lunedì 27 luglio 2020

"Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore (YHWH), del suo Dio" (Geremia 7:28)


Anche se un "rimanente" sarà salvato, la nazione d'Israele, la stragrande maggioranza dei suoi abitanti, si ostina a non prestare attenzione alla Parola dell'Iddio Onnipotente! "Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore (YHWH), del suo Dio, e che non vuole accettare correzione; la fedeltà è perita, è venuta meno dalla loro bocca" (Geremia 7:28). Per questo la punizione di Dio non tarderà ad arrivare. "Perciò così parla il Signore, Dio (YHWH): 《Ecco, la mia ira, il mio furore, si riversa su questo luogo, sugli uomini e sulle bestie, sugli alberi della campagna e sui frutti della terra; essa consumerà ogni cosa e non si estinguerà》" (Geremia 7:20). L'ira di Dio si sta già riversando sull'infedele Israele. L'instabilità politica, il dilagare della pandemia, e l'accresciuta ostilità da parte dei suoi "nemici" storici, e non solo, sono tutti "segni" della disapprovazione divina. Presto i "nemici" invaderanno il paese anche militarmente. Sarà una "crisi" ad ogni livello, dal punto di vista economico, sociale e perfino esistenziale. 

Non vedete già adempiersi in Israele queste parole? "Farò cessare nelle città di Giuda e per le strade di Gerusalemme il grido di gioia e il grido di esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, perché il paese sarà una desolazione". La pandemia ha fatto ripiombare il paese in un clima di austerità e terrore. Il lockdown sta isolando i centri abitati. "Le città della regione meridionale sono chiuse, non c'è più chi le apra". Tra breve quindi si adempiranno queste ulteriori parole: "Tutto Giuda è deportato, è condotto in esilio tutto quanto" (Geremia 7:34; 13:19). Per mano di chi avverrà questo? "Alzate gli occhi, guardate quelli che vengono dal settentrione". Non solo la profezia rivela che l'invasione nemica verrà da "settentrione", ovvero dai paesi arabi a nord, ma indica pure da quale territorio partirà l'offensiva. "Si ode da Dan lo sbuffare dei suoi cavalli; al rumore del nitrito dei suoi destrieri trema tutto il paese; poiché vengono, divorano il paese e tutto ciò che contiene, la città e i suoi abitanti" (Geremia 13:19; 8:16). L'antica città israelita di Dan si trova ora sotto la giurisdizione libanese. È da lì che "si ode" arrivare la minaccia! Ragion per cui "tutto il paese" trema, e a ragione. Il Libano, l'Iran e gli altri paesi confinanti costituiscono l' "Assiro", o il "Caldeo", che, in seguito all'avanzata palestinese, devasteranno Israele come insetti famelici (Abacuc 1:6-10; Gioele 1:4). 

Per quale ragione la nazione subirà questo destino? Per lo stesso motivo per cui l'Iddio d'Israele punì i loro antenati ribelli. "Questo comandai loro: 《Ascoltate la mia voce; sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie che io vi prescrivo affinché siate felici 》. Ma essi non ascoltarono, non prestarono orecchio, ma camminarono seguendo i consigli e la caparbietà del loro cuore malvagio, e invece di andare avanti si sono voltati indietro. Dal giorno che i vostri padri uscirono dal paese d'Egitto fino a oggi, io vi ho mandato tutti i miei servi, i profeti, ve li ho mandati ogni giorno, fin dal mattino. Ma essi non mi hanno ascoltato, non hanno prestato orecchio; hanno irrigidito il collo, si sono comportati peggio dei loro padri" (Geremia 7:23-27). E voi che avete origini ebraiche e magari vivete in Israele, come state reagendo agli avvertimenti di Dio? Vi rifiutate di ascoltare e di piegare, per così dire, il collo in segno di sottomissione alla volontà del vostro Dio? Ricordate che "il Signore (YHWH) rigetta e abbandona la generazione che è divenuta oggetto della sua ira" (Geremia 7:29). 

Alla fine anche Gerusalemme, il "fiore all'occhiello" della nazione, sarà distrutta. Dio promette: "Io ridurrò Gerusalemme in un mucchio di macerie, in un covo di sciacalli". Attraverso una "parabola" interpretata dal profeta Geremia l'Iddio Onnipotente rivela da dove partirà la devastazione definitiva. Disse a Geremia di nascondere una "cintura" "nella fessura di una roccia" "verso l'Eufrate". Dopo molto tempo "la cintura era marcita, non era più buona a nulla". Poi Dio chiarì egli stesso la "morale": "In questo modo io distruggerò l'orgoglio di Giuda e il grande orgoglio di Gerusalemme" (Geremia 13:1-9). Da alcune profezie parallele sappiamo che sarà la Turchia a sferrare l'attacco decisivo al cuore di Israele, la nazione dal cui territorio ha origine il fiume Eufrate. Geremia ci conferma che la "rovina" dell'orgogliosa Israele inizierà "verso l'Eufrate". 

Cosa dovreste fare invece per essere salvati? Anziché vantarvi dei vostri meriti e successi personali, date gloria a Dio e ricercate la Sua approvazione. "Così parla il Signore (YHWH): 《Il saggio non si glori della sua saggezza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza; ma chi si gloria si glori in questo: che ha intelligenza e conosce me》" (Geremia 9:23,24). Ascoltate la "voce" di Dio mentre vi parla. Correggete la vostra condotta e tornate al vostro Dio! Se siete in Israele, cercate di allontanarvi momentaneamente dal paese, prima che l'offensiva nemica vi colga di sorpresa! E quando sarà il momento di tornare in patria (fra l'autunno 2021 e la primavera 2022), affrettatevi a tornare. L'Iddio Onnipotente sarà spiritualmente "presente" a Gerusalemme e salverà i Suoi veri adoratori. "Chiunque invocherà il nome del Signore (YHWH) sarà salvato" (Gioele 2:32) 


venerdì 17 luglio 2020

La "tabella di marcia" di Dio per i prossimi due anni!


