitano "fede" in Gesù. Ma in che senso hanno 'il nome di Dio e di Suo Figlio sulla fronte'? Questo ci porta alla seconda espressione che avrebbe rammentato qualcosa di particolare agli ebrei dei giorni di Ezechiele. A loro Dio aveva comandato, per così dire, di scriversi i Suoi comandamenti "fra gli occhi", nel senso che li avrebbero dovuti "ricordare" e tenere sempre "nel cuore" (Esodo 13:16; Deuteronomio 6:5-8;11:18). Quindi il "segno" apposto dall' "uomo vestito di lino" comprende certamente la fede in Dio e nel Suo Cristo, e l'amore per loro, in virtù dei quali è concesso lo Spirito Santo, ma non è solo una condizione "interiore", perché in base a questo "segno" i "sei uomini" avrebbero riconosciuto quelli che "sospirano e gemono", degni di sopravvivere alla "distruzione". Qual è dunque questa "visibile" "prova" di "fede" e "amore"? Ricordate che Dio ha comandato al Suo "popolo" fedele di 'uscire da Babilonia'. Gesù precisò che bisognava stare anche fisicamente "lontani" da "Gerusalemme" assediata. Solo chi se ne sarà 'allontanato' moralmente e fisicamente sarà "visibilmente" escluso dalla "zona di pericolo", 'non coinvolto nei suoi castighi' o "tormentato" dall' "esercito" invasore (Apocalisse 18:4; 7:5,6; Matteo 24:15-18; Luca 21:22-26). 

Che dire di voi, odierni abitanti di "Gerusalemme"? Avete ricevuto il "segno sulla fronte"? Disapprovate le "abominazioni" che commettono gli ebrei "infedeli"? State reagendo positivamente alle "esortazioni" dei "messaggeri" di Dio, l' "uomo vestito di lino", "tornando" all' "Iddio d'Israele"? Se non lo avete ancora fatto, esercitate fede e amore nel vostro Dio e nel Suo Messia, ubbidendo al comando di 'uscire da Babilonia' e 'allontanarsi da Gerusalemme', ora che quei "sei uomini", i "regni del settentrione",  'si stanno avvicinando' per eseguire il giudizio. "L' iniquità della casa d'Israele e di Giuda è troppo grande; il paese è pieno di sangue e la città è piena d'ingiustizie". "Perciò", dice Dio, "anche il mio occhio sarà senza pietà, io non avrò compassione, e farò ricadere sul loro capo la loro condotta". 

Possa Dio benedirci sempre con il Suo Spirito, in modo da "apporre" il "segno sulla fronte" degli ebrei fedeli e dire infine a Dio: "Ho fatto come tu mi hai comandato" (Ezechiele 9:5-7,9-11; Matteo 24:45-47;25:19-23).


Abitanti di "Gerusalemme", avete ricevuto il "segno" della salvezza? (Ezechiele 9:4) -Parte prima



In un'occasione il profeta Ezechiele "vide" la futura "punizione" e "distruzione" dell'infedele "Gerusalemme". Profetizzò che "sei uomini", "ciascuno con la sua arma di distruzione in mano", sarebbero entrati nella città da "settentrione". Ma prima che questi eseguissero il giudizio, sarebbe dovuto passare "in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme" un "uomo vestito di lino" con un "corno da scrivano", che avrebbe fatto "un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e gemono per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo a lei". Poi sarebbe stato detto a quei "sei uomini" di "colpire" solo gli abitanti che non avessero portato il "segno" (Ezechiele 9:1-7).

Di che "segno" si tratta? È di fondamentale importanza capirlo, perché, a quanto pare, sarà determinante per la "salvezza" quando verrà eseguito il giudizio di Dio sulla moderna "Babilonia" (Apocalisse 18:8). Analizziamo insieme il contesto della profezia. Innanzitutto, chi rappresentano i "sei uomini" mandati a punire "Gerusalemme"? Notate che si tratta di "uomini" e non di "angeli" o altre creature spirituali. Il numero "sei", nella Bibbia, quando si riferisce a "esseri umani", simboleggia spesso "malvagità" e "arroganza" contro Dio e i suoi "rappresentanti" (1 Samuele 17:4-10; 2 Samuele 21:20,2; Apocalisse 13:1-7,18). La profezia indica inoltre che provengono dal "settentrione". Perciò, quei "sei uomini" rappresentano le "malvage" nazioni a nord di Israele, il composito "re del settentrione", che assedieranno arrogantemente Gerusalemme e la distruggeranno. Scenderemo nei particolari fra poco (Geremia 1:14,15; Ezechiele 7:24; 11:31). 

