venerdì 30 agosto 2019

Il tempo della "restaurazione" è arrivato!



Molti, anche fra gli ebrei e fra quelli che professano di servire l'Iddio d'Israele, pensano che non sia ancora arrivato il tempo della "restaurazione" del "tempio" spirituale di Dio. Credono che è ancora lontano il momento in cui il "rimanente" ebraico tornerà a Dio e con esso le ultime persone da salvare di ogni nazione, in vista del "Giudizio Universale". 《Così parla il Signore (YHWH) degli eserciti: "Questo popolo dice: 'Non è ancora venuto il tempo in cui si deve ricostruire la casa del Signore (YHWH)'"》(Aggeo 1:2). E così ognuno si dedica alle proprie faccende, come se nulla fosse. Ma si sbagliano di grosso!

Anche se la "restaurazione" fisica di Gerusalemme avverrà solo dopo la sua completa distruzione, fra tre anni e mezzo circa, quella spirituale dell'adorazione praticata dal popolo ebraico di Dio è già in corso e presto raggiungerà il culmine, allorché le ultime persone di discendenza ebraica torneranno a Lui. Non solo. Anche altre persone di tutte le nazioni si uniranno a loro nella "restaurazione".《Così infatti parla il Signore (YHWH) degli eserciti: "Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l'asciutto; farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa"》(Aggeo 2:6). Già oggi Dio sta scrollando le nazioni come in un setaccio, o trebbiando come si fa col grano,  per raccogliere "le cose più preziose", persone timorate di Lui che desiderino servirLo umilmente. 

Quale dovrebbe essere la nostra reazione a tutto questo? Quando in passato Dio, attraverso il profeta Aggeo, spronò il popolo a restaurare fisicamente il tempio, molti ascoltarono l'invito, riconoscendo che proveniva da Dio. Allora l'Iddio d'Israele donò loro il Suo potente Spirito affinché potessero portare a termine l'opera (Aggeo 1:12-14). Chi aveva posizioni di responsabilità fu invitato a darsi da fare, essendo di esempio per gli altri, sicuro che Dio l'avrebbe sostenuto. 《"Mettetevi al lavoro! perché io sono con voi", dice il Signore (YHWH) degli eserciti》(Aggeo 2:4). In risposta al loro impegno, Dio li benedisse (Aggeo 2:19).
Che dire di oggi? State partecipando anche voi alla "restaurazione" del "tempio" di Dio? Come reagite agli avvertimenti riguardo ai giudizi di Dio che stanno scuotendo le nazioni, prima fra tutte Israele? Vi siete pentiti dei vostri peccati e vi siete rivolti all'Iddio d'Israele per fare la Sua volontà? In tal caso, siete fra "le cose più preziose" agli occhi di Dio! Se già fate parte del "popolo" di Dio, e magari avete incarichi di responsabilità nella Sua opera, avete riconosciuto che i messaggi che sto pubblicando non sono "farina del mio sacco", ma provengono da Dio, che ispira i miei pensieri, in base alla Sua Parola Scritta? Dovreste prestare ascolto e collaborare con Dio aiutando "le cose più preziose" a tornare a Lui. 
In senso stretto il "tempio" spirituale di Dio rappresenta l'insieme dei credenti che hanno la speranza del regno celeste (1 Corinti 3:16). Ma il "cortile esterno" del tempio simboleggia Gerusalemme e il "popolo" ebraico (Apocalisse11:2). In altre parole, affluire al "tempio di Dio significa avvicinarsi agli "eletti", o "santi", ancora sulla terra, e in particolare a quelli di origine ebraica, per sostenerli nel loro "incarico". Gesù disse che "fare loro del bene" significa farlo indirettamente a lui e ne terrà conto quando tornerà per il "Giudizio Universale" (Matteo 25:44-46). 

Se abitate in Israele o siete di origine ebraica, ovunque vi trovate nel mondo, ricordate che Dio desidera convocarvi per una "solenne assemblea" nella quale rassicurerà con il Suo amore tutti coloro che torneranno a Lui (Gioele 2:15,16). In un'occasione simile l'antico popolo ebraico di Dio fu convocato in una "solenne assemblea" per ricevere la Sua Legge e un Patto eterno. Oggi chi parteciperà a questa "assemblea" si troverà al cospetto di "realtà" spirituali ben più grandi! Ce lo fa notare l'apostolo Paolo, applicando le profezie coinvolte: "Voi vi siete avvicinati al monte Sion (da dove Gesù invisibilmente regna), alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste (o "Nuova Gerusalemme" costituita da tutti i "santi"), alla festante riunione delle miriadi angeliche (che festeggiano il "ritorno" dei "peccatori" pentiti), all'assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli (i "santi" già risuscitati in cielo), a Dio, il giudice di tutti (in particolare dal 4 aprile mediante il Figlio), agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, il mediatore del nuovo patto e al sangue dell'aspersione". 

Vi rendete conto dell'importanza dell'evento? L'apostolo ammonisce: "Badate di non rifiutarvi di ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli (gli antichi ebrei), quando rifiutarono di ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra (Mosè), molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo; la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa: 《Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo 》(Aggeo 2:6)" (Ebrei 12:22-26). Non commettete l'errore della maggioranza degli ebrei che si rifiutano di ascoltare la "voce" di Dio e che per questo saranno puniti! Non voltate le spalle a Dio che vuole parlarvi, ma, al contrario, aprite la mente e il cuore per poter accogliere con gioia le sue parole di conforto!

Presto non solo attraverso i Suoi potenti messaggi di giudizio Dio scuoterà le nazioni, ma anche letteralmente, allorché sostituirà progressivamente i governi del mondo con il Suo regno di giustizia. "Io farò tremare i cieli e la terra; rovescerò il trono dei re e distruggerò la potenza dei regni delle nazioni" (Aggeo 2:22). Possa lo Spirito di Dio sostenervi mentre ascoltate la Sua "voce"! Fatevi coraggio e datevi da fare nella Sua opera! Alla fine la Sua "casa", o "tempio" spirituale, sarà completamente "restaurata" e perfino il "cortile esterno" del tempio, Gerusalemme, diventerà di nuovo una benedizione non solo per gli ebrei, ma per tutte le nazioni che serviranno l'Iddio d'Israele. 《"La gloria di questa sarà più grande di quella della casa precedente", dice il Signore (YHWH) degli eserciti. "In questo luogo io darò la pace"》(Aggeo 2:9).

martedì 20 agosto 2019

MESSAGGIO URGENTE PER TUTTI GLI ABITANTI DI ISRAELE E PER PERSONE DI DISCENDENZA EBRAICA IN GIRO PER IL MONDO


Cosa ti ricorda l'immagine postata? È il Monte Sinai, dove l'antico popolo ebraico di Dio ricevette la Sua Legge e un Patto eterno in base al quale i loro discendenti fedeli sarebbero diventati "sacerdoti" e "re". 
 
Purtroppo la maggioranza degli ebrei si è allontanata dall'Iddio d'Israele. Ma le profezie bibliche rivelano che un "rimanente" di essi tornerà a Dio ed erediterà le promesse fatte ai loro antenati. 
 
In questo particolare momento storico Dio sta completando il "radunamento" delle "pecore disperse dei figli d'Israele" in vista della loro "restaurazione" spirituale. D'altra parte l'infedele Israele sarà presto invasa dai suoi "nemici". 
 
Se sei ebreo o di discendenza ebraica e desideri sopravvivere al "giorno del giudizio", è essenziale che torni a Dio, pentendoti dei tuoi peccati e non sostenendo politicamente lo Stato ebraico. Se non sei ebreo, ma risiedi in Israele, unisciti agli ebrei fedeli che torneranno al loro Dio. 
 