Negli articoli precedenti ho spiegato che presto il giudizio dell'Iddio Onnipotente sarà eseguito su tutte le nazioni. A volte Dio si serve degli esseri umani per eseguire i Suoi giudizi, nel senso che permette loro di perseguire le loro mire espansionistiche e bellicose. Questo non significa che approvi le azioni violente o le guerre intraprese dagli uomini, e anzi ne chiederà conto a suo tempo. Per lo stesso motivo quest'articolo non ha lo scopo di incoraggiare o sostenere qualsivoglia parte coinvolta nei conflitti, ma di illustrare semplicemente ciò che accadrà dal punto di vista lungimirante del Creatore di tutto l'universo. Anziché concentrarmi sulle ragioni scritturali che ci permettono di identificare gli "attori" in gioco, per le quali rimando agli articoli corrispondenti, fornirò ora alcuni particolari "illuminanti" sui tempi in cui le profezie si adempiranno e su ciò che possono fare, sin d'ora, gli abitanti delle nazioni interessate per sopravvivere con l'approvazione di Dio.

Il profeta Geremia rivela quale nazione profetica subirà per prima il giudizio divino. "Annunciatelo in Egitto...! Dite: 《Alzati, prepàrati, poiché la spada divora tutto ciò che ti circonda》" (Geremia 46:14). L' "Egitto" rappresenta gli Stati Uniti d'America e i loro alleati occidentali. Geremia spiega che i "prodi" d'Egitto saranno impegnati in una "battaglia", ma alla fine "al settentrione, presso il fiume Eufrate, vacillano e cadono" (Geremia 46:3-6). Secondo altre profezie saranno gli "Assiri", o "Caldei", profetici, ovvero i paesi arabi a nord di Israele, a sferrare questo duro colpo. Il "faraone", ovvero il presidente degli Stati Uniti, non solo non potrà impedirlo, ma sarà sconfitto egli stesso, insieme ai suoi "prodi", o valorosi sostenitori. I soldati che saranno impegnati nella battaglia a un certo punto diranno: "Andiamo, torniamo al nostro popolo e al nostro paese natìo, lontani dalla spada micidiale" (Geremia 46:16,16).

 Il profeta ci informa pure sulle "mosse" militari del "nemico": "Il nemico verrà come un Tabor, fra le montagne, come un Carmelo che avanza sul mare" e "avanzano con un esercito", "più numerosi delle locuste" (Geremia 46:18,22,23). Il Tabor e il Carmelo sono due imponenti montagne d'Israele. L' "esercito" nemico, composto da tantissimi soldati, imponente come una montagna, avanzerà sulle forze armate statunitensi e alleate "fra le montagne" e "sul mare", ingaggiando pure una battaglia navale. Ma non tutti gli abitanti dell' "Egitto" saranno sterminati. Dio indica chi sarà sconfitto: "Punirò ... il faraone, l'Egitto, ... i suoi re, il faraone e quelli che confidano in lui" (Geremia 46:25). Perciò, se vivete nel moderno "Egitto", non confidate nel "faraone", non sostenetelo politicamente e non vi fate coinvolgere nella battaglia. Se potete, non vi avvicinate alle zone di guerra e restate "lontani dalla spada micidiale"!

Contemporaneamente all' "Egitto" lo stesso "nemico" invaderà presto l'infedele Israele, con la complicità dei palestinesi e della Giordania. Ma anche questi ultimi subiranno subito dopo l'ira si Dio. Sia Geremia che Sofonia confermano che sarà prima la volta dei palestinesi, i "Filistei", o abitanti di "Canaan", poi della Giordania, "Moab", "Ammon" e "Edom" profetici. I primi saranno sconfitti dall'esercito turco, i secondi dagli "Assiri", o "Caldei". Rivolgendosi collettivamente ai palestinesi, l'Onnipotente dichiara: "Io ti distruggerò al punto che non avrai più abitanti" (Sofonia 2:5). 

Se siete palestinesi e vivete intorno alla Striscia di Gaza o in Cisgiordania, non partecipate all'offensiva contro Israele e piuttosto allontanatevi dal vostro paese! Chi si troverà sul posto quando arriverà l'esercito turco non avrà scampo. "Così parla il Signore (YHWH): 《Ecco, delle acque salgono dal settentrione, formano un torrente che straripa; esse inondano il paese e tutto ciò che contiene, le città e i loro abitanti; gli uomini lanciano grida, tutti gli abitanti del paese urlano》". "Tutti i Filistei saranno devastati" (Geremia 47:2,4). 

Dopo essersi serviti del sostegno militare della Giordania, gli "Assiri", o "Caldei", profetici la attaccheranno. Geremia fa luce anche sul periodo di tempo in cui avverrà. "Il devastatore è piombato sui tuoi frutti d'estate e sulla tua vendemmia". Dunque d'estate e durante la vendemmia, a fine estate e inizio autunno. E poi parla dell' "anno in cui dovrà rendere conto" (Geremia 48:32,44). Quale sarà l' "anno" in cui la Giordania subirà la sconfitta "assira"? Dal momento che le profezie rivelano che in seguito anche gli "Assiri" saranno devastati entro l'autunno 2021, e al momento né gli "Assiri" né la Giordania hanno ancora invaso militarmente Israele, è probabile che sarà il 2021 l' "anno" fissato per il giudizio, e in particolare durante il periodo estivo. Il nemico dirà: "Venite, distruggiamolo, e non sia più nazione". "Il devastatore verrà contro tutte le città, nessuna città scamperà; la valle perirà e la pianura sarà distrutta, come il Signore (YHWH) ha detto". Gli "Assiri" attaccheranno improvvisamente la Giordania, fendendo l'aria "come l'aquila", ma subito dopo gli "Assiri" saranno attaccati e sconfitti dalla Turchia. 

Come dovreste reagire se abitate in Giordania? "Fuggite, salvate le vostre persone!". "Abbandonate le città e andate a sistemarvi nelle rocce!"(Geremia 48:2,6,8,28;49:22). Se potete, allontanatevi dalle città, state lontani dalle pianure e rifugiatevi in qualche località di montagna, difficilmente raggiungibile dal "nemico". Ma fatelo ora, non davanti al pericolo imminente! "Chi fugge davanti allo spavento cade nella fossa", avverte il profeta. In ogni caso, se il "nemico" dovesse raggiungervi, non opponete resistenza armata, ma arrendetevi. Dio promette che "la nazione che piegherà il suo collo sotto il giogo del re di Babilonia (alias "Caldei" o "Assiri") e gli sarà sottomessa" sarà risparmiata (Geremia 48:44;27:11). 

