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giovedì 3 gennaio 2019

Nutritevi alla "mensa" della vera "sapienza"!



Nel capitolo 8 del libro biblico di Proverbi che stiamo esaminando, in preparazione della speciale "settimana" di anni che sta per iniziare, si continua a parlare della "saggezza" (o "sapienza"), ma non come di una qualità astratta, bensì come un vera e propria persona, in grado, non solo di "parlare" con la "bocca", ma anche di "amare" e "odiare". A chi si riferisce? Ce lo dice essa stessa: "Il Signore (YHWH) mi ebbe con sé al principio dei suoi atti, prima di fare alcuna delle sue opere antiche. ... dal principio, prima che la terra fosse. ... Io ero presso di lui come un artefice" (Proverbi 9:22-31). 

È sicuramente il Figlio di Dio, il Messia predetto, Gesù, "il primogenito di ogni creatura", mediante cui "sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra". Solo lui "è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono per mezzo di lui". "Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio. ... Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei. ... In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. ... E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi ... unigenito dal Padre" (Colossesi 1:15-17; Luca 1:1-18).

Gesù Cristo è, infatti, il "Consigliere ammirabile" e noi faremmo bene ad ascoltare i suoi consigli. Colui che scrisse il libro di Proverbi fu, in buona parte, il re Salomone, che Dio aveva benedetto concedendogli la Sua saggezza. Ebbene, Gesù era "più di Salomone" in quanto a saggezza (Isaia 9:5; Matteo 12:42). E certo, egli è la personificazione stessa della "saggezza" visto che esiste ben prima di tutto l'universo, sempre a stretto contatto con il Suo Padre celeste! Abbiamo molto da imparare da lui. Sentite cosa ci invita a fare: "Ora, figlioli, ascoltatemi; beati quelli che osservano le mie vie! Ascoltate l'istruzione, siate saggi, e non la rifiutate!". Notate poi queste parole "profetiche": "Beato l'uomo che mi ascolta, che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa!" (Proverbi 8:32-34). Per essere felici, quindi, per prima cosa bisogna ascoltare la "sapienza" che parla. Gesù stesso spiegò che la "parola di Dio" (cioè lui, come abbiamo visto) viene "seminata" in vari tipi di "terreno", nel senso che ogni genere di persone può "ascoltare" la "parola", o la "sapienza", di Dio, cioè gli insegnamenti di Cristo, ma poi ognuno reagisce diversamente in base alle circostanze personali. Non basta, infatti, "ascoltare", ma è anche necessario "ritenere" il "seme", fargli mettere "radice" nel proprio cuore, aiutarlo a crescere come una "piantina", e accompagnarla nella crescita fino alla produzione dei "frutti" (Luca 8:5-15). "Beato" è anche chi 'veglia ogni giorno alle porte', o 'vigila alla soglia della casa' della "sapienza". Ricordatevi che, attraverso la "sapienza" personificata, Dio avrebbe creato anche le "cose invisibili", come la Sua "casa" (o "tempio") spirituale, che è anche il tempio (o "casa") del Figlio, l' "Angelo del patto". (Malachia 3:1). Già quando era piccolo, Gesù si trovava a proprio agio nella "casa del Padre", cioè il tempio di Dio, perché era anche la sua "casa". Per lo stesso motivo si dice che la casa paterna, o dei genitori, è anche casa della prole che ci abita (Luca 2:46-49).

Come abbiamo già visto in un post precedente, il "tempio" (o "casa") spirituale di Dio, e di Gesù, è costituita dalla "famiglia" dei "santi" che parteciperanno al regno di Dio. Il Messia, in qualità di "pietra angolare", ha una parte fondamentale nella sua costruzione. È lui che "edifica" la fede, "e la rende perfetta", dei "membri" della sua "casa" che mettono in pratica i suoi consigli. Comprendiamo finalmente cosa voglia dire il proverbio: "La saggezza (cioè Gesù) ha fabbricato la sua casa" (Efesini 2:19-22; Ebrei 3:1-6; I Pietro 2:5-9; Ebrei 12:2; Matteo 7:24; Proverbi 9:1). 

Ma cosa significa: "Beato l'uomo ... che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa!" ? Si capisce che si tratta di una profezia perché ritroviamo un'espressione molto simile nell'Apocalisse, che, come sappiamo, vedrà il suo più grande adempimento nel prossimo futuro. "Beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna". L'immagine suggerita è quella di un "guardiano", o "custode", che anticamente veniva posto all'ingresso del tempio di Gerusalemme. Nel caso si fosse addormentato, qualcuno avrebbe potuto facilmente derubarlo degli abiti, lasciandolo nudo ed esposto alla vergogna. Le "vesti" che il "guardiano" avrebbe dovuto "mantenere" rappresentano "le opere giuste dei santi" e 
corrispondono anche al "turbante pulito" e alle "vesti" nuove che furono date al "sommo sacerdote Giosuè" della profezia di Zaccaria. Come ho già spiegato, questa profezia si adempie nell'ambito della "restaurazione" di "Gerusalemme" con la "riqualificazione" degli ultimi ebrei fedeli che tornano a Dio in questo "tempo della fine", "vestendo", per così dire, "abiti" puliti, grazie a una "condotta eccellente", degna dell'incarico loro affidato. Essi sono pure i "due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra" (Gesù nel potere del regno), nel senso che avrebbero servito alle sue dirette dipendenze e reso conto a lui del loro operato. Soprattutto questi devono dunque "vigilare" sulla sua "casa", o mantenersi spiritualmente "svegli", comportandosi sempre bene, e, come il "servo fedele e prudente", avendo "cura" degli altri membri della "casa". Gesù ci avverte di trovarci "pronti", o ben "svegli", per quando tornerà a fare la "resa dei conti" (Apocalisse 16:15; Apocalisse 19:8; Zaccaria 3:1-5; 4:1-14; Matteo 24:44-46).

E voi? Se siete ebrei, dovreste svolgere l'incarico che Dio vi ha affidato. Che dire se 
non avete ancora "indossato" gli "abiti" adatti, se non avete ancora messo la vostra condotta in armonia con la volontà di Dio, "ascoltando la parola" in modo da farla "fruttare" nella vostra vita? Per voi la "sapienza", il Messia che state aspettando, "ha mandato fuori le sue ancelle (o rappresentanti); dall'alto dei luoghi elevati della città essa chiama: 《Chi è sciocco venga qua!》 A quelli che sono privi di senno dice: 《Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho preparato! Lasciate, sciocchi, la stoltezza e vivrete; camminate per la via dell'intelligenza!》(Proverbi 9:3-6). Gesù è il "pane della vita". Coloro che entrano nel "patto per un regno" con lui devono, in senso spirituale, "mangiare la sua carne e bere il suo sangue", esercitando fede nel suo sacrificio e nutrendosi delle sue parole di "sapienza"(Giovanni 6:32-58; Luca 22:19, 29).

