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sabato 4 gennaio 2020

"O re, siate saggi; lasciatevi correggere, o giudici della terra" (Salmo 2:10)


(Il presente messaggio è rivolto a tutti i rappresentanti politici del mondo odierno)

Il salmista chiede: "Perché questo tumulto fra le nazioni, e perché meditano i popoli cose vane?" (Salmo 2:1). Proprio in questi giorni le nazioni del mondo sono in grande "tumulto", mentre si contendono il potere mondiale. Ma sono "cose vane", discorsi inutili. Perché? Il salmista risponde: "I re della terra si danno convegno e i prìncipi congiurano insieme contro il Signore (YHWH) e contro il suo Unto, dicendo: 《Spezziamo i loro legami e liberiamoci dalle loro catene》" (Salmo 2:2,3). Il motivo è presto detto. La loro gara per conquistare la supremazia va contro gli interessi del Creatore dell'universo e del Suo unico rappresentante legittimo, il Suo "Unto", Gesù Cristo. "《Sono io》, dirà, 《che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo》" (Salmo 2:6). Dio ricorda ai potenti del mondo che Lui stesso ha già scelto colui che ha il diritto di dominare su tutta la terra. 

Come indicano le profezie della Bibbia, dallo scorso 4 aprile il Figlio di Dio sta già regnando invisibilmente dal monte Sion, a Gerusalemme. Rivolgendosi a lui, Dio dice: "Chiedimi, e io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra. Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d'argilla" (Salmo 2:8,9). È perciò del tutto inutile, o "vano", che i politici del mondo continuino a esercitare il potere. Non ne hanno più alcun diritto. Per di più, fra breve, volenti o nolenti, dovranno cedere il passo al regno di Dio. Non stiamo parlando semplicemente di religione o di qualche credenza o sentimento che risiede solo nel cuore di chi lo desidera. La Bibbia indica chiaramente che il regno di Dio è un vero e proprio governo con Gesù Cristo come re principale e con i "santi" che governeranno con lui (Daniele 2:44; 7:27). Certo, è un regno invisibile, per ora, ma non per questo meno forte dei governi umani oggi esistenti. Dalla sua ha a disposizione miriadi di potentissime creature spirituali (angeli) e il sostegno di Colui che ha creato le più grandi galassie dell'universo. 
Vi rendete conto di quanto minuscoli voi siate al confronto, per quanto sia equipaggiato il vostro arsenale nucleare?! "Ecco, le nazioni sono come una goccia che cade da un secchio, come polvere minuta delle bilance". "Tutte le nazioni sono come nulla davanti a lui (al Creatore); egli le valuta meno che nulla, una vanità" (Isaia 40:15,17). Capite quanto sia controproducente mettersi a contendere con il Creatore dell'universo? Sarebbe molto più saggio riconoscere la Sua supremazia e il re legittimo da Lui costituito. Come fa un padre col figlio ribelle, Dio vi implora: "Ora, o re, siate saggi; lasciatevi correggere, o giudici della terra. Servite il Signore (YHWH) con timore e gioite con tremore. Rendete omaggio al figlio, affinché il Signore (YHWH) non si adiri e voi non periate" (Salmo 2:10-12).

