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venerdì 28 dicembre 2018

"Un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato" (Isaia 9:5)



Milioni di persone in tutto il mondo si stanno preparando a festeggiare il Natale, o "Natività", ovvero la nascita di Gesù. Quell'evento, che ha avuto luogo migliaia di anni fa, non va ricordato semplicemente perché, come è vero, riguarda la nascita del Figlio di Dio come essere umano attraverso la vergine Maria (Matteo 1:23). Scopriamo insieme la sua straordinaria importanza racchiusa nelle parole del profeta Isaia: "Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre: questo farà lo zelo del Signore (YHWH) degli eserciti"  (Isaia 9:5,6). Che la profezia si riferisse proprio a Gesù ce lo dice chiaramente l'evangelista Matteo, che ne applica il contesto a lui. E ai pastori che, alla sua nascita, stavano nei campi con il loro gregge, l'angelo di  Dio disse: 《Vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore" 》(Matteo 4:12-16; Luca 2:8-12).


I "nomi" con i quali Gesù sarebbe stato chiamato, secondo questa profezia, hanno relazione, come vedremo, anche con la predetta "restaurazione" di "Gerusalemme". In particolare, l'espressione "questo farà lo zelo del Signore (YHWH) degli eserciti" ci riporta in un'altra profezia che scopriamo perciò "parallela": 《"Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio", dice il Signore (YHWH) degli eserciti》. Come abbiamo già analizzato in un post precedente, questa profezia di Zaccaria annuncia la "restaurazione" sia fisica che spirituale del "popolo" ebraico di Dio e della "terra promessa" (Zaccaria 4:6,8,9). 

Attenzione!, però. Dobbiamo capire bene quando sarebbe avvenuta questa "restaurazione" e chi l'avrebbe realizzata. Anche oggi, infatti, molti pensano di partecipare all'adempimento di quella profezia, organizzando, a Israele, un esercito potente e costruendo città moderne e una società all'avanguardia dal punto di vista tecnologico. 《Nel loro orgoglio e nella superbia del loro cuore dicono: "I mattoni sono caduti, ma noi costruiremo con pietre squadrate; i sicomori sono stati tagliati, ma noi li sostituiremo con cedri"》. Finché "costruiscono" ricorrendo ai profitti acquisiti illecitamente con la rapina e la violenza, non possono certo farlo in armonia con la volontà dell' "Iddio d'Israele". Sono presuntuosi, come lo erano i costruttori della "torre di Babele", ma Dio vanificò i loro piani, e lo stesso farà per i "costruttori" odierni di Israele. 

"Per questo il Signore (YHWH) farà sorgere contro il popolo gli avversari ... i Siri da oriente, i Filistei da occidente; essi divoreranno Israele a bocca spalancata". Le "dieci corna" della "bestia" dell'Apocalisse (tutte le nazioni del mondo, da oriente a occidente) la "odieranno", e per così dire, "la spoglieranno e la lasceranno nuda" (esposta al pubblico ludibrio), "ne mangeranno le carni e la consumeranno col fuoco", distruggendola completamente (Apocalisse 17:16). "Il Signore (YHWH) reciderà da Israele capo e coda, palma e giunco, in un medesimo giorno. L'anziano e il notabile (i rappresentanti politici) sono il capo, e il profeta (le guide religiose) che insegna la menzogna è la coda. Quelli che guidano questo popolo lo sviano, e quelli che si lasciano guidare vanno in rovina. Perciò il Signore non si compiacerà dei giovani del popolo, né avrà compassione dei suoi orfani e delle sue vedove; perché tutti quanti (quelli che subiranno il giudizio) sono empi e perversi, e ogni bocca proferisce follia. ... Per l'ira del Signore (YHWH) degli eserciti il paese è in fiamme e il popolo è in preda al fuoco" (Isaia 9:14-16,18). Altro che "restaurazione"! "L'agile non avrà modo di darsi alla fuga, il forte non potrà servirsi della sua forza e il valoroso non scamperà; chi maneggia l'arco non potrà resistere, chi ha il piede veloce non potrà scampare; il cavaliere sul suo cavallo non si salverà" (Amos 2:14,15). Altro che "esercito potente"! E non è con i "palazzi", o con le case lussuose e dotate di ogni comfort, che si costruisce la "città di Dio"! Egli 'odia i suoi palazzi'. 《"Abbatterò le case d'inverno e le case d'estate; le case d'avorio saranno distrutte e scompariranno i grandi palazzi", dice il Signore (YHWH)》(Amos 6:8; 3:15).