Scopriamo prima l'identità dell' "uomo vestito di lino". Il suo incarico è messo in relazione con la "presenza" di Dio, "la gloria del Dio d'Israele", "verso la soglia della casa", cioè del tempio di Gerusalemme. Questo ci ricorda il tempo futuro nel quale il "giudizio" inizierà dalla "casa di Dio", allorché il "Signore" Gesù "entrerà nel suo tempio" e purificherà "i figli di Levi" (il popolo ebraico), per renderli idonei al "servizio sacerdotale". Ma prima dell'arrivo del Messia, Dio avrebbe mandato il Suo "messaggero" a preparargli la strada, "il profeta Elia", che, come abbiamo visto, raffigura i cristiani ebrei, destinati ad essere "re e sacerdoti" nel regno di Dio, i "santi", che avrebbero esortato i loro connazionali a "tornare" a Dio, consentendo loro di essere risparmiati dallo "sterminio". Questi rappresentano evidentemente l' "uomo vestito di lino" della profezia di Ezechiele. A riprova di ciò, il "lino" era il tessuto col quale venivano vestiti anticamente i "sacerdoti" ebrei. E nell'Apocalisse è detto che "il lino fine rappresenta gli atti giusti dei santi" (Ezechiele 9:3; 1 Pietro 4:17; Malachia 3:1-3;4:5,6; Esodo 39:27-29; Apocalisse 19:8). 
Il fatto che avrebbe apposto il "segno" della "salvezza" corrisponde a ciò che avrebbero fatto i "compagni" del "sommo sacerdote Giosuè" della parallela profezia di Zaccaria: l'avrebbero aiutato a spogliarsi dei suoi abiti "sudici" e a indossare un "turbante" e "abiti magnifici". Come abbiamo visto in un post precedente, questo rappresenta la "restaurazione" spirituale degli ebrei "superstiti". Apponendo loro il "segno", l' "uomo vestito di lino" li 'strapperà dal fuoco' della distruzione (Zaccaria 3:1-5).

Ma a cosa corrisponde esattamente questo "segno" posto "sulla fronte"? Tanto per cominciare, quel "segno" viene apposto agli "uomini che sospirano e gemono" con evidente disapprovazione "per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo a" Gerusalemme (2 Pietro 2:7,8). Quali sono queste "abominazioni" ( o "cose detestabili") che i servitori di Dio farebbero bene a odiare (Salmo 97:10)? Ce lo dice sempre la "visione" profetica di Ezechiele, al capitolo precedente. Per prima cosa, "a Gerusalemme, all'ingresso della porta interna che guarda verso il settentrione", vide "l'idolo della gelosia" (Ezechiele 8:3-6). Cos'è che suscita la "gelosia" di Dio verso il Suo "popolo"? "Le divinità straniere", l'adorazione idolatrica rivolta "a demoni", "dèi nuovi, apparsi di recente" (Deuteronomio 32:16,17). Queste espressioni ci collegano con la profezia di Daniele relativa al "re del settentrione". È profetizzato che "non avrà riguardo per gli dèi dei suoi padri", ma "onorerà il dio delle fortezze", "un dio sconosciuto ai suoi padri", "un dio straniero". Di chi si tratta? Consideriamo prima nello specifico da chi è composto questo "re del settentrione". Fra le nazioni a nord di Israele che lo avrebbero formato ne spicca una che si sarebbe distinta dalle altre. Una profezia parallela di Daniele indica che il "regno" che avrebbe "afflitto" e "distrutto" "il popolo dei santi" (il popolo ebraico), rappresentato da un "piccolo corno", sarebbe disceso dal "regno" di "Grecia" (Daniele 7:8,20,21,24,25;8:9-11,21-24). Dalla storia comprendiamo che si tratta di una nazione che sarebbe sorta dell'eredità dell'antico impero greco di Alessandro Magno. Un impero molto vasto, che si estendeva dell'attuale Grecia fino ai confini con la Cina e l'India. Altri passi biblici ci aiutano a stringere il cerchio. 