È vero, come ho spiegato negli articoli precedenti, presto le nazioni scenderanno in guerra, in adempimento delle profezie. Si combatteranno le une con le altre, distruggendosi a vicenda. Al più tardi, fra circa due anni e mezzo da ora, verso il mese di giugno 2022, anche se non sappiamo la data precisa, dovranno incontrare l'ira dell'Iddio Onnipotente che tornerà con Suo Figlio per il Giudizio Universale (Matteo 24:30,36; Gioele 3:11,12) . Di lì a qualche anno tutti gli oppositori del Suo regno di giustizia saranno spazzati via. Ma voi che oggi rappresentate quelle nazioni, nel piccolo come nel molto, avete la possibilità, che Dio vi dà, di fare una scelta. O continuerete ostinatamente a ignorare la volontà di Dio per la terra o riconoscerete di non essere più degni di governare e cederete, per così dire, la "corona" all'unico che ne ha il diritto, il regnante Gesù Cristo. Dimostrerete di essere saggi, di agire nel vostro interesse, se, invece di portare avanti il vostro potere o partito politico, darete le dimissioni e inizierete a sostenere attivamente il regno di Dio. "Rendete omaggio al figlio, affinché il Signore (YHWH) non si adiri e voi non periate nella vostra via, perché improvvisa l'ira sua potrebbe divampare. Beati tutti quelli che confidano in lui!" (Salmo 2:12). Non confidate in voi stessi o in altri governanti umani. Riconoscete che la vostra stessa vita viene da Dio e non da voi e che, se siete al potere, è perché Dio ve lo consente ancora. "Non confidate nei prìncipi, né in alcun figlio d'uomo, che non può salvare. Il suo fiato se ne va, ed egli ritorna alla sua terra; in quel giorno periscono i suoi progetti. Beato colui che ha per aiuto il Dio di Giacobbe e la cui speranza è nel Signore (YHWH), suo Dio, che ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi; che mantiene la fedeltà in eterno" (Salmo 146:3-6). 
Non fate come il governatore romano Ponzio Pilato, che mandò il Figlio di Dio al martirio. Per quanto si lavasse le mani, la sua colpa non poteva essere cancellata con quel semplice gesto. Avrebbe dovuto riconoscere colui che aveva davanti e onorarlo come meritava. Lo farete voi? Anche se non lo vedete, il Figlio di Dio è di nuovo presente, è lì davanti a voi, ma stavolta come un potente regnante. Inchinatevi davanti al re, deponete la vostra "corona" e servite Dio con umiltà! La sua ira potrebbe divampare da un momento all'altro nei prossimi anni. Quanto è saggio mettersi dalla Sua parte! 

Grazie a Dio molti "re", o rappresentanti politici del mondo, faranno la scelta giusta. Anziché opporsi al Suo regno, contribuiranno a riedificare la "città del gran Re" (Salmo 48:2), Gerusalemme, insieme agli ebrei fedeli che scamperanno alla sua distruzione. Rivolgendosi simbolicamente ad essa, con la mente proiettata al futuro, il profeta dice: "Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria del Signore (YHWH) è spuntata sopra di te!"."Le nazioni cammineranno alla tua luce, i re allo splendore della tua aurora". "I figli dello straniero ricostruiranno le tue mura, i loro re saranno al tuo servizio". "Le tue porte saranno sempre aperte; non saranno chiuse né giorno né notte, per lasciar entrare in te la ricchezza delle nazioni e i loro re in corteo. Perché la nazione e il regno che non vorranno servirti, periranno; quelle nazioni saranno completamente distrutte". "Tu popperai il latte delle nazioni, popperai il seno dei re". "Allora le nazioni vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria" (Isaia 60:1,3,10-12,16;62:2).

martedì 4 dicembre 2018

Abitanti di "Gerusalemme", avete ricevuto il "segno" della salvezza? (Ezechiele 9:4) -Parte seconda



Alcuni versetti della Bibbia ci aiutano a capire in quale "zona" del pianeta sarà più evidente l'"influenza" satanica nei prossimi anni. Ezechiele dice che, prima della sua disfatta "fisica", questo "angelo" si troverà ancora nell'Eden, cioè in Turchia, da dove sarà in seguito scacciato. Ecco perché l'apostolo Giovanni profetizzò che, durante il "giorno del Signore" Gesù, a Pergamo ci sarebbe stato "il trono di Satana", a Smirne "una sinagoga di Satana" e nella vicina Tiatiri chi avrebbe conosciuto "le profondità di Satana" (Apocalisse 1:10;2:9,13,24). E tutte queste località si trovano in Turchia. Anche grazie all'influenza satanica, oltre che "a motivo della sua astuzia", questa nazione di punta del "re del settentrione", conoscerà in futuro un'espansione senza precedenti, "verso sud", ad occidente ("Tubal", alleato di "Mesec", è generalmente identificato con la penisola iberica o l'Europa occidentale), in oriente e verso Israele, ricoprendo un ruolo attivo nella sua distruzione (Daniele 8:9-13,24-25; Ezechiele 38:2-6).