Predisponi il tuo cuore per ascoltare la "voce" dell'Iddio d'Israele. Usando i Social network collegati, scrivimi al più presto in privato per essere inserito in un gruppo nel quale potrai "ascoltare" le "istruzioni" per la salvezza che Dio ha preparato per te. Condividi questo messaggio urgente con tutte le persone che ami. 
 
Dio ti benedica mentre ti avvicini a Lui per fare la Sua volontà!
 
Scrivimi su:
Facebook (VivoScribens)
Instagram (versolaluce3)
Twitter (versolaluce1)
 


venerdì 9 agosto 2019

"Porgete orecchio, voi tutti abitanti del paese!" (Gioele 1:2)



In vista dell'imminente "invasione" di Israele da parte dei suoi "nemici" e della successiva distruzione di Gerusalemme, l'Iddio d'Israele richiama l'attenzione di tutti gli abitanti della nazione: "Udite questo, o vecchi! Porgete orecchio, voi tutti abitanti del paese! È mai avvenuta una cosa simile ai giorni vostri o ai giorni dei vostri padri?" (Gioele 1:2). Quello che sta per accadere alla nazione non ha precedenti nella sua storia e sarà così memorabile, da dover essere trasmesso alle generazioni future. Non è più tempo di "dormire" in senso spirituale, come appesantiti dal troppo vino, ma di "svegliarsi" dal torpore e rendersi conto dell'urgenza dei tempi. "Svegliatevi, ubriachi, e piangete! Lamentatevi tutti, bevitori di vino, per il vino nuovo che vi è tolto di bocca!" (Gioele 1:5). Dal momento che anche i campi fertili saranno devastati, aggravando la "tribolazione" già in atto, anche gli agricoltori dovrebbero disperarsi. 

I "sacerdoti" d'Israele dovrebbero dare l'esempio e invitare il popolo a seguirlo. Il profeta riferisce il comando di Dio: "Vestitevi di sacco e piangete, o sacerdoti! Urlate, ministri dell'altare! Venite, passate la notte vestiti di sacco, ministri del mio Dio!" (Gioele 1:13). Nell'adempimento moderno di queste parole i "sacerdoti", ovvero coloro che sono stati "eletti" per far parte del regno di Dio, si sono già "vestiti di sacco", come i "due testimoni" dell'Apocalisse, in segno di cordoglio per la fine di Gerusalemme e pentimento per i peccati commessi contro l'Iddio d'Israele (Apocalisse 11:3). Già da diversi mesi stanno facendo risuonare in lungo e in largo l'avvertimento, invitando tutti a temere Dio e in particolare gli abitanti d'Israele a tornare al loro Dio prima che sia troppo tardi. 

Ora Dio dà loro un ordine "speciale": "Proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore (YHWH), del vostro Dio, e gridate al Signore (YHWH)!" "Suonate la tromba a Sion, proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Adunate il popolo, santificate l'assemblea! Adunate i vecchi, i bambini e quelli che poppano ancora! Esca lo sposo dalla sua camera, e la sposa dalla camera nuziale!"(Gioele 1:14; 2:15,16). 

Anticamente Dio radunava il Suo "popolo" ebraico in occasioni importanti, come quando doveva trasmettere la Sua legge. Per allora tutti si sarebbero dovuti "santificare", purificandosi da ogni contaminazione fisica e spirituale e predisponendo il proprio cuore per accettare la volontà di Dio. Oggi Dio non solo richiama l'attenzione degli abitanti d'Israele attraverso i Suoi "sacerdoti", ma li invita anche a "santificarsi" in vista di una "solenne assemblea". Questo significa che tutti i residenti di Israele, e in particolare gli abitanti di Gerusalemme, nessuno escluso, sono invitati ad ascoltare con un cuore ben disposto ciò che Egli vuole trasmettere loro. Quando Dio parla, niente e nessuno dovrebbe essere più importante. Perfino i novelli sposi, che sono così presi l'uno dall'altra, dovrebbero, per così dire, uscire dalla loro camera per ascoltare! Capite l'importanza del "messaggio" di Dio? 
Alla luce di quanto sopra, invito tutti gli abitanti d'Israele, senza distinzione di sesso o di età, a scrivermi in privato per ricevere ulteriori istruzioni. Servitevi dei Social collegati al blog: Facebook (VivoScribens), Instagram (versolaluce3), Twitter (versolaluce1). Solo coloro che avranno preparato la mente e il cuore, nutrendo profondo rispetto per l'Iddio d'Israele, saranno successivamente invitati a partecipare a un' "assemblea solenne", durante la quale sarà loro rivelato il "messaggio" di Dio. 

Abitanti d'Israele, se tenete alla vostra vita e a quella dei vostri cari, prestate attenzione a ciò che il vostro Dio desidera dirvi! Svegliatevi dal "sonno" spirituale e rendetevi conto una volta per tutte della serietà della situazione! Se non lo avete ancora ben chiaro, vi invito a leggere con attenzione gli articoli precedenti nella loro versione integrale. Dopodiché contattatemi in privato per ricevere, nel caso, un "invito speciale". A tutti dico: Aiutatemi, se potete, a diffondere questo articolo e le iniziative collegate per richiamare l'attenzione su questo particolare aspetto della profezia di Gioele. Dio sia con voi mentre compite la Sua "opera"!

domenica 4 agosto 2019

"Prepàrati, Israele, a incontrare il tuo Dio!" (Amos 4:12)


"Così parla il Signore (YHWH): 《Per tre misfatti di Giuda, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza, perché hanno disprezzato la legge del Signore (YHWH) e non hanno osservato i suoi precetti, e perché si sono lasciati sviare dai loro falsi dei, dietro i quali erano già andati i loro padri. Io manderò in Giuda un fuoco che divorerà i palazzi di Gerusalemme" (Amos 2:4,5). I "misfatti", o peccati, dell'infedele Israele sono troppo gravi per essere lasciati impuniti. Dopo che i "Filistei" (i Palestinesi di Gaza) e gli "Assiri", o "Caldei" (i paesi arabi a nord di Israele), avranno invaso il paese, Gerusalemme sarà distrutta fra tre anni e mezzo circa come dal "fuoco" e nessuno che in quel momento si troverà al suo interno potrà scampare. 

"L'agile non avrà modo di darsi alla fuga, il forte non potrà servirsi della sua forza e il valoroso non scamperà; chi maneggia l'arco non potrà resistere, chi ha il piede veloce non potrà scampare; il cavaliere sul suo cavallo non si salverà, il più coraggioso fra i prodi fuggirà nudo in quel giorno" (Amos 2:14-16). Per quanto possano essere abili e capaci di combattere, quegli israeliani che si saranno arroccati nella città non potranno resistere alla furia degli eserciti "nemici" capeggiati dalla Turchia! "Poiché, ecco, o casa d'Israele, dice il Signore (YHWH), Dio degli eserciti: 《Io faccio sorgere contro di voi una nazione, che vi opprimerà dall'ingresso di Camat fino al torrente dell'Arabà》", cioè dal confine nord al confine sud (Amos 6:14). E gli abitanti del resto del paese che non saranno uccisi finiranno in esilio. "Israele sarà condotta in esilio lontano dal suo paese", "oltre Damasco", in Turchia appunto (Amos 7:11; 5:27).

L'invasione "turca" sarà preceduta, come abbiamo visto nei post precedenti, da "fenomeni celesti" soprannaturali e segnerà l'inizio del "grande e tremendo giorno" di Dio a cominciare da Gerusalemme. "《Quel giorno》, dice il Signore, Dio (YHWH), 《io farò tramontare il sole a mezzogiorno e farò oscurare la terra in pieno giorno》". "Prepàrati, Israele, a incontrare il tuo Dio!" (Amos 8:9; 4:12).