Ma attenti alle "distrazioni"! Se la "saggezza" continua a chiamare a sé gli "inesperti" per poterli istruire, d'altra parte anche la "follia" cerca di attirare la loro attenzione, distraendoli dalla vera "saggezza". Come una "donna sciocca", ma attraente, dice: 《Chi è sciocco venga qua!》 E a chi è privo di senno dice: 《Le acque rubate sono dolci, il pane mangiato di nascosto è delizioso》" (Proverbi 9:16,17). Cerca di "sedurre" facendo appello al desiderio di cose "proibite". Di quali "cose" stiamo parlando? La "follia", o "pazzia", dal punto di vista di Dio, è ciò che altri lontani da Lui considerano "sapienza", un modo di vivere e di pensare dominati da "gelosia" (o "invidia"), "spirito di contesa",  e "ogni cattiva azione". È una "saggezza" "terrena" e  "diabolica". E l'apostolo Paolo ammonisce i cristiani che non si può "bere il calice del Signore e il calice dei demòni", né "partecipare alla mensa del Signore e alle mensa dei demòni"! Dal contesto si capisce che il "calice" e la "mensa" dei demòni non includono solo le caratteristiche negative prima menzionate, ma anche attività "normali", come mangiare e bere, svolte in onore di qualche "dio" diverso dall'unico vero Dio. Addirittura si commette "idolatria" se si fa della ricerca dei "piaceri" la cosa più importante della propria vita (1 Corinti 3:19; 10:7,21; Giacomo 3:14-16; Colossesi 3:5).

Forse avete ascoltato la "parola", ma poi le "preoccupazioni", le "ricchezze" e i "piaceri della vita", come "spine", hanno "soffocato" l'entusiasmo iniziale e vi siete "persi per la strada".  Ricordate che non bisogna per forza commettere chissà quale "crimine" per mostrare "stoltezza". Ai giorni di Noè "si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava a marito", tutte cose "normali", eppure "venne il diluvio e portò via tutti quanti". Erano così presi dalle loro cose "normali", da non 'accorgersi di nulla' ed essere infine colti di sorpresa quando il diluvio arrivò. Misero al primo posto nella vita sé stessi, declassando Dio che li stava avvertendo mediante Noè. La stessa cosa potrebbe accadere anche a noi. Gesù Cristo, la "sapienza" in persona, ci avverte: "Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio" (Luca 8:12-14; 21:34; Matteo 24:38-44). 

Quant'è meglio ascoltare la vera "saggezza", ubbidendo ai comandamenti di Dio e imitando il "modello" lasciatoci da Gesù. "La saggezza che viene dall'alto anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia". Anche se continueremo a vivere "normalmente", lavorando e godendoci la vita secondo le nostre possibilità, non faremo di queste cose lo "scopo" della nostra esistenza, ma faremo "ogni cosa alla gloria di Dio" (Giacomo 3:17; 1 Corinti 10:31). 

Dopo che avrete "indossato" gli "abiti" degni del vostro "incarico", restate a tutti i costi "svegli", senza lasciarvi distrarre dalla "saggezza" mondana, in modo da mantenere "una buona condotta fra le nazioni, affinché ... osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà". Possa il vostro Signore Gesù dirvi singolarmente: "Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch'io ti preserverò nell'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra". "Io vengo presto" vi ricorda; "tieni fermamente quello che hai, perché nessuno ti tolga la tua corona (la prospettiva del dominio "regale")". "Chi vince", promette, "io lo porrò come colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più" (2 Pietro 2:12; Apocalisse 3:10-12). Se, quando il vostro Signore verrà a chiedere conto del vostro operato, vi troverà fedelmente occupati al vostro posto, vi farà diventare "colonne" del "tempio" di Dio, "elementi" portanti ed eterni nella Sua adorazione. Sarete, per così dire, fra le "sette" "colonne" che la "sapienza", Gesù Cristo, avrà "lavorato", o preparato, per la sua "casa". 'Vi costituirà su tutti i suoi beni', innalzandovi come "re" del suo regno messianico. Per voi 'apparecchierà la sua mensa' e potrete sedervi a tavola con il vostro "sposo" spirituale. Egli stesso ha 'disposto che vi fosse dato un regno, ...affinché mangiate e beviate alla sua tavola nel suo regno'. La "sapienza" di Dio vi promette: "Per mio mezzo infatti ti saranno moltiplicati i giorni, ti saranno aumentati anni di vita". "Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte" della "nuova Gerusalemme". Avrete il "diritto" alla vita eterna nella sede terrena del regno di Dio! Potrebbe esserci privilegio più grande? (Proverbi 9:1,2,11; Matteo 24:47; 25:1; Apocalisse 21:2; 22:14; Luca 22:29,30).
 
 

State facendo le "provviste"?



Può sembrare una domanda fuori luogo, perfino umoristica, ma, credetemi, non lo è. La questione è al contrario molto seria e di vitale importanza. Dio, nel Suo immenso amore, ci dice in anticipo ciò che sta per succedere, fornendoci pure la "saggezza" necessaria per essere pronti.

"Va', pigro, alla formica" ci dice; "considera il suo fare e diventa saggio!" (Proverbi 6:6). Ma come?! potrebbe dire qualcuno, io che ho una vasta "istruzione" e  grande "intelligenza" dovrei imparare qualcosa da un "animaletto" così piccolo e insignificante?! Tanto per cominciare, per il Creatore tutte le Sue "creature" sono importanti, a cominciare dalla vegetazione fino ai massimi sistemi stellari e ovviamente all'essere umano. Poi vuole farci prima di tutto una "lezione" di umiltà. Tutti abbiamo bisogno di imparare, anche da ciò o da chi, dal nostro punto di vista, può sembrare "piccolo" e "insignificante". 

La formica, per esempio, "prepara il suo nutrimento nell'estate e immagazzina il suo cibo al tempo della mietitura" (Proverbi 6:8). Può sembrare una constatazione banale, ma non lo è, soprattutto se la "leggiamo" in vista della futura "grande tribolazione". Come ho spiegato in alcuni post, quando Israele sarà assediata e distrutta dalle nazioni "nemiche", la finanza e l'economia mondiali, che si fondano in buona parte su "strutture" e "investimenti" riconducibili a "personaggi" ebrei, subiranno un drastico "tracollo". La storia dice che, in seguito all'assedio di Gerusalemme ai giorni di Geremia, come predetto, "la carestia era grave nella città e non c'era più pane per il popolo del paese" (Geremia 52:4-6). Dobbiamo aspettarci che accada qualcosa di simile durante il futuro "assedio" di "Gerusalemme". Gesù ci avvertì che si tratterà di una "crisi" spaventosa superiore a qualsiasi periodo di recessione precedente (Matteo 24:19-21). Corrisponderà alle "sette vacche magre" che Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, interpretò come "sette anni di carestia". In quell'occasione Giuseppe, che fu messo a capo delle pubbliche finanze egiziane, dispose che fossero fatte per tempo le "provviste" necessarie per far fronte alla "crisi" futura (Genesi 41:17-57). Così facendo, dimostrò di essere "saggio", proprio come la formica. 