Infine l'Iddio Onnipotente "stenderà la mano contro il settentrione e distruggerà l'Assiria" che sarà ridotta "in desolazione, in un luogo arido come il deserto" (Sofonia 2:13). A quanto pare, la Turchia e i suoi alleati devasteranno gli "Assiri" non meno di come faranno con i "Filistei" e successivamente con Gerusalemme. Se vivete in una delle nazioni degli "Assiri", o "Caldei", cioè nei paesi arabi a nord di Israele, l'invito è sempre quello di allontanarsi dalla nazione prima possibile. "Fuggite di mezzo a Babilonia, uscite dal paese dei Caldei!" (Geremia 50:8). 

Il giudizio di Dio sulle nazioni consentirà agli ebrei fedeli di tutto il mondo di andare in Israele per incontrare l'Onnipotente Creatore sul monte Sion. In seguito tutti i non ebrei che si saranno prudentemente allontanati dal proprio paese potranno tornare in patria con l'approvazione dell'Iddio d'Israele o servirLo insieme agli ebrei fedeli nella Gerusalemme restaurata. Se sarete fra loro, potrete beneficiare di questa promessa: "《Tu dunque, non temere, Giacobbe mio servitore, non ti sgomentare, Israele! Poiché, ecco, io ti salverò dal lontano paese, salverò la tua discendenza dalla terra della sua deportazione. Giacobbe ritornerà, sarà in riposo, sarà tranquillo; nessuno più lo spaventerà. Tu non temere, Giacobbe, mio servitore》, dice il Signore (YHWH);《poiché io sono con te, io annienterò tutte le nazioni fra le quali ti ho disperso, ma non annienterò te》" (Geremia 46:27,28).


sabato 4 luglio 2020

Parteciperete anche voi alla "solenne assemblea" a Gerusalemme? (Gioele 1:14)


"Proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese, nella casa del Signore (YHWH), del vostro Dio, e gridate al Signore (YHWH)!" "Suonate la tromba a Sion! Date l'allarme sul mio monte santo!" "Suonate la tromba a Sion, proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Adunate il popolo, santificate l'assemblea! Adunate i vecchi, i bambini, e quelli che poppano ancora!" (Gioele 1:14; 2:1,15,16). 

Atttaverso il Suo profeta Gioele, l'Iddio sta chiamando a raccolta tutto il Suo popolo ebraico fedele. Come sapete, fra l'autunno 2021 e la primavera 2022, tutte le persone di origini ebraiche nel mondo sono invitate a recarsi in Israele, in adempimento delle profezie bibliche sulla "restaurazione" e sul "ritorno in patria" del "rimanente" ebraico. Ma è in particolare a Gerusalemme che Dio radunerà tutti gli abitanti in "solenne assemblea". Vi faranno parte sia persone di origini ebraiche che i loro accompagnatori di altre nazioni. Il motivo? "Poiché il giorno del Signore (YHWH) è vicino, e verrà come una devastazione mandata dall'Onnipotente" (Gioele1:15). 

La devastazione di Israele da parte dei suoi "nemici", che sarà presto evidente a tutti in modo drammatico, precederà l'assedio e la distruzione totale di Gerusalemme che si concluderà nel mese di ottobre 2022. Quello segnerà l'inizio del "giorno del Signore (YHWH)", nel quale l'Iddio Onnipotente eseguirà i Suoi giudizi sul mondo. Gli ebrei che desiderano sopravvivere a quel "giorno" devono partecipare alla "solenne assemblea" predetta. Già ora Dio ne sta dando, per così dire, un "assaggio", comunicando "istruzioni" per la salvezza alle persone di origini ebraiche bendisposte. 

Ma per partecipare all' "assemblea" che Dio convocherà a Gerusalemme dovranno prima 'tornare a Lui con tutto il cuore', pentendosi sinceramente dei propri peccati. Chi potrà parteciparvi? Non solo gli "anziani", quelli cioè con maggiore esperienza, ma anche "vecchi, i bambini, e quelli che poppano ancora!" (Gioele 2:16). Persino i freschi sposi dovrebbero mettere momentaneamente da parte il loro "entusiasmo" per essere presenti! Nessuno dovrebbe sentirsi troppo occupato per assistere all'assemblea. 

Quando Dio convocava anticamente le "assemblee" per il Suo popolo nel deserto, come ai piedi del Monte Sinai, vi partecipava in prima persona elargendo la Sua "legge" in modi inaspettati. Per questo pretendeva che coloro che volevano partecipare si santificassero predisponendo mente,  cuore e corpo. Anche in futuro, quando Dio convocherà la Sua "solenne assemblea", 'sarà in mezzo' al Paese per insegnare le Sue "vie" a tutti i convenuti (Sofonia 3:15). Dio stesso promette: "Conoscerete che io sono in mezzo a Israele, che io sono il Signore (YHWH), vostro Dio, e non ce n'è nessun altro" (Gioele 2:27). 

Il momento culminante di quella "assemblea" si avrà subito a ridosso della feste di Pentecoste del 2022, ovvero dal 6 giugno in poi, immediatamente prima che inizi l'assedio di Gerusalemme. Cosa accadrà in quell'occasione? "Avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. Anche sui servi e sulle serve, spargerò in quei giorni il mio Spirito. Farò prodigi nei cieli e sulla terra: sangue, fuoco, e colonne di fumo" (Gioele 2:28-30). 

Tutti coloro che accoglieranno di cuore ciò che l'Iddio d'Israele vorrà dire riceveranno il "segno" della salvezza, cioè il promesso Spirito Santo. Lo riceverete anche voi? Dipende da cosa farete per prepararvi alla "solenne assemblea". Ricordate che nulla è più importante. Anche i rapporti familiari dovrebbero passare in secondo piano. Se avete origini ebraiche, o se volete sostenere moralmente quelli che ce l'hanno, preparatevi a incontrate il vostro Dio a Gerusalemme!

domenica 21 giugno 2020

Sarete anche voi fra la "grande folla" che sarà salvata? (Apocalisse 7:9)


L'Apocalisse parla di una "folla immensa" "proveniente da tutte le nazioni" che viene dalla "grande tribolazione" acclamando la "salvezza" di Dio (Apocalisse 7:9-14). Nei versetti immediatamente precedenti vengono descritte "144.000" persone "segnate" con il "sigillo di Dio" "sulla fronte" provenienti da "tutte le tribù dei figli d'Israele" (Apocalisse 7:3-8). Di chi si tratta? Alcune profezie parallele dell'"Antico Testamento" ci aiutano a capirlo. 