Ma prima di quest'epilogo così drammatico, come dicevamo, Israele sarà invasa da altri "nemici". "Proclamate questo sui palazzi di Asdod e sui palazzi del paese d'Egitto; dite: 《Adunatevi sui monti di Samaria, osservate quali grandi disordini ci sono in essa e quali oppressioni avvengono al suo interno!》.《Essi non sanno fare ciò che è retto》, dice il Signore (YHWH); 《accumulano nei loro palazzi i frutti della loro violenza e della loro rapina》.《Perciò così dice il Signore, Dio (YHWH): 《Ecco, il nemico è tutt'attorno al paese; egli abbatterà la tua forza e i tuoi palazzi saranno saccheggiati》" (Amos 3:9-11). Ashdod esiste ancora ed è una moderna città costiera di Israele con "palazzi", ovvero grattacieli, lussuosi e confortevoli. Il profeta li assomiglia ai "palazzi" d' "Egitto", cioè degli Stati Uniti e dei loro alleati occidentali. In effetti lo skyline di Ashdod, così come quello di altre città moderne israeliane, è molto simile allo skyline delle grandi città del Nord America. 

La profezia mette in relazione il lusso sfrenato di molti che vivono in quei "palazzi" con la "violenza" e la "rapina" chiassose che si commettono in "Samaria", regione che corrisponde in parte alla Cisgiordania. Le donne che si sollazzanno con le ricchezze ingiustamente percepite vengono chiamate  "vacche di Basan", località situata attualmente sulle "alture del Golan". Non è forse vero che Israele occupa di fatto buona parte di quelle zone, maltrattando le popolazioni locali e appropriandosi con la violenza di ciò che non è suo? "Vendono il giusto per denaro e il povero a causa di un paio di sandali". "Desiderano vedere la polvere sulla testa degli indifesi, violano il diritto degli umili". "Bevono il vino di chi viene multato". 'Opprimono il giusto, accettano regali e danneggiano i poveri in tribunale' (Amos 2:6-8; 5:12). Dovranno rendere conto al loro Dio di tutto questo! Egli promette: "Abbatterò le case d'inverno e le case d'estate; le case d'avorio saranno distrutte e scompariranno i grandi palazzi" (Amos 3:15).

In questo preciso momento storico "il nemico è tutt'attorno al paese", in quanto tutte le nazioni che circondano Israele si stanno coalizzando per stringerla in una "morsa" fatale. Presto gli "invasori" avanzeranno a partire dal nord del Paese, e le sue belle città con i "grandi palazzi" saranno distrutte! Gli abitanti saranno "a bocca asciutta" per la mancanza di cibo e di altri generi di prima necessità. Ci saranno pestilenze e numerosi uccisi in guerra. Ma nemmeno allora molti israeliani riconosceranno le loro colpe e torneranno a Dio (Amos 4:6-11). Si metteranno a ricostruire case che non abiteranno mai (Amos 5:11).
Apro una parentesi per i "nemici" d'Israele che parteciperanno all'invasione. Non crediate che, dal momento che l'Iddio d'Israele lo consentirà, voi riceverete per questo la Sua approvazione! Al contrario, tutti i "nemici" d'Israele saranno a loro volta puniti per aver osato tanto contro il "popolo" ebraico di Dio. La profezia si Amos, che stiamo considerando, inizia proprio con una serie di condanne contro i "nemici" d'Israele. "Damasco" e "Tiro" (ovvero gli "Assiri" di cui prima), "Gaza" (i Palestinesi),  "Edom", "Ammon" e Moab" (la Giordania), che finge di essere "amica" d'Israele, saranno anch'esse distrutte col "fuoco" (Amos 1:3-2:3). 
Purtroppo molti abitanti d'Israele non si rendono conto del pericolo imminente e continuano la loro vita come se nulla fosse. Se ne "stanno ora seduti sull'angolo di un divano o di un letto di Damasco". "Guai a quelli che vivono tranquilli a Sion e fiduciosi sul monte di Samaria!"  "Non si addolorato per la rovina di Giuseppe (o Israele)". Anzi 'si rallegrano di cose da nulla', dedicandosi ai divertimenti effimeri, e confidano stupidamente nella loro capacità di difendersi. Si preoccupano solo dei propri interessi commerciali illeciti (Amos 3:12; 6:1, 5, 13; 8:5,6).

Se abitate in Israele, allontanatevi dalla "zona di pericolo"! Scappate subito dalle popolose città del nord, le prime che saranno saccheggiate, cosi come da Ashdod, un po più sud! "Non cercate Betel, non andate a Ghilgal, non giungete sino a Beer-Sceba; perché Ghilgal andrà certamente in esilio e Betel sarà ridotto a nulla" (Amos 5:5). "Betel" e "Ghilgal" corrispondono all'Israele settentrionale, mentre "Beer-Sceba" al settore meridionale. Lasciate anche Gerusalemme finché potete! Quando gli ultimi "invasori" metteranno piede a Gerusalemme, non ci sarà più tempo per mettersi in salvo. Allora Israele incontrerà il suo Dio. Da che parte sarete voi? Prestate attenzione all'avvertimento profetico che Dio sta facendo risuonare! "Il leone ruggisce, chi non temerà? Il Signore, Dio (YHWH), parla, chi non profetizzerà?" (Amos 3:6-8). "Cercate il bene e non il male, affinché viviate". "Odiate il male, amate il bene" (Amos 5:14,15). 

Grazie a Dio un "rimanente" d'Israele sarà salvato e prenderà parte alla ricostruzione. L'Iddio d'Israele promette: "Io libererò dall'esilio il mio popolo, Israele; essi ricostruiranno le città desolate e le abiteranno; pianteranno vigne e ne berranno il frutto; coltiveranno giardini e ne mangeranno i frutti" (Amos 9:11-14).

martedì 16 luglio 2019

Quando inizierà "la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente"? (Apocalisse 16:14)



Nella Bibbia si parla sia del "gran giorno del Signore (YHWH)" (Sofonia 1:14), o semplicemente del Suo "giorno" (Gioele 2:1), contro l'infedele Gerusalemme, sia del "grande e terribile giorno del Signore (YHWH)" (Gioele 2:32), o "gran giorno del Dio onnipotente" (Apocalisse 16:14) contro tutte le nazioni, volgarmente detto anche "fine del mondo", da non confondere con il "Giorno del Giudizio", iniziato lo scorso 4 aprile. In precedenza pensavamo che il "grande e terribile giorno" di Dio sarebbe iniziato dopo la "settantesima settimana" di anni del profeta Daniele, dopo cioè che sarebbe stata ultimata la "restaurazione" di Gerusalemme. Ma lo Spirito di Dio ci induce a correggere in parte questo "intendimento". 

