domenica 21 giugno 2020

Sarete anche voi fra la "grande folla" che sarà salvata? (Apocalisse 7:9)


L'Apocalisse parla di una "folla immensa" "proveniente da tutte le nazioni" che viene dalla "grande tribolazione" acclamando la "salvezza" di Dio (Apocalisse 7:9-14). Nei versetti immediatamente precedenti vengono descritte "144.000" persone "segnate" con il "sigillo di Dio" "sulla fronte" provenienti da "tutte le tribù dei figli d'Israele" (Apocalisse 7:3-8). Di chi si tratta? Alcune profezie parallele dell'"Antico Testamento" ci aiutano a capirlo. 

A proposito della "folla immensa", detta anche "grande folla", l'Apocalisse a un certo punto rivela: "Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l'Agnello che è in mezzo al trono li pascerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita" (Apocalisse 7:16,17). Ditemi se non è straordinariamente simile a quest'altra profezia: "Non avranno fame né sete, né miraggio né sole li colpirà più; poiché colui che ha pietà di loro li guiderà, li condurrà alle sorgenti d'acqua" (Isaia 49:10). È chiaro che la "folla immensa" dell'Apocalisse è composta dalle stesse persone di cui parla Isaia. A chi si riferiva il profeta? Ricordate che, secondo l'Apocalisse, è formata da persone di "tutte le nazioni". E infatti Isaia, dopo aver detto che il "servo" di Dio avrebbe "ricondotto" a Lui "gli scampati d'Israele", mostra che sarebbe diventato anche "luce dele nazioni" e "strumento" della Sua salvezza "fino alle estremità della terra". Da altri versetti possiamo identificare questo "servo" di Dio con il Messia Gesù Cristo, che attirerà persone di tutto il mondo a Gerusalemme durante il "ritorno in patria" degli "esuli" ebrei. Sappiamo infatti che fra l'autunno 2021 e la primavera 2022 persone di origini ebraiche da tutto il mondo andranno in Israele accompagnate da non ebrei che le sosterranno nella loro "opera" di "restaurazione". Isaia annuncia che le "nazioni", o "popoli, al momento giusto, "ricondurranno" i "figli" d'Israele in patria e saranno, per così dire,  loro "precettori" e "balie" sostenendololi nella loro "crescita" spirituale. È evidente che costoro compongono la "grande folla" dell'Apocalisse (Isaia 49:5,6,22,23; 9:1-6; 11:1-12,16). 

Si noti che l'apostolo Giovanni menziona questa "folla" immediatamente dopo aver parlato dei "144.000" ebrei fedeli, proprio come Isaia che parla delle "nazioni" subito dopo aver menzionato gli "scampati d'Israele". Si sta evidentemente descrivendo lo stesso "evento" con parole diverse. Possiamo logicamente concludere che i "144.000" dell'Apocalisse sono tutti gli "scampati d'Israele", ovvero tutti gli ebrei fedeli che faranno ritorno in patria nel tempo indicato. Altri riferimenti scritturali confermano questa interpretazione. Ricordate che questi "144.000" sono stati "sugellati" con un "segno sulla fronte". Anche il profeta Ezechiele parla di abitanti di Gerusalemme che ricevono un "segno" della salvezza "sulla fronte" (Apocalisse 7:3,4;14:1; Ezechiele 9:4). Sappiamo che alcuni ebrei riceveranno questo "segno" proprio durante la parte conclusiva dell'opera dei "due testimoni", rappresentati anche dall' "uomo vestito di lino", nella primavera del 2022. Le persone di origini ebraiche che prenderanno a cuore la loro "testimonianza", pentendosi dei propri peccati e tornando all'Iddio d'Israele, riceveranno come "sugello", o "segno", il promesso Spirito Santo. Questi stessi dunque sono i "144.000" dell'Apocalisse. 

Ma c'è un altro particolare che lo conferma. Da un confronto fra i capitoli 14 e 15 si evince che i "144.000" cantano "il cantico di Mosè" (Apocalisse 14:1-3;15:2,3). Questo "cantico" profetico fu intonato da Mosè e dal popolo d'Israele subito dopo essere stati liberati dall'oppressione egiziana ed essere "scampati" attraverso il Mar Rosso. Fra l'altro Mosè profetizzò in quell'occasione che Dio avrebbe "condotto" il "popolo" "riscattato" e l'avrebbe "guidato" alla Sua "santa dimora". Sarebbero stati 'introdotti' e 'piantati' "sul monte" 'che Gli appartiene', 'nel luogo che ha preparato per Sua dimora', nel Suo "santuario", in conseguenza dello smarrimento che proveranno le nazioni che opprimono il popolo d'Israele (Esodo 15:13-17). Come abbiano visto in precedenza, queste parole si adempiranno quando la "Babilonia" profetica, ovvero i paesi arabi a nord di Gerusalemme che invaderanno Israele insieme ai loro alleati, saranno sconfitti nell'autunno 2021, consentendo agli "esuli" ebrei di essere "liberati" dall' "oppressione" e far ritorno in patria. Dal momento che "nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, che sono stati riscattati dalla terra", solo loro possono impersonificare ciò che quel "cantico" prefigura, cioè il "ritorno" del "rimanente" ebraico che sarà "riscattato", o liberato, dalla "schiavitù". 

Qualcuno pensa che i "144.000" siano il numero totale dei "santi" che compongono il celeste regno di Dio, incluse persone di varie nazionalità e non solo ebrei. Ma, come abbiamo appena dimostrato, sia l'Apocalisse che le profezie bibliche parallele sottolineano che i "144.000" sono tutte persone di origini ebraiche e non soltanto quelle con la speranza di far parte del regno celeste. Quel numero indica tutto il "rimanente" d'Israele che sarà salvato, anche coloro che per esempio fuggiranno dalla Gerusalemme assediata e che in seguito torneranno per ricostruirla. Alcuni ritengono che i "144.000" siano anche i "24 anziani" nell'Apocalisse seduti su "troni" e con "vesti bianche", a rappresentare il potere regale dei "santi". Ma trascurano il fatto che i "144.000" sono anche menzionati insieme ai "24 anziani" nella medesima "scena" profetica. Chiaramente non possono rappresentare lo stesso gruppo di persone (Apocalisse 4:4; 14:1-3). 

Un altro parallelismo ci permette di individuare il periodo di tempo in cui sarà completato il "sugellamento" dei "144.000", ovvero il "radunamento" in Israele del "rimanente" ebraico fedele e apparirà la "grande folla" di persone di tutte le nazioni. Sia la profezia di Ezechiele dell' "uomo vestito di lino" che apponeva il "segno" sia la profezia dell'Apocalisse sul "suggellamento" dei "144.000" rivelano che, immediatamente dopo quell' "evento", saranno "riversati" sull'umanità disubbidiente, e in particolare sugli ebrei infedeli, i giudizi i Dio, compresa la distruzione di "Babilonia la grande". Per di più è precisato che la "grande folla" "viene dalla grande tribolazione", ma non dice che per allora tale "tribolazione" sarà finita per il mondo intero. Gesù disse che la "grande tribolazione" sarà "abbreviata" "per gli eletti" e aggiunge che "dopo la tribolazione di quei giorni" lui tornerà per il Giudizio Universale (Matteo 24:21,22,29,30). La "grande tribolazione", che è ufficialmente iniziata il 4 aprile 2019, sarà "abbreviata" per gli "eletti", o santi, ancora in vita sulla terra, nel momento in cui saranno elevati alla vita in cielo. Immediatamente "dopo" Gesù apparirà a tutti per giudicare il mondo intero. 