Geremia dice che è un "paese lontano" a "settentrione" di Israele, dotato di "alture del deserto", una "nazione valorosa", "antica", dalla "lingua" "sconosciuta" per gli ebrei (Geremia 4:6,11,16;5:15). L' Apocalisse ne parla come di un'anomalo e gigantesco "esercito" di cavalleria,  corrispondente al "popolo numeroso e potente" della profezia di Gioele, che sarebbe partito dal "gran fiume Eufrate"(Apocalisse 9:14-19; Gioele 2:2). Stiamo parlando dell'antico impero babilonese o delle nazioni che ne sono derivate, notoriamente situate in Mesopotamia, fra il Tigri e l'Eufrate? No, perché si sarebbe dovuto trattare di un "regno" diverso da tutti quelli precedenti, fra i quali c'era anche Babilonia. C'è solo un'altra nazione sul cui territorio scorre, anzi da cui nasce, il fiume Eufrate, ed è la Turchia, che, se ci pensate, soddisfa in pieno tutti i "requisiti" della "nazione" che stavamo cercando. Anche un altro luogo della Bibbia è generalmente associato alla Turchia, un paese chiamato "Mesec". Il profeta Ezechiele menziona un certo "Gog del paese di Magog, principe sovrano di Mesec e Tubal" (Ezechiele 38:2).

L' Apocalisse identifica questo "sovrano" che sedurrà "Gog e Magog" come "Satana", il quale, come abbiamo visto in precedenza, sferrerà un attacco a oltranza contro la Gerusalemme "restaurata" (Apocalisse 20:7,8). Di lui si parla altrove, in una profezia parallela, col nome di "re di Tiro", che si sarebbe insuperbito desiderando essere adorato come Dio. Inizialmente era un "cherubino", un "angelo" bellissimo al servizio di Dio nel "giardino di Eden", sul "monte di Dio". È interessante che il "giardino di Eden" era collocato nella terra da dove nascevano il "Tigri" e l' "Eufrate", probabilmente una regione a ridosso delle montagne situate nella Turchia orientale (Ezechiele 28:2-19; Genesi 2:8-14). Nelle profezie future "Gog", o "re di Tiro", Satana il Diavolo, non appare come una creatura spirituale e invisibile, ma come "un uomo" che sarà sconfitto "alla vista" di tutti, ucciso per mano umana, dato "in pasto" agli animali e "sepolto" (Ezechiele 28:2,7,8,18;39:4,11). Come ho spiegato in un post, evidentemente, dopo l'intronizzazione di Gesù quale re del regno di Dio, quella creatura spirituale malvagia sarà "scagliato sulla terra" nel senso che assumerà sembianze umane, o perlomeno sarà lui l'ispiratore di determinati comportamenti umani. 

Nel prossimo post vedremo dove si concentrerà la sua "influenza".

mercoledì 28 novembre 2018

"Consolate il mio popolo", dice Dio (Isaia 40:1)






È vero, l'infedele "Gerusalemme" sarà punita "il doppio per tutti i suoi peccati", sarà votata "allo sterminio" e "all'infamia" (Isaia 40:2; 42:24,25;43:27,28).

Ma Dio invita a "consolare" il "residuo d'Israele" che tornerà a Lui. Rivolgendosi a loro collettivamente, il "Redentore", dice: "Non temere, perché io ti ho riscattato", "sono il tuo Salvatore", "tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo", "ricondurrò la tua discendenza da oriente e ti raccoglierò da occidente" (Isaia 41:14, 43:1,3-5). 