Occorre a questo punto fare una precisazione. Premesso che le mie "riflessioni" sono esclusivamente di carattere spirituale, senza alcun incitamento ad azioni sovversive contro qualsiasi governo, il fatto che, secondo le profezie bibliche, la Turchia potrebbe subire in futuro una particolare "influenza" satanica, non dovrebbe indurci a considerare l'intera nazione come una specie di "espressione" del Male. Anche se Satana è l' "Iddio di questo mondo", non significa che tutti gli abitanti del mondo siano malvagi o diabolici! Grazie a Dio ci sono ancora tante persone buone che hanno fede in Lui. Anzi, i cristiani fedeli ai quali l'apostolo Giovanni indirizzò le lettere dell'Apocalisse si trovavano proprio in alcune città turche. È soprattutto a loro, che sono così "vicini" al "trono di Satana", che dovrebbe andare tutto il nostro amore e incoraggiamento. 

Detto questo, è ormai chiaro che l' "idolo della gelosia" della profezia di Ezechiele è il "dio straniero" del "re del settentrione", "il dio delle fortezze", "Gog di Magog", Satana il Diavolo nella sua "manifestazione" terrena. In che modo gli ebrei infedeli lo adorano? Gesù dice che quelli che hanno desideri "omicidi" e si mostrano volutamente "falsi" sono "figli del diavolo" (Giovanni 8:44). Inoltre il "re del settentrione", che adora quel "dio straniero", avrebbe 'corrotto con lusinghe quelli che tradiscono (o abbandonano) il patto' stipulato con i loro antenati. Disubbidiendo ai comandamenti di Dio, gli ebrei infedeli fanno il "gioco" del diavolo. Lo Stato di Israele, come una prostituta insoddisfatta, intrattiene "rapporti" illeciti con tutti i "re della terra" e induce le persone ad adorare il nazionalismo (Apocalisse 13:12;17:2).

Ma le loro "abominazioni" non finiscono qui. Ezechiele vide anche "settanta anziani" ebrei che adoravano "ogni sorta di figure di rettili e di bestie abominevoli". Secondo la "legge" mosaica i "rettili" dovevano essere considerati "abominevoli" in quanto mangiarli avrebbe reso "impuri", non adatti al servizio di Dio (Levitico11:29,41-47). Per i cristiani sono altre le cose che "contaminano", quelle che vengono "dal cuore": "pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni". Se si desiderano avidamente queste cose, si commette "idolatria" (Matteo 15:18,19; Colossesi 3:5). Gli ebrei infedeli idolatrano "ogni sorta" di impurità che viene continuamente "rappresentata", per esempio, sotto forma di film, spettacoli e show televisivi. La cosa più grave è che siano gli "anziani" del popolo, altrove chiamati "principi d'Israele", quelli che avrebbero dovuto guidarlo, a dare il "cattivo esempio". Essi saranno i primi a subire il giudizio di Dio (Numeri 11:16; Ezechiele 9:6).

Come se non bastasse, Ezechiele vide anche delle "donne" piangere il dio babilonese "Tammuz", simbolo della natura rigeneratrice, della fertilità e del sesso. Tutti quelli che fanno dei normali desideri della vita l'obiettivo principale da anteporre perfino a Dio, uomini o donne che siano, stanno commettendo "abominazioni" ai Suoi occhi (Luca 21:34; Filippesi 3:19; 1 Corinti 6:9).

Infine, Ezechiele profetizzò che alcuni si sarebbero inchinati "davanti al sole", volgendo le spalle al tempio di Dio. Anche gli ebrei di oggi che "consultano" le "stelle" per avere guida anziché all' "Iddio d'Israele" sono condannati (Geremia 8:2). "Per quanto gridino ad alta voce" a Dio, Egli non li salverà (Ezechiele 8:18).