Alla luce di queste profezie, non appena tutti gli ebrei fedeli saranno stati "radunati" a Gerusalemme (i "144.000" sono visti insieme a Gesù "sul monte Sion", Apocalisse 14:1), entro la primavera 2022, gli "eletti" andranno in cielo e Gesù tornerà con i suoi angeli per giudicare le nazioni che si oppongono al suo regno e punirle come si meritano. Nello stesso tempo libererà dall'assedio tutte le persone ubbidienti (ebrei e non) che si troveranno a Gerusalemme per acclamare la salvezza di Dio (la "grande folla"). Proprio come fece con il popolo d'Israele al Mar Rosso, Dio provvederà miracolosamente la "via di fuga" sia per gli ebrei dei "144.000" ancora sul posto sia per i loro "compagni" di altre nazioni. Il Messia, Gesù Cristo, che avrà "pietà di loro", "li guiderà" verso la salvezza su per i "monti" dove dovranno fuggire. Provvederà alle loro necessità fisiche così che non dovranno patire né la fame né la sete. Verso l'autunno 2022 Gerusalemme sarà completamente distrutta, cancellando una volta per sempre il potere di "Babilonia la grande". 

Che dire di voi? Avete origini ebraiche? In tal caso, sarete fra i "144.000" che torneranno in patria al momento stabilito? Se non siete ebrei, potreste comunque far parte della "folla immensa" che accompagnerà gli ebrei fedeli in patria. In ogni caso, per essere salvati dai "nemici" e risparmiati dai giudizi di Dio, dovrete essere in condizione di ricevere il Suo Spirito (il "suggello" sulla fronte) o godere di una buona relazione con Lui ("vestiti di lunghe vesti bianche") e ringraziarLo per la vostra salvezza. Infine, dopo il 2026, a "tribolazione" ultimata, quando non esisteranno più "nemici", potrete adorare Dio liberamente nella Gerusalemme "restaurata". Il regno celeste si materializzerà sul monte Sion, a Gerusalemme, e 'Dio asciugherà ogni lacrima dai vostri occhi' (Apocalisse 7:16,17; 21:1-4). 


martedì 2 giugno 2020

Un "evento" speciale ...


Come sapete, in base all'intendimento attuale, il periodo fra l'autunno 2021 e la primavera 2022 vedrà il massiccio "ritorno" in patria (in Israele) di persone timorate di Dio di origini ebraiche da tutto il mondo. Come scrisse il profeta Gioele, allora Dio diffonderà su tutti i convenuti fedeli (ebrei e non) il Suo Spirito Santo, che si manifesterà attraverso i suoi molteplici "doni". "Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. Anche sui servi e sulle serve, spargerò in quei giorni il mio Spirito". (Gioele 2:28,32; Sofonia 3:9). 


Questa profezia si adempì la prima volta nel Primo secolo, allorché Dio versò il Suo Spirito sugli apostoli facendoli testimoniare in varie lingue a beneficio degli ebrei accorsi per la festa della Pentecoste. Tutti coloro che si pentirono dei loro peccati e si battezzarono nel nome di Gesù ricevettero a loro volta lo Spirito Santo (Atti 2:1-41). Questo corrisponde al "segno" della salvezza che l' "uomo vestito di lino" della profezia di Ezechiele avrebbe apposto sulla "fronte" degli "uomini che sospirano e gemono" a Gerusalemme (Ezechiele 9:2-4). Un adempimento maggiore di queste profezie si avrà proprio nel periodo di cui vi parlavo all'inizio. La Pentecoste del 2022, che si celebrerà il 5 e 6 giugno, sarà il momento culminante. 

L' "uomo vestito di lino", nell'adempimento moderno, corrisponde ai "due testimoni" dell'Apocalisse che completeranno la loro "testimonianza" a Gerusalemme e rappresenta i cristiani ebrei con la speranza del regno celeste che annunciano i giudizi di Dio contro l'infedele Israele (alias "Babilonia la grande") (Apocalisse 11:3). Nel Primo secolo i giorni seguenti alla Pentecoste furono contrassegnati da eventi straordinari a causa dei "prodigi" compiuti attraverso gli apostoli, come aveva profetizzato Gioele (Atti 2:43). Evidentemente anche i giorni immediatamente successivi alla Pentecoste del 2022 (la settimana seguente) saranno contraddistinti da avvenimenti altrettanto significativi a motivo dei "prodigi" che compiranno i "due testimoni" a completamento della loro opera (Apocalisse 11:5,6). Se andrete in Israele nell'autunno 2021, non è necessario che restiate fino alla primavera 2022. Ma coloro che saranno in zona nei giorni immediatamente precedenti al 5 giugno 2022 sono invitati a trattenersi per poter assistere a quell'evento speciale, come fecero gli apostoli alla dipartita terrena di Gesù (Atti 1:4,9).

Tutti i fedeli che si troveranno a Gerusalemme in quel periodo, o nel resto d'Israele, in adempimento delle profezie sul "ritorno" in patria, e che riceveranno il "segno" della salvezza (lo Spirito Santo) saranno "salvati" dai "nemici" che avanzeranno e dalla successiva distruzione di Gerusalemme. Gioele annuncia: "Chiunque invocherà il nome del Signore (YHWH) sarà salvato; poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto il Signore (YHWH), così pure fra i superstiti che il Signore (YHWH) chiamerà" (Gioele 2:32). 


sabato 30 maggio 2020

"Affrettate il saccheggio!" (Isaia 8:1)


Dall'articolo precedente abbiamo capito che, a un certo punto, dopo che avranno invaso Israele, i Palestinesi ("Filistei") e i paesi arabi loro alleati ("Assiri") subiranno una pesante sconfitta da parte della Turchia, consentendo agli "esuli" ebrei fedeli di tornare in patria. C'è un'altra profezia che fa luce su questi avvenimenti da un punto di vista diverso. Il profeta Isaia rivela che la "Siria" e "Samaria" saranno sconfitti dall' "Assiria". In genere l' "Assiria" profetica rappresenta i paesi arabi a nord di Gerusalemme ostili a Israele. In questo caso prefigura invece la Turchia che soggiogherà la "Siria" profetica, ovvero i paesi arabi a nord, e "Samaria", che corrisponde all'attuale Cisgiordania sotto il controllo dell'autorità palestinese. Quello che Dio comandò a Isaia si adempie sotto i nostri occhi. "Il Signore (YHWH) mi disse: 《Prendi una tavoletta grande e scrivici sopra in caratteri leggibili: "Affrettate il saccheggio! Presto, al bottino!"》(Isaia 8:1). Non solo. Di lì a poco la moglie del profeta partorì un figlio e Dio comandò: "Chiamalo "Affrettate il saccheggio. Presto al bottino"; poiché prima che il bambino sappia chiamare papà e mamma, le ricchezze di Damasco e il bottino di Samaria saranno portati davanti al re d'Assiria" (Isaia 8:3,4). 