A proposito della "folla immensa", detta anche "grande folla", l'Apocalisse a un certo punto rivela: "Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l'Agnello che è in mezzo al trono li pascerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita" (Apocalisse 7:16,17). Ditemi se non è straordinariamente simile a quest'altra profezia: "Non avranno fame né sete, né miraggio né sole li colpirà più; poiché colui che ha pietà di loro li guiderà, li condurrà alle sorgenti d'acqua" (Isaia 49:10). È chiaro che la "folla immensa" dell'Apocalisse è composta dalle stesse persone di cui parla Isaia. A chi si riferiva il profeta? Ricordate che, secondo l'Apocalisse, è formata da persone di "tutte le nazioni". E infatti Isaia, dopo aver detto che il "servo" di Dio avrebbe "ricondotto" a Lui "gli scampati d'Israele", mostra che sarebbe diventato anche "luce dele nazioni" e "strumento" della Sua salvezza "fino alle estremità della terra". Da altri versetti possiamo identificare questo "servo" di Dio con il Messia Gesù Cristo, che attirerà persone di tutto il mondo a Gerusalemme durante il "ritorno in patria" degli "esuli" ebrei. Sappiamo infatti che fra l'autunno 2021 e la primavera 2022 persone di origini ebraiche da tutto il mondo andranno in Israele accompagnate da non ebrei che le sosterranno nella loro "opera" di "restaurazione". Isaia annuncia che le "nazioni", o "popoli, al momento giusto, "ricondurranno" i "figli" d'Israele in patria e saranno, per così dire,  loro "precettori" e "balie" sostenendololi nella loro "crescita" spirituale. È evidente che costoro compongono la "grande folla" dell'Apocalisse (Isaia 49:5,6,22,23; 9:1-6; 11:1-12,16). 

Si noti che l'apostolo Giovanni menziona questa "folla" immediatamente dopo aver parlato dei "144.000" ebrei fedeli, proprio come Isaia che parla delle "nazioni" subito dopo aver menzionato gli "scampati d'Israele". Si sta evidentemente descrivendo lo stesso "evento" con parole diverse. Possiamo logicamente concludere che i "144.000" dell'Apocalisse sono tutti gli "scampati d'Israele", ovvero tutti gli ebrei fedeli che faranno ritorno in patria nel tempo indicato. Altri riferimenti scritturali confermano questa interpretazione. Ricordate che questi "144.000" sono stati "sugellati" con un "segno sulla fronte". Anche il profeta Ezechiele parla di abitanti di Gerusalemme che ricevono un "segno" della salvezza "sulla fronte" (Apocalisse 7:3,4;14:1; Ezechiele 9:4). Sappiamo che alcuni ebrei riceveranno questo "segno" proprio durante la parte conclusiva dell'opera dei "due testimoni", rappresentati anche dall' "uomo vestito di lino", nella primavera del 2022. Le persone di origini ebraiche che prenderanno a cuore la loro "testimonianza", pentendosi dei propri peccati e tornando all'Iddio d'Israele, riceveranno come "sugello", o "segno", il promesso Spirito Santo. Questi stessi dunque sono i "144.000" dell'Apocalisse. 

Ma c'è un altro particolare che lo conferma. Da un confronto fra i capitoli 14 e 15 si evince che i "144.000" cantano "il cantico di Mosè" (Apocalisse 14:1-3;15:2,3). Questo "cantico" profetico fu intonato da Mosè e dal popolo d'Israele subito dopo essere stati liberati dall'oppressione egiziana ed essere "scampati" attraverso il Mar Rosso. Fra l'altro Mosè profetizzò in quell'occasione che Dio avrebbe "condotto" il "popolo" "riscattato" e l'avrebbe "guidato" alla Sua "santa dimora". Sarebbero stati 'introdotti' e 'piantati' "sul monte" 'che Gli appartiene', 'nel luogo che ha preparato per Sua dimora', nel Suo "santuario", in conseguenza dello smarrimento che proveranno le nazioni che opprimono il popolo d'Israele (Esodo 15:13-17). Come abbiano visto in precedenza, queste parole si adempiranno quando la "Babilonia" profetica, ovvero i paesi arabi a nord di Gerusalemme che invaderanno Israele insieme ai loro alleati, saranno sconfitti nell'autunno 2021, consentendo agli "esuli" ebrei di essere "liberati" dall' "oppressione" e far ritorno in patria. Dal momento che "nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, che sono stati riscattati dalla terra", solo loro possono impersonificare ciò che quel "cantico" prefigura, cioè il "ritorno" del "rimanente" ebraico che sarà "riscattato", o liberato, dalla "schiavitù". 

Qualcuno pensa che i "144.000" siano il numero totale dei "santi" che compongono il celeste regno di Dio, incluse persone di varie nazionalità e non solo ebrei. Ma, come abbiamo appena dimostrato, sia l'Apocalisse che le profezie bibliche parallele sottolineano che i "144.000" sono tutte persone di origini ebraiche e non soltanto quelle con la speranza di far parte del regno celeste. Quel numero indica tutto il "rimanente" d'Israele che sarà salvato, anche coloro che per esempio fuggiranno dalla Gerusalemme assediata e che in seguito torneranno per ricostruirla. Alcuni ritengono che i "144.000" siano anche i "24 anziani" nell'Apocalisse seduti su "troni" e con "vesti bianche", a rappresentare il potere regale dei "santi". Ma trascurano il fatto che i "144.000" sono anche menzionati insieme ai "24 anziani" nella medesima "scena" profetica. Chiaramente non possono rappresentare lo stesso gruppo di persone (Apocalisse 4:4; 14:1-3). 