L'Apocalisse, per esempio, ci fa capire che, dopo che il cavaliere del "cavallo giallastro", ovvero l' "Assiro", avrà devastato Israele, ci saranno straordinari "fenomeni celesti" (sole oscurato, luna di sangue, stelle cadute) (Apocaliase 6:8,12,13). Come abbiamo visto nell'articolo precedente, questi "fenomeni" saranno il "preludio" dell'avvento sul suolo d'Israele egli eserciti nemici capeggiati dalla Turchia e del "ritorno" visibile del Messia per il "Giudizio Universale". Di lì a poco Gerusalemme sarà distrutta nel "gran giorno" di Dio, il primo che abbiamo menzionato. Ma la parallela profezia di Gioele indica che simili "fenomeni celesti" (sole oscurato e luna in sangue) precederanno immediatamente anche il "grande e terribile giorno del Signore (YHWH)" (Gioele 2:31). 
C'è anche un altro particolare che fa riflettere. Sempre l'Apocalisse rivela che il "falso profeta", ovvero la "bestia con due corna simili ad agnello", avrebbe avuto una parte importante nel preparare il mondo alla "battaglia del gran giorno del Dio onnipotente". E, quando finalmente verrà quel "giorno", anche il "falso profeta" sarà distrutto (Apocalisse 16:14,14; 19:19,20). Sappiamo che questo "falso profeta" rappresenta l'infedele Israele, chiamata anche "Babilonia la grande". E sappiamo pure che "Babilonia la grande" sarà definitivamente distrutta allorché Gerusalemme sarà devastata, fra tre anni e mezzo circa. Tutto questo ci porta a concludere che il "gran giorno" di Dio contro Gerusalemme, nel quale sarà rasa al suolo, coinciderà con l'inizio del "gran giorno del Dio onnipotente", o "grande e terribile giorno del Signore (YHWH)". 

Cosa accadrà allora? L' Apocalisse lo chiama pure "il gran giorno" dell'ira di Dio e dell' "Agnello" (Gesù Cristo), il "tempo" in cui sarà "compiuto il mistero di Dio", ovvero sarà distrutta "Babilonia la grande", e "il regno del mondo" passerà fattivamente nelle mani di Dio e del Suo Cristo. Per allora tutti i "santi" saranno stati radunati in cielo (i "ventiquattro anziani che siedono suo loro troni") e potranno ringraziare Dio per aver "preso in mano" il Suo "grande potere" e "stabilito" il Suo "regno". Sarà evidentemente allora che Dio farà il Suo ingresso come "re glorioso" a Gerusalemme, ancor prima della sua distruzione. In quel "giorno" arriverà pure il "momento di giudicare i morti", che saranno risuscitati per l'occasione, e "di distruggere quelli che distruggono la terra" (Apocalisse 10:7; 11:15-19). La parabola di Gesù del "grano e delle zizzanie" conferma questa interpretazione. Gesù disse che la "mietitura" corrisponde alla "fine dell'età presente", o alla "fine del mondo" come lo conosciamo. Per allora il "grano", ovvero i "santi", saranno tutti "raccolti nel granaio",  in cielo, mentre le "zizzanie", i finti cristiani, saranno portati "fuori del suo regno", fuori da Gerusalemme, e gettati nella "fornace ardente", cioè distrutti (Matteo 13:30,38-43). La parabola non indica che il "radunamento" dei "santi" sarebbe avvenuto molto tempo prima della distruzione delle "zizzanie", ma pressoché contemporaneamente, ovvero alla "fine dell'età presente". 

Sia l'Apocalisse che Gioele precisano però che l'esecuzione finale dei giudizi di Dio sarà preceduta da un grande "terremoto" (Apocalisse 11:19; 16:17-21; Gioele 3:16). Questo aspetto ci porta a riconsiderare la successione di eventi profetizzata da Gioele. Come abbiamo visto in precedenza, già ora "tutte le nazioni" si stanno radunando intorno a Israele per farsi guerra le une contro le altre. Quando il "radunamento" sarà completato, Dio si metterà a sedere nella "valle di Giosafat", o "valle del Giudizio" per giudicare tutte le nazioni circostanti" attraverso il Suo "giudice" incaricato (Gioele 3:12,14; Matteo 25:31-33). L'Apocalisse dice che saranno radunate "nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon" (Apocalisse 16:16). Come sappiamo, le profezie bibliche hanno sia un adempimento letterale che uno simbolico e spirituale. Quindi anche la "valle di Giosafat" e "Harmaghedon" indicano sia la location letterale in cui inizierà la "battaglia del gran giorno del Dio onnipotente", cioè in Israele, che il "luogo" simbolico in cui si svolgerà, ovvero la situazione mondiale in cui Dio eseguirà i Suoi giudizi contro tutti gli "empi" (Giuda 14,15).  

Il "grande e terribile giorno" di Dio inizierà con il Suo "gran giorno" contro Gerusalemme e proseguirà con la distruzione di tutti gli oppositori del Suo regno, partendo da Israele, in tutto il mondo. "Poiché, ecco, io comincio a punire la città sulla quale è invocato il mio nome (Gerusalemme)". "Un grido, come quello dei pestatori d'uva, arriva a tutti gli abitanti della terra. Il rumore giunge fino alle estremità della terra, poiché il Signore (YHWH) ha una lite con le nazioni, egli entra in giudizio contro ogni carne; gli empi li dà in balìa della spada". "Ecco, una calamità passa di nazione in nazione, e un gran turbine si alza dalle estremità della terra. In quel giorno gli uccisi dal Signore (YHWH) copriranno la terra dall'una all'altra estremità di essa" (Geremia 25:29,30-33; Sofonia 1:3,4; 3:8). 
Ma non si concluderà nel giro di 24 ore e nemmeno di qualche giorno o mese. In base all' "intendimento" attuale, dopo la distruzione di Gerusalemme, la città dovrà essere gradualmente "restaurata" e con essa la giusta adorazione di Dio. Questa "restaurazione" sarà completata solo alla fine della "settantesima settimana" di anni iniziata da poco. Dopo "Gog di Magog", ovvero Satana nella sua manifestazione terrena, a capo delle nazioni ribelli, proverà ad attaccare nuovamente Gerusalemme, ma sarà sconfitto insieme a tutto il suo esercito. Il profeta Ezechiele aggiunge che i cadaveri della folla di "Gog" andranno in pasto "agli uccelli di ogni specie e a tutte le bestie dei campi". Anche l'Apocalisse dice che "gli uccelli" si ciberanno della "carne di re, di capitani, di prodi, di cavalli e di cavalieri, di uomini di ogni sorta" (Ezechiele 38:18-23; 39:17-20; Apocalisse 19:17,18). Evidentemente questo "evento" segnerà la "fine" del "gran giorno del Dio onnipotente". 

Come potremo essere salvati quando verrà questo "giorno"? Gioele risponde: "Chiunque invocherà il nome del Signore (YHWH) sarà salvato" (Gioele 2:32). Altre profezie parallele ci aiutano a capire cosa significa 'invocare il nome' di Dio. Sofonia rivela cosa accadrà dopo che Dio avrà iniziato ad eseguire il giudizio sulle nazioni radunate intorno a Israele: "Allora io trasformerò le labbra dei popoli in labbra pure, affinché tutti invochino il nome del Signore (YHWH), per servirlo di comune accordo" (Sofonia 3:9). Anche Isaia e Michea dicono che "molti popoli" andranno a Gerusalemme per essere istruiti da Dio, mentre vivranno in pace (Isaia 2:2-4; Michea 4:2-4). Dopo la distruzione di Gerusalemme, persone volenterose, già giudicate "pecore" dal Messia, da tutto il mondo andranno sul posto per ricostruire "di comune accordo" la città. Una "grande folla" che acclamerà con fede i "nuovi re della terra", Dio e Suo Figlio Gesù (Appcalisse 7:9). Sarà proprio la loro condizione pacifica e di prosperità che attirerà l'attenzione del Nemico di Dio, spingendolo a sferrare l'attacco finale (Ezechiele 38:11,12). Ma nessuno più potrà toccare la "città santa", perché allora il suo "re glorioso" la difenderà. "Voi saprete che io sono il Signore (YHWH), il vostro Dio; io dimoro in Sion, il mio monte santo. Gerusalemme sarà santa e gli stranieri non vi passeranno più" (Gioele 3:17). "Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero, che confiderà nel nome del Signore (YHWH). Il resto d'Israele non commetterà azioni malvagie, non dirà menzogne e non si troverà più un linguaggio ingannatore sulle sue labbra; perché essi pascoleranno, si coricheranno e non vi sarà più nessuno che li spaventi" (Sofonia 3:12,13).