Come abbiamo ampiamente illustrato nei post precedenti, questa "restaurazione" dell'adorazione di Dio presso il Suo "popolo" ebraico avviene, in senso spirituale, ogni volta che qualche ebreo di nascita si "converte" a Dio riconoscendo nella propria vita il Messia, Gesù Cristo. È come se ritrovasse la "vista"! (Isaia 42:16,18-20;43:8;2 Corinti 3:14-16) Ora, dopo la "caduta" di "Babilonia la grande", dopo che ha perso la sua influenza sul "popolo" di Dio, gli "ultimi" ebrei, un "residuo", stanno progressivamente tornando a Lui. Ma la "restaurazione", fisica e spirituale, di "Gerusalemme" si completerà nel prossimo futuro. Prima che ciò accada, è profetizzato che deve avvenire qualcos'altro. 

《La voce di uno grida: "Preparate nel deserto la via del Signore (YHWH), appianate nei luoghi aridi una strada per il nostro Dio!"》(Isaia 40:3). In una profezia parallela Dio annuncia: "Ecco, io vi mando il mio messaggero, che spianerà la via davanti a me", "vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del Signore (YHWH), giorno grande e terribile" (Malachia 3:1;4:5). Come abbiamo già detto, queste parole si adempirono inizialmente in Giovanni il Battista che preparava il popolo ebraico all'arrivo del Messia, predicando il perdono dei peccati per i penitenti (Luca 1:16,17). Ma Gesù, pur confermando che Giovanni era l'Elia promesso, aggiunse che un altro "Elia" sarebbe dovuto ancora venire per "ristabilire ogni cosa" (Matteo 11:14;17:11-13). Di chi stava parlando? Che la profezia non si riferisse ad Elia risuscitato, è evidente dal fatto che, nel primo adempimento, il suo ruolo fu ricoperto da un altro uomo. È interessante notare che la profezia,  subito prima di menzionare "Elia", parla anche di "Mosè". I due servitori di Dio sono profeticamente "legati", in quanto "Elia" avrebbe "riavvicinato" gli ebrei alla "legge" che Dio aveva trasmesso a Mosè (Malachia 4:4-6). 

In un'occasione alcuni apostoli ebbero la "visione" di Gesù nel suo regno, cioè "videro" profeticamente il loro Messia a capo del regno di Dio. Gesù fu "trasfigurato davanti a loro" e "apparvero Mosè ed Elia che stavano conversando con lui" (Matteo 16:28;17:1-4). Quindi l'"Elia" della profezia sarebbe venuto, insieme a "Mosè", durante il "giorno del Signore (Gesù)" nel potere del Regno (Apocalisse 1:10). Certamente due personaggi così importanti sarebbero menzionati anche nell'Apocalisse, che, come sappiamo, è ambientata profeticamente proprio in quel tempo. E infatti, al capitolo 11, parla di "due testimoni" che avrebbero profetizzato "vestiti di sacco", in segno di lutto e pentimento, nei "famosi" "42 mesi", o "tre anni e mezzo", nei quali "Gerusalemme" sarà assediata e distrutta. L' Apocalisse non dice i loro nomi, ma indica che hanno il "potere" sul "fuoco", di non far piovere e di "mutare l'acqua in sangue" (Apocalisse 11:1-6). Tutte cose che fecero, con il potere di Dio, Mosè ed Elia. È chiaro che qui si fa riferimento a loro. 

In particolare, ai suoi tempi, Elia invitò gli ebrei, che erano indecisi fra l'adorazione del vero Dio e quella di Baal praticata dai loro vicini, a schierarsi con decisione dalla parte giusta. Poi pregò Dio di confermare in modo spettacolare il suo incarico e la Sua superiorità. Dio mandò "fuoco" dal cielo, e "tutto il popolo" lo riconobbe come vero Dio. Gli adoratori di Baal fecero una brutta fine (1 Re 18:20-40). Mosè, d'altra parte, annunciò le "piaghe" sugli egiziani, come l'acqua mutata in sangue e il fuoco guizzante fra la grandine, ed esse arrivarono come annunciato. Alla fine coloro che si unirono agli ebrei nell'adorazione di Dio furono salvati quando l'esercito dell'orgoglioso faraone fu distrutto nel Mar Rosso (Esodo 5-12). 