Nel capitolo precedente questo "bambino" viene chiamato anche "Emmanuele", che letteralmente significa "Dio con noi". La profezia dice che "prima che il bambino sappia rigettare il male e scegliere il bene", il "nemico" invasore sarà "devastato". I periodi di tempo relativi al bambino ("prima che il bambino sappia chiamare papà e mamma" e "prima che il bambino sappia rigettare il male e scegliere il bene") si corrispondono, anche se descrivono caratteristiche diverse. Quand'è che un bambino inizia a chiamare consapevolmente i genitori? In genere non prima dei 12 mesi di vita, e più precisamente fra i 13 e i 18 mesi. Quand'è che un bambino inizia a sviluppare il senso morale? Gli studi indicano già a due anni. Quindi Dio dice che prima di due anni da ora, ma anche prima di 18 mesi, sia i Palestinesi che i paesi arabi invasori saranno sconfitti. Questo è in armonia con le altre profezie che abbiamo esaminato di recente, secondo le quali il "ritorno" degli "esuli" ebrei in patria inizierà nell'autunno 2021, ovvero fra circa 18 mesi. 

Ma non solo quei "nemici" saranno sbaragliati dalla Turchia. Il profeta rivela: "Passerà sopra Giuda, inonderà e passerà oltre; arriverà fino al collo, e le sue ali spiegate copriranno tutta la larghezza del tuo paese (Israele), o Emmanuele!". "Molti di loro inciamperanno, cadranno, saranno infranti, rimarranno nel laccio e saranno presi" (Isaia 8:8,15). Una profezia straordinariamente simile a quella di Daniele a proposito dell'avanzata del "re del settentrione": "Il re del settentrione gli piomberà addosso (al "re del mezzogiorno") come la tempesta, con carri e cavalieri e con molte navi; entrerà nei paesi invadendoli e passerà oltre". "I saggi tra il popolo ... saranno abbattuti, per un certo tempo, dalla spada e dal fuoco, dalla schiavitù e dal saccheggio...saranno travolti". "Alcuni cadranno" (Daniele 11:40,33,35). L'Apocalisse indica che sarà proprio questa potenza che ucciderà a Gerusalemme i "due testimoni", subito prima di iniziare il vero e proprio assedio della città, che culminerà con la sua distruzione. 

Ma chi rappresenta "Emmanuele" nei nostri giorni? Isaia dice che "mangerà panna e miele", simbolo di abbondanza materiale e benedizione spirituale, fino ai due anni circa. E sarà presente quando il "re del settentrione" invaderà in lungo e in largo il Paese. Ma è il profeta stesso che ne rivela indirettamente l'identità, allorché sfida le nazioni a muovere guerra contro il popolo di Dio, "perché Dio è con noi". "Emmanuele" perciò rappresenta quegli ebrei fedeli che godono dell'approvazione divina e che saranno protetti quando i "nemici" attaccheranno Israele. Siete anche voi fra questi? Allora fate vostra la determinazione del profeta: "Io aspetto il Signore (YHWH), che nasconde la sua faccia alla casa di Giabobbe; in lui ripongo la mia speranza" (Isaia 8:10,17). Sì, in questo preciso momento, Dio sta nascondendo, per così dire, la Sua faccia all'infedele Israele, in segno di disapprovazione. Ma se Gli resteremo fedeli fino al momento stabilito, potremo tornare in patria per assistere al Suo "ritorno". Una volta in patria, potremo dire: "Eccomi con i figli che il Signore (YHWH) mi ha dati; noi siamo dei segni e dei presagi in Israele da parte del Signore (YHWH) degli eserciti, che abita sul monte Sion" (Isaia 8:18). 

In base alle profezie l'Iddio d'Israele sta per tornare a Gerusalemme per accogliere gli "esuli" e giudicare tutte le nazioni. Il fatto che il profeta parli di "affrettare il saccheggio" non significa che incoraggi la Turchia a compiere le sue imprese militari, ma semplicemente che lo farà in tempi rapidi. Questo consentirà al popolo ebraico fedele di reagire prontamente al "segnale" che Dio lancerà. "In quel giorno suonerà una gran tromba; quelli che erano perduti nel paese d'Assiria e quelli che erano dispersi nel paese d'Egitto verranno e si prostreranno davanti al Signore (YHWH), sul monte santo, a Gerusalemme" (Isaia 27:13). Da nord e sud, da ogni direzione, gli "esuli" torneranno. Voi sarete fra loro, quando sarà il momento? L'Iddio d'Israele promette: "Essi seguiranno il Signore (YHWH), che ruggirà come un leone, poiché egli ruggirà, e i figli accorreranno in fretta dall'Occidente. Accorreranno in fretta dall'Egitto come uccelli, e dal paese d'Assiria come colombe; io li farò abitare nelle loro case》, dice il Signore (YHWH)" (Osea 11:10,11). 

Ricordate quando Noè e i suoi finirono di costruire l'arca e gli animali accorrevano per ripararsi all'interno? In modo simile già ora Dio, attraverso il più grande "Noè", Gesù Cristo, e i suoi "familiari", gli ebrei fedeli con la speranza celeste, ha costruito un' "arca" spirituale per la salvezza del Suo popolo. Quando Dio farà suonare la "tromba" e "ruggirà", verso l'autunno 2021, tutte le persone di origini ebraiche che vorranno ricevere la Sua protezione dovranno stabilirsi in Israele, almeno per qualche tempo. I "nemici" non potranno arrecare loro nessun danno permanente. Anche se qualcuno dovrà subire qualche disagio, anche la morte, saranno certamente protetti in senso fisico, ricevendo il necessario per vivere, e in senso spirituale, in quanto la loro fede incrollabile li prerserverà per la vita eterna. Assumerà per loro un significato speciale questo comando: "Va', o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione" (Isaia 26:20).


giovedì 21 maggio 2020

"Guai agli abitanti della regione costiera"! (Sofonia 2:5).