Un altro parallelismo ci permette di individuare il periodo di tempo in cui sarà completato il "sugellamento" dei "144.000", ovvero il "radunamento" in Israele del "rimanente" ebraico fedele e apparirà la "grande folla" di persone di tutte le nazioni. Sia la profezia di Ezechiele dell' "uomo vestito di lino" che apponeva il "segno" sia la profezia dell'Apocalisse sul "suggellamento" dei "144.000" rivelano che, immediatamente dopo quell' "evento", saranno "riversati" sull'umanità disubbidiente, e in particolare sugli ebrei infedeli, i giudizi i Dio, compresa la distruzione di "Babilonia la grande". Per di più è precisato che la "grande folla" "viene dalla grande tribolazione", ma non dice che per allora tale "tribolazione" sarà finita per il mondo intero. Gesù disse che la "grande tribolazione" sarà "abbreviata" "per gli eletti" e aggiunge che "dopo la tribolazione di quei giorni" lui tornerà per il Giudizio Universale (Matteo 24:21,22,29,30). La "grande tribolazione", che è ufficialmente iniziata il 4 aprile 2019, sarà "abbreviata" per gli "eletti", o santi, ancora in vita sulla terra, nel momento in cui saranno elevati alla vita in cielo. Immediatamente "dopo" Gesù apparirà a tutti per giudicare il mondo intero. 

Alla luce di queste profezie, non appena tutti gli ebrei fedeli saranno stati "radunati" a Gerusalemme (i "144.000" sono visti insieme a Gesù "sul monte Sion", Apocalisse 14:1), entro la primavera 2022, gli "eletti" andranno in cielo e Gesù tornerà con i suoi angeli per giudicare le nazioni che si oppongono al suo regno e punirle come si meritano. Nello stesso tempo libererà dall'assedio tutte le persone ubbidienti (ebrei e non) che si troveranno a Gerusalemme per acclamare la salvezza di Dio (la "grande folla"). Proprio come fece con il popolo d'Israele al Mar Rosso, Dio provvederà miracolosamente la "via di fuga" sia per gli ebrei dei "144.000" ancora sul posto sia per i loro "compagni" di altre nazioni. Il Messia, Gesù Cristo, che avrà "pietà di loro", "li guiderà" verso la salvezza su per i "monti" dove dovranno fuggire. Provvederà alle loro necessità fisiche così che non dovranno patire né la fame né la sete. Verso l'autunno 2022 Gerusalemme sarà completamente distrutta, cancellando una volta per sempre il potere di "Babilonia la grande". 

Che dire di voi? Avete origini ebraiche? In tal caso, sarete fra i "144.000" che torneranno in patria al momento stabilito? Se non siete ebrei, potreste comunque far parte della "folla immensa" che accompagnerà gli ebrei fedeli in patria. In ogni caso, per essere salvati dai "nemici" e risparmiati dai giudizi di Dio, dovrete essere in condizione di ricevere il Suo Spirito (il "suggello" sulla fronte) o godere di una buona relazione con Lui ("vestiti di lunghe vesti bianche") e ringraziarLo per la vostra salvezza. Infine, dopo il 2026, a "tribolazione" ultimata, quando non esisteranno più "nemici", potrete adorare Dio liberamente nella Gerusalemme "restaurata". Il regno celeste si materializzerà sul monte Sion, a Gerusalemme, e 'Dio asciugherà ogni lacrima dai vostri occhi' (Apocalisse 7:16,17; 21:1-4). 


martedì 2 giugno 2020

Un "evento" speciale ...


Come sapete, in base all'intendimento attuale, il periodo fra l'autunno 2021 e la primavera 2022 vedrà il massiccio "ritorno" in patria (in Israele) di persone timorate di Dio di origini ebraiche da tutto il mondo. Come scrisse il profeta Gioele, allora Dio diffonderà su tutti i convenuti fedeli (ebrei e non) il Suo Spirito Santo, che si manifesterà attraverso i suoi molteplici "doni". "Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. Anche sui servi e sulle serve, spargerò in quei giorni il mio Spirito". (Gioele 2:28,32; Sofonia 3:9). 


Questa profezia si adempì la prima volta nel Primo secolo, allorché Dio versò il Suo Spirito sugli apostoli facendoli testimoniare in varie lingue a beneficio degli ebrei accorsi per la festa della Pentecoste. Tutti coloro che si pentirono dei loro peccati e si battezzarono nel nome di Gesù ricevettero a loro volta lo Spirito Santo (Atti 2:1-41). Questo corrisponde al "segno" della salvezza che l' "uomo vestito di lino" della profezia di Ezechiele avrebbe apposto sulla "fronte" degli "uomini che sospirano e gemono" a Gerusalemme (Ezechiele 9:2-4). Un adempimento maggiore di queste profezie si avrà proprio nel periodo di cui vi parlavo all'inizio. La Pentecoste del 2022, che si celebrerà il 5 e 6 giugno, sarà il momento culminante. 

L' "uomo vestito di lino", nell'adempimento moderno, corrisponde ai "due testimoni" dell'Apocalisse che completeranno la loro "testimonianza" a Gerusalemme e rappresenta i cristiani ebrei con la speranza del regno celeste che annunciano i giudizi di Dio contro l'infedele Israele (alias "Babilonia la grande") (Apocalisse 11:3). Nel Primo secolo i giorni seguenti alla Pentecoste furono contrassegnati da eventi straordinari a causa dei "prodigi" compiuti attraverso gli apostoli, come aveva profetizzato Gioele (Atti 2:43). Evidentemente anche i giorni immediatamente successivi alla Pentecoste del 2022 (la settimana seguente) saranno contraddistinti da avvenimenti altrettanto significativi a motivo dei "prodigi" che compiranno i "due testimoni" a completamento della loro opera (Apocalisse 11:5,6). Se andrete in Israele nell'autunno 2021, non è necessario che restiate fino alla primavera 2022. Ma coloro che saranno in zona nei giorni immediatamente precedenti al 5 giugno 2022 sono invitati a trattenersi per poter assistere a quell'evento speciale, come fecero gli apostoli alla dipartita terrena di Gesù (Atti 1:4,9).