L' unico modo per essere "salvati" è portare il "segno" sulla "fronte". Queste espressioni avranno ricordato agli ebrei contemporanei di Ezechiele due episodi ben precisi. Il primo è quando Dio ordinò al popolo che si preparava a lasciare l'Egitto di cospargere esternamente l'ingresso delle loro abitazioni col "sangue dell'agnello", il "segno" che avrebbe potuto risparmiarli dall'ultima piaga (Esodo 12:7,13,22,23). Come dimostrato in un post precedente, il "sangue dell'agnello" è il prezioso "sangue" di Gesù che ci purifica dai peccati, rendendo quelli che ne sono degni idonei per far parte del regno di Dio (Apocalisse 1:8,9). Ma il "segno" non include solo la "fede" nel sacrificio di Gesù. Prima dell' "esercito" di cavalleria, il "piccolo corno", predetto da Daniele, che guiderà gli altri "regni del settentrione" verso la distruzione di Gerusalemme, l'Apocalisse profetizza un "esercito" di "cavallette" che tormenterà, senza ucciderli, quelli che non avranno il "sigillo di Dio sulla fronte", evidentemente quelle "nazioni" del nord che si limiteranno ad assediare la città (Apocalisse 9:3-10). Più avanti è specificato che coloro che avranno "il sigillo", o "'il nome dell'Agnello e il nome di suo Padre scritto sulla fronte", sono i "riscattati dalla terra" per essere "primizie" a Dio e a Cristo, i "servi" di Dio, il "regno e i sacerdoti", gli abitanti della "Nuova Gerusalemme" (Apocalisse14:1-4;7:3,4;1:5,6;22:3-5). 

L' apostolo Paolo spiegò che il "sigillo" è lo Spirito Santo, la "caparra" che Dio concede a chi farà parte del Suo regno (2 Corinti 1:22; Efesini 1:13). Chiaramente Dio "unge" con il Suo Spirito coloro che esercitano "fede" in Gesù. Ma in che senso hanno 'il nome di Dio e di Suo Figlio sulla fronte'? Questo ci porta alla seconda espressione che avrebbe rammentato qualcosa di particolare agli ebrei dei giorni di Ezechiele. A loro Dio aveva comandato, per così dire, di scriversi i Suoi comandamenti "fra gli occhi", nel senso che li avrebbero dovuti "ricordare" e tenere sempre "nel cuore" (Esodo 13:16; Deuteronomio 6:5-8;11:18). Quindi il "segno" apposto dall' "uomo vestito di lino" comprende certamente la fede in Dio e nel Suo Cristo, e l'amore per loro, in virtù dei quali è concesso lo Spirito Santo, ma non è solo una condizione "interiore", perché in base a questo "segno" i "sei uomini" avrebbero riconosciuto quelli che "sospirano e gemono", degni di sopravvivere alla "distruzione". Qual è dunque questa "visibile" "prova" di "fede" e "amore"? Ricordate che Dio ha comandato al Suo "popolo" fedele di 'uscire da Babilonia'. Gesù precisò che bisognava stare anche fisicamente "lontani" da "Gerusalemme" assediata. Solo chi se ne sarà 'allontanato' moralmente e fisicamente sarà "visibilmente" escluso dalla "zona di pericolo", 'non coinvolto nei suoi castighi' o "tormentato" dall' "esercito" invasore (Apocalisse 18:4; 7:5,6; Matteo 24:15-18; Luca 21:22-26). 

Che dire di voi, odierni abitanti di "Gerusalemme"? Avete ricevuto il "segno sulla fronte"? Disapprovate le "abominazioni" che commettono gli ebrei "infedeli"? State reagendo positivamente alle "esortazioni" dei "messaggeri" di Dio, l' "uomo vestito di lino", "tornando" all' "Iddio d'Israele"? Se non lo avete ancora fatto, esercitate fede e amore nel vostro Dio e nel Suo Messia, ubbidendo al comando di 'uscire da Babilonia' e 'allontanarsi da Gerusalemme', ora che quei "sei uomini", i "regni del settentrione",  'si stanno avvicinando' per eseguire il giudizio. "L' iniquità della casa d'Israele e di Giuda è troppo grande; il paese è pieno di sangue e la città è piena d'ingiustizie". "Perciò", dice Dio, "anche il mio occhio sarà senza pietà, io non avrò compassione, e farò ricadere sul loro capo la loro condotta". 

Possa Dio benedirci sempre con il Suo Spirito, in modo da "apporre" il "segno sulla fronte" degli ebrei fedeli e dire infine a Dio: "Ho fatto come tu mi hai comandato" (Ezechiele 9:5-7,9-11; Matteo 24:45-47;25:19-23).