Tutti i "nemici" di Israele, che presto o tardi, parteciperanno alla sua devastazione, dovranno subire l'ira dell'Iddio Onnipotente! Per quanto riguarda i Palestinesi, chiamati "Filistei", Dio annuncia: "Guai agli abitanti della regione costiera"! "La parola del Signore (YHWH) è rivolta contro di te, o Canaan, paese dei Filistei: 《Io ti distruggerò al punto che non avrai più abitanti》" (Sofonia 2:5). Cosa faranno di tanto grave i Palestinesi, da meritare un giudizio così severo? Il profeta Isaia dichiara che, insieme ai "Siri da oriente", "i Filistei da occidente" "divoreranno Israele a bocca spalancata" (Isaia 9:11; Salmo 83:7). Anche i Palestinesi di Gaza fanno parte degli sciami di "insetti" famelici che invaderanno Israele per i prossimi due anni (Gioele 1:4). La crescente ostilità che si avverte da parte loro in questi giorni è una prova che anch'essi stanno partecipando all'adempimento della profezia. Per questo mediante il profeta Ezechiele l'Iddio d'Israele promette: "Poiché i Filistei si sono abbandonati alla vendetta e si sono crudelmente vendicati, con un cuore pieno di disprezzo, dandosi alla distruzione per odio antico, ... stenderò la mia mano contro i Filistei, sterminerò i Cheretei e distruggerò il rimanente della costa del mare; eseguirò su di loro grandi vendette, li riprenderò con furore, ed essi conosceranno che io sono il Signore (YHWH), quando avrò fatto sentire la mia vendetta"》(Ezechiele 25:15-17).

Ma in che modo avverrà questo e quando? Il profeta Zaccaria rivela che, in conseguenza della sconfitta che subirà "Tiro", le principali città dei "Filistei" saranno prese dal timore e cadranno a loro volta. Dio dice: "Annienterò l'orgoglio dei Filistei" (Zaccaria 9:4-7). Sappiamo che "Tiro" è un altro nome dell' "Assiria" profetica, ovvero dei paesi arabi a nord di Israele. Questi paesi pure parteciperanno all' "invasione" di Israele nei prossimi anni, ma poi saranno sconfitti dalla Turchia. Il profeta Geremia dice che la stessa "minaccia" proveniente "dal settentrione" che devasterà "Tiro" devasterà anche "tutti i Filistei". Isaia conferma che la punizione contro i "Filistei" verrà "dal nord". Saranno quindi gli stessi eserciti turchi che sconfiggeranno gli "Assiri" a sconfiggere anche i "Filistei", ovvero i Palestinesi di Gaza (Geremia 47:1-4; Isaia 14:31). 

Le profezie ci permettono di capire anche il periodo di tempo in cui accadrà. Subito dopo aver annunciato "guai" ai "Filistei", Sofonia dice: "La regione costiera non sarà altro che pascoli, rifugi per pastori e recinti per greggi. Essa sarà un territorio per il resto della casa di Giuda; là porteranno le bestie al pascolo ... perché il Signore (YHWH), loro Dio, li visiterà e li farà tornare dall'esilio" (Sofonia 2:6,7). E Isaia: "Egli (Dio) alzerà un vessillo verso le nazioni, raccoglierà gli esuli d'Israele e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro canti della terra". "Essi piomberanno a volo sulle spalle dei Filistei a occidente, insieme faranno razzia tra i figli dell'oriente; metteranno le mani addosso a Edom e a Moab, e i figli di Ammon saranno loro sudditi" (Isaia 11:12,14). Il profeta Abdia aggiunge: "Sul monte Sion ci saranno degli scampati ed esso sarà santo; e la casa di Giabobbe posssederà ciò che le appartiene". "Quelli della regione meridionale possederanno il monte di Esaù; quelli della pianura possederanno il paese dei Filistei, il territorio di Efraim e quello di Samaria; e Beniamino possederà Galaad. I deportati di questo esercito, i figli d'Israele,  possederanno il paese dei Cananei" (Abdia 17-20). 

Dunque la "sconfitta" dei "Filistei" è messa in relazione con il "ritorno" degli "esuli" ebrei fedeli, che erediteranno il territorio dove attualmente abitano loro e gli altri "nemici" confinanti della Giordania ("Edom", "Moab", "Ammon" o "monte di Esaù). Anche la Palestina, o "Filistea" (l'antica "Canaan"), ovvero i territori occupati dai Palestinesi, fa parte della "terra promessa" ai patriarchi ebrei. L'Iddio Onnipotente promise ad Abraamo: "A te e alla tua discendenza dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perenne" (Genesi 17:8). La stessa promessa fu fatta a Isacco e Giacobbe (Esodo 6:3,4). 

Questo però non giustifica gli atti di oppressione e violenza compiuti dallo stato ebraico contro i Palestinesi. Non è ancora giunto il momento stabilito da Dio per affidare agli ebrei i loro territori e certamente qualsiasi sopruso contro i "nemici" di Israele è condannato dall'Iddio dell'amore e della pace. Attraverso Isaia Dio dice che questi "sono pieni di pratiche divinatorie, praticano le arti occulte come i Filistei" (Isaia 2:6). A cosa si riferisce il profeta? Il Salmo spiega profeticamente che gli ebrei infedeli "sacrificarono i propri figli e le proprie figlie ai demòni, e sparsero il sangue innocente, il sangue dei propri figli e delle proprie figlie, che sacrificarono agli idoli di Canaan" (Salmo 106:37,38). In altre parole, spargendo il "sangue innocente" dei "propri" figli, li avrebbero sacrificati "agli idoli di Canaan", cioè "ai demòni". In questo senso avrebbero perciò partecipato alle "pratiche divinatorie", o "arti occulte", dei "Filistei", mettendosi sotto il controllo degli spiriti malvagi. Quanti ragazzi e ragazze israeliani sono stati sacrificati nei conflitti con i Palestinesi?! Quanto "sangue innocente" è stato sparso, e non certo in onore di Dio! Gli ebrei infedeli che si rendono colpevoli di questi peccati diabolici dovranno renderne conto a Lui!

Il momento in cui gli ebrei occuperanno legittimamente la "terra promessa" arriverà solo dopo che gli "Assiri" e gli altri "nemici" d'Israele, tra cui i Palestinesi, verso l'autunno 2021, riceveranno una pesante sconfitta, consentendo ai fedeli di tutto il mondo di tornare in patria. Non solo a Gerusalemme e dintorni, ma anche nel resto d'Israele e della Palestina. Quando gli ebrei uscirono sani e salvi dal Mar Rosso, levarono a Dio un canto profetico, che prevedeva, fra l'altro, proprio questo "ritorno" in patria. "Tu hai condotto con la tua bontà il popolo che hai riscattato; l'hai guidato con la tua potenza alla tua santa dimora. I popoli lo hanno udito e tremano. L'angoscia ha colto gli abitanti della Filistia. Già sono smarriti i capi di Edom, il tremito prende i potenti di Moab, tutti gli abitanti di Canaan vengono meno. Spavento e terrore piomberà su di loro. Per la forza del tuo braccio diventeranno muti come una pietra, finché il tuo popolo, o Signore (YHWH), sia passato, finché sia passato il popolo che ti sei acquistato. Tu li introdurrai e li pianterai sul monte che ti appartiene, nel luogo che hai preparato, o Signore (YHWH), per tua dimora, nel santuario che le tue mani, o Signore (YHWH), hanno stabilito" (Esodo 15:13-17). 