Tutti i fedeli che si troveranno a Gerusalemme in quel periodo, o nel resto d'Israele, in adempimento delle profezie sul "ritorno" in patria, e che riceveranno il "segno" della salvezza (lo Spirito Santo) saranno "salvati" dai "nemici" che avanzeranno e dalla successiva distruzione di Gerusalemme. Gioele annuncia: "Chiunque invocherà il nome del Signore (YHWH) sarà salvato; poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto il Signore (YHWH), così pure fra i superstiti che il Signore (YHWH) chiamerà" (Gioele 2:32). 


sabato 30 maggio 2020

"Affrettate il saccheggio!" (Isaia 8:1)


Dall'articolo precedente abbiamo capito che, a un certo punto, dopo che avranno invaso Israele, i Palestinesi ("Filistei") e i paesi arabi loro alleati ("Assiri") subiranno una pesante sconfitta da parte della Turchia, consentendo agli "esuli" ebrei fedeli di tornare in patria. C'è un'altra profezia che fa luce su questi avvenimenti da un punto di vista diverso. Il profeta Isaia rivela che la "Siria" e "Samaria" saranno sconfitti dall' "Assiria". In genere l' "Assiria" profetica rappresenta i paesi arabi a nord di Gerusalemme ostili a Israele. In questo caso prefigura invece la Turchia che soggiogherà la "Siria" profetica, ovvero i paesi arabi a nord, e "Samaria", che corrisponde all'attuale Cisgiordania sotto il controllo dell'autorità palestinese. Quello che Dio comandò a Isaia si adempie sotto i nostri occhi. "Il Signore (YHWH) mi disse: 《Prendi una tavoletta grande e scrivici sopra in caratteri leggibili: "Affrettate il saccheggio! Presto, al bottino!"》(Isaia 8:1). Non solo. Di lì a poco la moglie del profeta partorì un figlio e Dio comandò: "Chiamalo "Affrettate il saccheggio. Presto al bottino"; poiché prima che il bambino sappia chiamare papà e mamma, le ricchezze di Damasco e il bottino di Samaria saranno portati davanti al re d'Assiria" (Isaia 8:3,4). 

Nel capitolo precedente questo "bambino" viene chiamato anche "Emmanuele", che letteralmente significa "Dio con noi". La profezia dice che "prima che il bambino sappia rigettare il male e scegliere il bene", il "nemico" invasore sarà "devastato". I periodi di tempo relativi al bambino ("prima che il bambino sappia chiamare papà e mamma" e "prima che il bambino sappia rigettare il male e scegliere il bene") si corrispondono, anche se descrivono caratteristiche diverse. Quand'è che un bambino inizia a chiamare consapevolmente i genitori? In genere non prima dei 12 mesi di vita, e più precisamente fra i 13 e i 18 mesi. Quand'è che un bambino inizia a sviluppare il senso morale? Gli studi indicano già a due anni. Quindi Dio dice che prima di due anni da ora, ma anche prima di 18 mesi, sia i Palestinesi che i paesi arabi invasori saranno sconfitti. Questo è in armonia con le altre profezie che abbiamo esaminato di recente, secondo le quali il "ritorno" degli "esuli" ebrei in patria inizierà nell'autunno 2021, ovvero fra circa 18 mesi. 

Ma non solo quei "nemici" saranno sbaragliati dalla Turchia. Il profeta rivela: "Passerà sopra Giuda, inonderà e passerà oltre; arriverà fino al collo, e le sue ali spiegate copriranno tutta la larghezza del tuo paese (Israele), o Emmanuele!". "Molti di loro inciamperanno, cadranno, saranno infranti, rimarranno nel laccio e saranno presi" (Isaia 8:8,15). Una profezia straordinariamente simile a quella di Daniele a proposito dell'avanzata del "re del settentrione": "Il re del settentrione gli piomberà addosso (al "re del mezzogiorno") come la tempesta, con carri e cavalieri e con molte navi; entrerà nei paesi invadendoli e passerà oltre". "I saggi tra il popolo ... saranno abbattuti, per un certo tempo, dalla spada e dal fuoco, dalla schiavitù e dal saccheggio...saranno travolti". "Alcuni cadranno" (Daniele 11:40,33,35). L'Apocalisse indica che sarà proprio questa potenza che ucciderà a Gerusalemme i "due testimoni", subito prima di iniziare il vero e proprio assedio della città, che culminerà con la sua distruzione. 

Ma chi rappresenta "Emmanuele" nei nostri giorni? Isaia dice che "mangerà panna e miele", simbolo di abbondanza materiale e benedizione spirituale, fino ai due anni circa. E sarà presente quando il "re del settentrione" invaderà in lungo e in largo il Paese. Ma è il profeta stesso che ne rivela indirettamente l'identità, allorché sfida le nazioni a muovere guerra contro il popolo di Dio, "perché Dio è con noi". "Emmanuele" perciò rappresenta quegli ebrei fedeli che godono dell'approvazione divina e che saranno protetti quando i "nemici" attaccheranno Israele. Siete anche voi fra questi? Allora fate vostra la determinazione del profeta: "Io aspetto il Signore (YHWH), che nasconde la sua faccia alla casa di Giabobbe; in lui ripongo la mia speranza" (Isaia 8:10,17). Sì, in questo preciso momento, Dio sta nascondendo, per così dire, la Sua faccia all'infedele Israele, in segno di disapprovazione. Ma se Gli resteremo fedeli fino al momento stabilito, potremo tornare in patria per assistere al Suo "ritorno". Una volta in patria, potremo dire: "Eccomi con i figli che il Signore (YHWH) mi ha dati; noi siamo dei segni e dei presagi in Israele da parte del Signore (YHWH) degli eserciti, che abita sul monte Sion" (Isaia 8:18). 

In base alle profezie l'Iddio d'Israele sta per tornare a Gerusalemme per accogliere gli "esuli" e giudicare tutte le nazioni. Il fatto che il profeta parli di "affrettare il saccheggio" non significa che incoraggi la Turchia a compiere le sue imprese militari, ma semplicemente che lo farà in tempi rapidi. Questo consentirà al popolo ebraico fedele di reagire prontamente al "segnale" che Dio lancerà. "In quel giorno suonerà una gran tromba; quelli che erano perduti nel paese d'Assiria e quelli che erano dispersi nel paese d'Egitto verranno e si prostreranno davanti al Signore (YHWH), sul monte santo, a Gerusalemme" (Isaia 27:13). Da nord e sud, da ogni direzione, gli "esuli" torneranno. Voi sarete fra loro, quando sarà il momento? L'Iddio d'Israele promette: "Essi seguiranno il Signore (YHWH), che ruggirà come un leone, poiché egli ruggirà, e i figli accorreranno in fretta dall'Occidente. Accorreranno in fretta dall'Egitto come uccelli, e dal paese d'Assiria come colombe; io li farò abitare nelle loro case》, dice il Signore (YHWH)" (Osea 11:10,11). 