Cosa impariamo in pratica da questo "intendimento" aggiornato delle profezie? Riepilogando, abbiamo capito che, quando Gesù tornerà per separare le "pecore" dai "capri", non passerà molto tempo prima che Gerusalemme venga distrutta nel "gra giorno" di Dio, dando inizio anche al Suo "grande e terribile giorno", ad Armaghedon. Allora Dio siederà come Giudice Supremo a Gerusalemme ed inizierà a punire direttamente le nazioni radunate. Poi le "pecore" scampate alla "grande tribolazione" ricostruiranno gradualmente la città distrutta, al sicuro sotto la protezione dell'Iddio Onnipotente. Siete pronti per quel "giorno"? Se sarete con le nazioni che saliranno contro Israele, sarete distrutti. Se invece acclamerete con fede i "nuovi re della terra" e sosterrete quelli che restaureranno la "città santa", sarete salvati. Avrete la fiducia necessaria per recarvi a Gerusalemme e partecipare alla sua "restaurazione"? O verrete meno come gli ebrei del tempo di Mosè che si sentirono in trappola tra il faraone che li inseguiva e il Mar Rosso? Ricordate che "chiunque invocherà" l'aiuto di Dio, avendo piena fiducia nel Suo aiuto e lodandoLo con "labbra pure", "sarà salvato". Potrete così preparare la città per quando, dopo la fine del "gran giorno del Dio onnipotente", la "nuova Gerusalemme", Gesù e i suoi coeredi, scenderà dal cielo. 

Si avvereranno allora queste parole: "Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini!". Nell'antico Israele il "tabernacolo" era una "tenda" dove i sacerdoti officiavano prima della costruzione del tempio. Rappresentava la "presenza" di Dio in mezzo al Suo popolo e la centralità della vera adorazione nella vita dei Suoi servitori. La "nuova Gerusalemme" sarà il nuovo "tabernacolo" di Dio. Attraverso il Suo regno in terra Dio sarà "presente" e guiderà gli uomini ubbidienti nella Sua vera adorazione. "Da Sion, infatti, uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore (YHWH)" (Isaia 2:3). "Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate" (Apocalisse 21:3,4).  

Che tempo emozionante sarà quello! "Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio" (2 Corinzi 7:1). L'Apocalisse diceva che, per preparare le nazioni alla "battaglia del gran giorno del Dio onnipotente", la "bestia selvaggia", cioè il sistema politico del mondo, il "falso profeta", ovvero l'infedele Israele, e il "dragone", Satana il diavolo in persona, avrebbero dato vita a "spiriti impuri simili a rane". Non ci facciamo contaminare da questa "propaganda" satanica! Potremmo diventare "impuri" agli occhi di Dio se sostenessimo politicamente i governi di questo mondo. Come abbiamo visto in precedenza, oramai tutte le nazioni sono state radunate intorno a Israele, prendendo posizione a favore o contro. Se non vogliamo subire anche noi l'ira di Dio, restiamo lontani dalla "valle di Giosafat", o da "Harmaghedon", evitando di schierarci da una parte o dall'altra. Se ci facessimo abbindolare dal "falso profeta", sostenendo politicamente lo Stato ebraico, saremo costretti a subire le sue stesse piaghe! E quante tentazioni ci mette davanti ogni giorno il Nemico di Dio, proponendoci vizi che distruggono sia l'anima che il corpo! 

Se vogliamo ereditare il regno di Dio, dobbiamo purificarci da ogni specie di impurità e continuare a lottare contro il peccato fino alla fine! Nella "nuova Gerusalemme", nella città restaurata che diventerà sede terrena del regno di Dio, ci sarà anche l' "albero della vita" che simboleggiava il diritto alla vita eterna. Le "foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni". Chiunque avrà diritto alla vita eterna e ad entrare nella "città santa" potrà guarire da ogni genere di infermità fisica. Ma per beneficiarne, dovremo essere "puri" e non praticare più il peccato, questo prima che finisca la "grande tribolazione" e Gesù torni per il Giudizio Universale. "Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della città! Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna". Solo così potremo accettare l'invito che lo "Spirito" di Dio e la "sposa" di Cristo, i "santi" suoi coeredi, ci faranno. "Lo Spirito e la sposa dicono: 《Vieni!》 E chi ode, dica: 《Vieni!》 Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita" (Apocalisse 7:9,13-17; 22:14,15,17).

venerdì 12 luglio 2019

Chi sopravvivrà alla prossima distruzione di Gerusalemme?



Che Gerusalemme sarà presto assediata e distrutta, in base alle profezie bibliche, mi sembra sia ormai chiaro a tutti. Le profezie ci rivelano inoltre se qualcuno sopravvivrà alla distruzione. Il profeta Abacuc, parlando dei "Caldei", che oggi corrispondono ad alcune nazioni arabe a nord di Israele (come Libano, Siria, Iran e Iraq), dice che, dopo che avranno devastato le altre nazioni del mondo, saranno a loro volta devastati. L' "uomo arrogante" (o i "Caldei") "allarga la sua bocca come il soggiorno dei morti; come la morte, non si può saziare, ma raduna presso di sé tutte le nazioni, raccoglie intorno a sé tutti i popoli" (Abacuc 2:5). 

Questo paragone con la "morte" ci aiuta a comprendere meglio l'identità del "quarto cavaliere" dell'Apocalisse. L'apostolo Giovanni lo descrive così: "Guardai e vidi un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava si chiamava Morte, e gli veniva dietro l'Ades (il "soggiorno dei morti"). Fu dato loro potere sulla quarta parte della terra, per uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra" (Apocalisse 6:8). La "cavalcata" dei "quattro cavalieri" sappiamo che è iniziata quando il Messia, Gesù Cristo, ha iniziato a regnare invisibilmente a Gerusalemme, lo scorso 4 aprile. Lui è il cavaliere del "cavallo bianco" al quale, in quel momento, "fu data una corona", il potere regale appunto. Sono seguiti i cavalieri del "cavallo rosso", che rappresenta la guerra, e il cavaliere del "cavallo nero", che simboleggia la carestia. 

Da quando Gesù è al potere si sono infatti sentite sempre più "notizie di guerre", soprattutto in Medio Oriente, e la "grande tribolazione" predetta, con le "carestie", è iniziata e presto raggiungerà l'apice, in particolare in Israele, allorché sarà invasa dai suoi "nemici". Da questa successione di cavalieri comprendiamo che sono disposti in ordine cronologico, dal momento che il primo ha "inaugurato" la "stagione" e gli altri sono subentrati immediatamente dopo. Possiamo dedurne che anche gli avvenimenti descritti in seguito si adempiranno nello stesso ordine di tempo. Il cavaliere del "cavallo giallastro" arriva subito dopo la cavalcata del cavaliere del "cavallo nero", ovvero dopo lo scoppio della "grande tribolazione". Dalle profezie parallele sappiamo che la "tribolazione" si manifesterà in tutta la sua potenza proprio quando i "Caldei" invaderanno Israele. Infatti, il profeta Abacuc, che profetizzò quell'invasione, dice che, nel "giorno dell'angoscia", "quando il nemico marcerà contro il popolo per assalirlo", o, per dirla con Isaia, quando l' "Assiro" 'agiterà il pugno contro il monte della figlia di Sion', cioè Gerusalemme, "il fico non fiorirà, non ci sarà 'più frutto nelle vigne; il prodotto dell'ulivo verrà meno, i campi non daranno più cibo, le greggi verranno a mancare negli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle" (Abacuc 3:17; Isaia 10:32). 