Dio promette che, quando il Suo popolo ebraico fedele tornerà in patria, i "nemici" all'intorno resteranno "muti", senza reagire e pieni di timore, finché tutti gli "esuli" non avranno raggiunto il "monte santo", il monte Sion, dal quale Dio emanerà le Sue "leggi". Non avranno bisogno di combattere perché Dio stesso combatterà per loro. Si avvereranno allora queste parole: "Dio ha parlato nel suo santuario:《Io trionferò, dividerò Sichem e misurerò la valle di Succot. Mio è Galaad, mio è Manasse, Efraim è l'elmo del mio capo, Giuda è il mio scettro. Moab è il catino dove mi lavo; sopra Edom getterò il mio sandalo; sulla Filistia proromperò in grida di trionfo》" (Salmo 108:7-9). Durante la "tregua" annunciata, fra l'autunno 2021 e la primavera 2022, l'Iddio d'Israele sarà presente "nel suo santuario", sul monte Sion, a Gerusalemme, per distribuire la "terra promessa" agli "esuli" che torneranno. 

Che dire di voi? Se abitate in Palestina, ovvero nei territori occupati dai Palestinesi, non vi unite agli altri "nemici" che attaccheranno Israele! Fate la pace con tutti e non la guerra. Se metterete da parte l' "orgoglio", potrete unirvi a suo tempo con gli ebrei fedeli e adorare l'unico vero Dio, il Creatore dell'universo, nella "terra promessa" ai loro antenati. L'Iddio d'Israele promette che la "verga" che colpiva la "Filistia" sarà "spezzata", evidentemente nel senso che il "nemico" che la sconfiggerà, ovvero la Turchia, non la distruggerà del tutto, permettendo ai Palestinesi sinceri di sopravvivere. "I più poveri avranno di che pascersi e i bisognosi riposeranno al sicuro" (Isaia 14:29,30). E non vi fidate di chi vi promette tutto il suo sostegno, solo per i suoi scopi, perché alla fine vi si rivolterà contro! 

Se abitate in Israele, smettete di sostenere politicamente lo stato sionista che opprime i vostri vicini Palestinesi! Imitate l'esempio del vostro Dio, tendendo loro una mano e aiutandoli ad ottenere la Sua approvazione. Se potete, finché siete ancora in tempo, allontanatevi dal Paese che subirà l'invasione predetta nei prossimi anni. Se Dio vorrà, potrete tornare in seguito nelle vostre case insieme al "resto" dell'Israele fedele. Imparate dal giudizio di Dio contro i vostri "nemici" ad accettare la Sua correzione per la vostra salvezza! Egli stesso annuncia: 《Io ho sterminato delle nazioni, le loro torri sono distrutte; ho rovinato le loro strade, al punto che non vi passa più nessuno; le loro città sono distrutte, al punto che non c'è più nessuno, nessun abitante. Io dicevo: "Se almeno tu volessi temermi, accettare la correzione! La tua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutto ciò che ho riservato per te". Perciò aspettami》, dice il Signore (YHWH), 《per il giorno che mi alzerò per il bottino; perché ho decretato di radunare le nazioni, di riunire i regni, per versare su di loro la mia indignazione, tutto l'ardore della mia ira. Poiché tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia》(Sofonia 3:6-8).


domenica 17 maggio 2020

Abitanti d'Israele, sottomettetevi al "rasoio" di Dio!


Il profeta Isaia descrive come sarà l' "invasione" predetta contro l'infedele Israele, nella quale "il re d'Assiria" avrà un ruolo di primo piano. "In quei giorni il Signore (YHWH) fischierà alle mosche che sono all'estremità dei fiumi d'Egitto e alle api che sono nel paese d'Assiria. Esse verranno e si poseranno tutte nelle valli deserte, nelle fessure delle rocce, su tutti i cespugli e su tutti i pascoli" (Isaia 7:17-19). Dalla parallela profezia di Gioele comprendiamo che tali sciami di insetti famelici si riferiscono ai "nemici" di Israele. Quando sono contrapposte, le espressioni "Egitto" e "Assiria" indicano rispettivamente il "re del mezzogiorno", ovvero Stati Uniti e alleati occidentali, e il "re del settentrione", cioè tutti i paesi a nord "ostili" a Israele. Isaia specifica che all' "invasione" parteciperanno non solo esponenti del "re del settentrione", in primis gli "Assiri", ovvero i paesi arabi a nord di Gerusalemme, ma anche oppositori provenienti dai paesi occidentali! Nonostante Israele sembri godere del benestare di potenti nazioni a sud, queste non potranno niente contro i suoi "nemici", e anzi alcuni di esse ne prenderanno parte! Ecco perché il profeta annuncia "guai" per i "figli ribelli" d'Israele 'che vanno in Egitto senza averlo consultato', "per rifugiarsi sotto la protezione di faraone e cercare riparo all'ombra dell'Egitto!". E poi li avverte: "La protezione del faraone vi tornerà a confusione e il riparo all'ombra dell'Egitto a vergogna" (Isaia 30:1-3). 

Poi Isaia descrive metaforicamente ciò che accadrà: "In quel giorno il Signore (YHWH), con un rasoio preso a noleggio di là dal fiume, cioè con il re d'Assiria, raderà la testa, i peli dei piedi e porterà via anche la barba" (Isaia 7:20). La profezia stessa rivela che il "rasoio" rappresenta "il re d'Assiria". Una parallela profezia di Ezechiele fa luce sul significato della metafora. In un'occasione Dio disse a Ezechiele di prendere "un rasoio da barbiere", di radersi la testa e la barba e di conservare i peli. Avrebbe dovuto bruciare "un terzo" dei peli, un altro "terzo" colpirlo con la spada e l'ultimo "terzo" disperderlo al vento. Infine Dio stesso ne spiega l'adempimento, rivolgendosi all'infedele Israele: "Eccomi, vengo io da te! Eseguirò in mezzo a te i miei giudizi in presenza delle nazioni". "Una terza parte di te morirà di peste e sarà consumata dalla fame in mezzo a te; una terza parte cadrà per la spada attorno a te, e ne disperderò a tutti i venti l'altra terza parte e sguainerò contro di essa la spada". 