Ricordate quando Noè e i suoi finirono di costruire l'arca e gli animali accorrevano per ripararsi all'interno? In modo simile già ora Dio, attraverso il più grande "Noè", Gesù Cristo, e i suoi "familiari", gli ebrei fedeli con la speranza celeste, ha costruito un' "arca" spirituale per la salvezza del Suo popolo. Quando Dio farà suonare la "tromba" e "ruggirà", verso l'autunno 2021, tutte le persone di origini ebraiche che vorranno ricevere la Sua protezione dovranno stabilirsi in Israele, almeno per qualche tempo. I "nemici" non potranno arrecare loro nessun danno permanente. Anche se qualcuno dovrà subire qualche disagio, anche la morte, saranno certamente protetti in senso fisico, ricevendo il necessario per vivere, e in senso spirituale, in quanto la loro fede incrollabile li prerserverà per la vita eterna. Assumerà per loro un significato speciale questo comando: "Va', o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione" (Isaia 26:20).


giovedì 21 maggio 2020

"Guai agli abitanti della regione costiera"! (Sofonia 2:5).


Tutti i "nemici" di Israele, che presto o tardi, parteciperanno alla sua devastazione, dovranno subire l'ira dell'Iddio Onnipotente! Per quanto riguarda i Palestinesi, chiamati "Filistei", Dio annuncia: "Guai agli abitanti della regione costiera"! "La parola del Signore (YHWH) è rivolta contro di te, o Canaan, paese dei Filistei: 《Io ti distruggerò al punto che non avrai più abitanti》" (Sofonia 2:5). Cosa faranno di tanto grave i Palestinesi, da meritare un giudizio così severo? Il profeta Isaia dichiara che, insieme ai "Siri da oriente", "i Filistei da occidente" "divoreranno Israele a bocca spalancata" (Isaia 9:11; Salmo 83:7). Anche i Palestinesi di Gaza fanno parte degli sciami di "insetti" famelici che invaderanno Israele per i prossimi due anni (Gioele 1:4). La crescente ostilità che si avverte da parte loro in questi giorni è una prova che anch'essi stanno partecipando all'adempimento della profezia. Per questo mediante il profeta Ezechiele l'Iddio d'Israele promette: "Poiché i Filistei si sono abbandonati alla vendetta e si sono crudelmente vendicati, con un cuore pieno di disprezzo, dandosi alla distruzione per odio antico, ... stenderò la mia mano contro i Filistei, sterminerò i Cheretei e distruggerò il rimanente della costa del mare; eseguirò su di loro grandi vendette, li riprenderò con furore, ed essi conosceranno che io sono il Signore (YHWH), quando avrò fatto sentire la mia vendetta"》(Ezechiele 25:15-17).

Ma in che modo avverrà questo e quando? Il profeta Zaccaria rivela che, in conseguenza della sconfitta che subirà "Tiro", le principali città dei "Filistei" saranno prese dal timore e cadranno a loro volta. Dio dice: "Annienterò l'orgoglio dei Filistei" (Zaccaria 9:4-7). Sappiamo che "Tiro" è un altro nome dell' "Assiria" profetica, ovvero dei paesi arabi a nord di Israele. Questi paesi pure parteciperanno all' "invasione" di Israele nei prossimi anni, ma poi saranno sconfitti dalla Turchia. Il profeta Geremia dice che la stessa "minaccia" proveniente "dal settentrione" che devasterà "Tiro" devasterà anche "tutti i Filistei". Isaia conferma che la punizione contro i "Filistei" verrà "dal nord". Saranno quindi gli stessi eserciti turchi che sconfiggeranno gli "Assiri" a sconfiggere anche i "Filistei", ovvero i Palestinesi di Gaza (Geremia 47:1-4; Isaia 14:31). 

Le profezie ci permettono di capire anche il periodo di tempo in cui accadrà. Subito dopo aver annunciato "guai" ai "Filistei", Sofonia dice: "La regione costiera non sarà altro che pascoli, rifugi per pastori e recinti per greggi. Essa sarà un territorio per il resto della casa di Giuda; là porteranno le bestie al pascolo ... perché il Signore (YHWH), loro Dio, li visiterà e li farà tornare dall'esilio" (Sofonia 2:6,7). E Isaia: "Egli (Dio) alzerà un vessillo verso le nazioni, raccoglierà gli esuli d'Israele e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro canti della terra". "Essi piomberanno a volo sulle spalle dei Filistei a occidente, insieme faranno razzia tra i figli dell'oriente; metteranno le mani addosso a Edom e a Moab, e i figli di Ammon saranno loro sudditi" (Isaia 11:12,14). Il profeta Abdia aggiunge: "Sul monte Sion ci saranno degli scampati ed esso sarà santo; e la casa di Giabobbe posssederà ciò che le appartiene". "Quelli della regione meridionale possederanno il monte di Esaù; quelli della pianura possederanno il paese dei Filistei, il territorio di Efraim e quello di Samaria; e Beniamino possederà Galaad. I deportati di questo esercito, i figli d'Israele,  possederanno il paese dei Cananei" (Abdia 17-20). 

Dunque la "sconfitta" dei "Filistei" è messa in relazione con il "ritorno" degli "esuli" ebrei fedeli, che erediteranno il territorio dove attualmente abitano loro e gli altri "nemici" confinanti della Giordania ("Edom", "Moab", "Ammon" o "monte di Esaù). Anche la Palestina, o "Filistea" (l'antica "Canaan"), ovvero i territori occupati dai Palestinesi, fa parte della "terra promessa" ai patriarchi ebrei. L'Iddio Onnipotente promise ad Abraamo: "A te e alla tua discendenza dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perenne" (Genesi 17:8). La stessa promessa fu fatta a Isacco e Giacobbe (Esodo 6:3,4). 