Che dire di oggi? Ricordate che la "settimana" di anni di cui stiamo parlando dovrebbe iniziare molto presto, intorno al 4 aprile 2019. Da quel momento in poi non sappiamo quanto tempo passerà prima che "scoppi" la "tribolazione" predetta, ma nell'arco di qualche anno sarà tutto finito. Sarà soprattutto in quel periodo che il "cavaliere" del "cavallo nero" dell'Apocalisse farà la sua cavalcata, seminando la carestia, tanto che gli alimenti saranno venduti a un prezzo di 10-12 volte superiore a quello normale (Apocalisse 6:5,6). Non sarebbe male, in vista della prossima "crisi" economica, cominciare a fare, fin d'ora, le "provviste" di generi di prima necessità per sé e per la propria famiglia, preferendo quelli a lunga e lunghissima conservazione. Gli avvenimenti mondiali, soprattutto quelli che hanno diretta relazione con Israele, sembrano tutti muoversi in quella direzione. Non pare un caso che le elezioni politiche israeliane siano state inaspettatamente anticipate al prossimo 9 aprile! 

Capite l'urgenza dei tempi in cui viviamo? State confrontando le "notizie" con le profezie bibliche? Non siate pigri e svegliatevi dal sonno! Dio ci avverte: "Dormire un po', sonnecchiare un po', incrociare un po' le mani per riposare... La tua povertà verrà come un ladro, la tua miseria, come un uomo armato" (Proverbi 6:9-11). Se vi manterrete spiritualmente "svegli" e farete i piani per tempo in vista della "grande tribolazione", non vi coglierà di sorpresa quando arriverà. Abitanti d'Israele, tornate al vostro Dio e "fuggite da Babilonia" finché ne avete la possibilità! "Alzate le mani verso di lui (Dio) per la vita dei vostri bambini, che vengono meno per la fame agli angoli di tutte le strade!" (Lamentazioni 2:19).

È profetizzato che il "popolo" ebraico di Dio riceverà il necessario "nutrimento" nel periodo più "buio" della "tribolazione", per almeno tre anni e mezzo (Apocalisse 12:6,14). Ma anche se non siete ebrei, finché 'cercherete prima il regno' di Dio, preparandovi per la sua "venuta", avrete in aggiunta 'tutte le cose materiali necessarie' (Matteo 6:33).

Siate dunque "saggi" e imparate dalla formica!
 
 

venerdì 28 dicembre 2018

"Un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato" (Isaia 9:5)



Milioni di persone in tutto il mondo si stanno preparando a festeggiare il Natale, o "Natività", ovvero la nascita di Gesù. Quell'evento, che ha avuto luogo migliaia di anni fa, non va ricordato semplicemente perché, come è vero, riguarda la nascita del Figlio di Dio come essere umano attraverso la vergine Maria (Matteo 1:23). Scopriamo insieme la sua straordinaria importanza racchiusa nelle parole del profeta Isaia: "Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre: questo farà lo zelo del Signore (YHWH) degli eserciti"  (Isaia 9:5,6). Che la profezia si riferisse proprio a Gesù ce lo dice chiaramente l'evangelista Matteo, che ne applica il contesto a lui. E ai pastori che, alla sua nascita, stavano nei campi con il loro gregge, l'angelo di  Dio disse: 《Vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore" 》(Matteo 4:12-16; Luca 2:8-12).


I "nomi" con i quali Gesù sarebbe stato chiamato, secondo questa profezia, hanno relazione, come vedremo, anche con la predetta "restaurazione" di "Gerusalemme". In particolare, l'espressione "questo farà lo zelo del Signore (YHWH) degli eserciti" ci riporta in un'altra profezia che scopriamo perciò "parallela": 《"Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio", dice il Signore (YHWH) degli eserciti》. Come abbiamo già analizzato in un post precedente, questa profezia di Zaccaria annuncia la "restaurazione" sia fisica che spirituale del "popolo" ebraico di Dio e della "terra promessa" (Zaccaria 4:6,8,9). 

Attenzione!, però. Dobbiamo capire bene quando sarebbe avvenuta questa "restaurazione" e chi l'avrebbe realizzata. Anche oggi, infatti, molti pensano di partecipare all'adempimento di quella profezia, organizzando, a Israele, un esercito potente e costruendo città moderne e una società all'avanguardia dal punto di vista tecnologico. 《Nel loro orgoglio e nella superbia del loro cuore dicono: "I mattoni sono caduti, ma noi costruiremo con pietre squadrate; i sicomori sono stati tagliati, ma noi li sostituiremo con cedri"》. Finché "costruiscono" ricorrendo ai profitti acquisiti illecitamente con la rapina e la violenza, non possono certo farlo in armonia con la volontà dell' "Iddio d'Israele". Sono presuntuosi, come lo erano i costruttori della "torre di Babele", ma Dio vanificò i loro piani, e lo stesso farà per i "costruttori" odierni di Israele. 

"Per questo il Signore (YHWH) farà sorgere contro il popolo gli avversari ... i Siri da oriente, i Filistei da occidente; essi divoreranno Israele a bocca spalancata". Le "dieci corna" della "bestia" dell'Apocalisse (tutte le nazioni del mondo, da oriente a occidente) la "odieranno", e per così dire, "la spoglieranno e la lasceranno nuda" (esposta al pubblico ludibrio), "ne mangeranno le carni e la consumeranno col fuoco", distruggendola completamente (Apocalisse 17:16). "Il Signore (YHWH) reciderà da Israele capo e coda, palma e giunco, in un medesimo giorno. L'anziano e il notabile (i rappresentanti politici) sono il capo, e il profeta (le guide religiose) che insegna la menzogna è la coda. Quelli che guidano questo popolo lo sviano, e quelli che si lasciano guidare vanno in rovina. Perciò il Signore non si compiacerà dei giovani del popolo, né avrà compassione dei suoi orfani e delle sue vedove; perché tutti quanti (quelli che subiranno il giudizio) sono empi e perversi, e ogni bocca proferisce follia. ... Per l'ira del Signore (YHWH) degli eserciti il paese è in fiamme e il popolo è in preda al fuoco" (Isaia 9:14-16,18). Altro che "restaurazione"! "L'agile non avrà modo di darsi alla fuga, il forte non potrà servirsi della sua forza e il valoroso non scamperà; chi maneggia l'arco non potrà resistere, chi ha il piede veloce non potrà scampare; il cavaliere sul suo cavallo non si salverà" (Amos 2:14,15). Altro che "esercito potente"! E non è con i "palazzi", o con le case lussuose e dotate di ogni comfort, che si costruisce la "città di Dio"! Egli 'odia i suoi palazzi'. 《"Abbatterò le case d'inverno e le case d'estate; le case d'avorio saranno distrutte e scompariranno i grandi palazzi", dice il Signore (YHWH)》(Amos 6:8; 3:15).