Ricordate però che, in tutto questo, l' "Assiria" avrà un ruolo principale. È lei il "rasoio" attraverso cui l'Iddio d'Israele 'raderà' l'infedele Israele, riversando su di essa la Sua ira attraverso "la spada", "i letali dardi della fame", le "bestie feroci" e "la peste" (Ezechiele 5). Ma come, potrebbe chiedere qualcuno, non è già abbastanza quello che sta passando Israele, con l'epidemia in atto, la crisi economica dietro l'angolo, e gli scontri armati con i "nemici" di sempre?! Anche l'Apocalisse aveva predetto questi "guai" e una buona parte di essi avrebbe iniziato a manifestarsi subito dopo l'ingresso del "cavallo bianco" e del suo "cavaliere" (Apocalisse 6:1). Sappiamo che questo "cavaliere" è Gesù Cristo che il 4 aprile 2019 ha iniziato la sua "cavalcata" come re vittorioso, benché ancora invisibile. La profezia annuncia poi la "cavalcata" di un "cavallo rosso" con il suo "cavaliere" armato che avrebbe tolto "la pace dalla terra" (Apocalisse 6:4). Una chiara allusione alle guerre che sconvolgono il mondo, tanto più ora che le nazioni si preparano alla terza guerra mondiale. Segue un "cavallo nero" che porta una grave crisi economica (Apocalisse 6:5,6). Gesù stesso aveva profetizzato queste "calamità" in concomitanza con la sua "presenza" regale. Disse: "Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre". "Poiché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi". Però avvertì: "tutto questo non sarà che il principio di dolori" (Matteo 24:6-8). 

È vero, la "grande tribolazione" è iniziata quando Gesù ha iniziato a regnare, cioè il 4 aprile 2019, e durerà sette anni letterali complessivamente, ma i suoi effetti più pesanti non si sono ancora fatti sentire. Quello che stiamo vivendo è "il principio di dolori". La "cavalvalcata" del quarto "cavallo", quello "giallastro", e del suo "cavaliere", la "Morte", darà un impulso ai "guai" già annunciati, sopratutto per quanto riguarda l'infedele Israele e i suoi alleati. "Fu dato loro potere ... per uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra" (Apocalisse 6:8). Da altre profezie infatti sappiamo che questo "cavallo" rappresenta l' "Assiria", chiamata anche "Babilonia" e "Caldei". Il profeta Abacuc ne descrive la "cavalcata", dicendo che è una "nazione crudele e impetuosa, che percorre tutta la terra per impadronirsi di dimore che non sono sue". Aggiunge che "i suoi cavalli sono più veloci dei leopardi, più agili dei lupi della sera". "Tutta quella gente viene per darsi alla violenza". "Si fanno beffe dei re, i principi sono per loro oggetto di scherno" (Abacuc1:6,8-10). 

Anche gli esponenti politici di Israele, che si oppongono al celeste regno di Dio, chiamati collettivamente "il principe che è in Gerusalemme", subiranno il suo terribile potere. Dio dice: "Io stenderò su di lui la mia rete, egli sarà preso nel mio laccio; lo deporterò a Babilonia, nella terra dei Caldei, ma egli non la vedrà, e laggiù morrà" (Ezechiele 12:10,13). Come ho spiegato nell'articolo precedente, questo "principe" non tornerà più in patria come gli altri "esuli" pentiti. La buona notizia è questa. Quando gli "Assiri", o "Caldei", invaderanno Israele, tutti coloro che non opporranno resistenza armata saranno risparmiati. Attraverso Geremia Dio comanda: "Piegate il collo sotto il giogo del re di Babilonia (alias "Caldei"), sottomettevi a lui e al suo popolo, e vivrete" (Geremia 27:12). Certo, sarà doloroso sottomettersi al "nemico" che avanza. Sarebbe meglio sfuggirgli allontanandosi da Israele prima che quel "cavallo" funesto faccia il suo ingresso! Ma, se proprio non fosse possibile fuggire altrove, meglio arrendersi e aver salva la vita che combatterlo rischiando di morire. Non vi pare? 

La metafora del "rasoio da barbiere" può aiutarci a capirlo. Avete mai provato a farvi una barba già molto cresciuta o a depilarvi senza spalmarvi prima di sapone? Se i peli sono più duri e fanno maggiore resistenza al rasoio, proverete più dolore. Meglio rasarsi evitando qualsiasi attrito superfluo. La stessa cosa avverrà durante l' "invasione assira". Quelli che si sottometteranno al "rasoio" senza opporre inutile "resistenza" soffriranno di meno. Dio promette: "Lascerò di loro (degli abitanti d'Israele) alcuni pochi uomini scampati dalla spada, dalla fame e dalla peste, affinché raccontino tutte le loro abominazioni fra le nazioni dove saranno giunti; conosceranno che io sono il Signore (YHWH)" (Geremia 12:16). In seguito, fra l'autunno 2021 e la primavera 2022, tutti gli "esuli" ebrei che si saranno riavvicinati al loro Dio torneranno in patria. Mentre il resto del paese giacerà in rovina, e "non sarà che rovi e pruni", il territorio abitato dagli "esuli" fedeli sarà benedetto da Dio. "In quel giorno avverrà che uno nutrirà una giovenca e due pecore, ed esse daranno tale abbondanza di latte, che egli mangerà panna; poiché panna e miele mangerà chiunque sarà rimasto superstite nel paese" (Isaia 7:21-24). Ma il giudizio di Dio sull'infedele Israele non servirà soltanto a far tornare a Lui gli ultimi ebrei sinceri. Quando le nazioni circostanti assisteranno alla sua "desolazione" servirà per loro "di ammonimento" (Ezechiele 5:14,15). 

Cosa impariamo da queste profezie? Se abitate in Israele, sappiate che anche i vostri "alleati" occidentali potrebbero diventare vostri "nemici"! Non confidate negli uomini, per quanto potenti, ma solo nell'Iddio d'Israele. Ricordate che il "rasoio" che arriverà presto non vi lascerà indifferenti. Se potete, allontanatevi subito dal Paese e tornate al vostro Dio. Se vi troverete ad assistere al suo arrivo, sottoponetevi umilmente al "rasoio" e non impugnate le armi per combatterlo. Se vivete nelle nazioni circostanti a Israele, vi serva di ammonimento. Non vi mettete contro l'Iddio Onnipotente se non volete subire la Sua ira! Non vi unite agli altri che invaderanno Israele. Altrimenti dovreste fare i conti con Dio! E noi tutti che viviamo siamo avvertiti che verranno tempi peggiori. Non è un modo di dire o una frase fatta. È Dio che lo dice e presto diventerà realtà, allorché, nei prossimi due anni, il "cavallo giallastro" farà la sua temibile "cavalcata". Siate decisi a ricevere protezione restando nell' "arca" spirituale di Dio. Continuiamo a seguire la "luce" che Dio provvederà al Suo "popolo" nei tempi più bui che verranno!

"Ascolta la parola del Signore (YHWH), re di Giuda"! (Geremia 22:2)


Non tutti coloro che, in seguito all' "invasione" straniera, saranno costretti ad allontanarsi da Israele vi torneranno quando scatterà la "tregua" annunciata. L'Iddio d'Israele raccomanda infatti di non piangere per le vittime, bensì "per colui che se ne va, perché non tornerà più e non vedrà più il suo paese natio". Di chi sta parlando? Dal contesto si comprende che ci si riferisce ai "re di Giuda" infedeli, o esponenti politici d'Israele, la cui sede di governo è a Gerusalemme, che anticamente faceva parte della tribù di Giuda. Viceversa i "re di Giuda" fedeli continueranno a regnare a Gerusalemme. 