Tutte le antiche profezie sono concordi nell'affermare che la "restaurazione" d'Israele si completerà solo durante il regno del Messia, il legittimo discendente della "casa (o trono) di Davide", e precisamente dopo la distruzione dell'attuale "Gerusalemme". Dio completerà il "radunamento" delle Sue "pecore disperse" e le pascerà con amore attraverso il "germoglio giusto", Gesù Cristo, che sarà il "Padre eterno" della loro vita spirituale. Grazie ai consigli del "Consigliere ammirabile", il suo "impero" avrà un "incremento", dal momento che "dominerà da un mare all'altro e dal fiume (Eufrate) fino alle estremità della terra". Dio promette: "Tutti i peccatori del mio popolo moriranno di spada", "tuttavia non distruggerò interamente la casa di Giacobbe". "Quel giorno rialzerò la capanna di Davide che è caduta, ne riparerò i danni, ne rialzerò le rovine, la ricostruirò com'era nei giorni antichi". "Io libererò dall'esilio il mio popolo, Israele; essi ricostruiranno le città desolate e le abiteranno". (Isaia 9:5,6; 11:1,2,11; Geremia 23:3-6; 33:15,16; Ezechiele 34:22-24; 37:21-25; Osea 3:5; Amos 9:8-11,14,15; Salmo 72:8).

Non è quindi con la sola "forza" o con la "potenza" umane che avverrà la "ricostruzione", ma mediante lo Spirito Santo di Dio, che infonderà il Suo "zelo" negli ebrei fedeli che torneranno a Lui dopo la distruzione di "Gerusalemme", affinché la ricostruiscano secondo il Suo "progetto". Quando, fra breve, l' "Iddio d'Israele" "visiterà" il "popolo" ebraico, "il giorno che la rovina giungerà da lontano", il Messia, quale "Dio potente", "purificherà" il "tempio di Dio" dalle "contaminazioni" spirituali, "colpirà il paese con la verga della sua bocca e con il soffio delle sue labbra farà morire l'empio" (Isaia 10:3; 11:4; Malachia 3:1-5).  

Questa "purificazione" del "tempio" verrà continuata anche dopo che Gerusalemme sarà stata fisicamente ricostruita. È profetizzato che, in vista di quella "ricostruzione", molti, anche di altre nazioni, si uniranno agli ebrei superstiti, ma non tutti saranno infine giudicati "degni" di "abitare" la "nuova Gerusalemme" o i territori circostanti. Ci saranno sia "cattivi" che "buoni". Quando il Messia tornerà per giudicare il mondo, "manderà i suoi angeli, che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità", per condannarli a morte. "Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti". D'altra parte, i "giusti" saranno raccolti per ereditare il Regno e inizieranno a goderne gioiosamente le benedizioni. "Risplenderanno come il sole" e "si metteranno a tavola con Abraamo, Isacco e Giacobbe", che per allora saranno stati riportati in vita (Matteo 8:11,12; 13:40-43,47-50; 22:10-14). 

Ma è solo dopo la "fine del mondo", quando tutti i nemici terreni di Dio saranno stati neutralizzati, che la "nuova Gerusalemme scenderà dal cielo", nel senso che i "santi" torneranno sulla terra, nella Gerusalemme ricostruita secondo il divin "progetto", per stabilirvi la "sede" del regno di Dio (Apocalisse 21:2,10). Allora 'non ci sarà nessuno che spaventi' i suoi sudditi e il "Principe della pace" li farà abitare al sicuro. "Il lupo abiterà con l'agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno insieme, e un bambino li condurrà". "Nei suoi giorni (del Messia re) il giusto fiorirà e vi sarà abbondanza di pace finché non vi sia più luna", cioè per sempre. Davvero, grazie a quel "bambino", "tutto il popolo" proverà una "grande gioia" (Michea 4:4; Isaia 11:6; Salmo 72:7).

Non vi entusiasma questa prospettiva? Il bello è che non si tratta di una semplice "favola della buona notte". Lo "zelo del Signore (YHWH) degli eserciti", il Creatore dei cieli e della terra, "farà questo", "per dare ... una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno (del Messia), per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia". Se volete essere fra i sudditi del regno di Dio che verrà presto, o fra i "coeredi" del Messia, al contrario degli ebrei infedeli che saranno puniti, dovete umilmente tornare a Dio e cercare la Sua approvazione, comportandovi con onestà e giustizia. Coloro che persistono nella loro condotta ribelle non potranno più fuggire quando "la rovina giungerà". "Non rimarrà loro che curvarsi tra i prigionieri o cadere fra gli uccisi" (Isaia 9:8,12; 10:1-4). 

"Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell'ombra della morte la luce risplende". Queste parole profetiche si adempirono con il ministero di Gesù in Galilea che predicava il pentimento in vista dell'arrivo del regno di Dio (Isaia 9:1; Matteo 4:15-17).  Quel "regno" è molto più vicino di quando iniziò Gesù. Il Messia sta per essere intronizzato e inizierà a governare come predetto. Anche voi, dunque, "ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino"! Se siete ebrei di nascita o discendenza, come vi ho chiesto nel post precedente, dimostratevi "degni" di tale "re" e siate "pronti" ad accoglierlo! Ascoltate ciò che dice al vostro cuore il "Consigliere ammirabile" e seguite fin d'ora la guida del vostro "pastore" (Giovanni 10:3,4). Mantenete la vostra condotta "santa" agli occhi di Dio, lontana dalle "contaminazioni" del Suo "popolo" infedele. In questo modo avremo compreso il vero significato di quella "Nascita" miracolosa e potremo goderne gli "effetti", "da ora e per sempre".

"Pecore smarrite della casa d'Israele", dove siete? (Matteo 10:6)




Se non l'avete ancora fatto, vi invito a leggere, o a rileggere, con attenzione tutti i post precedenti, nella loro versione integrale. Questo è essenziale per comprendere ciò che sto per dirvi. 

Se sei di nascita o di discendenza ebraica, e magari ti sei allontanato dall' "Iddio d'Israele", e ti senti "solo" e "smarrito", sappi che Dio ha un messaggio speciale per te. In vista della "restaurazione" di "Gerusalemme", che è già iniziata in senso spirituale, Dio 'sta andando alla ricerca delle sue pecore disperse' con l'intenzione di ricondurle nel Suo "ovile" (Ezechiele 34:11-16, 23-31). 

Ovunque ti trovi nel mondo, entra ora nella Sua "arca" spirituale! Torna al Suo "ovile"! 

Se ritieni di essere ebreo, scrivimi, non in pubblico, ma in privato, attraverso i Social collegati, per ricevere nei particolari il "messaggio" che Dio ha preparato per te. Se non sei sicuro di essere ebreo, scrivimi ugualmente, magari posso toglierti il dubbio 😉.

Ti aspetto!

lunedì 19 novembre 2018

Avete lo "spirito" di Dio?



Cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando. La prima volta in cui nella Bibbia si menziona lo "spirito" di Dio è in riferimento alla creazione del mondo. "Lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque" (Genesi 1:1,2). Quale immagine vi suggerisce se non quella di una leggera "brezza" che si muove sull'acqua, magari di un mare al tramonto?

In tal caso non siamo lontani dalla verità. Le parole ebraiche e greche che si riferiscono allo "spirito" danno l'idea di una "forza" invisibile simile al vento. Mediante questo "spirito" Dio creò anche l'essere umano e ci mantiene in vita (Salmo 104:29, 30). Potremmo paragonarlo, anche se solo molto lontanamente, ma giusto per capirci, all' "energia" elettrica che fa funzionare un elettrodomestico. La Bibbia spiega che persone che avevano lo "spirito di Dio", questa speciale "energia", erano in grado di fare cose straordinarie, come interpretare i sogni, mostrare particolare abilità tecniche o artistiche, sviluppare potenza fisica, svolgere "incarichi" speciali, ricordare determinati pensieri spirituali, predicare la parola di Dio in modi insoliti, o accrescere qualità positive. 

Proprio come l' "energia" elettrica permette a un elettrodomestico di funzionare a regime (d'altra parte anche solo una diminuizione di tale energia può determinarne un "malfunzionamento"), così lo "spirito di Dio", o "Spirito Santo", può potenziare enormemente le nostre capacità sia fisiche che spirituali per permetterci di compiere la Sua volontà  (Genesi 41:38; Esodo 28:3; 31:3-6; Giudici 14:6, 19; Isaia 61:1-3; Matteo 10:19,20; Atti 2:1-4; Galati 5:22).