La profezia aggiunge che i "due testimoni" "sono i due ulivi...che stanno davanti al Signore della terra" (Apocalisse 11:4). Questo particolare ci porta a identificarli con i "due ulivi" della profezia parallela di Zaccaria, che rappresentano "i due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra". Nella "trasfigurazione" infatti "Mosè" ed "Elia" furono visti 'conversare con Gesù', che sarà presto nominato "Signore di tutta la terra", e a lui dovranno fare rapporto della loro "testimonianza" (Zaccaria 4:3,11-14). Dunque sono "testimoni" e "unti", o "santi". Secondo la Bibbia è principalmente a questi ebrei "convertiti" che Dio avrebbe affidato il compito di "testimoniare" le opere compiute a loro favore (Isaia 43:10). Inoltre, sarebbero stati "santi", con la speranza di far parte del Regno di Dio. I "due testimoni" rappresentano perciò tutti gli ebrei di nascita "convertiti" al Cristo, "figli di Dio" ed "eletti" in qualità di "coeredi" di Cristo (Romani 8:16,17).

Proprio come Mosè ed Elia, quelli di loro che sono stati già "chiamati" predicano fin d'ora la Parola di Dio. Come Giovanni il Battista, in qualità di "messaggeri" di Dio, Gli preparano, per così dire, la via, nel senso che invitano gli altri ebrei ad "appianare" ogni ostacolo, pentendosi dei propri peccati, e tornare al loro Dio. 
La profezia diceva che, dopo aver mandato "Elia", avrebbe mandato "subito il Signore", il Messia, a purificare il "residuo d'Israele", completando la "restaurazione" predetta (Malachia 3:1-4; Zaccaria 4:6-10). Prima di 'vestirsi di sacco', questi simbolici "due testimoni" stanno proclamando a Gerusalemme "la buona notizia" che il "Santo d'Israele" "pascerà il suo gregge", mostrando la Sua bontà a quelli che torneranno a Lui (Isaia 40:9-11; Salmo 118:1,2; Matteo 24:14).

E voi che siete ebrei di nascita, avete ascoltato il "messaggio" di salvezza che Dio vi sta inviando? (Isaia 46:13) Vi siete pentiti dei vostri peccati e vi siete dedicati per fare la volontà di Dio, in modo da essere giudicati positivamente quando "il Signore", il Messia promesso, verrà a "purificare" "Gerusalemme"? O, come gli ebrei del tempo di Elia, siete "indecisi"? Ricordatevi che 'siete preziosi' e che Dio 'vi ama'! Se non lo avete ancora fatto, sbrigatevi e poi annunciate anche voi la "buona notizia" a "Sion"! È essenziale farlo ora, in modo da dare agli altri l'opportunità di salvarsi quando gli ebrei "infedeli", come quegli "adoratori di Baal", faranno (ahimè) una brutta fine, e, al più tardi, allorché arriverà il "giorno" dell'esecuzione del giudizio sul mondo intero, "il giorno del Signore (YHWH)", o "il giorno di Geova", "giorno grande e terribile" (Malachia 4:5; Sofonia 2:1-3).

venerdì 23 novembre 2018

"Principi d'Israele", fermatevi a riflettere!



《Così parla il Signore, DIO: "Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni"》 (Ezechiele 45:9). Altrove Dio paragona questi "principi", leader politici e religiosi che pretendono di rappresentare il Suo "popolo" ebraico, a "pastori" che pascono sé stessi, anziché le Sue "pecore", occupandosi egoisticamente dei propri interessi (Ezechiele 34:1-4).

La loro condotta e il loro atteggiamento arrogante assomiglia molto a quello che manifestò il re babilonese Baldassar all'epoca del profeta Daniele. Ciò che avvenne allora costituisce un "monito" per gli attuali "principi", o "pastori", di Israele. Farebbero bene a prestarvi attenzione. Analizziamolo insieme. 