Sarà allora che i "Caldei" porteranno la "Morte". Questo ci fa concludere che siano loro in particolare il cavaliere del "cavallo giallastro". Non uccideranno tutti "con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra", ma solo la "quarta parte della terra". Altrove abbiamo visto che, in questo tempo, il mondo è profeticamente suddiviso in "tre parti": Israele, "re del settentrione" e "re del sud". La "quarta parte" evidentemente non corrisponde perfettamente a nessuna delle tre parti procedenti, ma sicuramente le coinvolge in minima parte, una "quarta" appunto. Abacuc diceva che la sua insaziabile "fame" di vittime si riversa su "tutte le nazioni" che "raduna presso di sé". State seguendo le notizie? Non è forse vero che "tutte le nazioni" in genere si sono recentemente radunate per combattere il terrorismo in Siria? E gli ultimi avvenimenti nel Medio Oriente non stanno forse attirando l'attenzione di "tutte le nazioni" contro l'Iran? Qualcuno "potente" probabilmente crederà di uscirne vittorioso da un eventuale conflitto con l'Iran e anzi pensa sia vantaggioso per lui fomentarlo. Ma è esattamente il contrario! Il "gran ciccodrillo" scenderà in guerra "presso il fiume Eufrate", ma sarà sconfitto. Fa parte del piano dei "Caldei" radunare "tutte le nazioni", per poterle massacrare. 

In parte ci riusciranno, per la precisione "una quarta parte" del mondo cadrà vittima della loro "trappola", ma alla fine saranno anch'essi sconfitti. I loro "creditori" "spunteranno all'improvviso" es essi 'diverranno loro preda'. "Poiché tu hai saccheggiato molte nazioni, tutto il resto dei popoli ti saccheggerà a causa del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti" (Abacuc 2:7,8). Sappiamo che la Turchia sconfiggerà gli "Assiri" (o "Caldei"), ma, in quel momento, avrà l'appoggio di tutte le altre nazioni, che si vendicheranno una volta per tutte per la violenza e per gli attentati terroristici subiti.
Cosa accadrà dopo? La profezia dell'Apocalisse, subito dopo aver menzionato il "cavallo giallastro", si concentra su coloro "che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che avevano resa". Questi chiedono a Dio vendetta. Viene loro consegnata "una veste bianca" e detto di riposarsi ancora un po', 'finché sia completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che devono essere uccisi come loro' (Apocalisse 6:9-11). La "veste bianca" ci fa capire che sono i "santi" già morti per la loro testimonianza e risuscitati in cielo. In risposta alla loro domanda, viene detto che bisogna prima completare il numero dei loro "fratelli". Questo ci ricorda ciò che viene detto nel capitolo successivo, e cioè che gli angeli avrebbero dovuto trattenere i "venti" della distruzione finché non fossero stati suggellati tutti i "santi". 

Le due visioni si riferiscono alla stessa cosa. La "cavalcata" del "quarto cavaliere", la sua invasione di Israele e la guerra con le altre nazioni, si dovrà concludere prima che vengano risuscitati in cielo gli ultimi "santi" ancora sulla terra, prima del loro "suggellamento", che avverrà quando Gesù tornerà per il Giudizio Universale, nei prossimi tre anni e mezzo. Immediatamente prima del suo ritorno visibile, si verificheranno straordinari "fenomeni celesti", di cui abbiamo già parlato. "Il sole diventò nero come un sacco di crine e la luna diventò tutta come sangue; le stelle del cielo caddero sulla terra come quando un fico scosso da un forte vento lascia cadere i suoi fichi immaturi. Il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola". "Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole con gran potenza e gloria". "I re della terra, i grandi, i generali, i ricchi, i potenti e ogni schiavo e ogni uomo libero si nascosero nelle splelonche della terra e tra le rocce dei monti. E dicevano ai monti e alle rocce: 《Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello; perché è venuto il gran giorno della loro ira. Chi può resistere?》"(Matteo 24:29,30; Apocalisse 6:12-17). 

Negli articoli precedenti abbiamo capito che il "ritorno" del Messia coinciderà grosso modo con l'assedio di Gerusalemme da parte della Turchia e dei suoi alleati. Dal momento che la Turchia avrà sconfitto gli "Assiri" con il sostegno delle altre nazioni, e poiché sappiamo che anche nella distruzione di Gerusalemme (alias "Babilonia la grande") saranno coinvolte tutte le nazioni, è probabile che saranno le stesse nazioni che avranno sconfitto gli "Assiri" insieme alla Turchia poco prima. Per allora tutti i "santi" saranno stati radunati in cielo, così i "venti" della distruzione si abbatteranno su Gerusalemme. Il profeta Sofonia descrive quei momenti drammatici: "Le loro ricchezze saranno abbandonate al saccheggio, le loro case devastate; essi costruiranno delle case, ma non le abiteranno; pianteranno delle vigne, ma non ne berranno il vino". Gli eserciti invasori, dopo qualche mese di assedio, il tempo di far crescere le vigne, faranno quello che i loro predecessori "assiri" non avranno fatto, e distruggeranno Gerusalemme. 

"Il gran giorno del Signore (YHWH) è vicino; è vicino e viene in gran fretta; si sente venire il giorno del Signore (YHWH) e il più valoroso grida amaramente. Quel giorno è un giorno d'ira, un giorno di sventura e d'angoscia, un giorno di rovina e di desolazione, un giorno di tenebre e caligine, un giorno di nuvole e di fitta oscurità, un giorno di squilli di tromba e di allarme contro le città fortificate e le alte torri. Io metterò gli uomini nell'angoscia ed essi brancoleranno come ciechi, perché hanno peccato contro il Signore (YHWH); il loro sangue sarà sparso come polvere e la loro carne come escrementi. Né il loro argento né il loro oro potrà liberarli nel giorno dell'ira del Signore (YHWH); ma tutto il paese sarà divorato dal fuoco della sua gelosia; poiché egli farà una distruzione improvvisa e totale di tutti gli abitanti del paese" (Sofonia 1:13-18). Non stiamo parlando del "grande e terribile giorno del Signore (YHWH)", in cui Dio distruggerà tutte le nazioni che si oppongono al Suo regno, ad Armaghedon (Gioele 2:32). Qui Sofonia parla del "gran giorno del Signore (YHWH)" contro l'infedele Gerusalemme, che determinerà la sua momentanea distruzione per mano dei suoi "nemici". 

Non sappiamo al momento quali armi distruttive saranno impiegate allo scopo, ma possiamo immaginarlo, visto che "tutto il paese sarà divorato dal fuoco" e ci sarà "una distruzione improvvisa e totale di tutti gli abitanti del paese". Sì, nessuno che si troverà a Gerusalemme in quel momento sopravvivrà! Eppure altre profezie ci parlano di superstiti. È vero, alcuni abitanti d'Israele saranno risparmiati, ma non quelli che si troveranno a Gerusalemme durante l'ultimo attacco. Si salveranno coloro che avranno prestato ascolto all'avvertimento e saranno tornati al loro Dio per tempo. Si salveranno quelli che, ubbidendo con fede al comando di Dio, saranno fuggiti lontano dai "Caldei", trasferendosi per tempo in una zona più sicura. Si salveranno anche coloro che, non potendo allontanarsi, si saranno arresi agli "Assiri", invece di combatterli. E si salveranno in extremis quelli che fuggiranno ai monti vicini a Gerusalemme quando gli eserciti guidati dalla Turchia assedieranno la città. 