Ma come si fa ad avere lo "spirito di Dio"? Dopo che aveva peccato commettendo adulterio con Betsabea il re Davide supplicò Dio di non 'togliergli il suo santo spirito' (Salmo 51:11). Se perseveriamo nel peccato volontariamente senza pentirci, non possiamo beneficiare dello Spirito Santo. Se ci lasciamo dominare dai desideri peccaminosi, non saremo guidati dallo spirito di Dio. Viceversa, se ci mettiamo in condizione di riceverlo, Dio ce lo darà e non seguiremo i desideri "carnali" (Isaia 63:10; Efesini 4:30; Galati 5:16,17,19-21). Gesù disse che Dio "donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono". È quindi fondamentale pregare Dio con fede e amore di donarci il Suo Spirito e poi "vivere per lo Spirito", comportandoci in modo degno (Luca 11:13; Galati 5:24,25).

Questo però non significa che Dio dona il Suo "spirito" solo a chi è "perfetto", a chi non sbaglia mai o crede di saper tutto sulla volontà di Dio. Altrimenti l'avrebbe dato solo a Gesù Cristo, l'unico essere umano veramente senza peccato dopo Adamo. Invece lo diede ai suoi apostoli, nonostante sbagliassero in più occasioni. Anzi, è proprio per sopperire alle nostre mancanze che Dio ce lo manda, come un "consolatore", permettendoci di 'rimanere nell'amore di Dio' (Giovanni 14:20; Romani 8:26; 1 Corinti 2:10-12; Giuda 20,21).

Tutti i cristiani, tutti coloro che sono uniti dalla fede in Gesù e dal sincero amore per Dio e per gli altri, a prescindere da dove si trovino nel mondo o della nazionalità di appartenenza, ricevono in misura e modi diversi lo Spirito Santo per l'edificazione spirituale di sé stessi e degli altri cristiani. 
Ognuno riceve da Dio un "dono" dello Spirito diverso, una particolare "capacità" potenziata dallo spirito santo, "a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune". 

E proprio come le diverse parti di un corpo umano concorrono a far funzionare l'intero corpo, anche noi dovremmo concorrere insieme con gli altri al buon "funzionamento" del "corpo" costituito dai fedeli cristiani, mettendo il nostro "dono" a disposizione degli altri, e avendo "la medesima cura" gli uni per gli altri. Siamo umili se riconosciamo di aver bisogno dell'incoraggiamento che gli altri possono darci (1 Corinti 12:1-25; 1 Pietro 5:9). "Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri" (1 Pietro 4:10). 

Questo ci ricorda due parabole di Gesù, quella del "servo fedele e prudente" incaricato di provvedere al mantenimento degli altri domestici e quella dei "servi" ai quali il loro padrone affidò dei "talenti", somme di denaro da far fruttare. In qualità di 'servi fedeli e prudenti', ciascuno di noi che ha ricevuto un particolare "dono" dello Spirito Santo dovrebbe farlo fruttare per contribuire al "mantenimento" spirituale dei nostri "fratelli in fede, di tutti coloro che condividono la nostra fede nello stesso Signore. Se, invece, ce lo tenessimo egoisticamente per noi, non pensando agli altri, o (peggio) iniziassimo a disprezzare lo Spirito Santo o a maltrattare gli altri credenti, magari criticandoli, dovremmo renderne conto (Matteo 24:45-51; 25:14-30; Romani 14:1-4). 

Nel prossimo post vedremo quant'è importante avere lo "spirito" di Dio, specialmente per noi che viviamo in questo particolare periodo della storia. Non ve lo perdete!😉

venerdì 16 novembre 2018

Siete pronti per "il giorno di Geova*"?



* "Geova" è la traslitterazione italiana del nome ebraico Dio "YHWH" (Salmo 83:18). Altri lo rendono con "Yahweh" o con nomi simili. La differenza di pronuncia deriva dal fatto che anticamente la lingua ebraica non aveva vocali scritte, ma solo consonanti. Le vocali venivano aggiunte nella pronuncia. Dal momento che la pronuncia del nome di Dio si è persa col tempo, nessuno sa con certezza come fossero pronunciate in origine quelle quattro consonanti (YHWH). Lascio a ognuno la possibilità di "chiamare" l'unico vero Dio, Creatore del cielo e della terra, nel modo più "vicino" alla propria sensibilità. Qui e altrove userò talvolta il nome "Geova" perché è la pronuncua comunemente riconosciuta in italiano, senza alcun collegamento a qualche particolare fede o gruppo religioso. 