Tutte le antiche profezie sono concordi nell'affermare che la "restaurazione" d'Israele si completerà solo durante il regno del Messia, il legittimo discendente della "casa (o trono) di Davide", e precisamente dopo la distruzione dell'attuale "Gerusalemme". Dio completerà il "radunamento" delle Sue "pecore disperse" e le pascerà con amore attraverso il "germoglio giusto", Gesù Cristo, che sarà il "Padre eterno" della loro vita spirituale. Grazie ai consigli del "Consigliere ammirabile", il suo "impero" avrà un "incremento", dal momento che "dominerà da un mare all'altro e dal fiume (Eufrate) fino alle estremità della terra". Dio promette: "Tutti i peccatori del mio popolo moriranno di spada", "tuttavia non distruggerò interamente la casa di Giacobbe". "Quel giorno rialzerò la capanna di Davide che è caduta, ne riparerò i danni, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò com'era nei giorni antichi". "Io libererò dall'esilio il mio popolo, Israele; essi ricostruiranno le città desolate e le abiteranno". (Isaia 9:5,6; 11:1,2,11; Geremia 23:3-6; 33:15,16; Ezechiele 34:22-24; 37:21-25; Osea 3:5; Amos 9:8-11,14,15; Salmo 72:8).

Non è quindi con la sola "forza" o con la "potenza" umane che avverrà la "ricostruzione", ma mediante lo Spirito Santo di Dio, che infonderà il Suo "zelo" negli ebrei fedeli che torneranno a Lui dopo la distruzione di "Gerusalemme", affinché la ricostruiscano secondo il Suo "progetto". Quando, fra breve, l' "Iddio d'Israele" "visiterà" il "popolo" ebraico, "il giorno che la rovina giungerà da lontano", il Messia, quale "Dio potente", "purificherà" il "tempio di Dio" dalle "contaminazioni" spirituali, "colpirà il paese con la verga della sua bocca e con il soffio delle sue labbra farà morire l'empio" (Isaia 10:3; 11:4; Malachia 3:1-5).  

Questa "purificazione" del "tempio" verrà continuata anche dopo che Gerusalemme sarà stata fisicamente ricostruita. È profetizzato che, in vista di quella "ricostruzione", molti, anche di altre nazioni, si uniranno agli ebrei superstiti, ma non tutti saranno infine giudicati "degni" di "abitare" la "nuova Gerusalemme" o i territori circostanti. Ci saranno sia "cattivi" che "buoni". Quando il Messia tornerà per giudicare il mondo, "manderà i suoi angeli, che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità", per condannarli a morte. "Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti". D'altra parte, i "giusti" saranno raccolti per ereditare il Regno e inizieranno a goderne gioiosamente le benedizioni. "Risplenderanno come il sole" e "si metteranno a tavola con Abraamo, Isacco e Giacobbe", che per allora saranno stati riportati in vita (Matteo 8:11,12; 13:40-43,47-50; 22:10-14). 

Ma è solo dopo la "fine del mondo", quando tutti i nemici terreni di Dio saranno stati neutralizzati, che la "nuova Gerusalemme scenderà dal cielo", nel senso che i "santi" torneranno sulla terra, nella Gerusalemme ricostruita secondo il divin "progetto", per stabilirvi la "sede" del regno di Dio (Apocalisse 21:2,10). Allora 'non ci sarà nessuno che spaventi' i suoi sudditi e il "Principe della pace" li farà abitare al sicuro. "Il lupo abiterà con l'agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno insieme, e un bambino li condurrà". "Nei suoi giorni (del Messia re) il giusto fiorirà e vi sarà abbondanza di pace finché non vi sia più luna", cioè per sempre. Davvero, grazie a quel "bambino", "tutto il popolo" proverà una "grande gioia" (Michea 4:4; Isaia 11:6; Salmo 72:7).

Non vi entusiasma questa prospettiva? Il bello è che non si tratta di una semplice "favola della buona notte". Lo "zelo del Signore (YHWH) degli eserciti", il Creatore dei cieli e della terra, "farà questo", "per dare ... una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno (del Messia), per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia". Se volete essere fra i sudditi del regno di Dio che verrà presto, o fra i "coeredi" del Messia, al contrario degli ebrei infedeli che saranno puniti, dovete umilmente tornare a Dio e cercare la Sua approvazione, comportandovi con onestà e giustizia. Coloro che persistono nella loro condotta ribelle non potranno più fuggire quando "la rovina giungerà". "Non rimarrà loro che curvarsi tra i prigionieri o cadere fra gli uccisi" (Isaia 9:8,12; 10:1-4). 

"Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell'ombra della morte la luce risplende". Queste parole profetiche si adempirono con il ministero di Gesù in Galilea che predicava il pentimento in vista dell'arrivo del regno di Dio (Isaia 9:1; Matteo 4:15-17).  Quel "regno" è molto più vicino di quando iniziò Gesù. Il Messia sta per essere intronizzato e inizierà a governare come predetto. Anche voi, dunque, "ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino"! Se siete ebrei di nascita o discendenza, come vi ho chiesto nel post precedente, dimostratevi "degni" di tale "re" e siate "pronti" ad accoglierlo! Ascoltate ciò che dice al vostro cuore il "Consigliere ammirabile" e seguite fin d'ora la guida del vostro "pastore" (Giovanni 10:3,4). Mantenete la vostra condotta "santa" agli occhi di Dio, lontana dalle "contaminazioni" del Suo "popolo" infedele. In questo modo avremo compreso il vero significato di quella "Nascita" miracolosa e potremo goderne gli "effetti", "da ora e per sempre".

"Pecore smarrite della casa d'Israele", dove siete? (Matteo 10:6)




Se non l'avete ancora fatto, vi invito a leggere, o a rileggere, con attenzione tutti i post precedenti, nella loro versione integrale. Questo è essenziale per comprendere ciò che sto per dirvi. 

Se sei di nascita o di discendenza ebraica, e magari ti sei allontanato dall' "Iddio d'Israele", e ti senti "solo" e "smarrito", sappi che Dio ha un messaggio speciale per te. In vista della "restaurazione" di "Gerusalemme", che è già iniziata in senso spirituale, Dio 'sta andando alla ricerca delle sue pecore disperse' con l'intenzione di ricondurle nel Suo "ovile" (Ezechiele 34:11-16, 23-31). 

Ovunque ti trovi nel mondo, entra ora nella Sua "arca" spirituale! Torna al Suo "ovile"! 

Se ritieni di essere ebreo, scrivimi, non in pubblico, ma in privato, attraverso i Social collegati, per ricevere nei particolari il "messaggio" che Dio ha preparato per te. Se non sei sicuro di essere ebreo, scrivimi ugualmente, magari posso toglierti il dubbio 😉.

Ti aspetto!

venerdì 23 novembre 2018

"Principi d'Israele", fermatevi a riflettere!



《Così parla il Signore, DIO: "Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni"》 (Ezechiele 45:9). Altrove Dio paragona questi "principi", leader politici e religiosi che pretendono di rappresentare il Suo "popolo" ebraico, a "pastori" che pascono sé stessi, anziché le Sue "pecore", occupandosi egoisticamente dei propri interessi (Ezechiele 34:1-4).

La loro condotta e il loro atteggiamento arrogante assomiglia molto a quello che manifestò il re babilonese Baldassar all'epoca del profeta Daniele. Ciò che avvenne allora costituisce un "monito" per gli attuali "principi", o "pastori", di Israele. Farebbero bene a prestarvi attenzione. Analizziamolo insieme. 