Questo però non giustifica gli atti di oppressione e violenza compiuti dallo stato ebraico contro i Palestinesi. Non è ancora giunto il momento stabilito da Dio per affidare agli ebrei i loro territori e certamente qualsiasi sopruso contro i "nemici" di Israele è condannato dall'Iddio dell'amore e della pace. Attraverso Isaia Dio dice che questi "sono pieni di pratiche divinatorie, praticano le arti occulte come i Filistei" (Isaia 2:6). A cosa si riferisce il profeta? Il Salmo spiega profeticamente che gli ebrei infedeli "sacrificarono i propri figli e le proprie figlie ai demòni, e sparsero il sangue innocente, il sangue dei propri figli e delle proprie figlie, che sacrificarono agli idoli di Canaan" (Salmo 106:37,38). In altre parole, spargendo il "sangue innocente" dei "propri" figli, li avrebbero sacrificati "agli idoli di Canaan", cioè "ai demòni". In questo senso avrebbero perciò partecipato alle "pratiche divinatorie", o "arti occulte", dei "Filistei", mettendosi sotto il controllo degli spiriti malvagi. Quanti ragazzi e ragazze israeliani sono stati sacrificati nei conflitti con i Palestinesi?! Quanto "sangue innocente" è stato sparso, e non certo in onore di Dio! Gli ebrei infedeli che si rendono colpevoli di questi peccati diabolici dovranno renderne conto a Lui!

Il momento in cui gli ebrei occuperanno legittimamente la "terra promessa" arriverà solo dopo che gli "Assiri" e gli altri "nemici" d'Israele, tra cui i Palestinesi, verso l'autunno 2021, riceveranno una pesante sconfitta, consentendo ai fedeli di tutto il mondo di tornare in patria. Non solo a Gerusalemme e dintorni, ma anche nel resto d'Israele e della Palestina. Quando gli ebrei uscirono sani e salvi dal Mar Rosso, levarono a Dio un canto profetico, che prevedeva, fra l'altro, proprio questo "ritorno" in patria. "Tu hai condotto con la tua bontà il popolo che hai riscattato; l'hai guidato con la tua potenza alla tua santa dimora. I popoli lo hanno udito e tremano. L'angoscia ha colto gli abitanti della Filistia. Già sono smarriti i capi di Edom, il tremito prende i potenti di Moab, tutti gli abitanti di Canaan vengono meno. Spavento e terrore piomberà su di loro. Per la forza del tuo braccio diventeranno muti come una pietra, finché il tuo popolo, o Signore (YHWH), sia passato, finché sia passato il popolo che ti sei acquistato. Tu li introdurrai e li pianterai sul monte che ti appartiene, nel luogo che hai preparato, o Signore (YHWH), per tua dimora, nel santuario che le tue mani, o Signore (YHWH), hanno stabilito" (Esodo 15:13-17). 

Dio promette che, quando il Suo popolo ebraico fedele tornerà in patria, i "nemici" all'intorno resteranno "muti", senza reagire e pieni di timore, finché tutti gli "esuli" non avranno raggiunto il "monte santo", il monte Sion, dal quale Dio emanerà le Sue "leggi". Non avranno bisogno di combattere perché Dio stesso combatterà per loro. Si avvereranno allora queste parole: "Dio ha parlato nel suo santuario:《Io trionferò, dividerò Sichem e misurerò la valle di Succot. Mio è Galaad, mio è Manasse, Efraim è l'elmo del mio capo, Giuda è il mio scettro. Moab è il catino dove mi lavo; sopra Edom getterò il mio sandalo; sulla Filistia proromperò in grida di trionfo》" (Salmo 108:7-9). Durante la "tregua" annunciata, fra l'autunno 2021 e la primavera 2022, l'Iddio d'Israele sarà presente "nel suo santuario", sul monte Sion, a Gerusalemme, per distribuire la "terra promessa" agli "esuli" che torneranno. 

Che dire di voi? Se abitate in Palestina, ovvero nei territori occupati dai Palestinesi, non vi unite agli altri "nemici" che attaccheranno Israele! Fate la pace con tutti e non la guerra. Se metterete da parte l' "orgoglio", potrete unirvi a suo tempo con gli ebrei fedeli e adorare l'unico vero Dio, il Creatore dell'universo, nella "terra promessa" ai loro antenati. L'Iddio d'Israele promette che la "verga" che colpiva la "Filistia" sarà "spezzata", evidentemente nel senso che il "nemico" che la sconfiggerà, ovvero la Turchia, non la distruggerà del tutto, permettendo ai Palestinesi sinceri di sopravvivere. "I più poveri avranno di che pascersi e i bisognosi riposeranno al sicuro" (Isaia 14:29,30). E non vi fidate di chi vi promette tutto il suo sostegno, solo per i suoi scopi, perché alla fine vi si rivolterà contro! 

Se abitate in Israele, smettete di sostenere politicamente lo stato sionista che opprime i vostri vicini Palestinesi! Imitate l'esempio del vostro Dio, tendendo loro una mano e aiutandoli ad ottenere la Sua approvazione. Se potete, finché siete ancora in tempo, allontanatevi dal Paese che subirà l'invasione predetta nei prossimi anni. Se Dio vorrà, potrete tornare in seguito nelle vostre case insieme al "resto" dell'Israele fedele. Imparate dal giudizio di Dio contro i vostri "nemici" ad accettare la Sua correzione per la vostra salvezza! Egli stesso annuncia: 《Io ho sterminato delle nazioni, le loro torri sono distrutte; ho rovinato le loro strade, al punto che non vi passa più nessuno; le loro città sono distrutte, al punto che non c'è più nessuno, nessun abitante. Io dicevo: "Se almeno tu volessi temermi, accettare la correzione! La tua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutto ciò che ho riservato per te". Perciò aspettami》, dice il Signore (YHWH), 《per il giorno che mi alzerò per il bottino; perché ho decretato di radunare le nazioni, di riunire i regni, per versare su di loro la mia indignazione, tutto l'ardore della mia ira. Poiché tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia》(Sofonia 3:6-8).