Che dire di voi? Se non siete ebrei e vivete nelle altre nazioni, sappiate che non sopravvivrete all'ira di Dio se non avrete imparato ad amarLo! Le nazioni del mondo si stanno preparando per scannarsi a vicenda in un prossimo conflitto mondiale. Non cadete nella "trappola" dei "Caldei", scendendo in guerra contro di loro! Non sostenete i "Caldei" (o "Assiri") mentre invaderanno Israele, perché saranno anch'essi sconfitti. Se abitate in Israele, sappiate che non ve la passerete bene, allorché il cavaliere del "cavallo rosso" (la guerra) inizierà a devastare il vostro Paese, o il cavaliere del "cavallo nero" (la "grande tribolazione") ridurrà drasticamente le vostre entrate e nemmeno quando il cavaliere del "cavallo giallastro" (gli "Assiri") seminerà distruzione e morte! Anche se gli "Assiri" saranno sconfitti, gli "invasori" che verranno dopo saranno in assoluto peggiori dei precedenti. Non servirà ricostruire le case o piantate nuove vigne. Di lì a poco arriveranno a radere al suolo perfino Gerusalemme e nessun abitante scamperà! Cosa aspettate a prestare ascolto agli avvertimenti divini?! Anziché trastullarvi nelle vostre faccende quotidiane, come se nulla fosse, entrate ora nell' "arca" della salvezza, prima che il Messia, tornando, chiuda definitivamente la "porta"! 

Questo è il tempo in cui ciascuno di noi, ebreo o no, metta in pratica il comando: "Va', o mio popolo, entra nelle tue camere (o "stanze interne"), chiudi le tue porte dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione" (Isaia 26:20). Per poter essere protetti nelle "stanze interne", per così dire, per essere "messi al sicuro nel giorno dell'ira" di Dio, durante l'attuale Giorno del Giudizio, dobbiamo 'cercare Dio', 'cercare la giustizia' e 'cercare l'umiltà'. Se facciamo di testa nostra, non saremo salvati; se ci comportiamo come a noi sembra giusto, non andremo lontano; se cerchiamo l'indipendenza da Dio invece della Sua approvazione, non verremo fuori indenni dalla "grande tribolazione". Se al contrario ci sforzeremo di ascoltare la "voce" di Dio, mettendo in pratica i Suoi comandamenti, se metteremo da parte il nostro punto di vista umano per affidarci alla sapienza di Dio, se ci comporteremo come piace a Lui e non a noi stessi, allora saremo al sicuro nella Sua "arca" fin quando il Giorno del Giudizio su questo mondo non sarà passato. Dopo la "guerra" finale ad Armaghedon, ovunque ci saremo "nascosti", potremo uscire allo scoperto per ringraziare Dio del Suo immenso amore e per averci preservati nel "gran giorno" della Sua ira!

sabato 6 luglio 2019

"Una grande nazione si muove ... contro di te, figlia di Sion"! (Geremia 6:22,23)


Il profeta Gioele chiarisce la dinamica degli avvenimenti che porteranno alla distruzione di Gerusalemme entro i prossimi tre anni e mezzo. Al capitolo 3 del suo libro Dio dice che farà scendere "tutte le nazioni" nella "valle di Giosafat" per giudicarle in relazione a come avranno trattato "il popolo d'Israele" (Gioele 3:2). Questa "valle", situata in Israele, fu teatro di una battaglia decisiva fra l'esercito ebraico capeggiato dal re Giosafat e le nazioni circostanti che minacciavano la nazione.  Il nome "Giosafat" significa "Dio (YHWH) è giudice". Nell'adempimento profetico attuale questa "valle", nella quale vengono radunate "tutte le nazioni", rappresenta la situazione in cui le nazioni del mondo vengono giudicate da Dio, a partire dall'inizio dell'attuale "giorno del giudizio", attraverso il "re" incaricato Gesù Cristo. 

Come abbiamo considerato negli articoli precedenti, presto le nazioni "nemiche" di Israele subiranno anch'esse, in un modo o nell'altro, l'ira dell'Iddio Onnipotente. La profezia dice che saranno giudicate in particolare quando avranno già maltrattato il "popolo" ebraico, quindi allorché l'invasione di Israele sarà già in una fase avanzata e tutti gli "attori" predetti, ovvero le "nazioni circostanti" a Israele, avranno fatto la loro parte. Disperderanno gli ebrei "tra le nazioni" e si 'spartiranno fra di loro il paese'. Li venderanno come "schiavi" per soddisfare i loro istinti più bassi! Ed ecco un momento preciso: Dio rinfaccia a "Tiro" e alla "Filistia" il fatto di essersi impadroniti dei beni della nazione e "venduto ai figli di Iavan i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme, per allontanarli dalla loro patria" (Gioele 3:3-6). Come sappiamo, "Tiro" rappresenta le nazioni che compongono l' "Assiro" (o "Caldei"), mentre la "Filistia" (o "Filistei") prefigura i Palestinesi di Gaza. "Iavan" viene in genere identificata, anche da alcuni traduttori della Bibbia, con la Grecia. Perciò, sappiamo pure che gli "Assiri", in combutta con i Palestinesi, cederanno come "schiavi" degli ebrei ai "figli di Iavan", cioè alla Grecia. In cambio di cosa? Di protezione forse contro i loro nemici? Non lo sappiamo, per ora. Ma lo faranno "per allontanarli dalla loro patria", di sicuro per indebolire militarmente la nazione e renderla più vulnerabile. Fra questi che saranno "venduti" ci saranno probabilmente alcuni ebrei che si saranno arresi durante l'invasione. Meglio arrendersi che combattere. Tanto gli ebrei fedeli in seguito potranno ritornare in patria. Dio promette: "Ecco, io li richiamo dal luogo dove li avete venduti e farò ricadere le vostre colpe sul vostro capo. Venderò i vostri figli e le vostre figlie ai Giudei, che li venderanno ai Sabei, nazione lontana" (Gioele 3:7,8). 

Qui il profeta si riferisce al momento in cui anche gli "Assiri" la dovranno pagare, come sappiamo, per mano dell'esercito turco e dei suoi alleati. Evidentemente alcuni ebrei scenderanno a patti con la Turchia, nel tentativo di salvarsi in extremis, e baratteranno con i turchi i prigionieri "assiri". Questi saranno poi usati come "merce di scambio" con i "Sabei". Di chi si sta parlando? I "Sabei" erano gli abitanti di "Saba ( o Seba)", questa ricca città da cui proveniva la famosa "regina" che andò dal saggio re Salomone portando ingenti doni. Nelle profezie bibliche a volte i "Sabei" sono associati agli "Etiopi", ma le due espressioni non sono equivalenti. Mentre le espressioni "Etiopi" ed "Etiopia" sono adoperati in modo generico, e infatti prefigurano gli alleati orientali degli Stati Uniti in genere, dei "Sabei" è detto non solo che è una "nazione", ma anche che è "lontana", quindi identificata geograficamente. Questo corrisponde con quanto disse Gesù della "regina" di Saba, specificando che veniva "dalle estremità della terra"(Matteo 12:42). Dunque nelle profezie bibliche i "Sabei" sono gli abitanti di una località ben precisa. Anche se il nome antico è scomparso, le fonti storiche la collocano in un territorio che corrisponde all'odierno Yemen, nell'Arabia sud-occidentale. A quanto pare, Israele scambierà i suoi "prigionieri" "assiri", ricevuti dalla Turchia, con beni materiali provenienti dallo Yemen. Come lo sappiamo? Ce lo rivela indirettamente  Geremia. 