Ecco l'avvertimento: "Ascolta la parola del Signore (YHWH), o re di Giuda, che siedi sul trono di Davide: tu, i tuoi servitori e il tuo popolo, che entrate per queste porte! Così parla il Signore (YHWH): 'Esercitate il diritto e la giustizia; liberate dalla mano dell'oppressore colui al quale è tolto il suo; non fate torto né violenza allo straniero, all'orfano e alla vedova; non spargete sangue innocente in questo luogo. Infatti, se metterete realmente in pratica questa parola, dei re a cui appartiene il trono di Davide entreranno per le porte di questa casa su carri e su cavalli: entreranno essi, i loro servitori e il loro popolo. Ma se non date ascolto a queste parole, io giuro per me stesso', dice il Signore (YHWH), 'che questa casa andrà in rovina'" (Geremia 22:10,2-5). 

Voi che state governando, per cosi dire, sul "trono di Davide", avete una grossa responsabilità! Se individualmente vi comporterete secondo la "legge" di Dio, potrete essere fra gli "eletti" che governeranno con la Sua approvazione nella Gerusalemme "restaurata". Ma se vi comportate contrariamente alle leggi del vostro Dio, "fate violenza allo straniero" e "spargete sangue innocente", la vostra "casa", o discendenza, non conserverà il potere! Cosa sta facendo lo stato ebraico che pretendete di rappresentare? Ha riconosciuto l'unico governante che attualmente ha il diritto di "sedere" sul "trono di Davide", ovvero il Messia, Gesù, o si affanna inutilmente a prolungare un potere che non gli compete più? Ha smesso di usare "violenza" contro gli "stranieri" e di "spargere sangue" o è impegnato più che mai ad estendere il proprio dominio oltre i confini nazionali sfruttando le popolazioni limitrofe e ingaggiando vere e proprie battaglie contro i "nemici" confinanti? 

È chiaro che lo stato ebraico è venuto meno alla "missione" che avrebbe dovuto svolgere e si è schierato apertamente contro l'Iddio Onnipotente! A tutti gli effetti fa parte di "Babilonia la grande" dell'Apocalisse che sta per ricevere la "giusta retribuzione" per le sue "malefatte". Ma che dire di ciascuno di voi? Dio vi dà l'opportunità di scegliere da che parte stare, se dalla parte del Suo regno celeste e del Suo legittimo "re", o dalla parte di "Babilonia la grande", in opposizione a Dio. Parlando al "re di Giuda" infedele, il profeta dice: "Io ti darò nelle mani di quelli che cercano la tua vita, nelle mani di quelli dei quali ha paura ... nelle mani dei Caldei". Quando i "Caldei", ovvero i "nemici" provenienti dai paesi arabi a nord di Gerusalemme, invaderanno completamente il Paese nei prossimi due anni, non risparmieranno nemmeno i governanti infedeli. 

Ma anche la popolazione, ovvero gli abitanti d'Israele, deve sapere che costoro non torneranno più.  "O paese, o paese, o paese, ascolta la parola del Signore (YHWH)! Così parla il Signore (YHWH): 《Iscrivete quest'uomo come privo di figli, come un uomo che non prospererà durante i suoi giorni; perché nessuno della sua discendenza giungerà a sedersi  sul trono di Davide e a regnare ancora su Giuda》" (Geremia 22:25,29,30). 

"Re di Giuda" e abitanti d'Israele, prestate attenzione all'avvertimento! Non sostenete più politicamente lo stato ebraico, ma sortomettetevi al "re" che sta regnando invisibilmente da Gerusalemme e presto tornerà per la resa dei conti. A proposito degli abitanti d'Israele fedeli e dei governanti che faranno la scelta giusta, Dio promette: "In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme abiterà al sicuro". "Poiché  così parla il Signore (YHWH): 《 Non verrà meno a Davide chi sieda sul trono della casa d'Israele 》" (Geremia 33:16,17).


venerdì 15 maggio 2020

"Oracolo contro Babilonia"! (Isaia 13:1)


Nell'adempimento profetico moderno l'espressione "Babilonia" ha un duplice significato. Se da una parte indica l'infedele Israele, dall'altra rappresenta le popolazioni arabe a nord di Gerusalemme "ostili" a Israele, chiamate anche "Caldei" e "Assiri". In ogni caso tutto ciò che racchiude quell'espressione subirà presto l'ira dell'Iddio Onnipotente! Il profeta Isaia annuncia l' "oracolo contro Babilonia". "Si ode sui monti un rumore di gente, come quello di un popolo immenso; il rumore di un tumulto di regni, di nazioni radunate". "Urlate, poiché il giorno del Signore (YHWH) è vicino; esso viene come una devastazione dell'Onnipotente" (Isaia 13:1,4,6). Il profeta Gioele usa espressioni molto simili per annunciare la punizione dell'infedele Israele, e in particolare la distruzione di Gerusalemme: "Un popolo forte e innumerevole è salito contro il mio paese"."Poiché il giorno del Signore (YHWH) è vicino e verrà come una devastazione mandata dall'Onnipotente" (Gioele 1:6,15). Qui Isaia si sta perciò riferendo profeticamente alla stessa cosa. Più avanti fornisce altri particolari. "Una visione terribile mi è stata data: il perfido agisce con perfidia, il devastatore devasta" (Isaia 21:2). Da altre profezie sappiamo che il "perfido" si riferisce principalmente ai "Caldei" già menzionati prima che, nel prossimi due anni, guideranno l' "invasione" del Paese, mentre il "devastatore" è la Turchia, che alla fine distruggerà Gerusalemme. 

D'altra parte Isaia parla anche della "Babilonia", o "figlia dei Caldei", che avrebbe punito il "popolo" ebraico di Dio, ma che in seguito avrebbe subito la sua stessa sorte. "Siediti in silenzio e va' nelle tenebre, figlia dei Caldei". "Io mi adirai contro il mio popolo, profanai la mia eredità e li diedi in mano tua; tu non avesti alcuna pietà" (Isaia 47:1,5,6). 

Anche il profeta Geremia usa l'espressione "Babilonia" con questo duplice significato. "Ecco la parola che il Signore (YHWH) pronunciò riguardo a Babilonia, riguardo al paese dei Caldei". "Dal settentrione marcia contro di lei una nazione che ne ridurrà il paese in un deserto". "In quei giorni, in quel tempo" "i figli d'Israele e i figli di Giuda torneranno insieme; cammineranno piangendo, cercheranno il Signore (YHWH), il loro Dio" (Geremia 50:1-4). La devastazione dell'infedele Israele, alias "Babilonia", indurrà alcuni ebrei sinceri a tornare a Dio. Allo stesso modo la sconfitta che subirà "il paese dei Caldei" fra circa un anno e mezzo consentirà agli "esuli" ebrei da tutto il mondo di tornare in patria a partire dall'autunno 2021. Anche l'invito che viene dato ha un significato doppio: "Fuggite di mezzo a Babilonia, uscite dal paese dei Caldei!" (Geremia 50:8). Sì, chi ancora può si allontani al più presto da "Babilonia", l'infedele Israele, e fugga lontano dai "Caldei" che avanzano! 