La narrazione inizia con il "grande banchetto" che il re Baldassar organizzò a palazzo. In quell'occasione lui e i suoi invitati profanarono gli "utensili" sacri trafugati dal tempio di Dio per bere alla lode dei loro dèi pagani (Daniele 5:1-4). Non è la stessa cosa che fanno i governanti d'Israele ogni volta che, in nome di Dio, che "è amore", portano avanti le loro "battaglie" terrene, spesso ricorrendo alla "violenza" e alla "rapina"? (1 Giovanni 4:8; Isaia 1:15). Ricordate che "Babilonia la grande", l'infedele "Gerusalemme", di cui abbiamo parlato in un post precedente, beve da un calice "pieno di abominazioni" (Apocalisse 17:4). E, in un altro contesto, è  paragonata a una "bestia" con corna di agnello che induce le persone ad adorare la "bestia" del nazionalismo e delle alleanze militari con le nazioni del mondo per scopi tutt'altro che "spirituali" (Apocalisse 13:11-17). Non è forse un' "abominazione" arrivare ad acclamare il presidente di una nazione come il "liberatore" promesso dalle Sacre Scritture? Ma questa presunta "liberazione" li ha portati a servire meglio Dio o piuttosto a badare meglio ai propri interessi materiali? A che cosa sacrificano il "meglio" delle loro "risorse", a Dio o ad altri "dèi", la Patria e la Guerra? La cosa peggiore è che anche alcune cosiddette "chiese cristiane", o loro esponenti, sostengono attivamente questi veri e propri "sforzi bellici" contro le popolazioni indifese, additandoli come "opere" di Dio! Dovrebbero al contrario denunciarli per quello che sono: "opere" diaboliche escogitate per ingannare (2 Tessalonicesi 2:9,10; Giovanni 8:44). 

Tornando a Baldassar, leggiamo che, mentre stava banchettando allegramente, apparvero delle "dita" che scrissero un enigma sul muro. Il re spaventato fece chiamare "tutti i saggi" che potessero darne l'interpretazione. Ma nessuno fu in grado di farlo a parte il profeta di Dio, Daniele (Daniele 5:5-17). Anche oggi probabilmente qualche "principe" d'Israele è turbato dai "messaggi" di avvertimento che Dio sta inviando. Si staranno chiedendo cosa significhino realmente. Attenzione! Perché non tutti i "segni" o i "presagi" sono di origine divina. E poi, anche quelli che lo sono, vanno interpretati in perfetta armonia con la Parola di Dio, la Bibbia. Gesù e gli apostoli ci avvertirono che sarebbero sorti "molti falsi profeti" (Matteo 24:11; 1 Giovanni 4:1). I "falsi" profeti non disdegnano di inventare "favole" pur di compiacersi le masse, dicendo che va sempre tutto bene. Magari lo fanno anche procurandosi guadagni materiali. Ma Gesù condannò quelli che si servono di Dio per un tornaconto economico (Geremia 14:13,14; Matteo 21:12,13; 2 Timoteo 4:3,4). I "veri" profeti, come Daniele, invece, dicono sempre la "verità", così come Dio gliela fa capire, anche se può dar fastidio o risultare impopolare. Daniele infatti predisse al re che, poiché Dio lo aveva giudicato "mancante" dal Suo punto di vista, il suo regno sarebbe passato ad altri (Daniele 5:17-28).

Anche oggi alcuni "saggi", che pretendono di interpretare correttamente i "segni" divini, rassicurano dicendo che Dio sostiene Israele qualunque cosa faccia, che anzi, se per caso un "vitello" nasce "rosso", un "pesciolino" viene avvistato in qualche specchio d'acqua "sterile", o "un serpente" esce dal muro, sono tutti "segni" indicanti la prossima "venuta" del Messia e la "restaurazione" dell'adorazione di Dio a Gerusalemme. A parte il fatto che non c'è scritto da nessuna parte nella Bibbia che sarebbe dovuto nascere un "vitello rosso" o che "un serpente" letterale sarebbe spuntato dal muro, la "restaurazione" fisica di Gerusalemme non è ancora iniziata, ma avverrà, come abbiamo già visto, solo dopo la sua futura "distruzione", e alla fine, insieme a quella spirituale, allorché il Messia la purificherà da tutti coloro che la contaminano (Matteo 13:40,41). 