Attraverso il Suo profeta, Dio si rivolge agli abitanti di Gerusalemme: 《Io ho messo delle sentinelle per voi: "State attenti al suono della tromba!" Ma quelli rispondono: "Non staremo attenti"》(Geremia 6:17). Non è forse vero che, proprio in questi giorni, Dio sta richiamando l'attenzione degli ebrei in generali, e degli abitanti di Gerusalemme in particolare, sul "suono della tromba", ovvero sulla proclamazione dei Suoi giudizi contro la città? Quanti di loro hanno accolto l'invito a unirsi all' "esercito" di "Gedeone" per far risuonare l'avvertimento? La maggioranza si ostina a non prestare attenzione. Allora Dio decide di cambiare tattica. Si rivolge a persone non ebree affinché possano fare da "cassa di risonanza", anche a beneficio dei pochi ebrei che torneranno a Lui. "Perciò ascoltate, nazioni! Sappiate, comunità dei popoli, quello che avverrà loro", cioè agli ebrei che non prestano ascolto all'avvertimento. "Ascolta, terra! Ecco, io faccio venire su questo popolo una calamità, frutto dei loro pensieri; perché non sono stati attenti alle mie parole e hanno rigettato la mia legge" (Geremia 6:18,19). 

Sì, Dio annuncia a tutte le nazioni la "calamità" che sta per abbattersi su "questo popolo": presto le nazioni "nemiche" d'Israele la invaderanno in lungo e in largo! Queste parole di Geremia si adempiranno nella fase iniziale dell'invasione. Poi, come dicevamo, in una fase successiva, arriveranno gli eserciti capeggiati dai Turchi che assedieranno Gerusalemme per alcuni mesi. In quel frangente i "capi" d'Israele cercheranno disperatamente protezione nelle altre nazioni. Arriveranno al punto di stringere rapporti commerciali anche con lo Yemen (i "Sabei"), con il quale ora sono ai ferri corti, trafficando esseri umani! Useranno l' "incenso" di "Seba" per alimentare la loro ipocrita forma di adorazione! A questo punto si avvereranno le successive parole di Geremia: "Che m'importa dell'incenso che viene da Seba, della canna odorosa che viene dal paese lontano? I vostri olocausti non mi sono graditi, i vostri sacrifici non mi piacciono" (Geremia 6:20).Per quanto si sforzino di impreziosire le loro funzioni religiose, non riusciranno a far desistere l'Iddio d'Israele dalla punizione che infliggerà per la loro caparbia infedeltà! E tutti, "padri e figli, vicini e amici", "inciamperanno" (o cadranno) nei Suoi giudizi. 

Allora le "nazioni circostanti" a Israele saranno nel pieno della loro invasione e si faranno guerra le une contro le altre! "Proclamate questo fra le nazioni! Preparate la guerra! Risvegliate i prodi! Vengano e salgano tutti gli uomini di guerra!" "Le nazioni si muovano e vengano nella valle di Giosafat! Perché là io mi metterò seduto per giudicare tutte le nazioni circostanti". "Il sole e la luna si oscurano e le stelle perdono il loro splendore. Il Signore (YHWH) ruggirà da Sion, farà sentire la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra tremeranno" (Gioele 3:9,12,15,16). Mentre le "nazioni circostanti" invaderanno a turno Iaraele, e contemporaneamente procederà lo "scontro" fra il "re del settentrione" e il "re del mezzogiorno" in una guerra totale, la Turchia farà il suo ingresso in Israele, sconfiggerà gli "Assiri" e scenderà a patti con alcuni ebrei, come dicevamo. Nel giro di una manciata di giorni, si verificheranno straordinari "fenomeni celesti", poiché i "luminari" d'Israele, i suoi rappresentanti, perderanno il loro splendore. Allora apparirà il Messia per portare il Giudizio Universale. I morti risusciteranno e alcuni dei risuscitati si uniranno evidentemente con l'esercito invasore (Matteo 24:29,30; Giovanni 5:28,29; Apocalisse 17:12). In questo senso 'saranno risvegliati i prodi'. Insieme agli altri "nemici" di Israele, guidati dal Nemico di Dio per eccellenza, sotto l'egida della Turchia, formeranno il grandissimo esercito di "cavalleria" descritto nell'Apocalisse, il "popolo numeroso e potente" menzionato da Gioele. Geremia lo descrive così: "Ecco un popolo viene dal paese del settentrione, una grande nazione si muove dalle estremità della terra. Essi impugnano l'arco e la freccia; sono crudeli, non hanno pietà; la loro voce è come il muggito del mare; montano cavalli; sono pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, figlia di Sion" (Apocalisse 9:16-19; Gioele 2:2-9; Geremia 6:22,23). Certamente viene "dal paese del settentrione", ovvero dal "re del settentrione" di Daniele, è una "grande nazione" lontana, la Turchia appunto, ma sarà anche un "popolo" che ha il suono del "muggito" del mare, per quanto imponente, ed è eterogeneo, perché godrà del sostegno diretto o indiretto di tutte le altre nazioni, eppure compatto, in quanto sono "pronti a combattere come un solo guerriero" (Apocalisse 17:17). Sarà terribile anche solo parlarne, figuriamoci vederli in azione! "Noi ne abbiamo udito la fama e le nostre mani si sono infiacchite; l'angoscia ci coglie, un dolore come di partoriente" (Geremia 6:24).

Sarà in quel momento che Dio 'siederà' a Gerusalemme per giudicare "tutte le nazioni circostanti" attraverso il Suo "giudice" incaricato, la Sua "voce", o "Parola" (Giovanni 1:1), che verrà con i suoi "angeli", i "prodi" di Dio! Gli "eletti" saranno radunati tutti in cielo e il resto delle persone del mondo giudicate in modo definitivo. "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, prenderà posto sul suo glorioso trono. E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli le separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dei capri" (Matteo 24:31; 25:31,32). Gli ebrei fedeli che torneranno a Dio saranno fra le "pecore" giudicate degne di ricevere la vita eterna. Saranno al "sicuro" nell' "arca" spirituale di Dio insieme a persone ubbidienti di tutte le nazioni (Matteo 25:33,34,46; Gioele 3:16).

Cosa impariamo da tutto questo? Se siete ebrei, magari residenti in Israele, e ancor di più se abitate a Gerusalemme, sappiate che il giudizio di Dio si abbatterà presto sulla nazione! I vostri "nemici" tratteranno gli israeliani come qualcosa di poco conto! Fareste meglio a prestare attenzione al "suono della tromba" e partecipare con tutto il cuore alla proclamazione dei giudizi di Dio. L'esercito composito che infine distruggerà Gerusalemme sarà crudele e non avrà pietà dei suoi abitanti. Quant'è meglio allontanarsi fin d'ora dalla "zona di pericolo"! 

Se siete fra gli "Assiri", sappiate che i "nemici" d'Israele pagheranno cara la loro invasione! Gli "Assiri" che parteciperanno saranno trattati come "merce di scambio"! Se vivete in Turchia, o nei paesi alleati, non sostenete politicamente lo "sforzo" che farà per attaccare Israele! Quando il Messia tornerà, chiederà conto del sangue versato! Dopo non sarà più possibile tornare indietro e dovrete aspettare con terrore l'esecuzione del giudizio di Dio nella Sua "guerra", ad Armaghedon! Cercate ora l'approvazione dell'Iddio d'Israele, facendo quello che a Lui fa piacere. Non partecipate alle guerre delle nazioni, ma combattete la vostra "battaglia" spirituale per la giustizia di Dio con le "armi" dell'amore.

Facciamo tutti ogni sforzo per restare "alla destra" del nostro "Pastore", Gesù Cristo, godendo della sua approvazione, per poter partecipare all'adempimento di queste parole: "Allora il re dirà a quelli alla sua destra: 《Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del mondo》" (Matteo 25:34).