La narrazione inizia con il "grande banchetto" che il re Baldassar organizzò a palazzo. In quell'occasione lui e i suoi invitati profanarono gli "utensili" sacri trafugati dal tempio di Dio per bere alla lode dei loro dèi pagani (Daniele 5:1-4). Non è la stessa cosa che fanno i governanti d'Israele ogni volta che, in nome di Dio, che "è amore", portano avanti le loro "battaglie" terrene, spesso ricorrendo alla "violenza" e alla "rapina"? (1 Giovanni 4:8; Isaia 1:15). Ricordate che "Babilonia la grande", l'infedele "Gerusalemme", di cui abbiamo parlato in un post precedente, beve da un calice "pieno di abominazioni" (Apocalisse 17:4). E, in un altro contesto, è  paragonata a una "bestia" con corna di agnello che induce le persone ad adorare la "bestia" del nazionalismo e delle alleanze militari con le nazioni del mondo per scopi tutt'altro che "spirituali" (Apocalisse 13:11-17). Non è forse un' "abominazione" arrivare ad acclamare il presidente di una nazione come il "liberatore" promesso dalle Sacre Scritture? Ma questa presunta "liberazione" li ha portati a servire meglio Dio o piuttosto a badare meglio ai propri interessi materiali? A che cosa sacrificano il "meglio" delle loro "risorse", a Dio o ad altri "dèi", la Patria e la Guerra? La cosa peggiore è che anche alcune cosiddette "chiese cristiane", o loro esponenti, sostengono attivamente questi veri e propri "sforzi bellici" contro le popolazioni indifese, additandoli come "opere" di Dio! Dovrebbero al contrario denunciarli per quello che sono: "opere" diaboliche escogitate per ingannare (2 Tessalonicesi 2:9,10; Giovanni 8:44). 

Tornando a Baldassar, leggiamo che, mentre stava banchettando allegramente, apparvero delle "dita" che scrissero un enigma sul muro. Il re spaventato fece chiamare "tutti i saggi" che potessero darne l'interpretazione. Ma nessuno fu in grado di farlo a parte il profeta di Dio, Daniele (Daniele 5:5-17). Anche oggi probabilmente qualche "principe" d'Israele è turbato dai "messaggi" di avvertimento che Dio sta inviando. Si staranno chiedendo cosa significhino realmente. Attenzione! Perché non tutti i "segni" o i "presagi" sono di origine divina. E poi, anche quelli che lo sono, vanno interpretati in perfetta armonia con la Parola di Dio, la Bibbia. Gesù e gli apostoli ci avvertirono che sarebbero sorti "molti falsi profeti" (Matteo 24:11; 1 Giovanni 4:1). I "falsi" profeti non disdegnano di inventare "favole" pur di compiacersi le masse, dicendo che va sempre tutto bene. Magari lo fanno anche procurandosi guadagni materiali. Ma Gesù condannò quelli che si servono di Dio per un tornaconto economico (Geremia 14:13,14; Matteo 21:12,13; 2 Timoteo 4:3,4). I "veri" profeti, come Daniele, invece, dicono sempre la "verità", così come Dio gliela fa capire, anche se può dar fastidio o risultare impopolare. Daniele infatti predisse al re che, poiché Dio lo aveva giudicato "mancante" dal Suo punto di vista, il suo regno sarebbe passato ad altri (Daniele 5:17-28).

Anche oggi alcuni "saggi", che pretendono di interpretare correttamente i "segni" divini, rassicurano dicendo che Dio sostiene Israele qualunque cosa faccia, che anzi, se per caso un "vitello" nasce "rosso", un "pesciolino" viene avvistato in qualche specchio d'acqua "sterile", o "un serpente" esce dal muro, sono tutti "segni" indicanti la prossima "venuta" del Messia e la "restaurazione" dell'adorazione di Dio a Gerusalemme. A parte il fatto che non c'è scritto da nessuna parte nella Bibbia che sarebbe dovuto nascere un "vitello rosso" o che "un serpente" letterale sarebbe spuntato dal muro, la "restaurazione" fisica di Gerusalemme non è ancora iniziata, ma avverrà, come abbiamo già visto, solo dopo la sua futura "distruzione", e alla fine, insieme a quella spirituale, allorché il Messia la purificherà da tutti coloro che la contaminano (Matteo 13:40,41). 

Il racconto di Daniele si conclude con la morte di Baldassar e la conquista di Babilonia "quella stessa notte". Anche "Babilonia la grande" è stata "giudicata" e sarà presto punita per i suoi "peccati", benché si senta al sicuro, protetta dai suoi "alleati". Ma, "con violenza, sarà precipitata ... e non sarà più trovata" (Apocalisse 18:5-8,21). Dio ha visto la malvagità dei "principi d'Israele", i suoi "pastori", e ora intima loro di fermarsi. 《"La spada è sospesa sopra i Caldei, dice il Signore (YHWH), "sopra gli abitanti di Babilonia (la grande), sui suoi capi e sui suoi saggi"》(Geremia 50:35). Anche i "profeti" che hanno "falsato le sue parole" devono smettere di profetizzare nel Suo nome. Non sono stati in grado far 'udire le Sue parole al popolo', distogliendolo dalla sue azioni sbagliate. 

《"Guai ai pastori che distruggono e disperdono il gregge del mio pascolo", dice il Signore (YHWH)》. Riguardo ai "falsi" profeti e alle "guide" spirituali: 《"Profeti e sacerdoti sono empi, nella mia casa stessa ho trovato la loro malvagità", dice il Signore (YHWH)》. E a tutti noi dice: "Non ascoltate le parole dei profeti che vi profetizzano; essi vi nutrono di cose vane, vi espongono le visioni del proprio cuore, e non ciò che proviene dalla bocca del Signore (YHWH)" (Geremia 23:36,22,1,11,16).

lunedì 19 novembre 2018

Temete l'Apocalisse?


Cosa vi fa venire in mente questa parola? Disastri, sciagure senza fine, la "fine del mondo"? Se parliamo del libro biblico chiamato con questo nome, è vero solo in parte. E il film che sarà trasmesso stasera, intorno alle 21,05, su TV2000, "Sa Giovanni - L' Apocalisse", ne darà la prova. Anche se si tratta di una "interpretazione", condivisibile o meno, in alcune scelte, segue abbastanza fedelmente il racconto ispirato con una "resa" cinematografica di forte impatto emotivo. 

Ma prima di introdurvi alla visione della pellicola, che può aiutare a "fissare" alcuni aspetti di cui stiamo discutendo in questi post, vorrei soffermarmi un po' con voi sul significato "intimo" di questo straordinario libro profetico del "Nuovo Testamento", l'ultimo della Bibbia in ordine di stesura. 

Il nome "Apocalisse" deriva da una parola greca, riportata nel primo versetto del libro, che significa fondamentalmente "scoprimento" o "rivelazione". Converrete che ci sta bene l'immagine della rosa che si "schiude" rivelando tutta la sua bellezza.