Il racconto di Daniele si conclude con la morte di Baldassar e la conquista di Babilonia "quella stessa notte". Anche "Babilonia la grande" è stata "giudicata" e sarà presto punita per i suoi "peccati", benché si senta al sicuro, protetta dai suoi "alleati". Ma, "con violenza, sarà precipitata ... e non sarà più trovata" (Apocalisse 18:5-8,21). Dio ha visto la malvagità dei "principi d'Israele", i suoi "pastori", e ora intima loro di fermarsi. 《"La spada è sospesa sopra i Caldei, dice il Signore (YHWH), "sopra gli abitanti di Babilonia (la grande), sui suoi capi e sui suoi saggi"》(Geremia 50:35). Anche i "profeti" che hanno "falsato le sue parole" devono smettere di profetizzare nel Suo nome. Non sono stati in grado far 'udire le Sue parole al popolo', distogliendolo dalla sue azioni sbagliate. 

《"Guai ai pastori che distruggono e disperdono il gregge del mio pascolo", dice il Signore (YHWH)》. Riguardo ai "falsi" profeti e alle "guide" spirituali: 《"Profeti e sacerdoti sono empi, nella mia casa stessa ho trovato la loro malvagità", dice il Signore (YHWH)》. E a tutti noi dice: "Non ascoltate le parole dei profeti che vi profetizzano; essi vi nutrono di cose vane, vi espongono le visioni del proprio cuore, e non ciò che proviene dalla bocca del Signore (YHWH)" (Geremia 23:36,22,1,11,16).

venerdì 16 novembre 2018

Cosa provate per "Gerusalemme"?



Oramai ne stiamo parlando da un po', e anche i mezzi di comunicazione ne parlano, e ne parleranno ancora. Mi riferisco non soltanto a Gerusalemme in quanto città o a Israele come nazione, o alla "questione" israelo-palestinese, ma in particolare al "popolo" ebraico, agli ebrei di nascita e ai loro discendenti. Come li considerate nel profondo del vostro cuore? Siete indifferenti, magari nutrite qualche "ostilità" o (peggio) sentimenti di odio e disprezzo per loro? O li "guardate" con favore e forse li sostenete moralmente in tutto ciò che fanno nel bene e nel male?

Quale dovrebbe essere il giusto atteggiamento dal punto di vista di Dio? Cominciamo col dire che per Lui è molto importante quello che "proviamo" per "Gerusalemme". Egli ammette: "Io provo una gran gelosia per Gerusalemme e per Sion;" e notate "provo un grande sdegno contro le nazioni che se ne stanno ora tranquille (indifferenti) e che, quando io m'indignai un poco contro di essa, contribuirono ad accrescere la sua disgrazia" (Zaccaria 1:14,15). Dio è chiaro: chiederà conto a tutti quelli che, nei pensieri o nelle azioni, mostrano ostilità verso "Gerusalemme". 

Quando, nel prossimo futuro, come sembrano indicare le profezie bibliche che abbiamo esaminato nei post precedenti, "Gerusalemme" sarà oggetto di una spietata persecuzione e (ahimè😢) verrà distrutta, guai a coloro che sosterranno, anche solo moralmente, questo "attacco"! "Poiché tu hai detto: 'Ah! ah!, quando il mio santuario è stato profanato, quando la casa di Giuda è stata deportata, ... poiché tu hai applaudito e battuto i piedi, ti sei rallegrata con tutto il disprezzo che avevi in cuore per la terra d'Israele, ecco, io stendo la mia mano contro di te", avverte (Ezechiele 25:2,6,7; Abdia 10-14). 

È vero, molti ebrei si sono allontanati da Dio e altri continueranno ostinatamente a disubbidire ai Suoi comandamenti, e ne subiranno le conseguenze. Non dobbiamo certo sostenerli in alcun modo nella loro ribellione, nel loro tentativo di imporre con la forza e la violenza la propria supremazia sugli altri o nel fatto che confidano nel sostegno politico e militare delle nazioni del mondo. Come una "bestia" con corna di agnello (dall'apparente bontà) e voce di dragone, l'infedele Israele induce con l'inganno le persone ad "adorare" il nazionalismo e a confidare nel potere umano anziché in Dio. Nessuno che li sostenga ha, per così dire, il suo nome scritto nel "libro della vita" di Dio (Apocalisse 13:9,11-17).