Innanzitutto cerchiamo di capire insieme a cosa si riferisce la Bibbia quando menziona questo "giorno". E poi in che senso è il "giorno" di Dio? Cos'ha di speciale rispetto agli altri "giorni"? "l'uomo sarà umiliato... il Signore (YHWH) solo sarà esaltato in quel giorno. Infatti il Signore (YHWH) degli eserciti ha un giorno contro tutto ciò che è orgoglioso e altero, e contro chiunque s'innalza, per abbassarlo" (Isaia 2:9,11,12). Quindi è il "giorno" in cui Dio rivendicherà la sua supremazia su tutti gli esseri umani, specialmente su quelli che si vorrebbero mettere a livello di Dio. Che presunzione! 

Più avanti nella Bibbia, dopo che Dio ha annunciato il suo giudizio contro "Babilonia" (Isaia 13:1,4,5), si legge che "il giorno del Signore (YHWH) è vicino" (Isaia 13:6). Perciò questo "giorno" comprenderà l'esecuzione del giudizio di Dio contro la moderna "Babilonia", l'infedele Israele, allorché le nazioni del mondo, in particolare quelle rappresentate dal "re del settentrione" della profezia di Daniele, la devasteranno (Lamentazioni 1:1,12; Ezechiele 7:2,19; Gioele 1:14,15; 2:1,2; Sofonia 1:4, 14). Ma non solo "Babilonia" subirà il giudizio di Dio in quel "giorno". "Poiché il Signore (YHWH) è indignato contro tutte le nazioni, è adirato contro tutti i loro eserciti....è il giorno di vendetta del Signore (YHWH), l'anno della retribuzione per la causa di Sion" (Isaia 34:2,8; Geremia46:1,10; Amos 5:1,18). 

Attraverso il Messia incoronato re del Suo regno, Dio giudicherà nel suo "giorno" tutte le nazioni (o le persone di qualsiasi nazione) per il male arrecato a "Sion", al suo "popolo" ebraico. Si noti pure che non si tratterà di un giorno letterale di ventiquattro ore, perché è chiamato anche "anno di retribuzione", un periodo di tempo indeterminato nel quale Dio eseguirà prima il giudizio sugli ebrei infedeli e poi sul mondo intero, "sul Giudeo (gli ebrei di nascita) prima e poi sul Greco (i non ebrei)" (Romani 2:6-9,16; Atti 17:31; Malachia 3:1-3). Quest'ultimo giudizio avverrà, come abbiamo già visto, quando il Messia "tornerà" a separare i "giusti" dagli "ingiusti", che subiranno l'esecuzione materiale del giudizio poco dopo, nella "battaglia del gran giorno del Dio onnipotente", che è anch'essa definita "il giorno di Geova" (Ezechiele 30:2,3; Gioele 3:2,14; Abdia 15; Abacuc 3:12,16; Sofonia 3:8; Zaccaria 14:2-9; Apocalisse 16:15,16).

Nella Bibbia sono descritti altri "giorni del giudizio", che ci danno un'idea di come sarà quest'altro "giorno" che culminerà con il giudizio del mondo intero. Ai tempi di Noè il "giorno del giudizio" iniziò quando Dio decretò la fine di quel mondo e terminò con il diluvio. Anche Sodoma e Gomorra subirono un "giorno del giudizio" quando Dio vide attraverso i Suoi messaggeri angelici la malvagità dei loro abitanti e poi le distrusse completamente col fuoco (2 Pietro 2:5-9). Ai tempi di Mosè il "giorno del giudizio" sul potente Egitto cominciò con le "dieci piaghe" e finì quando il Mar Rosso sommerse l'esercito del faraone. In tutti questi casi il "giorno del giudizio" durò più di ventiquattro ore letterali, iniziò con la pronuncia del giudizio in segno di avvertimento e condanna e terminò con l'esecuzione materiale di quel giudizio. E ogni volta ci furono dei superstiti, non fu mai una "fine del mondo" totale. Possiamo aspettarci qualcosa del genere quando Dio porterà, nei prossimi anni (come sembrano indicare le profezie bibliche), il Suo "giorno".