Cosa viene "scoperto" o "rivelato" in questo libro? "Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve, e che egli ha fatto conoscere mandando il suo angelo al suo servo Giovanni" (Apocalisse1:1). Quindi Dio "rivela" il futuro dell'umanità a Gesù, che a sua volta lo "rivela" all'apostolo Giovanni, il quale lo "rivela" a tutti noi mettendolo per iscritto. Davvero interessante! No? Ma di quale "futuro" si parla? Anche se il libro fu scritto nel 1 secolo d.C, il suo "tempo" profetico non era quello. Giovanni spiega che 'fu rapito dallo Spirito e si trovò nel giorno del Signore'. Dal contesto si evince che è il Signore Gesù, che 'era morto, ma ora vive per i secoli dei secoli' (Apocalisse 1:10,18). Il suo "giorno" è il periodo in cui esercita il potere come re del regno di Dio (Giovanni 8:56; 1 Corinti 1:8). E, in base alle profezie che abbiamo esaminato finora, quel "giorno" sembra molto vicino. Ecco perché l'Apocalisse dovrebbe interessare particolarmente a noi che viviamo in quest'epoca cruciale. La maggior parte delle cose profetizzate in questo libro si adempiranno durante quel "giorno", che finirà nel lontano futuro quando Gesù "consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre" (1 Corinti 15:24).

Ma, oltre a rivelarci "le cose che devono avvenire tra breve", l'Apocalisse ci "rivela" il significato di una primissima profezia della Bibbia. Dopo la ribellione dei nostri primogenitori Dio disse al "serpente": "Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno" (Genesi 3:15). L' Apocalisse "rivela" che il "serpente antico" è Satana il Diavolo (Apocalisse 12:9). Nello stesso capitolo si parla anche di "una donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo". Alcuni la identificano con Maria, la madre naturale di Gesù. Anche se Maria, "la favorita dalla grazia", riveste un ruolo fondamentale nel proposito di Dio, in quanto partorì "il Figlio dell'Altissimo", e a ragione da quel momento in poi 'tutte le generazioni la chiamano beata (Luca 1:26-38, 48), evidentemente non è la "donna" apparsa a Giovanni. Questa "donna" è quella profetizzata nella Genesi. La Bibbia ci aiuta a capire di chi si tratta. 

Nell' Apocalisse si dice che questa "donna" era "incinta", partorisce tra le doglie e viene perseguitata dal "dragone", " il serpente antico" (Apocalisse 12:2,5,13). Il profeta Isaia parlò di 'una donna incinta che stava per partorire' tra le doglie, "afflitta, sbattuta dalla tempesta". Dal contesto si capisce che si tratta del "popolo" ebraico, prima reso desolato, e poi pieno di "figli", i fedeli che restaureranno la vera adorazione di Dio. Citando questa profezia, l'apostolo Paolo identifica la "donna" con la "Gerusalemme di lassù", il "popolo" ebraico di Dio rientrato nel Suo favore, e i suoi "figli" con i cristiani, ebrei e non, partecipi del regno di Dio (Isaia 26:1,17; 54:1,5,11; Galati 4:26-31;3:28,29). Questa dev'essere la "donna" dell'Apocalisse. Come predetto, nel corso dei secoli, il diavolo ha veramente nutrito "inimicizia" con il "popolo" ebraico, perseguitandolo senza sosta. Ma nel prossimo futuro, dopo che la "donna" avrà partorito i suoi ultimi "figli", sarà di nuovo perseguitata, per "42 mesi" prima e poi per "tre tempi e mezzo", durante la "settimana" di anni che inizierà presto, come spiegato in un post precedente (Apocalisse 11:2; 12:14). 

Alla fine però Gesù, il principale esponente della "progenie" della "donna", "schiaccerà il capo" al "serpente", gettandolo "nello stagno di fuoco e zolfo", simbolo di distruzione totale ed eterna (Apocalisse 20:10). Quello sarà un momento bellissimo per l'umanità, perché sarà eliminata una volta per sempre la fonte di tutto il male!

Come vedete, l'Apocalisse non tratta solo di "guai" o dell'esecuzione dei giusti giudizi di Dio, ma anche del meraviglioso adempimento del proposito di Dio per l'essere umano. 

Consideriamo ora brevemente qualche aspetto saliente del film.

È verosimile che, mentre si trovava in prigione sull'isola greca di Patmos, l'apostolo Giovanni, come racconta il film, incoraggiasse personalmente gli altri cristiani perseguitati, oltre a farlo attraverso lettere (Apocalisse 1:9). Così facendo, dà una toccante prova dell'amore che dovrebbe contraddistinguere i seguaci di Gesù, quel sentimento sincero e disinteressato che spinge a sacrificarci per chi ha bisogno del nostro aiuto (Giovanni 13:35; 1 Giovanni 3:16-18; 4:7-11).

La prima "visione" del film è quella del Signore Gesù che "cammina in mezzo ai candelabri", le "sette chiese" alle quali Giovanni deve inviare le sue lettere (Apocalisse 1:12-20). In seguito l'apostolo vede il "trono" di Dio e l'apertura dei "sette sigilli" che "racchiudono" il futuro e ascolta il suono delle "sette trombe" che annunciano i giudizi di Dio (Apocalisse 4:1-11;5:1-7;6:1-11;8:1,6-12). Particolarmente emozionante è la "visione" della "grande folla" che viene fuori "dalla grande tribolazione" e la "nuova Gerusalemme" che scende dal cielo (Apocalisse 7:9-17; 21:1-4). C'è anche la "donna" di cui abbiamo parlato prima (Apocalisse 12:1,2,5,6,14-16). Il film si conclude con le ultime parole di Giovanni: "Amen! Vieni, Signore Gesù!" (Apocalisse 22:20). 

Finché restiamo dalla parte "giusta", finché rimaniamo nell'amore di Dio e abbiamo "la grazia del Signore Gesù", possiamo attendere con gioia il "dischiudersi" delle parole profetizzate dell'apostolo, pregustare il "profumo di vita" che emanano fin d'ora, e pregare con fede per la sua "venuta" (Apocalisse 22:21; 2 Corinti 2:14-16).

Avete lo "spirito" di Dio?



Cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando. La prima volta in cui nella Bibbia si menziona lo "spirito" di Dio è in riferimento alla creazione del mondo. "Lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque" (Genesi 1:1,2). Quale immagine vi suggerisce se non quella di una leggera "brezza" che si muove sull'acqua, magari di un mare al tramonto?

In tal caso non siamo lontani dalla verità. Le parole ebraiche e greche che si riferiscono allo "spirito" danno l'idea di una "forza" invisibile simile al vento. Mediante questo "spirito" Dio creò anche l'essere umano e ci mantiene in vita (Salmo 104:29, 30). Potremmo paragonarlo, anche se solo molto lontanamente, ma giusto per capirci, all' "energia" elettrica che fa funzionare un elettrodomestico. La Bibbia spiega che persone che avevano lo "spirito di Dio", questa speciale "energia", erano in grado di fare cose straordinarie, come interpretare i sogni, mostrare particolare abilità tecniche o artistiche, sviluppare potenza fisica, svolgere "incarichi" speciali, ricordare determinati pensieri spirituali, predicare la parola di Dio in modi insoliti, o accrescere qualità positive. 