Ma, proprio come Dio, dovremmo invitarli a pentirsi dei loro peccati e a tornare a Lui prima che sia troppo tardi. "Tornate a me", dice il Signore (YHWH) degli eserciti, "e io tornerò a voi" ... "Io mi rivolgo di nuovo a Gerusalemme con compassione" (Zaccaria 1:3,16). Ricordate la "parabola" del "figliuol prodigo"?Benché quel figlio ingrato avesse disprezzato l'eredità del padre, appena lo scorse tornare da lontano, suo padre gli corse incontro, lo abbracciò, lo baciò e gli preparò una festa! L'altro figlio invece  si arrabbiò e non accolse il fratello con gioia. Il padre lo rimproverò dicendo che "bisognava far festa e rallegrarsi" perché quel figlio che si credeva morto era tornato (Luca 15:11-32). Dovremmo essere anche noi così solleciti ad accogliere con gioia e amore tutti gli ebrei che torneranno al loro Dio. Perfino gli angeli di Dio ne sono contenti! (Luca 15:7,10). A tal proposito era profetizzato che questi "spiriti al sevizio di Dio" (Ebrei 1:14) avrebbero seguito "con gioia" la "restaurazione" di "Gerusalemme". Sono come "occhi" per Dio, in quanto "percorrono tutta la terra" alla ricerca di tutti quelli che hanno il cuore ben disposto (Zaccaria 4:10; 2 Cronache 16:9). Anche se dovessimo affrontare i peggiori problemi di questo mondo, o l'opposizione spietata del diavolo e dei suoi, possiamo confidare nella protezione di queste potenti creature spirituali. "L'angelo del Signore (YHWH) si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera" (Salmo 34:7).

Come ho già spiegato, questa "restaurazione" avviene in due modi principali, da un lato in senso spirituale, attraverso la "conversione" a Dio da parte degli ebrei di nascita (Romani 11:26,27), dall'altro in senso fisico, allorché la città di Gerusalemme sarà ricostruita dopo la predetta distruzione. Gesù disse che, alla "fine", avrebbe mandato i suoi angeli a "mietere" il "grano" dei "figli del regno" e a raccoglierlo nel suo granaio (Matteo 13:30,38-41). Tutte le persone buone di cuore sono invitate a partecipare a questa "mietitura", in collaborazione con gli angeli di Dio, aiutando gli ebrei fedeli nella "restaurazione". Parlando al Suo "popolo" ebraico, Dio promette: "innalzerò la mia bandiera verso i popoli (richiamando la loro attenzione), ed essi ti ricondurranno i tuoi figli (i discendenti ebrei pentiti) in braccio, ti riporteranno le tue figlie sulle spalle. I re sarannoi tuoi percettori e le loro regine saranno le tue balie". ... "verranno tutti, portando loro e incenso e proclamando le lodi del Signore (YHWH)". "I figli dello straniero (i non ebrei) ricostruiranno le tue mura". (Isaia 49:22,23; 60:6,10; 61:4,5).

Così comprendiamo che, lungi dal nutrire sentimenti negativi verso gli ebrei, come per nessun altro, dovremmo al contrario aiutarli affettuosamente ad avvicinarsi a Dio per compiere l'opera che ha affidato loro. E nel caso si trovassero nel bisogno, saremo pronti a soccorrerli come se lo facessimo al re del regno di Dio, il Messia promesso, Gesù Cristo. "In quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, lo avete fatto a me" disse Gesù (Matteo 25:35-40). E quando verrà a giudicare il mondo, potrà dirci: "Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che vi è stato preparato dalla fondazione del mondo". 

Con la benedizione di Dio potremo ereditare la nostra "parte" nel reame terreno del Suo regno, in quanto Gerusalemme e il territorio circostante (la "terra promessa") saranno stati trasformati in un autentico "giardino di Eden", riservato a tutti i Suoi figli ubbidienti (Matteo 25:34; Daniele 12:13; Ezechiele 45:1; 48:1-29; Matteo 5:5).