Il motivo è presto detto: "Sterminate da Babilonia colui che semina e colui che maneggia la falce al tempo della mietitura. Per scampare dalla spada micidiale ritorni ciascuno al suo popolo, fugga ciascuno verso il proprio paese!" (Geremia 50:16). Le espressioni "semina" e "mietitura" rimandano evidentemente a stagioni diverse e ci ricordano da vicino le parole del profeta Gioele sull'invasione di insetti famelici durante stagioni diverse, dalla primavera all'autunno. Possiamo concludere che Geremia si riferisca allo stesso periodo di tempo, che è appena iniziato e si concluderà l'autunno del prossimo anno. Al danno economico provocato dall' "invasione" annunciata da Gioele si aggiungerà la "spada", ovvero l'intervento militare, predetto da Geremia. Ancora una volta l'invito è chiaro. "Per scampare alla spada micidiale" è necessario che ciascuno si allontani da Israele "verso il proprio paese". L'appello è rivolto a persone che sono in Israele "di passaggio", in quanto originari di altri paesi. La cosa migliore per loro sarebbe tornare al loro paese di origine. 

Più avanti il profeta ribadisce il concetto. "Fuggite di mezzo a Babilonia, salvi ognuno la sua vita, guardate di non perire per l'iniquità di lei!". Qualcuno cercherà di risollevare le tristi condizioni in cui versa il Paese. Ma equivale a cercare di salvare una nave che sta affondando! È perfettamente inutile e perfino rischioso. Meglio pensare alla propria vita e mettersi in salvo! "Noi abbiamo voluto guarire Babilonia, ma essa non è guarita; abbandonatela e andiamocene ognuno al proprio paese, poiché la sua punizione arriva fino al cielo". A dispetto degli annunci altisonanti, "Babilonia" sta già pagando per i propri "peccati". La pandemia che colpisce gli ebrei infedeli, l'instabilità politica e la crisi economica che si affaccia all'orizzonte ne sono i primi effetti. "Poiché il Signore (YHWH) ha preso una decisione e già mette in pratica ciò che ha detto contro gli abitanti di Babilonia". E presto sarà ancora più evidente. "Il Signore (YHWH) degli eserciti l'ha giurato per sé stesso: 《Sì, certo, io ti riempirò di uomini come di locuste ed essi alzeranno contro di te grida di trionfo》" (Geremia 51:14). Per usare le parole di Gioele, già ora, in primavera, il "bruco" ha iniziato a consumare le "risorse" economiche di Israele; presto sciami di "locuste" invaderanno il paese e divoreranno ciò che sarà stato lasciato dagli "invasori" precedenti. Di nuovo l'invito: "O popolo mio, uscite di mezzo a lei, salvi ciascuno la sua vita davanti all'ardente ira del Signore (YHWH)!". 

I prossimi tre anni saranno decisivi per la storia d'Israele. Dapprima i "Caldei" e i loro alleati invaderanno il Paese, poi gli eserciti turchi condurranno le nazioni verso la battaglia finale. Siamo avvertiti: "Il vostro cuore non si avvilisca, non vi spaventate delle voci che si udranno nel paese, poiché un anno correrà una voce e l'anno seguente correrà un'altra voce; ci sarà nel paese violenza, dominatore contro dominatore". Se fuggirete subito, potrete scampare alla "spada". Ma non vi dimenticate del vostro Dio e della città che dovrà essere ricostruita. "O voi che siete scampati dalla spada, partite, non vi fermate, ricordatevi, mentre siete lontano, del Signore (YHWH), e Gerusalemme vi ritorni in cuore!" (Geremia 51:45,46,50).

D'altra parte anche Geremia annuncia la punizione di Dio contro l'altra "Babilonia" che avrebbe insidiato Israele e le altre nazioni. "Io renderò a Babilonia e a tutti gli abitanti della Caldea tutto il male che hanno fatto a Sion". Alla fine il "devastatore" che distruggerà Gerusalemme devasterà anche questa "Babilonia". "Giunge da Babilonia un grido, la notizia di un gran disastro dalla terra dei Caldei". "Poiché il devastatore piomba su di lei, su Babilonia" (Geremia 51:20-24,54-56).

Come dovreste reagire alla luce di queste profezie? Se vivete in Israele, non pensate che l'unica "Babilonia" che subirà l'ira di Dio siano i vostri "nemici"! L'infedele Israele è essa stessa una "Babilonia". Fareste meglio ad allontanarvi dal Paese, invece di perdervi in chiacchiere. Se non siete originari del posto, approfittate della maggiore "libertà" di movimento di cui potreste godere per tornarvene al più presto al vostro paese! 

Se invece vivete in una delle nazioni che corrispondono all'altra "Babilonia", e siete fra i "Caldei", non pensate di godere dell'approvazione dell'Iddio Onnipotente se attaccate Israele! È vero che lo permetterà, ma se lo faceste, vi riterrebbe personalmente responsabili e dovreste anche voi subire la Sua ira. Sarebbe molto meglio per voi riconoscere la supremazia dell'Iddio d'Israele e trattenervi dall'attaccare il Suo "popolo" ebraico. Aiutate piuttosto gli ebrei sinceri e gli altri abitanti d'Israele a sfuggire all'ira del loro Dio. Se potete, aiutateli ad allontanarsi dal loro paese e difendeteli se qualcuno desse loro la caccia, come fece Raab, una non ebrea, che protesse due "esploratori" ebrei dai loro "nemici". In seguito,  quando la città in cui abitava andò distrutta, lei e la sua famiglia furono salvati per la protezione offerta (Giosuè 2; 6:22,23). Anche voi potrete sfuggire all'ira di Dio, quando la "Babilonia" in cui vivete sarà distrutta, se offrirete l'aiuto necessario ai vostri "vicini" ebrei in fuga. 

La punizione di "Babilonia" significherà in tutti i sensi grandi benedizioni per persone di origini ebraiche fedeli da tutto il mondo e per i loro sostenitori. "Il Signore (YHWH) infatti avrà pietà di Giacobbe, sceglierà ancora Israele e li ristabilirà sul loro suolo; lo straniero si unirà ad essi e si stringerà alla casa di Giacobbe" (Isaia 14:1). "Molti popoli e nazioni potenti verranno a cercare il Signore (YHWH) degli eserciti a Gerusalemme e a implorare il favore del Signore (YHWH)". "In quei giorni avverrà che dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni piglieranno un Giudeo per il lembo della veste e diranno: 'Noi verremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi'"" (Zaccaria 8:22,23).