Proprio come l' "energia" elettrica permette a un elettrodomestico di funzionare a regime (d'altra parte anche solo una diminuizione di tale energia può determinarne un "malfunzionamento"), così lo "spirito di Dio", o "Spirito Santo", può potenziare enormemente le nostre capacità sia fisiche che spirituali per permetterci di compiere la Sua volontà  (Genesi 41:38; Esodo 28:3; 31:3-6; Giudici 14:6, 19; Isaia 61:1-3; Matteo 10:19,20; Atti 2:1-4; Galati 5:22).

Ma come si fa ad avere lo "spirito di Dio"? Dopo che aveva peccato commettendo adulterio con Betsabea il re Davide supplicò Dio di non 'togliergli il suo santo spirito' (Salmo 51:11). Se perseveriamo nel peccato volontariamente senza pentirci, non possiamo beneficiare dello Spirito Santo. Se ci lasciamo dominare dai desideri peccaminosi, non saremo guidati dallo spirito di Dio. Viceversa, se ci mettiamo in condizione di riceverlo, Dio ce lo darà e non seguiremo i desideri "carnali" (Isaia 63:10; Efesini 4:30; Galati 5:16,17,19-21). Gesù disse che Dio "donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono". È quindi fondamentale pregare Dio con fede e amore di donarci il Suo Spirito e poi "vivere per lo Spirito", comportandoci in modo degno (Luca 11:13; Galati 5:24,25).

Questo però non significa che Dio dona il Suo "spirito" solo a chi è "perfetto", a chi non sbaglia mai o crede di saper tutto sulla volontà di Dio. Altrimenti l'avrebbe dato solo a Gesù Cristo, l'unico essere umano veramente senza peccato dopo Adamo. Invece lo diede ai suoi apostoli, nonostante sbagliassero in più occasioni. Anzi, è proprio per sopperire alle nostre mancanze che Dio ce lo manda, come un "consolatore", permettendoci di 'rimanere nell'amore di Dio' (Giovanni 14:20; Romani 8:26; 1 Corinti 2:10-12; Giuda 20,21).

Tutti i cristiani, tutti coloro che sono uniti dalla fede in Gesù e dal sincero amore per Dio e per gli altri, a prescindere da dove si trovino nel mondo o della nazionalità di appartenenza, ricevono in misura e modi diversi lo Spirito Santo per l'edificazione spirituale di sé stessi e degli altri cristiani. 
Ognuno riceve da Dio un "dono" dello Spirito diverso, una particolare "capacità" potenziata dallo spirito santo, "a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune". 

E proprio come le diverse parti di un corpo umano concorrono a far funzionare l'intero corpo, anche noi dovremmo concorrere insieme con gli altri al buon "funzionamento" del "corpo" costituito dai fedeli cristiani, mettendo il nostro "dono" a disposizione degli altri, e avendo "la medesima cura" gli uni per gli altri. Siamo umili se riconosciamo di aver bisogno dell'incoraggiamento che gli altri possono darci (1 Corinti 12:1-25; 1 Pietro 5:9). "Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri" (1 Pietro 4:10). 

Questo ci ricorda due parabole di Gesù, quella del "servo fedele e prudente" incaricato di provvedere al mantenimento degli altri domestici e quella dei "servi" ai quali il loro padrone affidò dei "talenti", somme di denaro da far fruttare. In qualità di 'servi fedeli e prudenti', ciascuno di noi che ha ricevuto un particolare "dono" dello Spirito Santo dovrebbe farlo fruttare per contribuire al "mantenimento" spirituale dei nostri "fratelli in fede, di tutti coloro che condividono la nostra fede nello stesso Signore. Se, invece, ce lo tenessimo egoisticamente per noi, non pensando agli altri, o (peggio) iniziassimo a disprezzare lo Spirito Santo o a maltrattare gli altri credenti, magari criticandoli, dovremmo renderne conto (Matteo 24:45-51; 25:14-30; Romani 14:1-4). 

Nel prossimo post vedremo quant'è importante avere lo "spirito" di Dio, specialmente per noi che viviamo in questo particolare periodo della storia. Non ve lo perdete!😉

venerdì 16 novembre 2018

Siete pronti per "il giorno di Geova*"?



* "Geova" è la traslitterazione italiana del nome ebraico Dio "YHWH" (Salmo 83:18). Altri lo rendono con "Yahweh" o con nomi simili. La differenza di pronuncia deriva dal fatto che anticamente la lingua ebraica non aveva vocali scritte, ma solo consonanti. Le vocali venivano aggiunte nella pronuncia. Dal momento che la pronuncia del nome di Dio si è persa col tempo, nessuno sa con certezza come fossero pronunciate in origine quelle quattro consonanti (YHWH). Lascio a ognuno la possibilità di "chiamare" l'unico vero Dio, Creatore del cielo e della terra, nel modo più "vicino" alla propria sensibilità. Qui e altrove userò talvolta il nome "Geova" perché è la pronuncua comunemente riconosciuta in italiano, senza alcun collegamento a qualche particolare fede o gruppo religioso. 

Innanzitutto cerchiamo di capire insieme a cosa si riferisce la Bibbia quando menziona questo "giorno". E poi in che senso è il "giorno" di Dio? Cos'ha di speciale rispetto agli altri "giorni"? "l'uomo sarà umiliato... il Signore (YHWH) solo sarà esaltato in quel giorno. Infatti il Signore (YHWH) degli eserciti ha un giorno contro tutto ciò che è orgoglioso e altero, e contro chiunque s'innalza, per abbassarlo" (Isaia 2:9,11,12). Quindi è il "giorno" in cui Dio rivendicherà la sua supremazia su tutti gli esseri umani, specialmente su quelli che si vorrebbero mettere a livello di Dio. Che presunzione! 

Più avanti nella Bibbia, dopo che Dio ha annunciato il suo giudizio contro "Babilonia" (Isaia 13:1,4,5), si legge che "il giorno del Signore (YHWH) è vicino" (Isaia 13:6). Perciò questo "giorno" comprenderà l'esecuzione del giudizio di Dio contro la moderna "Babilonia", l'infedele Israele, allorché le nazioni del mondo, in particolare quelle rappresentate dal "re del settentrione" della profezia di Daniele, la devasteranno (Lamentazioni 1:1,12; Ezechiele 7:2,19; Gioele 1:14,15; 2:1,2; Sofonia 1:4, 14). Ma non solo "Babilonia" subirà il giudizio di Dio in quel "giorno". "Poiché il Signore (YHWH) è indignato contro tutte le nazioni, è adirato contro tutti i loro eserciti....è il giorno di vendetta del Signore (YHWH), l'anno della retribuzione per la causa di Sion" (Isaia 34:2,8; Geremia46:1,10; Amos 5:1,18). 