Abitanti di "Gerusalemme", avete ricevuto il "segno" della salvezza? (Ezechiele 9:4) -Parte prima



In un'occasione il profeta Ezechiele "vide" la futura "punizione" e "distruzione" dell'infedele "Gerusalemme". Profetizzò che "sei uomini", "ciascuno con la sua arma di distruzione in mano", sarebbero entrati nella città da "settentrione". Ma prima che questi eseguissero il giudizio, sarebbe dovuto passare "in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme" un "uomo vestito di lino" con un "corno da scrivano", che avrebbe fatto "un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e gemono per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo a lei". Poi sarebbe stato detto a quei "sei uomini" di "colpire" solo gli abitanti che non avessero portato il "segno" (Ezechiele 9:1-7).

Di che "segno" si tratta? È di fondamentale importanza capirlo, perché, a quanto pare, sarà determinante per la "salvezza" quando verrà eseguito il giudizio di Dio sulla moderna "Babilonia" (Apocalisse 18:8). Analizziamo insieme il contesto della profezia. Innanzitutto, chi rappresentano i "sei uomini" mandati a punire "Gerusalemme"? Notate che si tratta di "uomini" e non di "angeli" o altre creature spirituali. Il numero "sei", nella Bibbia, quando si riferisce a "esseri umani", simboleggia spesso "malvagità" e "arroganza" contro Dio e i suoi "rappresentanti" (1 Samuele 17:4-10; 2 Samuele 21:20,2; Apocalisse 13:1-7,18). La profezia indica inoltre che provengono dal "settentrione". Perciò, quei "sei uomini" rappresentano le "malvage" nazioni a nord di Israele, il composito "re del settentrione", che assedieranno arrogantemente Gerusalemme e la distruggeranno. Scenderemo nei particolari fra poco (Geremia 1:14,15; Ezechiele 7:24; 11:31). 

Scopriamo prima l'identità dell' "uomo vestito di lino". Il suo incarico è messo in relazione con la "presenza" di Dio, "la gloria del Dio d'Israele", "verso la soglia della casa", cioè del tempio di Gerusalemme. Questo ci ricorda il tempo futuro nel quale il "giudizio" inizierà dalla "casa di Dio", allorché il "Signore" Gesù "entrerà nel suo tempio" e purificherà "i figli di Levi" (il popolo ebraico), per renderli idonei al "servizio sacerdotale". Ma prima dell'arrivo del Messia, Dio avrebbe mandato il Suo "messaggero" a preparargli la strada, "il profeta Elia", che, come abbiamo visto, raffigura i cristiani ebrei, destinati ad essere "re e sacerdoti" nel regno di Dio, i "santi", che avrebbero esortato i loro connazionali a "tornare" a Dio, consentendo loro di essere risparmiati dallo "sterminio". Questi rappresentano evidentemente l' "uomo vestito di lino" della profezia di Ezechiele. A riprova di ciò, il "lino" era il tessuto col quale venivano vestiti anticamente i "sacerdoti" ebrei. E nell'Apocalisse è detto che "il lino fine rappresenta gli atti giusti dei santi" (Ezechiele 9:3; 1 Pietro 4:17; Malachia 3:1-3;4:5,6; Esodo 39:27-29; Apocalisse 19:8). 
Il fatto che avrebbe apposto il "segno" della "salvezza" corrisponde a ciò che avrebbero fatto i "compagni" del "sommo sacerdote Giosuè" della parallela profezia di Zaccaria: l'avrebbero aiutato a spogliarsi dei suoi abiti "sudici" e a indossare un "turbante" e "abiti magnifici". Come abbiamo visto in un post precedente, questo rappresenta la "restaurazione" spirituale degli ebrei "superstiti". Apponendo loro il "segno", l' "uomo vestito di lino" li 'strapperà dal fuoco' della distruzione (Zaccaria 3:1-5).