Ma come sarà "il giorno di Geova"? "Quel giorno è un giorno d'ira, un giorno di sventura e di angoscia, un giorno di rovina e di desolazione, un giorno di tenebre e di caligine, un giorno di nuvole e di fitta oscurità, un giorno di squilli di tromba e di allarme contro le città fortificate e le alte torri" (Sofonia 1:15,16). Il profeta Abacuc descrive il suo stato d'animo quando ebbe la "premonizione" di quel "giorno": "Ho udito, e le mie viscere fremono, le mie labbra tremano a quel rumore. Un tarlo mi entra nelle ossa, io tremo a ogni passo; aspetto in silenzio il giorno dell'angoscia" (Abacuc 3:16). La ragione di tanto sconforto è presto detta. Sarà un periodo davvero "buio" per il mondo intero, caratterizzato da "guerre", "carestie", "terremoti in vari luoghi" e "grande tribolazione" (Matteo 24:6,7,21). Per così dire, gli angeli di Dio "suoneranno" le "sette trombe", annunciando i giudizi di Dio, attraverso i "messaggeri" terreni, "i due testimoni" (ebrei fedeli che faranno parte del regno di Dio), e li eseguiranno versando le "sette coppe dell'ira di Dio" (Apocalisse 8:6-13; 9:1-21; 11:3-6, 15; 16:1-21). 

Ma non sarà solo un periodo brutto. Quando "il regno del mondo" sarà stato trasferito a Dio e "al suo Cristo", e Dio avrà 'preso in mano il suo gran potere e avrà stabilito il suo regno' (intorno al 4 aprile 2019 come sembra), 'le nazioni si adireranno', dice la profezia, ma arriverà pure la Sua ira e "il momento di giudicare i morti, di dare il loro premio" ai suoi "servi, ai profeti, ai santi, a quelli che temono" il Suo nome, e (infine) "di distruggere quelli che distruggono la terra" (Apocalisse 11:15-18; Daniele 2:44). 

Come abbiamo già visto nei post precedenti, in quel tempo anche i morti saranno risuscitati per ricevere il giudizio di Dio, il premio della vita eterna o la condanna eterna (Giovanni 5:28,29). Fra i risuscitati ci saranno pure i "profeti" e altri fedeli adoratori di Dio del passato (Matteo 13:28,29). I primi "santi" che riceveranno il premio saranno gli apostoli di Gesù, allorché saranno risuscitati con corpi spirituali per "giudicare le dodici tribù d'Israele" (Matteo 19:28). Gli altri "santi" scelti per regnare con Cristo, che saranno ancora in vita, aspetteranno il momento in cui saranno "rapiti" per "incontrare il Signore (Gesù) nell'aria" (2 Tessalonicesi4:15-17). Tutti gli altri che 'temeranno il suo nome', avendone rispetto, saranno fra le "pecore" che il Cristo giudicherà degni della vita eterna (Matteo 25:31-34, 46). 

Dovremo vivere con angoscia questo "giorno"? No, se saremo dalla parte giusta! 😉 Quelli che "distruggono" il mondo con la loro cattiveria e ribellione a Dio dovranno temere la Sua ira. "Gli uomini (disubbidienti) verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo", predisse Gesù. "Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi", disse ai discepoli fedeli, "alzate la testa, perché la vostra liberazione si avvicina" (Matteo 21:26-28).

Come dovremmo comportarci in attesa di quel "giorno"? L'apostolo Paolo ci invita a non giudicare male gli altri per non ricevere l'avverso giudizio di Dio, a non essere ostinati e impenitenti, a non praticare l'ingiustizia e il male, ma ad avvalerci della misericordia di Dio. "Disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?" chiede. Dio ci sta ora tendendo, per così dire, la Sua mano perché vuole aiutarci ad essere salvati quando verrà il Suo giorno e "renderà a ciascuno secondo le sue opere": "vita eterna", "gloria, onore e pace" a quelli che perseverano nel fare il bene (Romani 2:1-10).

Anche San Pietro ci ammonisce: "Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisce, ma che tutti giungano al ravvedimento. ... quale sorta di persone dovete essere voi, in santità di condotta e opere di santa devozione, mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio...! Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace" (2 Pietro 3:11,12,14).

Ricordiamoci che, durante il "giorno di Geova", "chi si esalta" presuntuosamente contro Dio "sarà umiliato", ma chi si sottomette umilmente alla Sua volontà "sarà esaltato" (Matteo 23:12; Giacomo 4:10). Auguriamoci di poter nutrire la stessa speranza del profeta Abacuc, il quale, pur avvertendo la "serietà" della situazione, si sentiva tranquillo. "Mi rallegrerò nel Signore (YHWH)", concluse, "esulterò nel Dio della mia salvezza. Dio, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve e mi farà camminare sulle alture" (Abacuc 3:18,19).