Attraverso il Messia incoronato re del Suo regno, Dio giudicherà nel suo "giorno" tutte le nazioni (o le persone di qualsiasi nazione) per il male arrecato a "Sion", al suo "popolo" ebraico. Si noti pure che non si tratterà di un giorno letterale di ventiquattro ore, perché è chiamato anche "anno di retribuzione", un periodo di tempo indeterminato nel quale Dio eseguirà prima il giudizio sugli ebrei infedeli e poi sul mondo intero, "sul Giudeo (gli ebrei di nascita) prima e poi sul Greco (i non ebrei)" (Romani 2:6-9,16; Atti 17:31; Malachia 3:1-3). Quest'ultimo giudizio avverrà, come abbiamo già visto, quando il Messia "tornerà" a separare i "giusti" dagli "ingiusti", che subiranno l'esecuzione materiale del giudizio poco dopo, nella "battaglia del gran giorno del Dio onnipotente", che è anch'essa definita "il giorno di Geova" (Ezechiele 30:2,3; Gioele 3:2,14; Abdia 15; Abacuc 3:12,16; Sofonia 3:8; Zaccaria 14:2-9; Apocalisse 16:15,16).

Nella Bibbia sono descritti altri "giorni del giudizio", che ci danno un'idea di come sarà quest'altro "giorno" che culminerà con il giudizio del mondo intero. Ai tempi di Noè il "giorno del giudizio" iniziò quando Dio decretò la fine di quel mondo e terminò con il diluvio. Anche Sodoma e Gomorra subirono un "giorno del giudizio" quando Dio vide attraverso i Suoi messaggeri angelici la malvagità dei loro abitanti e poi le distrusse completamente col fuoco (2 Pietro 2:5-9). Ai tempi di Mosè il "giorno del giudizio" sul potente Egitto cominciò con le "dieci piaghe" e finì quando il Mar Rosso sommerse l'esercito del faraone. In tutti questi casi il "giorno del giudizio" durò più di ventiquattro ore letterali, iniziò con la pronuncia del giudizio in segno di avvertimento e condanna e terminò con l'esecuzione materiale di quel giudizio. E ogni volta ci furono dei superstiti, non fu mai una "fine del mondo" totale. Possiamo aspettarci qualcosa del genere quando Dio porterà, nei prossimi anni (come sembrano indicare le profezie bibliche), il Suo "giorno".

Ma come sarà "il giorno di Geova"? "Quel giorno è un giorno d'ira, un giorno di sventura e di angoscia, un giorno di rovina e di desolazione, un giorno di tenebre e di caligine, un giorno di nuvole e di fitta oscurità, un giorno di squilli di tromba e di allarme contro le città fortificate e le alte torri" (Sofonia 1:15,16). Il profeta Abacuc descrive il suo stato d'animo quando ebbe la "premonizione" di quel "giorno": "Ho udito, e le mie viscere fremono, le mie labbra tremano a quel rumore. Un tarlo mi entra nelle ossa, io tremo a ogni passo; aspetto in silenzio il giorno dell'angoscia" (Abacuc 3:16). La ragione di tanto sconforto è presto detta. Sarà un periodo davvero "buio" per il mondo intero, caratterizzato da "guerre", "carestie", "terremoti in vari luoghi" e "grande tribolazione" (Matteo 24:6,7,21). Per così dire, gli angeli di Dio "suoneranno" le "sette trombe", annunciando i giudizi di Dio, attraverso i "messaggeri" terreni, "i due testimoni" (ebrei fedeli che faranno parte del regno di Dio), e li eseguiranno versando le "sette coppe dell'ira di Dio" (Apocalisse 8:6-13; 9:1-21; 11:3-6, 15; 16:1-21). 

Ma non sarà solo un periodo brutto. Quando "il regno del mondo" sarà stato trasferito a Dio e "al suo Cristo", e Dio avrà 'preso in mano il suo gran potere e avrà stabilito il suo regno' (intorno al 4 aprile 2019 come sembra), 'le nazioni si adireranno', dice la profezia, ma arriverà pure la Sua ira e "il momento di giudicare i morti, di dare il loro premio" ai suoi "servi, ai profeti, ai santi, a quelli che temono" il Suo nome, e (infine) "di distruggere quelli che distruggono la terra" (Apocalisse 11:15-18; Daniele 2:44). 

Come abbiamo già visto nei post precedenti, in quel tempo anche i morti saranno risuscitati per ricevere il giudizio di Dio, il premio della vita eterna o la condanna eterna (Giovanni 5:28,29). Fra i risuscitati ci saranno pure i "profeti" e altri fedeli adoratori di Dio del passato (Matteo 13:28,29). I primi "santi" che riceveranno il premio saranno gli apostoli di Gesù, allorché saranno risuscitati con corpi spirituali per "giudicare le dodici tribù d'Israele" (Matteo 19:28). Gli altri "santi" scelti per regnare con Cristo, che saranno ancora in vita, aspetteranno il momento in cui saranno "rapiti" per "incontrare il Signore (Gesù) nell'aria" (2 Tessalonicesi4:15-17). Tutti gli altri che 'temeranno il suo nome', avendone rispetto, saranno fra le "pecore" che il Cristo giudicherà degni della vita eterna (Matteo 25:31-34, 46). 

Dovremo vivere con angoscia questo "giorno"? No, se saremo dalla parte giusta! 😉 Quelli che "distruggono" il mondo con la loro cattiveria e ribellione a Dio dovranno temere la Sua ira. "Gli uomini (disubbidienti) verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo", predisse Gesù. "Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi", disse ai discepoli fedeli, "alzate la testa, perché la vostra liberazione si avvicina" (Matteo 21:26-28).

Come dovremmo comportarci in attesa di quel "giorno"? L'apostolo Paolo ci invita a non giudicare male gli altri per non ricevere l'avverso giudizio di Dio, a non essere ostinati e impenitenti, a non praticare l'ingiustizia e il male, ma ad avvalerci della misericordia di Dio. "Disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?" chiede. Dio ci sta ora tendendo, per così dire, la Sua mano perché vuole aiutarci ad essere salvati quando verrà il Suo giorno e "renderà a ciascuno secondo le sue opere": "vita eterna", "gloria, onore e pace" a quelli che perseverano nel fare il bene (Romani 2:1-10).

Anche San Pietro ci ammonisce: "Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisce, ma che tutti giungano al ravvedimento. ... quale sorta di persone dovete essere voi, in santità di condotta e opere di santa devozione, mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio...! Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace" (2 Pietro 3:11,12,14).

Ricordiamoci che, durante il "giorno di Geova", "chi si esalta" presuntuosamente contro Dio "sarà umiliato", ma chi si sottomette umilmente alla Sua volontà "sarà esaltato" (Matteo 23:12; Giacomo 4:10). Auguriamoci di poter nutrire la stessa speranza del profeta Abacuc, il quale, pur avvertendo la "serietà" della situazione, si sentiva tranquillo. "Mi rallegrerò nel Signore (YHWH)", concluse, "esulterò nel Dio della mia salvezza. Dio, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve e mi farà camminare sulle alture" (Abacuc 3:18,19).