Ma a cosa corrisponde esattamente questo "segno" posto "sulla fronte"? Tanto per cominciare, quel "segno" viene apposto agli "uomini che sospirano e gemono" con evidente disapprovazione "per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo a" Gerusalemme (2 Pietro 2:7,8). Quali sono queste "abominazioni" ( o "cose detestabili") che i servitori di Dio farebbero bene a odiare (Salmo 97:10)? Ce lo dice sempre la "visione" profetica di Ezechiele, al capitolo precedente. Per prima cosa, "a Gerusalemme, all'ingresso della porta interna che guarda verso il settentrione", vide "l'idolo della gelosia" (Ezechiele 8:3-6). Cos'è che suscita la "gelosia" di Dio verso il Suo "popolo"? "Le divinità straniere", l'adorazione idolatrica rivolta "a demoni", "dèi nuovi, apparsi di recente" (Deuteronomio 32:16,17). Queste espressioni ci collegano con la profezia di Daniele relativa al "re del settentrione". È profetizzato che "non avrà riguardo per gli dèi dei suoi padri", ma "onorerà il dio delle fortezze", "un dio sconosciuto ai suoi padri", "un dio straniero". Di chi si tratta? Consideriamo prima nello specifico da chi è composto questo "re del settentrione". Fra le nazioni a nord di Israele che lo avrebbero formato ne spicca una che si sarebbe distinta dalle altre. Una profezia parallela di Daniele indica che il "regno" che avrebbe "afflitto" e "distrutto" "il popolo dei santi" (il popolo ebraico), rappresentato da un "piccolo corno", sarebbe disceso dal "regno" di "Grecia" (Daniele 7:8,20,21,24,25;8:9-11,21-24). Dalla storia comprendiamo che si tratta di una nazione che sarebbe sorta dell'eredità dell'antico impero greco di Alessandro Magno. Un impero molto vasto, che si estendeva dell'attuale Grecia fino ai confini con la Cina e l'India. Altri passi biblici ci aiutano a stringere il cerchio. 

Geremia dice che è un "paese lontano" a "settentrione" di Israele, dotato di "alture del deserto", una "nazione valorosa", "antica", dalla "lingua" "sconosciuta" per gli ebrei (Geremia 4:6,11,16;5:15). L' Apocalisse ne parla come di un'anomalo e gigantesco "esercito" di cavalleria,  corrispondente al "popolo numeroso e potente" della profezia di Gioele, che sarebbe partito dal "gran fiume Eufrate"(Apocalisse 9:14-19; Gioele 2:2). Stiamo parlando dell'antico impero babilonese o delle nazioni che ne sono derivate, notoriamente situate in Mesopotamia, fra il Tigri e l'Eufrate? No, perché si sarebbe dovuto trattare di un "regno" diverso da tutti quelli precedenti, fra i quali c'era anche Babilonia. C'è solo un'altra nazione sul cui territorio scorre, anzi da cui nasce, il fiume Eufrate, ed è la Turchia, che, se ci pensate, soddisfa in pieno tutti i "requisiti" della "nazione" che stavamo cercando. Anche un altro luogo della Bibbia è generalmente associato alla Turchia, un paese chiamato "Mesec". Il profeta Ezechiele menziona un certo "Gog del paese di Magog, principe sovrano di Mesec e Tubal" (Ezechiele 38:2).

L' Apocalisse identifica questo "sovrano" che sedurrà "Gog e Magog" come "Satana", il quale, come abbiamo visto in precedenza, sferrerà un attacco a oltranza contro la Gerusalemme "restaurata" (Apocalisse 20:7,8). Di lui si parla altrove, in una profezia parallela, col nome di "re di Tiro", che si sarebbe insuperbito desiderando essere adorato come Dio. Inizialmente era un "cherubino", un "angelo" bellissimo al servizio di Dio nel "giardino di Eden", sul "monte di Dio". È interessante che il "giardino di Eden" era collocato nella terra da dove nascevano il "Tigri" e l' "Eufrate", probabilmente una regione a ridosso delle montagne situate nella Turchia orientale (Ezechiele 28:2-19; Genesi 2:8-14). Nelle profezie future "Gog", o "re di Tiro", Satana il Diavolo, non appare come una creatura spirituale e invisibile, ma come "un uomo" che sarà sconfitto "alla vista" di tutti, ucciso per mano umana, dato "in pasto" agli animali e "sepolto" (Ezechiele 28:2,7,8,18;39:4,11). Come ho spiegato in un post, evidentemente, dopo l'intronizzazione di Gesù quale re del regno di Dio, quella creatura spirituale malvagia sarà "scagliato sulla terra" nel senso che assumerà sembianze umane, o perlomeno sarà lui l'ispiratore di determinati comportamenti umani. 

Nel prossimo post vedremo dove si concentrerà la sua "influenza".